Il nuovo Ccnl colf e badanti, in vigore dal 1° ottobre 2020, ha previsto alcune novità per il settore domestico, tra cui nuove aliquote per la Cassa colf, così come stabilito dall'art. 53.
Le nuove aliquote contributive sono raddoppiate rispetto a quelle previste in precedenza, e come indicato nelle note a verbale del Ccnl, vanno applicate a partire da gennaio 2021.
Fino al 31/12/2020 l'aliquota contributiva della Cassa colf era fissata in 0,03 € totali l'ora di cui 0,02 € a carico datore e 0,01 € a carico collaboratore. I contributi Cassa Colf da gennaio 2021 invece saranno di 0,06 € totali, di cui 0,04 € a carico datore e 0,02 € a carico collaboratore.
Webcolf è già stato aggiornato con le nuove aliquote dei contributi Cassa Colf da gennaio 2021.
Ricordiamo che il nuovo Ccnl aveva già apportato una modifica ai contributi Cassa colf a partire da ottobre 2020, mese dal quale sono state ridotte le ore contributive ai fini della Cassa Colf per i contratti di assistenza e presenza notturna. Le ore contributive su cui calcolare la Cassa colf non corrispondono più a 54 ore settimanali ma a 48 ore per l'assistenza notturna e 30 per la presenza notturna. Le ore lavorative e quelle contributive ai fini Inps invece resteranno di 54 ore settimanali.
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Tipologie di contratto badante convivente
Quando la badante è convivente?
Il contratto con la badante va stipulato in regime di convivenza quando la collaboratrice domestica convive con l'assistito (quindi dorme e mangia presso la casa della persona da assistere) o quantomeno vi trascorre la maggior parte della giornata.
Si è in presenza di un rapporto di convivenza anche nel caso in cui la badante, ad esempio, non dorma con la persona da seguire ma arrivi al mattino e lasci l'abitazione la sera. La badante è convivente se alterna momenti di lavoro / assistenza con momenti di riposo. Ad esempio momenti in cui guarda la televisione ma su richieste dell'assistito è in grado di intervenire per esempio somministrare farmaci, coadiuvare gli spostamenti, preparare il pranzo e la cena, etc.
Orario di lavoro della badante convivente a tempo pieno
L'orario di lavoro delle badanti conviventi a tempo pieno prevede 10 ore al giorno per 5 giorni a settimana, più 4 ore nel giorno di mezza giornata di riposo, per un totale di 54 ore settimanali. Le badanti hanno inoltre diritto a un riposo giornaliero di almeno 11 ore consecutive.
Se l'orario non è tra le 6:00-14:00 o 14:00-22:00, o se non sono a tempo parziale, hanno diritto a un riposo intermedio di almeno 2 ore nel pomeriggio. Questo riposo è non retribuito e durante questo periodo la badante può anche lasciare l'abitazione dell'assistito. Il riposo settimanale è di 36 ore: 24 ore la domenica e 12 ore in un altro giorno concordato, normalmente il sabato pomeriggio.
Se la badante lavora durante la mezza giornata di riposo infrasettimanale, la retribuzione è maggiorata del 40% ma ci si può accordare per recuperare il riposo in un altro giorno.
Tipologie di contratto badante convivente
Una badante convivente può essere assunta con il livello BS, CS o DS, in base alle mansioni che dovrà svolgere.
Se dovrà occuparsi di una persona autosufficiente, l'inquadramento corretto è BS; se dovrà fornire assistenza a una persona non autosufficiente, dovrà essere inquadrata come CS o DS. CS è il livello di inquadramento per le lavoratrici senza titolo di studio specifico; DS invece è il livello di inquadramento delle lavoratrice con diploma o certificazioni inerenti alle mansioni che dovranno svolgere (come OSS od operatori sanitari).
Tipologie di contratto badante convivente: orario di lavoro
In base al livello di inquadramento, il CCNL colf e badanti prevede diversi tipi di contratto.
Livello BS. È possibile assumere una badante convivente di livello BS part time o full time. Il contratto BS part time prevede un orario massimo di 30 ore settimanali e una retribuzione lorda mensile di euro 696,13 (aggiornata a gennaio 2024). L'orario di lavoro può anche essere inferiore a 30 ore settimanali, ma la retribuzione non verrà riproporzionata; ciò significa che una badante che lavora 30 ore come convivente riceve la stessa retribuzione lorda di una badante che lavora 15 ore convivente.
