Come sostituire la badante durante i riposi?

In caso di datore o assistito non autosufficiente vi é la necessità spesso di assistenza continua 7 giorni su 7, assistenza che la badante principale non può coprire totalmente in quanto ci sono dei riposi da rispettare.

Durante i riposi della badante principale nasce perciò l'esigenza di avvalersi di una seconda collaboratrice e proprio per questo le parti che hanno sottoscritto il Ccnl lavoro domestico hanno previsto un'apposita tipologia contrattuale, il c.d. "contratto sostituzione riposi".

COSA PREVEDE IL CONTRATTO DI SOSTITUZIONE RIPOSI?

Questo tipo di contratto prevede:

a. la possibilità di sostituire solamente una badante che fa assistenza a persone non autosufficienti quindi assunta con livello CS o DS, a prescindere dal fatto che questa sia convivente o meno;

b. che il collaboratore sostitutivo venga assunto con lo stesso livello di inquadramento previsto per la badante principale;

c. che il collaboratore sia assunto di prassi con regime di non convivenza anche se, dovendo il più delle volte sostituire un convivente, svolge le sue mansioni come se fosse convivente; é quindi prevista implicitamente anche la presenza notturna per il sabato e la domenica. In realtà il Ccnl indica che il collaboratore assunto con questo tipo di contratto potrebbe essere sia convivente che non convivente ma poi nelle tabelle che riportano le paghe minime sindacali é stabilita solamente una paga oraria, facendo desumere implicitamente che il collaboratore figura come non convivente.

d. La retribuzione oraria minima stabilita anno per anno dai sindacati per questa tipologia di contratto si può consultare qui (tabella non conviventi) e va applicata per i giorni feriali, festivi e anche per le domeniche infatti come stabilisce il CCnl "Tali prestazioni saranno retribuite sulla base della tabella G comprensiva di tutte le maggiorazioni previste."

e. In caso di sostituzione di badante convivente il collaboratore sostitutivo dei riposi di norma lavora dal sabato alle 12 alla domenica sera oppure anche fino al lunedì mattina se la collaboratrice principale non torna presso il datore la domenica notte. Se la notte la badante sostitutiva semplicemente dorme nella stanza a fianco (presenza notturna) non vanno conteggiate nella retribuzione e nemmeno ai fini contributivi le relative ore, in analogia al contratto di convivenza della collaboratrice principale.

f. Di prassi, quando si assume una badante con questo tipo di contratto si stabilisce lo stesso orario giornaliero effettuato dalla collaboratrice principale durante le sue giornate lavorative. Se  ad esempio si deve sostituire una badante convivente che fa 10 ore dal lunedì al venerdì e 4 al sabato per il collaboratore sostitutivo si pattuiscono 6 ore di lavoro il sabato (a completamento delle 10 ore convenzionali giornaliere previste per i conviventi) e 10 per la domenica.

L'utente può effettuare una simulazione della retribuzione da corrispondere a tale collaboratrice ed anche del costo da sostenere per il datore di lavoro, grazie al nostro simulatore del costo, che può trovare qui indicando alla voce "Tipo di contratto" quello di "Sostituto CS o DS nei week-end".
Per procedere poi all'assunzione é necessario seguire la procedura che spieghiamo in modo dettagliato nel nostro manuale qui.

 

 

Proroga tempo determinato

Quali sono le regole previste nel caso il datore volesse prorogare il contratto a tempo determinato e quali sono i passaggi da effettuare in Inps e in Webcolf?

Nel caso in cui il datore domestico desideri prorogare il contratto a tempo determinato si ricorda che con l'entrata in vigore del D.L. 87/2018 (decreto dignità) é stato stabilito che il contratto a tempo determinato può essere prorogato per un massimo di 4 volte, con un limite di 24 mesi totali di contratto a tempo determinato (principale contratto + proroghe).

E' stata reintrodotta la motivazione come condizione necessaria alla stipula del contratto a tempo determinato. La motivazione deve quindi ricondursi a:

a) esigenze temporanee e oggettive, estranee all'ordinaria attività, o esigenze che derivino dalla necessità di sostituzione di altri lavoratori;

b) esigenze connesse a incrementi temporanei, significativi e non programmabili dell'attività ordinaria.

La motivazione non é necessaria nei primi 12 mesi del 1° contratto stipulato con la colf o badante quindi il contratto può essere anche prorogato liberamente nei primi dodici mesi ma successivamente, solo in presenza delle condizioni sopra indicate.

