Videosorveglianza nel lavoro domestico

L'Ispettorato Nazionale del Lavoro con nota dell'8 febbraio 2017, prot. n. 1004, ha stabilito le regole da rispettare nel caso in cui il datore di lavoro domestico intenda installare apparecchiature di videosorveglianza presso la propria abitazione privata.

PREMESSA

La disciplina della videosorveglianza era già stata trattata dalla L. 300/1970 c.d. Statuto dei Lavoratori, che permetteva l'installazione di impianti audiovisivi per il controllo a distanza dell'attività dei lavoratori esclusivamente per esigenze organizzative e produttive, per la sicurezza del lavoro e per la tutela del patrimonio aziendale purchè ciò avvenisse dietro accordo sindacale o in difetto, con autorizzazione della competente sede territoriale dell'Ispettorato del lavoro.

La materia però fin'ora non era stata affrontata dal punto di vista del lavoro domestico che ha natura particolare.

Viene stabilito infatti dall'art.1 della L. 339/1958:

"S'intendono per addetti ai servizi personali domestici i lavoratori [...] che prestano a qualsiasi titolo la loro opera per il funzionamento della vita familiare, sia che si tratti di personale con qualifica specifica, sia che si tratti di personale adibito a mansioni generiche"

e dalla Corte Costituzionale con sentenza n. 585 del 23/12/1987:

"Non v'è dubbio che il rapporto di lavoro domestico per la sua particolare natura si differenzia, sia in relazione all'oggetto, sia in relazione ai soggetti coinvolti, da ogni altro rapporto di lavoro: esso, infatti, non è prestato a favore di un'impresa avente, nella prevalenza dei casi, un sistema di lavoro organizzato in forma plurima e differenziata, con possibilità di ricambio o di sostituzione di soggetti, sebbene di un nucleo familiare ristretto ed omogeneo; destinato, quindi, a svolgersi nell'ambito della vita privata quotidiana di una limitata convivenza. In ragione di tali caratteristiche, proprie al rapporto, la Corte ha già evidenziato, in via di principio, la legittimità di una disciplina speciale anche derogatoria ad alcuni aspetti di quella generale (sentenza n. 27 del 1974)."

Il datore di lavoro domestico é un soggetto privato che non organizza il lavoro in forma d'impresa come avviene invece per i soggetti presi in esame dallo Statuto dei lavoratori.

 

REQUISITI PER LA VIDEOSORVEGLIANZA

Partendo proprio da tali presupposti, l'Ispettorato del Lavoro ha confermato la possibilità anche per i datori di lavoro domestico di installare impianti audiovisivi di videosorveglianza ma escludendo l'applicazione dell'art. 4 co. 1 della L. 300/1970 in quanto non é necessario (e nemmeno possibile) che ciò avvenga tramite stipula di accordo sindacale o autorizzazione dell'Ispettorato stesso.

Nell'ambito del lavoro domestico quindi é sufficiente rispettare la normativa sulla privacy (D.Lgs. n.196/2003) che prevede in capo al lavoratore il diritto alla riservatezza e quindi l'obbligo per il datore domestico di informare il collaboratore ed ottenere il consenso preventivo da quest'ultimo circa l'installazione di apparecchiature di videosorveglianza. Se invece il datore decidesse di installare i dispositivi in un momento successivo a quello dell'assunzione ma il collaboratore non fornisse il suo consenso a tal fine, verrebbe meno la fiducia tra le parti indispensabile per il proseguimento del rapporto di lavoro. Ne conseguirebbe quindi la possibilità data alle parti di recedere dal contratto in precedenza stipulato.

Rimane invece applicabile l'art. 8 della L. 300/70 che disciplina il divieto di effettuare indagini sul profilo del lavoratore che non riguardino in modo diretto l'attività lavorativa svolta. Del tutto diversa la questione quando le apparecchiature siano installate con lo scopo di evitare possibili attività criminali, come il furto di oggetti preziosi o comportamenti violenti nei confronti della persona assistita. In questo particolare caso infatti la giurisprudenza stabilisce che non é necessario il consenso del collaboratore e nonostante la mancanza di questo le prove ricavate dalla registrazione degli impianti potrebbero essere validamente utilizzate in sede di processo penale.

Se però con la scusante di evitare possibili attività criminali da parte del collaboratore, ci si accorge che quest'ultimo non svolge le sue mansioni come stabilito al momento della stipula del contratto di assunzione, non é possibile utilizzare le prove raccolte per un eventuale ricorso al giudice del lavoro.

 

LA VIDEOSORVEGLIANZA IN WEBCOLF

A seguito delle richieste di alcuni nostri utenti abbiamo creato apposita lettera informativa che il datore può stampare nel menù Assunzione | altre lettere e modelli | videosorveglianza, nel caso in cui decida di installare le telecamere dopo che il rapporto é già in essere.

Se invece il datore quando assume la collaboratrice ha già un sistema di videosorveglianza attivo (o ha intenzione di installarlo) può, tramite flag specifico, inserire l'informativa nella lettera di assunzione.

 

videosorveglianza colf badanti

 

 

Trasformazione contratto colf e badanti a tempo indeterminato

Quali passaggi deve effettuare il datore di lavoro domestico per trasformare il contratto della sua colf o badante da determinato a indeterminato?