I contributi, invece, vengono calcolati sul numero di ore effettive previste dal contratto di assunzione. Se la paga lorda è fissa e imposta dal CCNL, i contributi invece sono calcolati direttamente in base al numero di ore settimanali che vengono lavorate. Per una collaboratrice che lavora 15 ore verranno trattenuti meno contributi dalla paga lorda rispetto ad una collaboratrice che lavora 30 ore; per lo stesso motivo, in proporzione, badante che lavora meno ore viene pagata leggermente di più.
La stessa cosa vale se si assume una badante come convivente full time; l'orario previsto dal CCNL è di 54 ore, ma può essere anche inferiore. In tal caso la paga non cambia ma diminuisce il numero di contributi a carico del lavoratore (che percepisce uno stipendio leggermente superiore) e diminuisce l'importo dei contributi a carico del datore di lavoro che, quindi, sostiene complessivamente un costo inferiore rispetto ad una badante a tempo pieno.
Livelli CS e DS. È possibile assumere una badante convivente di livello CS o DS, quindi quando prestano assistenza a persone non autosufficienti, soltanto con contratto a tempo pieno che quindi sono solitamente distribuite in 10 ore al giorno dal lunedì al venerdì e 4 ore il sabato, per un totale di 54 ore settimanali.
Se alla collaboratrice viene richiesto di lavorare il sabato pomeriggio o la domenica, le ore di lavoro aggiuntive sono da considerarsi straordinari.
Una informazione importante: anche se in regime di convivenza ma se le parti concordano un orario inferiore alle 54 ore, la retribuzione mensile lorda rimane la stessa e non va calcolata alcuna riproporzione. Semplicemente il lordo mensile previsto dal contratto viene raggiunto mediante una retribuzione oraria maggiore.
Per calcolare un preventivo di costo per assumere una badante convivente, è possibile utilizzare il nostro simulatore cliccando qui. sempre aggiornato con le ultime retribuzioni in vigore.
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Contratto badante convivente tempo pieno
Nei casi di assistenza a persone non autosufficienti normalmente va stipulato un contratto badante convivente tempo pieno.
Una collaboratrice convivente, ha inoltre un costo inferiore rispetto all'assunzione di una collaboratrice full time a ore per la maggior parte della giornata e nel tempo il contratto di convivenza a tempo pieno è diventata la formula contrattuale più diffusa e generalmente applicata.
Il contratto badante convivente prevede 54 ore di lavoro settimanali suddivise solitamante in 10 ore dal lunedì al venerdì e 4 ore il sabato.
Le ore indicate sono previste come diurne, e la presenza della badante durante la notte è intesa in modo utile a fruire dell'alloggio: alla lavoratrice va concesso un riposo continuativo di 11 ore anche se può essere a disposizione in caso di eventuale necessità ed urgenze.
Questo tipo di contratto prevede un giorno e mezzo di riposo, e 2 ore giornaliere, normalmente concordate appena dopo pranzo, previste per i giorni di lavoro.
Le 10 ore giornaliere di lavoro devono essere considerate un orario convenzionale, e non il conteggio preciso delle ore lavorate; infatti, le mansioni di una badante convivente prevedono l'alternarsi di momenti di lavoro a momenti di riposo. Perciò non sarà necessario indicare eventuali ore di straordinari, perché con le 10 ore si intende già una giornata completa.
Contratto badante convivente tempo pieno: è necessario trasferire la residenza?
Una badante convivente può trasferire la residenza presso l'abitazione del datore di lavoro oppure può mantenere la propria residenza ad un indirizzo diverso. Avere la residenza presso il datore di lavoro ed essere una badante convivente con il datore di lavoro, infatti, sono due cose distinte.
Pur essendo convivente, una collaboratrice può mantenere la sua residenza personale e ogni fine settimana, durante le 36 ore di riposo, rientrare presso il proprio domicilio e trascorrervi la notte. Invece, se una collaboratrice convivente trasferisce la residenza presso il datore di lavoro, l'abitazione del datore sarà a tutti gli effetti anche la sua, e potrà rimanere nell'abitazione per tutta la durata del suo riposo settimanale. Pur rimanendo a casa del datore, però, non dovrà lavorare e alla collaboratrice non potrà essere richiesta alcuna mansione, nemmeno di sorveglianza, pena l'obbligo di segnare del lavoro straordinario o la corresponsione di un'indennità. Si precisa inoltre che in questo modo viene a mancare il giorno di riposo che, se non è recuperato nei giorni successivi, espone il datore di lavoro a possibili sanzioni.