COME SI EFFETTUA LA PROROGA
Per prorogare il contratto a tempo determinato il datore deve:

1. comunicare all'Inps la proroga del rapporto della colf o badante entrando nel sito Inps dal menù Assunzione | servizi al cittadino. Fatto ciò appare una finestra aggiuntiva del browser che riporta al sito Inps. Se non si visualizza la finestra aggiuntiva il motivo è dovuto al fatto che si hanno i pop-up del browser bloccati. Indicare le credenziali di accesso, poi cliccare sul menù Inps a sinistra "Variazione rapporto di lavoro" e selezionare il rapporto di lavoro interessato, cliccare sul menù Inps a sinistra "Proroga" indicando la nuova data di cessazione del rapporto a tempo determinato. Stampare poi la ricevuta della comunicazione.

2. Modificare in Webcolf nel menù Assunzione | inserimento collaboratore | data assunzione/licenziamento solamente la data prevista per il termine del contratto a tempo determinato ricordando di non modificare la data di assunzione, altrimenti si perdono tutti i dati fin'ora inseriti.

3. Preparare una lettera con la quale si comunica alla collaboratrice la proroga del contratto. Il datore può stampare la lettera già precompilata nel menù Assunzione | altre lettere e modelli o utilizzare il fac-simile proposto di seguito.

 

Mittente: datore di lavoro

                                                                                      Luogo e data

 

                                                                                    Gent.le Sig.ra / Egr. Sig.

                                                                                    (collaboratore domestico

 

Oggetto: PROROGA TEMPO DETERMINATO

Con la presente le comunichiamo che il contratto di lavoro domestico a tempo determinato stipulato tra le parti il ____/____/____ e avente come termine il ____/____/____ verrà prorogato fino al ____/____/____.

Con distinti saluti.

 


                                                                                    Firma del datore di lavoro                                                                                                                                                                                    

                                                                        .................................................................



           Per accettazione 

Firma del collaboratore domestico

.............................................................

 

SVANTAGGI DEL TEMPO DETERMINATO
Nel caso in cui il datore volesse proseguire il rapporto di lavoro con la colf o badante consigliamo, invece di prorogare il contratto, di trasformarlo a tempo indeterminato perchè:
- l'aliquota contributiva a carico del datore é più bassa per i contratti a tempo indeterminato rispetto a quella applicata per i contratti a tempo determinato;
- la colf o la badante a tempo indeterminato può essere licenziata senza indicare alcuna motivazione (dando regolare preavviso) al contrario del collaboratore a tempo determinato il quale può essere licenziato, prima della scadenza prefissata, solo in determinati casi. Nel caso di licenziamento illegittimo il datore è tenuto a pagare tutte le mensilità fino alla scadenza prefissata.

Nel caso di trasformazione a tempo indeterminato é necessario seguire la procedura spiegata al qui.

 

Ferie e tredicesima pagati mensilmente

E' piuttosto diffusa l'abitudine, nel mondo della collaborazione domestica, concordare un trattamento economico anche superiore rispetto ai minimi sindacali ma "onnicomprensivo", cioè che tiene già conto della tredicesima, delle ferie e del TFR che vengono in questo modo già considerati inclusi all'interno della retribuzione e non dovuti alle scadenze previste dal contratto collettivo.
Tale pratica è sicuramente scorretta per il TFR, infatti la norma non prevede la possibilità di un'erogazione mensile e i giudici si sono adeguati a questo principio considerdo invalido ogni patto contrario: il datore di lavoro che concorda il pagamento mensile del TFR rischia quindi, in caso di giudizio, di ripagare il TFR maturato nel corso del rapporto di lavoro domestico. In questo modo l'abitudine è sicuramente sconsigliabile, non offrendo al datore di lavoro sufficienti garanzie di tutela. E' sicuramente consigliabile concordare una paga leggermente inferiore (il TFR costituisce l'8,64% della paga lorda mensile (compresa la quota che matura su ferie e tredicesima) spiegando al proprio collaboratore quanto matura come quota di liquidazione al momento dell'interruzione del rapporto di lavoro.
Un discorso diverso, invece, può valere per le ferie e la tredicesima: anche se è sicuramente preferibile il pagamento previsto dal contratto collettivo, la giurisprudenza ammette, a determinate condizioni, il "patto di conglobamento", patto con cui tutte le voci retributive vengono conglobate in una somma complessiva erogata mensilmente. La cassazione, sezione lavoro, con sentenza del 7 aprile 2010, n. 8255 ammette la validità a patto che sia specificato l'importo erogato per ciascuna voce retributiva perchè solo in questo modo si rende superabile la presunzione che il compenso convenuto quale corrispettivo della sola prestazione ordinaria e si rende possibile il controllo del giudice sul rispetto al lavoratore dei diritti previsti inderogabilmente dalla legge o dal contratto. 
Le voci quindi relative al pagamento di ferie e tredicesima vanno quindi specificate mensilmente nella busta paga e nella lettera di assunzione al momento dell'instaurazione del rapporto di lavoro.
Webcolf è già conforme all'interpretazione giudiziale e prevede una lettera di assunzione che, in base alle impostazioni della paga, distingue e specifica che questi due elementi sono pagati mensilmente.
Il programma prevede due possibilità alternative:

1) INCLUSIONE DEL RATEO FERIE E 13ESIMA IN PAGA ORARIA (meno consigliabile):
In questo caso si dovrebbe inserire il flag al passo 11 dell'inserimento facilitato dati collaboratore del menù assunzione sulle voci "includi rateo ferie e includi rateo 13esima in paga oraria". (Al passo 10 non deve esserci il flag su paga mensilmente rateo tfr e 13esima con paga specifica in busta paga);
2) PAGAMENTO MENSILE DEL RATEO FERIE E 13ESIMA CON VOCE SPECIFICA IN BUSTA PAGA MA NON INCLUSO IN PAGA ORARIA (più consigliabile):
In questo caso di dovrebbe inserire il flag al passo 10 dell'inserimento facilitato le voci "paga rateo 13sima mensilmente" e "paga rateo ferie mensilmente". (Al passo 11 non deve esserci il flag in "includi rateo 13esima in paga oraria" e "includi rateo ferie in paga oraria"); con questa gestione la retribuzione delle ore lavorate viene distinta dalla retribuzione della 13esima e delle ferie.

Per ulteriori informazioni si può leggere l'articolo del manuale webcolf aggiornato cliccando qui!

 

Come riassumere una colf o badante?

Talvolta capita che il datore si trovi a dover riassumere una collaboratrice che in precedenza aveva già lavorato per lui. Può essere infatti che il datore sia rimasto soddisfatto del lavoro svolto dalla collaboratrice in un precedente contratto a tempo determinato e desideri riassumerla per un ulteriore periodo oppure a tempo indeterminato.

PROCEDURA DI RIASSUNZIONE

Per quanto riguarda Webcolf in caso di riassunzione, trattandosi di due rapporti differenti, é necessario creare una nuova anagrafica per evitare di sovrascrivere i dati del precedente rapporto. Abbiamo visto che l'utente spesso utilizza la vecchia anagrafica cambiando la data di assunzione ma così facendo il datore perde tutti i dati inseriti in precedenza come cedolini, stampe annuali di Cu e oneri che invece possono sempre servire.

Per evitare di sovrascrivere i dati l'utente dovrebbe duplicare il collaboratore in questo modo:
- selezionare il datore desiderato, entrare nel menù Assunzione | inserimento collaboratore domestico;
- selezionare il collaboratore del caso e duplicarlo cliccando sull'apposito pulsante nella parte sinistra della maschera;
- completare poi l'anagrafica del collaboratore indicando la data di assunzione, orario, paga e livello.
L'utente così non perderà i dati del primo rapporto di lavoro e potrà gestire quello nuovo senza reinserire nuovamente i dati anagrafici.

Trattandosi a tutti gli effetti di una nuova assunzione é inoltre necessario stampare la lettera di assunzione, effettuare la comunicazione all'Inps e in caso di rapporto in regime di convivenza informare anche la Pubblica sicurezza. Per maggiori informazioni sulla procedura di assunzione leggere qui.

RIASSUNZIONE A TEMPO DETERMINATO

Nel caso in cui il datore desideri riassumere una colf o badante nuovamente a tempo determinato é necessario rispettare precisi intervalli di tempo tra un contratto e l'altro che sono i seguenti:

- 10 giorni dalla data di scadenza del precedente contratto se era di durata massima di 6 mesi;
- 20 giorni dalla data di scadenza del precedente contratto se era di durata superiore a 6 mesi.