Nel caso il datore desideri continuare il rapporto di lavoro con la colf o badante consigliamo sempre di trasformarlo a tempo indeterminato piuttosto che prorogarlo perchè:

- sono previste precise limitazioni in caso di proroga come spieghiamo nel dettaglio qui;
- l'aliquota contributiva a carico del datore é più bassa per i contratti a tempo indeterminato rispetto a quella applicata per i contratti a tempo determinato;
- la colf o la badante a tempo indeterminato può essere licenziata senza indicare alcuna motivazione (dando regolare preavviso) al contrario del collaboratore a tempo determinato il quale può essere licenziato, prima della scadenza prefissata, solo in determinati casi. Nel caso di licenziamento illegittimo il datore è tenuto a pagare tutte le mensilità fino alla scadenza prefissata.

COME SI EFFETTUA LA TRASFORMAZIONE A TEMPO INDETERMINATO?

Per trasformare il contratto da determinato ad indeterminato é necessario:

1. entro i 5 giorni successivi al termine del precedente contratto comunicare all'Inps la trasformazione, entrando nel menù Assunzione | comunicazioni Inps. Una volta entrati nel menù viene in automatico aperta una finestra aggiuntiva del browser che riporta al sito Inps. Se ciò non dovesse accadere la cosa é dovuta al browser di navigazione che si sta utilizzando che blocca i pop-up.

E' necessario poi indicare le credenziali di accesso al sito Inps e cliccare sulla sinistra il menù "Variazione rapporto di lavoro" selezionando il codice del rapporto di lavoro interessato. Successivamente si clicca sul menù a sinistra "Trasformazione" stampando poi la ricevuta della comunicazione effettuata.

2. Per quanto riguarda Webcolf, per registrare la trasformazione il datore dovrebbe entrare nel menù Assunzione | inserimento collaboratore domestico | data assunzione-licenziamento, NON modificare la data di assunzione altrimenti si perdono tutti i dati e invece cancellare la data di termine del contratto precedentemente indicata e togliere lo spunto alla voce "A tempo determinato". Per salvare la modifica é sufficiente cliccare sul pulsante "Memorizza" in alto.

3. Come ultimo passaggio é necessario mettere per iscritto la trasformazione a tempo indeterminato e far firmare ad entrambe le parti la lettera specifica presente nel menù Assunzione | altre lettere e modelli | Trasformazione a tempo indeterminato o utilizzare il fac-simile proposto di seguito.

 

Mittente: datore di lavoro

                                                                                      Luogo e data

 

                                                                                    Gent.le Sig.ra / Egr. Sig.

                                                                                    (collaboratore domestico

 

Oggetto : TRASFORMAZIONE A TEMPO INDETERMINATO

Con la presente le comunichiamo che il contratto di lavoro domestico a tempo determinato stipulato tra le parti il ____/____/____ e avente come termine il ____/____/____ è stato trasformato a tempo indeterminato.

Con distinti saluti.

 


                                                                                    Firma del datore di lavoro                                                                                                                                                                                    

                                                                        .................................................................



           Per accettazione 

Firma del collaboratore domestico

.............................................................

 

 

 

Proroga tempo determinato

Quali sono le regole previste nel caso il datore volesse prorogare il contratto a tempo determinato e quali sono i passaggi da effettuare in Inps e in Webcolf?

Nel caso in cui il datore domestico desideri prorogare il contratto a tempo determinato si ricorda che con l'entrata in vigore del D.L. 87/2018 (decreto dignità) é stato stabilito che il contratto a tempo determinato può essere prorogato per un massimo di 4 volte, con un limite di 24 mesi totali di contratto a tempo determinato (principale contratto + proroghe).

E' stata reintrodotta la motivazione come condizione necessaria alla stipula del contratto a tempo determinato. La motivazione deve quindi ricondursi a:

a) esigenze temporanee e oggettive, estranee all'ordinaria attività, o esigenze che derivino dalla necessità di sostituzione di altri lavoratori;

b) esigenze connesse a incrementi temporanei, significativi e non programmabili dell'attività ordinaria.

La motivazione non é necessaria nei primi 12 mesi del 1° contratto stipulato con la colf o badante quindi il contratto può essere anche prorogato liberamente nei primi dodici mesi ma successivamente, solo in presenza delle condizioni sopra indicate.

COME SI EFFETTUA LA PROROGA
Per prorogare il contratto a tempo determinato il datore deve:

1. entro i 5 giorni successivi al termine del precedente contratto comunicare all'Inps la proroga del rapporto della colf o badante entrando nel sito Inps dal menù Assunzione | servizi al cittadino. Fatto ciò appare una finestra aggiuntiva del browser che riporta al sito Inps. Se non si visualizza la finestra aggiuntiva il motivo è dovuto al fatto che si hanno i pop-up del browser bloccati. Indicare le credenziali di accesso, poi cliccare sul menù Inps a sinistra "Variazione rapporto di lavoro" e selezionare il rapporto di lavoro interessato, cliccare sul menù Inps a sinistra "Proroga" indicando la nuova data di cessazione del rapporto a tempo determinato. Stampare poi la ricevuta della comunicazione.

2. Modificare in Webcolf nel menù Assunzione | inserimento collaboratore | data assunzione/licenziamento solamente la data prevista per il termine del contratto a tempo determinato ricordando di non modificare la data di assunzione, altrimenti si perdono tutti i dati fin'ora inseriti.

3. Preparare una lettera con la quale si comunica alla collaboratrice la proroga del contratto. Il datore può stampare la lettera già precompilata nel menù Assunzione | altre lettere e modelli o utilizzare il fac-simile proposto di seguito.

 

Mittente: datore di lavoro

                                                                                      Luogo e data

 

                                                                                    Gent.le Sig.ra / Egr. Sig.