Il datore di lavoro dovrà tenere conto che, se la collaboratrice trasferisce la residenza presso la sua abitazione entra a far parte a tutti gli effetti del nucleo familiare; per questo motivo, la tassa comunale sui rifiuti (TARI) a carico del datore aumenterà.
Contratto badante convivente tempo pieno: il vitto e l'alloggio
Per i lavoratori conviventi, il vitto e l'alloggio fanno parte della retribuzione.
Il vitto e alloggio alla badante convivente vengono generalmente corrisposti in natura; il datore di lavoro provvede alla spesa per i pasti della lavoratrice, e permette l'alloggio durante la notte in una stanza apposita, dove la collaboratrice può sistemare le sue cose.
Si può concordare però che il vitto, l'alloggio, o entrambi vengano corrisposte mediante un valore sostitutivo in denaro. Accade spesso che a causa di scelte alimentari particolari, o su richiesta della lavoratrice, le parti trovino più semplice gestire la corresponsione del vitto in denaro.
Nel caso in cui la lavoratrice richiedesse di rientrare presso il proprio domicilio per la notte, le dovrà essere corrisposto l'alloggio in denaro.
Il valore economico del vitto e alloggio è indicato nelle tabelle sindacali, e varia di anno in anno.
I valori per il 2024 sono i seguenti: - colazione/pranzo: 2,28 - cena: 2,28 - alloggio: 1,96.
Se il vitto e l'alloggio vengono corrisposti in natura, in caso di ferie o festività, in occasione delle quali il lavoratore trascorrerà il suo tempo fuori dall'abitazione del datore, dovranno essere corrisposti in denaro come indennità sostitutiva di vitto e alloggio.
Spieghiamo qui le diverse tipologie di contratto possibili per assumere una badante convivente.
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Pagamento dei contributi della colf o badante
Ogni mese il datore di lavoro domestico elabora la busta paga della propria colf o badante ove sono indicati nel dettaglio tutti gli estremi del contratto, le presenze e le assenze del mese, il totale delle competenze spettanti, il numero di ore lavorate, il numero delle ore retribuite sulle quali, in base alle settimane complete del mese, si calcolano i contributi a carico della colf o badante.
Attraverso l'elaborazione del cedolino paga quindi il datore trattiene alla collaboratrice i contributi a carico di quest'ultima che poi andranno versati unitamente a quelli del datore con cadenza trimestrale stabilita dall'Inps.
L'utente Webcolf non ha necessità di impostare nulla di particolare nel programma in quanto la trattenuta dei contributi, essendo prevista per legge, viene effettuata in modo automatico sul cedolino paga. Questa è l'opzione di default. Nella prassi le parti si accordano spesso perchè il datore di lavoro versi a proprio carico tutti i contributi, sia i propri, sia quelli della collaboratrice domestica. In questo caso dovrà essere selezionata la specifica opzione 3.1 nel menù Assunzione | inserimento collaboratore | trattamento economico | impostazioni paga avanzate.
Pagamento dei contributi della colf o badante: quando vanno pagati i contributi
Ogni tre mesi, secondo scadenze prefissate dall'Inps, il datore domestico versa i contributi Inps (e Cassa colf) utilizzando l'avviso di pagamento pagoPA, che contiene i contributi del datore più quelli del collaboratore già trattenuti ogni mese.
Il collaboratore domestico non può pagare i contributi in autonomia ma se ne occupa il datore di lavoro per suo conto.
I datori domestici sono tenuti a versare i contributi ogni trimestre in base alle scadenze fissate dall’Inps:
- 1° trimestre (contributi di gennaio-marzo) vanno versati dall'1 al 10 aprile;
- 2° trimestre (contributi di aprile-giugno) vanno versati dall'1 al 10 luglio;
- 3° trimestre (contributi di luglio-settembre) vanno versati dall'1 al 10 ottobre;
- 4° trimestre (contributi di ottobre-dicembre) vanno versati dall'1 al 10 gennaio dell’anno successivo.
Se il 10 cade di sabato il termine rimane il 10. Se, invece, tale termine cade di domenica la scadenza è posticipata al giorno 11. In caso di cessazione del rapporto il datore di lavoro domestico dovrà versare invece i contributi entro 10 giorni dal termine del rapporto di lavoro domestico. Le nuove aliquote contributive vengono normalmente determinate dall'INPS con una circolare che viene pubblicata nel corso del mese di gennaio. Per i rapporti che cessano i primi giorni dell'anno, prima dell'uscita della circolare INPS, i contributi potranno essere pagati anche dopo i 10 giorni normalmente previsti.