Ricordiamo che il rapporto tra datore e collaboratore a tempo determinato può essere al massimo di 24 mesi. Quindi sia che il datore stipuli un solo contratto o più contratti a tempo determinato non si devono superare i 24 mesi. Inoltre nel caso di rinnovo del contratto o nel caso la proroga di un contratto già in essere porti a superare i 12 mesi continuativi, nel contratto a tempo determinato dovrà essere inserita una causale. Sconsigliamo un tempo determinato salvo il nuovo contratto sia stato stipulato per ragioni sostitutive (ad esempio per sostituire la badante principale assente per maternità o per ferie).

Se non vengono rispettati gli intervalli, il limite oppure la causale, il rapporto si intende automaticamente trasformato a tempo indeterminato.

Consigliamo comunque al datore che desideri riassumere la colf o badante di stipulare un contratto a tempo indeterminato perchè:
- sono previste, come abbiamo appena visto, precise limitazioni in caso di tempo determinato;
- l'Inps prevede un'aliquota contributiva più bassa a carico del datore per i contratti a tempo indeterminato;
- non vi é obbligo di motivazione nel caso il datore decida di licenziare la colf o badante assunta a tempo indeterminato. E' sufficiente dare il regolare preavviso, lavorato oppure tramite indennità sostitutiva in caso di licenziamento in tronco. Per la colf o badate assunta a tempo determinato invece si può provvedere al licenziamento antecedente alla data di scadenza prefissata, solo in determinati casi. Nel caso poi di licenziamento illegittimo il datore domestico è tenuto a pagare tutte le mensilità fino alla scadenza prefissata al momento dell'assunzione.

 

 

 

Domanda maternità anticipata per colf e badanti

Alla collaboratrice domestica in stato di gravidanza spetta un periodo di astensione obbligatoria dal lavoro che inzia due mesi prima del parto e termina tre mesi dopo. Il decreto legislativo 151/2001 del Testo Unico per la tutela e il sostegno della maternità prevede però anche la possibilità di astensione anticipata nei seguenti casi:
1) gravi complicanze della gravidanza o gravidanza a rischio con preesistenti forme morbose che potrebbero compromettere lo stato della gestante;
2) condizioni ambientali o di lavoro considerate pregiudizievoli per la salute del bambino e della madre;
3) la collaboratrice sia addetta al sollevamento e trasporto pesi o addetta a lavori pericolosi, insalubri o faticosi e non possa essere trasferita ad altre mansioni.


PROCEDURA DI RICHIESTA DELLA MATERNITA' ANTICIPATA

- Nel caso 1 sopra citato, di gravi complicanze insorte durante la gravidanza, la collaboratrice dovrà recarsi dal ginecologo e farsi rilasciare un certificato che attesti la gravidanza a rischio per poi inviarlo (si consiglia mediante un caf o patronato) alla ASL (Azienda sanitaria locale) competente per territorio. Sarà poi la ASL a contattare la Direzione territoriale del lavoro che rilascerà il provvedimento di interdizione anticipata dal lavoro per gravidanza a rischio.
La collaboratrice infine dovrebbe consegnare una copia del provvedimento al datore di lavoro.

- Nel caso 2 o 3 la collaboratrice dovrà recarsi dal ginecologo e farsi rilasciare un certificato che attesti lo stato di gravidanza e la data presunta del parto.
Il datore poi dovrà compilare e firmare la domanda di maternità anticipata e poi inviarla alla Direzione territoriale del lavoro competente per territorio unitamente al certificato di gravidanza.
Riportiamo di seguito un fac simile che il datore può utilizzare a tal fine:

 

Nome e Cognome del datore
Via_________________, n__,
CAP________, Comune (pv)                                                

 

                                                                                      Luogo e data


                                                                                      Spett.le DIREZ. TERRIT. DEL LAVORO
                                                                                      Ufficio provv. Amm.vi - Maternità
                                                                                      Via________________, n.
                                                                                      CAP________, Comune (pv)

 

OGGETTO: domanda di anticipazione del periodo di astensione obbligatoria (D.Lgs. 151/2001)

Con la presente il sottoscritto datore di lavoro ____________________, nato a ______________(pv), il_____________, e residente in via__________, nel comune di____________(pv), codice fiscale______________

 

DICHIARA


- che la lavoratrice_________________________è attualmente alla_______settimana di gravidanza (EPP___________);
- che l'orario di lavoro svolto è di__________ore settimanali;
- che la stessa svolge mansioni di colf/collaboratrice domestica/badante;
- che la Sig.ra _____________________________non può essere utilmente adibita a mansioni diverse compatibili con il suo stato di gravidanza e che svolge compiti (ad esempio) che prevedono lo stazionamento in piedi per oltre la metà dell'orario di lavoro.