                                                                                    (collaboratore domestico

 

Oggetto: PROROGA TEMPO DETERMINATO

Con la presente le comunichiamo che il contratto di lavoro domestico a tempo determinato stipulato tra le parti il ____/____/____ e avente come termine il ____/____/____ verrà prorogato fino al ____/____/____.

Con distinti saluti.

 


                                                                                    Firma del datore di lavoro                                                                                                                                                                                    

                                                                        .................................................................



           Per accettazione 

Firma del collaboratore domestico

.............................................................

 

SVANTAGGI DEL TEMPO DETERMINATO
Nel caso in cui il datore volesse proseguire il rapporto di lavoro con la colf o badante consigliamo, invece di prorogare il contratto, di trasformarlo a tempo indeterminato perchè:
- l'aliquota contributiva a carico del datore é più bassa per i contratti a tempo indeterminato rispetto a quella applicata per i contratti a tempo determinato;
- la colf o la badante a tempo indeterminato può essere licenziata senza indicare alcuna motivazione (dando regolare preavviso) al contrario del collaboratore a tempo determinato il quale può essere licenziato, prima della scadenza prefissata, solo in determinati casi. Nel caso di licenziamento illegittimo il datore è tenuto a pagare tutte le mensilità fino alla scadenza prefissata.

Nel caso di trasformazione a tempo indeterminato é necessario seguire la procedura spiegata al qui.

 

Come sostituire la badante durante i riposi?

In caso di datore o assistito non autosufficiente vi é la necessità spesso di assistenza continua 7 giorni su 7, assistenza che la badante principale non può coprire totalmente in quanto ci sono dei riposi da rispettare.

Durante i riposi della badante principale nasce perciò l'esigenza di avvalersi di una seconda collaboratrice e proprio per questo le parti che hanno sottoscritto il Ccnl lavoro domestico hanno previsto un'apposita tipologia contrattuale, il c.d. "contratto sostituzione riposi".

COSA PREVEDE IL CONTRATTO DI SOSTITUZIONE RIPOSI?

Questo tipo di contratto prevede:

a. la possibilità di sostituire solamente una badante full-time che fa assistenza a persone non autosufficienti quindi assunta con livello CS o DS, a prescindere dal fatto che questa sia convivente o meno;

b. che il collaboratore sostitutivo venga assunto con lo stesso livello di inquadramento previsto per la badante principale;

c. che il collaboratore sia assunto di prassi con regime di non convivenza anche se, dovendo il più delle volte sostituire un convivente, svolge le sue mansioni come se fosse convivente; é quindi prevista implicitamente anche la presenza notturna per il sabato e la domenica. In realtà il Ccnl indica che il collaboratore assunto con questo tipo di contratto potrebbe essere sia convivente che non convivente ma poi nelle tabelle che riportano le paghe minime sindacali é stabilita solamente una paga oraria, facendo desumere implicitamente che il collaboratore figura come non convivente.

d. La retribuzione oraria minima stabilita anno per anno dai sindacati per questa tipologia di contratto si può consultare qui (tabella non conviventi) e va applicata per i giorni feriali, festivi e anche per le domeniche infatti come stabilisce il CCnl "Tali prestazioni saranno retribuite sulla base della tabella G comprensiva di tutte le maggiorazioni previste."

e. In caso di sostituzione di badante convivente il collaboratore sostitutivo dei riposi di norma lavora dal sabato alle 12 alla domenica sera oppure anche fino al lunedì mattina se la collaboratrice principale non torna presso il datore la domenica notte. Se la notte la badante sostitutiva semplicemente dorme nella stanza a fianco (presenza notturna) non vanno conteggiate nella retribuzione e nemmeno ai fini contributivi le relative ore, in analogia al contratto di convivenza della collaboratrice principale.

f. Di prassi, quando si assume una badante con questo tipo di contratto si stabilisce lo stesso orario giornaliero effettuato dalla collaboratrice principale durante le sue giornate lavorative. Se  ad esempio si deve sostituire una badante convivente che fa 10 ore dal lunedì al venerdì e 4 al sabato per il collaboratore sostitutivo si pattuiscono 6 ore di lavoro il sabato (a completamento delle 10 ore convenzionali giornaliere previste per i conviventi) e 10 per la domenica.

L'utente può effettuare una simulazione della retribuzione da corrispondere a tale collaboratrice ed anche del costo da sostenere per il datore di lavoro, grazie al nostro simulatore del costo, che può trovare qui indicando alla voce "Tipo di contratto" quello di "Sostituto CS o DS nei week-end".
Per procedere poi all'assunzione é necessario seguire la procedura che spieghiamo in modo dettagliato nel nostro manuale qui.

 

 

Orario di lavoro, straodinari e riposi settimanali

Orario di lavoro colf e badanti

1. Tranne nel caso di contratto a tempo ridotto (punto 2), la durata normale dell'orario di lavoro concordata prevista, in base all'art. 15 del CCNL collaboratori domestici, è di massimo:
- 10 ore non consecutive, per un totale di 54 ore nel caso di collaboratori  conviventi;
- 8 ore non consecutive, per un totale di 40 ore nel caso di collaboratori non conviventi, distribuite su 5 o 6 giorni la settimana;
Si possono stipulare contratti con numero minore di ore però:
- per i collaboratori non conviventi la paga mensile varia in base alle ore contrattuali;
- per i collaboratori conviventi la paga mensile rimane fissa anche al variare delle ore settimanali contrattuali; Ciò che cambia sono i contributi, che si calcolano sempre in  base alle ore lavorative.