Dal 2020, come stabilito dall'Inps, il versamento dei contributi avviene mediante avviso di pagamento pagoPA, in sostituzione del precedente bollettino Mav. PagoPA è un sistema di pagamento elettronico realizzato per uniformare tutti i pagamenti verso la pubblica amministrazione.
I datori di lavoro possono effettuare il pagamento dei contributi con le seguenti modalità:
online, tramite il portale dei pagamenti;
con avviso di pagamento pagoPA, presso i canali dei Prestatori di Servizio di Pagamento (PSP) aderenti:
agenzie della banca;
uffici postali;
home banking dei PSP;
sportelli ATM abilitati delle banche;
punti vendita SISAL, Lottomatica e Banca 5 (tabaccherie);
con avviso di pagamento pagoPA, presso i canali dei PSP che non hanno aderito direttamente alla convenzione pagoPA, tramite il circuito CBILL, utilizzando il codice interbancario AAQV6 assegnato a INPS.
Pagamento dei contributi della colf o badante: come si effettua il calcolo dei contributi da versare
L'Inps invia periodicamente ai cittadini delle comunicazioni con i PagoPA standard, senza Cassa Colf, nel presupposto di un rapporto che si svolga in maniera standard. Peraltro non vengono considerate le festività del periodo e naturalmente nemmeno le ore di assenza, permessi, malattia non indennizzata, etc in quanto l'Inps non vede le buste paga della colf o badante. L'INPS, inoltre, non conosce eventuali aumenti della retribuzione e quindi gli aggiornamenti degli scatti di anzianità o paga sindacale.
I PagoPA ricevuti, quindi, vanno quasi sempre rigenerati sulla base delle effettive presenze e della retribuzione corrisposta.
Grazie a Webcolf l'utente può elaborare i pagoPA in modo molto più veloce, evitando errori ed imprecisioni, in base alle presenze e al trattamento economico inseriti nel programma che quindi poi risultano immediatamente corrispondenti poi alle stampe annuali (dichiarazione della CU sostitutiva, dichiarazione degli oneri deducibili, ecc..) che vanno rilasciati dal datore di lavoro a fine anno e che servono per la denuncia dei redditi sia del collaboratore domestico, sia del datore stesso.
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Preavviso in caso di dimissioni della colf o badante
La colf o badante che desidera concludere il rapporto di lavoro con il proprio datore domestico deve necessariamente rispettare il preavviso previsto dall'articolo 40 del contratto collettivo.
Preavviso in caso di dimissioni della colf o badante: quali sono i termini da rispettare?
Il Ccnl colf e badanti in caso di dimissioni stabilisce i seguenti termini di preavviso:
Per il rapporto di lavoro non inferiori alle 25 ore settimanali:
- fino a 5 anni di anzianità presso lo stesso datore di lavoro: 8 giorni di calendario;
- oltre i 5 anni di anzianità presso lo stesso datore di lavoro: 15 giorni di calendario.
Per il rapporto di lavoro inferiori alle 25 ore settimanali:
- fino a 2 anni di anzianità presso lo stesso datore di lavoro: 8 giorni di calendario;
- oltre i 2 anni di anzianità presso lo stesso datore di lavoro: 15 giorni di calendario.
Preavviso in caso di dimissioni della colf o badante: come va dato il praevviso?
La colf o badante, nel dimettersi con lettera scritta e consegnata al datore, può scegliere tra due opzioni:
- dimettersi con preavviso che sarà quindi lavorato. Il preavviso in tal caso é a tutti gli effetti un periodo ordinario di lavoro, al termine del quale il rapporto si intende concluso. Per la procedura completa da seguire in caso di dimissioni con preavviso lavorato, si può leggere l'articolo Dimissioni colf e badanti con preavviso
- Dimissioni immediate. In tal caso il rapporto termina subito e il preavviso sarà trattenuto dal datore nell'ultima busta paga.
Si precisa che il preavviso deve essere sempre lavorato e non può essere sostituito da ferie, permessi, ecc... perchè in tal caso si allungherebbe il termine finale del rapporto. Il datore, può anche decidere, a sua discrezione di esonerare la colf o badante dal preavviso. Per conoscere la procedura da seguire in tal caso leggere l'articolo Dimissioni colf e badanti senza preavviso
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Preavviso di licenziamento per colf e badanti
Il datore di lavoro domestico che desidera concludere il rapporto di lavoro con la propria colf o badante, salvo il caso del licenziamento per giusta causa, deve rispettare il preavviso di licenziamento per colf e badanti previsto all'articolo 40 del contratto collettivo.
Preavviso di licenziamento per colf e badanti: quali sono i termini ?
Il Ccnl colf e badanti in caso di licenziamento stabilisce i seguenti termini di preavviso:
Per il rapporto di lavoro non inferiori alle 25 ore settimanali
- fino a 5 anni di anzianità presso lo stesso datore di lavoro: 15 giorni di calendario; - oltre i 5 anni di anzianità presso lo stesso datore di lavoro: 30 giorni di calendario.
Per il rapporto di lavoro inferiori alle 25 ore settimanali
- fino a 2 anni di anzianità presso lo stesso datore di lavoro: 8 giorni di calendario;
- oltre i 2 anni di anzianità presso lo stesso datore di lavoro: 15 giorni di calendario.
In entrambi i casi sopra riportati, il Ccnl indica inoltre che i termini di preavviso devono essere raddoppiati nell'eventualità in cui il datore di lavoro intimi il licenziamento alla propria colf o badante prima che siano trascorsi 31 giorni dal rientro della stessa dallamaternità.
Se ad esempio si tratta di badante assunta da 6 anni per 54 ore settimanali, il preavviso di 15 giorni di calendario diventa di 30 giorni.
Preavviso di licenziamento per colf e badanti: come va dato il preavviso?
Il datore di lavoro, nell'effettuare il licenziamento della collaboratrice che va sempre fatto per iscritto, può scegliere tra due opzioni:
- licenziare la colf o badante con preavviso che sarà quindi lavorato. Il preavviso in tal caso é a tutti gli effetti un periodo ordinario di lavoro, al termine del quale il rapporto si intende concluso. Per la procedura completa da seguire in caso di licenziamento con preavviso lavorato, si può leggere l'articolo Licenziamento colf e badanti con preavviso;
- Licenziare la colf o badante senza preavviso, in modo immediato. In questo caso il rapporto termina subito, al ricevimento della comunicazione e il preavviso non sarà lavorato ma pagato dal datore, nell'ultimo cedolino, tramite indennità sostitutiva in denaro. Per conoscere la procedura da seguire in tal caso leggere l'articolo Licenziamento colf e badanti senza preavviso.
Il preavviso, per essere considerato regolare, deve essere sempre lavorato, pertanto non può essere sostituito da periodi di ferie, malattia o altre assenze, salvo accordo tra le parti. Le ferie svolte durante il preavviso quindi lo allungano, spostando la data di termine del rapporto di lavoro domestico.
Anche per la sostituzione parziale del preavviso con periodi di assenza dovrebbe esservi accordo tra le parti.
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Quanto costa una badante la domenica
Il Ccnl colf e badanti stabilisce come giorno di riposo settimanale la domenica, sia per le colf e badanti conviventi che non conviventi.
Quanto costa una badante la domenica: richiesta di impiego solo in casi straordinari
Può capitare che il datore abbia necessità della collaboratrice la domenica, come recita il Ccnl, "per esigenze imprevedibili e che non possano essere altrimenti soddisfatte".
In tali occasioni dovrebbe essere corrisposta la maggiorazione del 60% per lavoro svolto la domenica e concesso un uguale numero di ore di riposo non retribuito nel corso della giornata immediatamente successiva.
Quanto costa una badante la domenica: giorno ordinario di lavoro
Ci sono dei casi in cui la domenica costituisce giorno ordinario di lavoro:
1)assunzione con contratto c.d. di sostituzione riposi. Viene assunta con tale tipo di contratto una colf o badante che deve sostituire qualla principale full-time durante i suoi turni di riposo quindi la sostituta ha la domenica come ordinario giorno di lavoro.
In questo particolare caso non va aggiunta alcuna maggiorazione in quanto la paga prevista per questo tipo di contratto é già, come recita il Ccnl, "comprensiva di tutte le maggiorazioni previste." Per maggiori informazioni su questa tipologia di contratto si consiglia di leggere il nostro articolo al link Come sostituire la badante durante i riposi?