2. C'è la possibilità di inquadrare i collaboratori in regime di convivenza con contratto parziale 30 ore per i livelli B, BS, C (o nel caso di studenti dai 16 ai 40 anni).
In questo caso:
- l'orario deve essere ricompreso interamente tra le 6.00 e le 14.00, o tra le 14.00 e le 22.00 oppure massimo 10 ore non consecutive al giorno per tre giorni settimanali.
Quando si inquadrano collaboratori B, C o BS quindi, c'è la possibilità di fare un contratto da 2 a 30 ore e:
- per i collaboratori non conviventi la paga mensile varia in base alle ore contrattuali
- per i collaboratori conviventi la paga mensile rimane fissa ed è quella indicata come paga mensile del contratto ridotto 30 ore. Ciò che cambia sono i contributi, che si calcolano sempre in  base alle ore lavorative.

In sintesi:

- in caso di contratto come collaboratore non convivente devo tener presente solo la quota oraria minima prevista in base al livello e poi il mensile e il pagamento dei contributi varia in base alle ore lavorate.

- in caso, invece, di contratto come collaboratore convivente il mensile è:
a) fisso, segnato nella tabella A del CCNL, per un contratto che può variare da 2 a 54 ore settimanali per tutti gli inquadramenti (tranne nel caso b);
b) fisso, segnato nella tabella D del CCNL per i contratti ridotti, per gli inquadramenti C, B e Bs che può variare da 2 a 30 ore;
Comunque i contributi, qualsiasi sia la retribuzione, vengono calcolati in base alle ore settimanali effettivamente lavorate.

Riposi settimanali colf e badanti

Come previsto dall'art. 14 e art 15 (comma 4):

1. Per i lavoratori conviventi il riposo settimanale è di 36 ore (1 giorno e mezzo): la domenica più mezza giornata concordata durante la settimana.  Se un collaboratore lavora nelle 12 ore di riposo infrasettimanale la retribuzione oraria deve essere maggiorata del 40% sulla paga di fatto, mentre se di domenica con la retribuzione del 60%.
Inoltre, è previsto, nel caso in cui il collaboratore non lavori interamente nella fascia 14.00/22.00 o 6.00/14.00, un riposo intermedio non retribuito di almeno due ore, durante le quali il lavoratore può decidere o meno di rimanere nell'abitazione del datore di lavoro.

2. Per i lavoratori non conviventi il riposo, con il rinnovo del contratto del 21 maggio 2013, viene diminuito a 24 ore ossia un giorno (prima era un giorno e mezzo come i conviventi) da godere di domenica.

Il riposo domenicale è irrinunciabile. Nel caso di richiesta di straordinario in tal giorno il collaboratore deve essere retribuito con la paga di fatto maggiorata del 60% e deve essere concesso un giorno di riposo il giorno immediatamente successivo.

Solo nel caso il lavoratore processi una fede religiosa che preveda il riposo in un giorno diverso dalla domenica, le parti possono accordarsi di modificare il giorno di riposo. Comunque la domenica rimane la maggiorazione del 60%.

Nel caso il collaboratore non convivente lavori per un orario pari o maggiore di 6 ore con presenza continuativa sul posto di lavoro, spetta la fruizione del pasto oppure un'indennità sostitutiva pari al suo valore convenzionale. Il tempo del pasto, sarà però concordato tra le parti e non retribuito.

Orario di lavoro per il contratto di sostituzione dei riposi della badante principale:

L'art 15, comma 9 del CCNL del 21 maggio 2013 introduce una nuova modalità di gestione.
I datori possono assumere una collaboratrice solo per coprire i turni di riposo della collaboratrice principale.
Si prevede che:
a) il livello al quale inquadrare il lavoratore può essere : CS o DS;
b) possa essere stipulato solo per sostituire collaboratricei nei riposi;
c) che la retribuzione sia quella indicata nella tabella G (per il 2013: CS euro 7,14, DS euro 8,61), sia che il riposo cada di sabato o di domenica.

Lavoro straordinario colf e badanti:

Le ore di lavoro  richieste oltre l'orario giornaliero massimo previsto sono da retribuire con una paga di fatto maggiorata del:
- 25% se il lavoro viene prestato tra le 6 e le 22;
- 50% se il lavoro viene prestati tra le 22 e le 6 (notturno straordinario).  Se invece si tratta di notturno ordinario (20% di maggiorazione);
- 60% se il lavoro viene prestato di domenica o durante la festività;
- 40% se il lavoro viene prestato da un collaboratore convivente durante la mezza giornata di riposo infrasettimanale;
- 10% se il lavoro viene prestato da un collaboratore non convivente per le ore eccedenti le 40 e fino alle 44 nella fascia oraria 6.00 - 22.00.

Le ore di straordinario, tranne nel caso di emergenza, devono essere richieste con un giorno di preavviso.