2) Assunzione con contratto ordinario ma con giorno di riposo diverso dalla domenica. Per quanto riguarda la giornata di riposo, il Ccnl all'art. 14 stabilisce che il riposo settimanale domenicale è irrinunciabile e che qualora il lavoratore professi una fede religiosa che preveda la solennizzazione in giorno diverso dalla domenica, le parti potranno accordarsi sulla sostituzione, a tutti gli effetti contrattuali, della domenica con altra giornata. Il lavoro svolto la domenica in tal caso non darà più diritto alla maggiorazione del 60% della paga globale di fatto ma ne darà diritto l'eventuale lavoro svolto nella diversa giornata di riposo richiesta dalla colf o badante al momento dell'assunzione. Se però fosse il datore, per sue esigenze, a chiedere alla collaboratrice di stabilire una giornata di riposo diversa dalla domenica, il 60% di maggiorazione in tale giornata va ugualmente riconosciuto.
Quanto costa una badante la domenica:simulare il costo
A) In base a quanto stabilito dal Ccnl colf e badanti le ore lavorate la domenica vanno retribuite con la "maggiorazione del 60% della retribuzione globale di fatto dove per retribuzione globale di fatto s’intende quella comprensiva di tutte le indennità di cui alle tabelle allegate, ivi incluse le indennità di vitto e alloggio."
In caso di collaboratore non convivente il costo per lavoro svolto la domenica é semplice da calcolare:
paga oraria concordata + 60% = paga oraria domenicale x ore svolte la domenica = retribuzione spettante
esempio paga 5,60 + 60% = 8,96 x ore svolte, esempio 8 = 71,68 euro
B) Per la colf o badante convivente invece il Ccnl prevede l'inclusione anche del vitto alloggio nella base oraria di calcolo. Quando il collaboratore é convivente, anche se corriposto in natura, il vitto alloggio fa sempre parte della retribuzione che il collaboratore percepisce dal datore.
Esempio di calcolo per il 2020:
5,61 vitto alloggio giornaliero per il 2020 x giorni lavorativi standard settimanali = vitto e alloggio settimanale : ore settimanali standard = vitto e alloggio orario
vitto e alloggio orario + base oraria (mensile : 4,3334 : ore settimanali standard) = base sulla quale calcolare lo straordinario
base sulla quale calcolare lo straordinario + la % di maggiorazione stabilita (nel caso specifico 60%)
esempio per badante convivente, 54 ore settimanali, paga 984,01 mensili lordi5,61 x 6 giorni lavorativi a settimana = 33,66 € di vitto alloggio settimanale : 54 ore settimanali = 0,62 € di vitto alloggio orario
0,62 € di vitto alloggio orario + 4,21 base oraria (984,01 : 4,3334 : 54) = 4,83 € base per il calcolo dello straordinario
4,83 € + 60% = 7,73 € l'ora x 10 ore lavorate per esempio una domenica = 77,30 € da corrispondere alla collaboratrice
All'utente non esperto si consiglia di inserire un datore e collaboratore di prova nella sezione registrata del programma e fare un cedolino di esempio in modo da valutare in concreto una mensilità con tutte le domeniche lavorate.
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Aggiornamento notizie covid per colf e badanti
[AGGIORNAMENTO NOTIZIE COVID PER COLF E BADANTI: AGGIORNATE A NOVEMBRE 2020]
Per tenere sempre aggiornati in nostri utenti, su tutte le ultime novità in tema di gestione del rapporto domestico durante l'epidemia da covid-19, é stata creata una sezione appositamente dedicata.
Nella sezione covid di Webcolf riportiamo aggiornamenti utili per i datori domestici, colf e badanti, analizzando i temi centrali e anche i Dpcm o Decreti che interessano il settore domestico.
Come gestire il rapporto con la colf o badante direttamente dal cellulare
Come gestire il rapporto con la colf o badante direttamente dal cellulare: cosa fare se sei un datore privato
Da oggi con Webcolf puoi gestire il rapporto domestico direttamente da cellulare, ovunque ti trovi!
La nuova app per mobile é più semplice rispetto alla versione precedente infatti le credenziali per entrare nell'app sono le stesse che il datore utilizza per entare in Webcolf da pc e ora il menù e le maschere sono esattamente le stesse a cui l'utente é abituato da pc.
Sarà necessario solamente scaricare l'App dallo store del tuo cellulare (Apple od Android), indicare solita login e password e via!