Calcolo lavoro straordinario colf e badanti, conviventi e non conviventi

La maggiorazione in caso di straordinario va calcolata sulla paga di fatto.
In caso di collaboratore convivente la paga di fatto non corrisponde alla paga oraria totale concordata, come invece è previsto per i collaboratori non conviventi, ma risulta dalla somma della paga oraria totale più la quota oraria di vitto e alloggio.
Quindi:
1. per un collaboratore non convivente con paga oraria totale di 6,00 euro, lo straordinario verrà calcolato moltiplicando 6 euro per la percentuale di maggiorazione. (es. 6,00 x 50%);
2. per un convivente con paga mensile di 827,44 euro per un contratto di 54 ore settimanali invece la procedura è la seguente:
data la paga oraria:
euro 827,44 : (54 ore settiman. x 4,3334 settimane medie in un mese)= euro 3,53 paga oraria

data la quota oraria vitto e alloggio:
5,31 euro giornalieri di vitto e alloggio x 26 giorni lavorativi medi mensili=138,06 euro mensili di vitto e alloggio
138,06 : (54 ore sett x 4,3334 set medie in un mese)= 0,59  euro quota di vitto e alloggio oraria

data la paga di fatto:
3,53 euro paga oraria + 0,59 euro quota vitto e alloggio oraria= 4,12 euro paga di fatto

lo straordionario si calcola:
paga di fatto  x la percentuale di maggiorazione e quindi:

4,12 paga di fatto per la percentuale di maggiorazione per il numero di ore lavorate.
Ad esempio per 4 ore di lavoro festivo, che va pagato al 60%:
(4,12 x 60%) x 4 ore= 6,60 euro di paga di fatto maggiorata del 60% x 4 ore=26,40 euro lavoro festivo.

Questi calcoli vengono comunque effettuati in automatico dal programma webcolf.

Per ulteriori informazioni si può leggere cliccando qui il NUOVO MANUALE AGGIORNATO con tutti i nostri consigli sulle buste paga, procedure di assunzione o licenziamento

 

Lavoro festivo: che causale indicare?

Differenza lavoro festivo con vitto corrisposto in natura e lavoro festivo senza vitto corrisposto in natura per quella giornata.

Come utilizzare i codici corretti per elaborare la busta paga della colf?

Quando si utilizza LF e quando LFV?

Dopo un confronto con alcuni utenti abbiamo introdotto un nuovo codice da indicare nell'inserimento mensile nel caso di lavoro festivo, ovvero di lavoro svolto durante una festività oppure di domenica: LFV che si distingue dal codice attuale LF per i seguenti motivi:

LF va utilizzato in questi 4 casi:

1. collaboratore non convivente che lavora di domenica. Si indica LF seguito dal numero di ore lavorate per avere la maggiorazione del 60% della paga totale.

2. collaboratore non convivente che lavora in una festività infrasettimanale. Si indica LF seguito dal numero di ore lavorate e poi  F seguito dalle ore proposte dal programma e verrà pagata la festività, che il collaboratore riceverebbe anche se riposasse, e il lavoro festivo maggiorato del 60% sulla paga totale.

3. collaboratore convivente che lavora di domenica ma non riceve il vitto e alloggio. Si indica LF seguito dalle ore lavorate per avere la maggiorazione della paga globale di fatto ovvero compresa della quota completa di vitto e alloggio.

4. collaboratore convivente che lavora in una festività infrasettimanale ma non riceve il vitto e alloggio. Si indica LF seguito dalle ore lavorate per avere la maggiorazione della paga globale di fatto ovvero compresa della quota completa di vitto e alloggio e poi F seguito dalle ore proposte dal programma.

LFV va utilizzato in questi 2 casi:

1. collaboratore convivente che lavora di domenica e riceve comunque il vitto e alloggio. Si indica LFV seguito dalle ore lavorate per avere la maggiorazione calcolata sulla paga totale compresa di vitto e alloggio mentre la quota base viene retribuita solo con l'ora ordinaria.

2. collaboratore convivente che lavora in una festività infrasettimanale ma riceve il vitto e alloggio. Si indica LFV seguito dalle ore lavorate e poi F seguito dalle ore proposte dal programma.

Esempio:

paga totale ordinaria convivente: 4,0965 euro

paga con codice LF= 7,5215 euro

paga con codice LFV= 6,9171 euro

 

Interessi e rivalutazione vertenza colf e badanti: esempio

Quando la colf o la badante matura delle somme che vengono corrisposte in un periodo successivo rispetto alla naturale scadenza, tali importi devono essere maggiorati con la rivalutazione e gli interessi legali. Questo al fine di mantenere invariato il potere d'acquisto dell'importo non corrisposto.

Il calcolo della rivalutazione e degli interessi legali va fatto anche quando la colf o la badante promuove una vertenza e il risultato evidenzia che vi sono delle somme ancora da corrispondere.

Come si calcolano però questi importi?

La sentenza della Corte di Cassazione n. 38 del 29 gennaio 2001 ha fornito chiarimenti in materia di rivalutazione e interessi stabilendo la corretta modalità di calcolo.

Possiamo riassumere la procedura in due punti, precisando che vige il cumulo tra rivalutazione e interessi legali:

1. si dovrà determinare la rivalutazione anno per anno e, sulla somma rivalutata, calcolare gli interessi legali annuali spettanti;

2. eseguire la rivalutazione del capitale fino al momento della corresponsione.

Considerato che la materia non è semplice webcolf ha creato un calcolatore automatico delle vertenze.

Analizziamo ora nel dettaglio un esempio di calcolo degli interessi legali e della rivalutazione di somme non pagate ad una colf/badante/baby sitter.

Esempio:

importo non pagato 133,00 euro

importo relativo alla busta paga del mese di novembre 2017 che avrebbe dovuto essere pagato il primo dicembre 2017

data del pagamento con interessi: giugno 2019

Esito del calcolatore webcolf vertenza:

images/vertenza interessi rivalutazione colf badanti.png

 

Anno 2017

tasso rivalutazione novembre 2017: 1,3918

tasso rivalutazione dicembre 2017: 1,3959

1,3959:1,3918=1,0029 coefficiente di rivalutazione 2017

133,00 € differenza non pagata x 1,0029 coefficiente di rivalutazione= 133,39 euro

133,39 euro x 31 gg (dal primo al 31 dicembre) x 0,10 tasso legale : 36500=0,0113 interessi 2017

 

Anno 2018

tasso rivalutazione dicembre 2018: 1,4097

tasso rivalutazione dicembre 2017: 1,3959

 1,4097: 1,3959=1,0098 coefficiente di rivalutazione 2018

133,39 € differenza non pagata x 1,0098 coefficiente di rivalutazione 2018= 134,71

134,71 euro x 365 gg x 0,3 tasso legale : 36500=0,404 interessi 2018

 

Anno 2019

tasso rivalutazione giugno 2019 mese del pagamento: 1,4166

tasso rivalutazione dicembre 2018: 1,4097

1,4166: 1,4097=1,0048 coefficiente di rivalutazione 2019

134,71  € differenza non pagata x 1,0048 coefficiente di rivalutazione 2019= 135,369

135,369 euro x 178 gg x 0,8 tasso legale : 36500=0,528 interessi 2019

 

Interessi totali:

0,0113 interessi 2017 +0,404 interessi 2018 +0,528 interessi 2019=0,94 interessi totali sulla quota non pagata di 133 euro

 

Per quanto riguarda invece la Rivalutazione il conteggio è il seguente:

 

Tasso rivalutazione mese novembre 2017: 1,3918

Tasso rivalutazione mese giugno 2019: 1,4166

 1,4166:1,3918=1,0178

 133,00 euro differenza non pagata x 1,0178 coefficiente di rivalutazione=135,3674

135,3674-133 differenza da pagare= 2,37 Rivalutazione 

 

Per il calcolo automatico di vertenze di colf badanti e baby sitter con conteggio delle differenze retributive e degli interessi e della rivalutazione è possibile utilizzare lo strumento "vertenze di webcolf" cliccando qui.

 

 

Verifica la paga gratis!

Cessione del quinto dello stipendio di colf e badanti

Come stabilito dal D.P.R. n. 180/1950 e dalle leggi successive 311/2004 e 80/2005, la cessione del quinto dello stipendio rappresenta una forma di finanziamento a tasso fisso da restituire tramite rate costanti trattenute ogni mese dallo stipendio per un importo non superiore ad un quinto della busta paga (20% dello stipendio netto).

L'art.52 del D.P.R. per gli impiegati e operai a tempo indeterminato, prevede la possibilità della cessione di quote di stipendio non superiore al quinto per un periodo non superiore ai dieci anni. Per i contratti a tempo determinato la cessione non può eccedere il periodo di tempo che, al momento dell'operazione, deve ancora trascorrere per la scadenza del contratto.

Non ci sono esclusioni in merito ai lavoratori domestici, come colf, badanti e baby-sitter, che possono, quindi, fare richiesta della cessione del quinto al loro datore di lavoro.

La domanda di prestito va presentata all'ente finanziario che, verificati tutti i documenti necessari (quali buste paga, contratto, cu, denuncia inps, ricevute mav pagati) deciderà se concedere o meno il prestito. Qualora l'esito fosse positivo, il datore di lavoro domestico sarà tenuto a versare mensilmente, alla società che ha concesso il prestito, la quota stabilita, che non potrà essere superiore al quinto dell'intero stipendio netto. Il datore non potrà rifiutarsi, nel senso che la cessione del quinto dello stipendio è una facoltà del lavoratore che è libero di decidere come disporre del proprio denaro. In questo caso la mancanza di collaborazione che parte dal datore di lavoro nel rilasciare l'atto di benestare che normalmente le finanziarie richiedono di compilare, potrebbe dare luogo a vari problemi oltre che compromettere la buona collaborazione tra datore e lavoratore domestico.

Per elaborare la busta paga con la cessione del quinto si può utilizzare il programma webcolf, con il quale è possibile gestire tale particolarità.

Una volta selezionato sotto all'inserimento mensile la voce "recupero su netto", va modificata la descrizione in "Cessione del quinto" e indicato l'importo pari ad 1/5 del netto prima calcolato.

cessione del quinto colf badanti lavoratori domestici

 Cliccando poi in alto "memorizza" e calcola si potrà stampare la busta paga che indicherà il netto da pagare tenendo conto di quanto trattenuto per la cessione.

cessione del quinto busta paga colf badanti

 

Scatti d'anzianità

Il Ccnl prevede che a ciascun lavoratore, per ogni biennio di servizio presso lo stesso datore, e per un massimo di sette bienni, spetti un aumento del 4% sulla paga base sindacale.
Nel calcolo della retribuzione di un collaboratore domestico quindi vanno conteggiati anche eventuali scatti di anzianità maturati.

Lo scatto:
1- non può essere assorbito da un superminimo o da un acconto futuri aumenti;
2- viene calcolato sempre sulla paga minima contrattuale anche se la paga totale comprende un superminimo;
3- venendo calcolata sempre sulla paga base minima e poichè tale paga viene aumentata ogni anno, il valore dello scatto si modifica annualmente e quindi anche l'importo totale complessivo della paga e degli scatti;
4- il primo scatto di anzianità matura il mese successivo a quello di assunzione, ossia dopo 25 mesi, tranne nel caso di assunzione avvenuta il 1° del mese, nel qual caso lo scatto matura il mese stesso ossia dopo 24 mesi. Quindi se ad esempio l'assunzione avviene il 1° ottobre 2015 il primo scatto matura nel mese di ottobre 2017, mentre se l'ssunzione avvenisse il 2 ottobre 2015 il primo scatto maturerebbe a di novembre 2017.