L'utente privato inoltre, per gestire in modo ancora più semplice e veloce il suo rapporto domestico, può far scaricare l'app Webcolf anche alla propria colf o badante che con apposite credenziali (indicate dal datore in Assunzione | inserimento collaboratore | dati anagrafici 2), potrà consultare le buste paga o anche inserire le presenze del mese. Sarà il datore di lavoro a scegliere cosa può fare la collaboratrice nell'app.
Scarica la nostra app Webcolf, cliccando qui!
Come gestire il rapporto con la colf o badante direttamente dal cellulare: cosa fare se sei uno studio, caf, patronato
Con la nuova app di Webcolf anche l'utente professionale può gestire i rapporti domestici da dispositivi mobili sempre con le solite credenziali, indicate in fase di registrazione.
In aggiunta, per semplificare il lavoro dell'utente professionale, é possibile creare delle credenziali apposite per ogni singolo cliente (menù Assunzione | inserimento datore | maschera 2), permettendogli di collegarsi per scaricare i cedolini e anche inserire le presenze, abilitando la specifica opzione.
In questo modo lo studio non avrà necessità di contattare telefonicamente il cliente per conoscere le presenze ma riceverà semplicemente una notifica via mail quanto il datore avrà indicato nel programma le ore svolte nel mese dalla colf o badante. Il datore a sua volta riceverà una notifica quando il cedolino sarà elaborato dallo studio.
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Aggiornamento Webcolf con il nuovo contratto colf e badanti 2020
In seguito all'entrata in vigore del nuovo Ccnl ai primi di ottobre si é provveduto all'aggiornamento Webcolf con il nuovo contratto colf e badanti 2020. In questo nuovo aggiornamento sono gestite tutte le novità introdotte dal nuovo Ccnl, approfondite in sintesi nell'articolo Colf e badanti contratto 2020 novità da ottobre
Aggiornamento Webcolf con il nuovo contratto colf e badanti 2020: nuovo compito del sistema di aiuto utente
Per evidenziare le modifiche del nuovo contratto e fare in modo che gli utenti aggiornino l'inquadramento della propria colf, badante o baby sitter, quando necessario, potrebbe essere visibile un nuovo compito nel "Sistema di aiuto", presente nella pagina principale dopo essere entrati nella propria pagina personale.
Il compito, come sotto indicato, viene visualizzato solamente dagli utenti che hanno in essere un rapporto di lavoro che potrebbe subire cambiamenti a causa del nuovo Ccnl.
Il programma non può sapere se l'utente debba inserire delle variazioni, quindi per tutti i rapporti in essere con determinati livelli l'avviso viene mostrato.
Quando l'utente clicca sull'avviso in rosso il programma porta direttamente alla maschera dell'inquadramento dell'anagrafica collaboratore in modo che possano essere effettuate le variazioni opportune.
Le cose da verificare sono:
a) se il livello di inquadramento corrisponde con le mansioni effettivamente svolte, diversamente il collaboratore dovrà essere promosso all'inquadramento successivo;
b) se il lavoratore presta assistenza a più persone anziane o se segue bambini con età inferiore ai 6 anni.
Sarà l'utente quindi a dover verificare la necessità di variare il contratto per adeguarlo al nuovo Ccnl oppure semplicemente riconfermare la maschera dell'inquadramento.
Si pensi ad esempio ad una badante assunta con livello CS. Il nuovo Ccnl prevede un'indennità aggiuntiva nel caso in cui, per lo stesso contratto, la badante debba assistere due persone non autosufficienti come ad esempio marito e moglie anziani. Nel caso sia dovuta l'indennità si dovrà apporre il flag "Indennità assistenza più persone non autosufficienti" per applicare l'indennità altrimenti sarà sufficiente memorizzare l'inquadramento alle attuali condizioni contrattuali, come nell'esempio qui sotto.
Nel caso in cui si sia dovuta applicare l'indennità con il relativo flag, dopo aver memorizzato in alto e indicato che la variazione ha effetto dal 10/2020, é necessario proseguire fino alla maschera 6 del trattamento economico. In tale maschera l'utente può verificare l'applicazione dell'indennità, a quanto ammonta, l'aggiornamento del costo totale, eventualmente assorbire in modo diverso l'acconto futuri aumenti quando presente e poi stampare una lettera di variazione come indicato sotto, nella foto.
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Riduzione contributi Cassa Colf nuovo contratto colf e badanti 2020
Gli articoli 10 e 11 del nuovo contratto colf e badanti in vigore da ottobre 2020 hanno introdotto una riduzione dei contributi Cassa Colf per i contratti di assistenza e presenza notturna.
I contratti di presenza e assistenza notturna prevedono un orario convenzionale di 54 ore settimanali, suddivise in 9 ore per notte, per 6 giorni a settimana. I contributi Cassa Colf, del valore di 0,03 euro orari (di cui 0,01 di quota a carico lavoratore e 0,02 di quota a carico datore di lavoro), con il nuovo contratto, vengono calcolati su 8 ore a notte, nel caso di prestazioni di cura, e per 5 ore a notte nel caso di prestazioni esclusivamente di attesa.
Questa discordanza rispetto al reale numero di ore retribuite permette al datore di lavoro di risparmiare nella gestione del rapporto di lavoro.
Con questo provvedimento, le parti firmatarie intendono andare incontro alle famiglie nelle condizioni più sfavorevoli, che necessitano di assistenza 24 ore su 24.
Dovendo assumere due o più collaboratori infatti per garantire un'assistenza costante, queste famiglie si ritrovano spesso a sostenere costi molto elevati.
RIDUZIONE CONTRIBUTI CASSA COLF NUOVO CONTRATTO COLF BADANTI 2020: COME VERSARE IL CONTRIBUTO
Il nuovo conteggio contributivo si applica dall'entrata in vigore del nuovo contratto, ovvero dal 1° ottobre 2020, e Webcolf gestisce il calcolo in automatico.
Sarà sufficiente, al momento di elaborare l'avviso di pagamento dei contributi, riportare in INPS i dati elaborati da Webcolf. Spieghiamo qui la procedura per elaborare gli avvisi di pagamento trimestrali con Webcolf.
In tema di contributi di assistenza contrattuale, il nuovo contratto colf e badanti 2020, all'articolo 53, specifica anche l'obbligatorierà del versamento, e ne preannuncia l'aumento a partire da gennaio 2021; i contributi cassa colf, infatti, avranno un valore di euro 0,06 orari, di cui 0,02 a carico lavoratore e 0,04 a carico datore di lavoro.
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Certificazione di qualità colf badanti 2020
CHE COS'È LA CERTIFICAZIONE DI QUALITA' COLF BADANTI 2020
Nel mese di dicembre 2019 l’Ente Italiano di Normazione, attraverso la pubblicazione della norma Uni 11766, ha introdotto la possibilità per i lavoratori domestici di comprovare le proprie competenze attraverso l'ottenimento della Certificazione di qualità.
Tale certificazione permette agli assistenti familiari di trovare lavoro con più facilità, oltre a ricevere una retribuzione più alta rispetto ai colleghi privi di tale documento.
Attraverso la certificazione, inoltre, i datori di lavoro avranno modo di valutare se il candidato possiede le competenze necessarie allo svolgimento delle mansioni richieste.
Per il momento, l’ottenimento della certificazione è completamente volontario. Per ottenerla, sono previsti 3 pre-requisiti:
1) aver lavorato regolarmente per almeno 12 mesi, anche non continuativi, nel triennio precedente nel settore del lavoro domestico; 2) avere una conoscenza di base della lingua italiana; 3) aver partecipato ad un corso di formazione (di almeno 40 ore per le colf e 64 ore per baby-sitter e badanti).
I corsi di formazione saranno disponibili dopo l’accreditamento degli enti, che potranno sia erogare i corsi, sia valutare le competenze con gli appositi esami, e fisicamente attribuire la cerificazione agli assistenti familiari.
CERTIFICAZIONE DI QUALITA' COLF BADANTI 2020: L'INDENNITA' IN BUSTA PAGA
La certificazione di qualità colf badanti 2020 permette ai lavoratori di ricevere un'indennità mensile pari a euro 8,00 per gli assistenti familiari inquadrati al livello B, e di euro 10,00 per gli assistenti familiari inquadrati ai livelli BS, CS e DS.
La certificazione di qualità non permette di riceve l'indennità se il lavoratore è inquadrato ai livelli A e C.
Per il livello DS, invece, in caso di lavoratore convivente, l'indennità dovuta alla certificazione viene assorbita dall'indennità di funzione, già precedentemente prevista per questo tipo di inquadramento.
Data l'attuale impossibilità a frequentare i corsi e quindi ad ottenere questa ceritificazione, l'indennità verrà applicata ai contratti da ottobre 2021.
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