Esempio di calcolo dello scatto
Per una colf non convivente assunta il 3 ottobre 2008 con paga base sindacale di unl livello B, gli importi degli scatti nei vari anni sono i seguenti:
- 2008: paga base 5,07 - nessuno scatto
- 2009: paga base 5,18 - nessuno scatto
- 2010: paga base 5,21 - a novembre 1 scatto: 4% di 5,21= 0,2084
- 2011: paga base 5,28 - 1 scatto ma l'importo si modifica in 0,2112
- 2012: paga base 5,42 - a novembre 2 scatti: 8% di 5,42= 0,4336
- 2013: paga base 5,52 - 2 scatti ma l'importo si modifica in 0,4416 (8% di 5,52)

La paga totale quindi deriva dalla somma della paga base + l'importo degli scatti. Nel caso la paga concordata sia invece superiore al minimo sindacale, la paga totale deriva dalla somma della paga base + l'importo degli scatti (calcolati sulla paga base) + superminimo/acc. fut.aumenti.

Il programma Webcolf esegue tutti questi conteggi in modo automatico, in base alla data di assunzione inserita e in ogni busta paga inserisce il dettaglio del numero di scatti, l'importo relativo e le date dell'ultimo e del prossimo scatto.

Vertenza colf e badanti: cosa fare e come difendersi

Verifica la paga gratis!

Sei un datore e vuoi verificare se hai pagato la tua colf, badante o baby sitter correttamente in base ai compiti svolti e alle ore lavorate?

Stampa subito online in modo facile e veloce il riepilogo delle differenze non pagate e delle spettanze di fine rapporto sia per le collaboratrici in regola che per quelle in nero cliccando qui "Controlla la paga della tua collaboratrice".

Indica qui la data di inzio e di fine rapporto (oppure la data attuale se il rapporto è ancora in essere), l'orario e il livello in base ai compiti svolti, clicca poi il bottone "calcola tutto" e stampa subito il riepilogo mensile con le eventuali differenze di stipendio non pagate oppure, se la retribuzione ricevuta è maggiore della paga minima sindacale, di quanto l'importo supera il minimo dovuto.

Nel caso il riepilogo mettesse in evidenza delle somme non pagate ecco il primo passo da fare:

1. se il rapporto di lavoro è già concluso: puoi concordare con la tua colf o badante il pagamento di una somma a titolo di arretrati.

2. se il rapporto di lavoro è ancora attivo:  puoi accordarti con la colf o badante per pagare una somma a titolo di arretrati e una variazione del contratto (eventuale orario, paga, livello ecc...) in modo che per il futuro la collaboratrice venga pagata in modo corretto e conferme al contratto collettivo.

Pagare correttamente la collaboratrice domestica significa tutelarsi evitando vertenze sindacali, con relative spese. E, nel caso di lavoro nero, si consiglia di regolarizzare la colf per evitare forti esborsi in caso di sanzioni o di infortunio sul lavoro.

Cosa succede se il datore si rifiuta di pagare gli arretrati?

La colf o badante valuterà se affidarsi ad un sindacato per essere difesa gratuitamente.

Il patronato, caf o sindacato a cui si rivolgerà la colf, andrà ad approfondire la situazione effettuando direttamente i conteggi per la vertenza con tutte le particolarità, dove potrebbero emergere delle differenze anche superiori, con un contenzioso ancora più gravoso.

 

Contratto badante 24 ore su 24

E' possibile assumere una badante h24 per assistere un anziano o una persona disabile?

Non è possibile stipulare un contratto con una sola badante per più di 54 ore settimanali.

Ci sono, però, due opzioni di contratto per chi ha bisogno di una badante giorno e notte, che dipendono dalle condizioni della persona da assistere e precisamente:

1. L'assistito non ha bisogno di cure continue di notte e quindi la badante riesce comunque a dormire (viene chiamata magari 1 o due volte per notte):

In questo caso si consiglia un'assunzione di una badante convivente a 54 ore settimanali con orario di 10 ore dal lunedì al venerdì e 4 il sabato dove le ore indicate sono previste come diurne e la presenza della badante durante la notte è intesa solo come corresponsione dell'alloggio. Per questo motivo non vengono indicate ore notturne. Si parla infatti di fruizione in natura del vitto e dell'alloggio e non di obbligo di assistenza per tutta la notte.

Con questo tipo di contratto la badante ha diritto ad un giorno e mezzo di riposo, oltre alle 2 ore, normalmente dopo pranzo, previste per gli altri giorni. Per questo motivo la maggior parte delle badanti lavora dal lunedì fino al sabato alle 12 e poi si assenta per riposare fino alla domenica sera. C'è chi decide di rientrare per la notte del sabato e invece chi preferisce dormire dalla famiglia o in altra abitazione.

In tal caso, se i figli o altri familiari dell'assistito non riescono a coprire le ore di riposo della badante si dovrà assumere anche un'altra badante in sostituzione dei riposi, che dovrebbe lavorare con contratto di non convivenza (anche se di fatto gli viene dato in natura il vitto e l'alloggio se decide di dormire dall'assistito) dal sabato alle 12 fino alla sera della domenica. Per chi ha assunto la badante principale ad un livello CS (badante persona non autosufficiente) o DS (badante formata professionalmente per persona non autosufficiente) esistono dei contratti per sostituzione dei riposi con una paga sempre uguale anche per la domenica (gli importi orari si possono vedere cliccando qui nelle paghe non conviventi ) ovvero senza la maggiorazione per il lavoro nel giorno festivo. Per il livello BS (assistenza persone non autosufficienti) questo tipo di contratto particolare non esiste e si deve assumere una collaboratrice con un semplice contratto di non convivente pagandole le ore domenicali con la maggiorazione del 60%.

 2. La persona da assistere ha bisogno continuo di cure per tutta la notte e quindi la badante non riesce a riposare.

In questo caso assumere una collaboratrice con contratto normale di 54 ore settimanali come indicato nell'opzione precedente non è sufficiente, poichè una badante non può lavorare 24 ore su 24 senza dormire. Si dovrebbe fare, quindi, anche un'altra assunzione con contratto esclusivamente di assistenza notturna. Tale contratto prevede 54 ore settimanali: 9 ore dal lunedì al sabato con riposo la domenica notte. Per coprire però tutte le 24 ore è necessaria anche una persona per la metà del  sabato e tutta la domenica assunta come non convivente ad ore,  ma si consiglia, per evitare questo ulteriore costo, di chiedere alle due badanti di fare qualche giornata di lavoro straordinario magari alternandosi.

Oppure, sempre nel caso di bisogno di assistenza giorno e notte, nella prassi si concordano di assumere due badanti con contratto normale di convivenza non esclusivamente notturna, che poi si alternano, sia per coprire le ore di riposo giornaliere, sia per coprire le giornate di riposo. In questo modo i costi per il datore sono più bassi: è più costoso, infatti,  avere un contratto di normale convivenza e uno esclusivamente  notturno che due contratti di normale convivenza.

Si deve precisare, inoltre che, essendovi collaboratrici contemporaneamente, ognuna dovrebbe avere la propria camera personale.

 

Il lavoro domestico viene considerato lavoro usurante?

Il D.Lgs. n. 67/2011 ha stabilito la possibilità di accedere in anticipo alla pensione per gli addetti a lavorazioni particolarmente faticose e pesanti. Le attività lavorative oggetto di questo beneficio sono i c.d. lavori usuranti descritti all'art. 2 del Decreto del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale del 19 maggio 1999.

Le attività in questione sono riconducibili alle seguenti categorie:

a) lavoratori impegnati in mansioni particolarmente usuranti. Si tratta dei soggetti che hanno svolto lavori in galleria, cava o miniera, i lavori ad alte temperature, i lavori in cassoni ad aria compressa, le attività per l’asportazione dell’amianto, le attività di lavorazione del vetro cavo, lavori svolti dai palombari e lavori espletati in spazi ristretti.

b) Lavoratori notturni ripartiti nelle seguenti categorie:

1) lavoratori a turni che prestano lo loro attività nel periodo notturno per almeno sei ore per un numero minimo di giorni lavorativi all'anno non inferiore a 64;

2) lavoratori che prestano la loro attività per almeno tre ore nell'intervallo tra la mezzanotte e le cinque del mattino per periodi di lavoro di durata pari all'intero anno lavorativo.

c) Lavoratori addetti alla linea di catena: lavoratori alle dipendenze di imprese per le quali operano le voci di tariffa per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro indicati nell'elenco n. 1 contenuto nell'allegato 1 allo stesso dlgs 67/2011, cui si applicano i criteri per l'organizzazione del lavoro previsti dall'articolo 2100 del cc, impegnati all'interno di un processo produttivo in serie, contraddistinto da un ritmo determinato da misurazione di tempi di produzione con mansioni organizzate in sequenze di postazioni, che svolgano attività caratterizzate dalla ripetizione costante dello stesso ciclo lavorativo su parti staccate di un prodotto finale, che si sostano a flusso continuo o a scatti con cadenze brevi determinate dall'organizzazione del lavoro o della tecnologia, con esclusione degli addetti a lavorazioni collaterali a linee di produzione, alla manutenzione, al rifornimento materiali, ad attività di regolazione o controllo computerizzato delle linee di produzione e al controllo qualità.

d) Conducenti di veicoli, di capienza complessiva non inferiore a 9 posti, adibiti a servizio pubblico di trasporto collettivo.

Con riguardo a questi lavori il datore di lavoro è tenuto a darne comunicazione all'Ispettorato Territoriale del Lavoro di riferimento ed ai competenti istituti previdenziali.

Per quanto riguarda i lavoratori domestici la questione é controversa anche perchè tale categoria di lavoratori non viene espressamente esclusa dall'ambito dei lavori usuranti.

Il lavoratore domestico comunque potrebbe a nostro avviso esser configurato come lavoratore notturno, quindi come lavoro usurante, quando viene assunto con contratto di assistenza notturna. Il collaboratore assunto con tale tipo di contratto infatti svolge la propria mansione di badante di persona non autosufficiente durante la notte, in una fascia oraria ricompresa tra le ore 20.00 e le ore 8.00, per tutte le giornate di lavoro arrivando quindi a superare sicuramente il minimo di 64 giorni l'anno prima indicati al punto b).

La cosa comunque é controversa e non essendoci un unico parere a riguardo la valutazione della richiesta di pensione anticipata fatta dal collaboratore domestico che assistente persona non autosufficiente a turni andrà valutata dall'INPS singolarmente, caso per caso.

Come si effettua la richiesta di pensione anticipata per lavori usuranti?

La comunicazione va fatta sul sito www.cliclavoro.gov.it

Per maggiori informazioni riguardo alla procedura leggere qui https://www.cliclavoro.gov.it/Aziende/Adempimenti/Pagine/Lavori-usuranti.aspx

 

Indice articoli