 

Viste le sopra citate premesse si richiede ai sensi del D.Lgs. 151/2001 l’astensione anticipata dal rapporto di lavoro.

 

 

                                                                                      NOME E COGNOME DATORE

 

Allegato: certificato gravidanza a rischio
N.B.: per EPP si intende la data presunta del parto

 

Sulla base della documentazione e dell'accertamento medico il servizio ispettivo del Ministero del lavoro invia poi un provvedimento di interdizione anticipata dal lavoro entro 7 giorni dalla ricezione della domanda e lo rilascia in duplice copia (per il datore di lavoro e per la lavoratrice).
Con la maternità anticipata il trattamento economico riservato è sempre dell'80% della retribuzione, come nel caso di astensione obbligatoria.

Nei casi 2 e 3 inoltre, se la situazione pregiudizievole permane é possibile protrarre il periodo di maternità fino ad un massimo di 7 mesi dalla data di nascita del bambino (c.d. interdizione prorogata) che va altresì richiesta alla Direzione territoriale del lavoro.

N.B: ricordiamo all'utente che nel caso di collaboratrice in maternità (anticipata e obbligatoria) con Webcolf é sufficiente inserire sempre la causale della maternità obbligatoria (MO) anche per la maternità anticipata e il programma calcola in automatico le spettanze e i contributi da pagare per i giorni lavorati prima o dopo la maternità nel trimestre di competenza.

 

Licenziamento colf o badante in infortunio: come fare?

E' POSSIBILE PER IL DATORE DOMESTICO LICENZIARE LA COLF O BADANTE ASSENTE PER INFORTUNIO?

Nel caso la colf o badante sia infortunata (con relativa denuncia all'Inail) vige il divieto di licenziamento da parte del datore di lavoro domestico.

L'art. 28 il Ccnl stabilisce però un limite a tale divieto indicando che il collaboratore domestico ha diritto alla conservazione del posto di lavoro per i seguenti periodi:

a) per anzianità fino a sei mesi, superato il periodo di prova, 10 giorni di calendario;
b) per anzianità da più di sei mesi a due anni, 45 giorni di calendario;
c) per anzianità oltre i due anni, 180 giorni di calendario.

Se viene superato il periodo di conservazione del posto il datore domestico può scegliere se licenziare la collaboratrice oppure continuare a mantenerle il posto di lavoro sospendendo ogni trattamento economico. Nel caso ci fosse necessità di assumere una collaboratrice sostituiva durante l'infortunio della collaboratrice principale la particolare procedura di assunzione da seguire viene spiegata qui.

Ricordiamo che anche se i giorni retribuiti di infortunio sono già terminati (il datore retribuisce solo i primi 3), i ratei di tfr, ferie e 13esima maturano al 100% all'interno del periodo di conservazione del posto sopra indicato.

COME SI CALCOLA IL COMPORTO DELL'INFORTUNIO?

Il Ccnl Colf e badanti stabilisce all'art. 28 co. 2: "I periodi relativi alla conservazione del posto di lavoro si calcolano nell'anno solare, intendendosi per tale il periodo di 365 giorni decorrenti dall'evento".

Il periodo di conservazione del posto non riparte quindi da capo per ogni nuovo infortunio ma va conteggiato sommando i vari periodi di assenza. Per sapere se é stata superato il periodo di comporto il datore dovrebbe quindi contare il numero di giorni di infortunio di cui ha "usufruito" la colf o la badante nei 365 giorni di calendario precedenti all'infortunio in corso (perciò non dal 1° gennaio al 31 dicembre). Nello specifico, l'utente Webcolf dovrebbe conteggiare quante volte ha indicato nell'inserimento mensile del programma la causale I di infortunio e se ne deriva un numero di giorni superiore a quello di conservazione del posto é possibile procedere al licenziamento della collaboratrice (corrispondendo la dovuta indennità sostitutiva di mancato preavviso). Il licenziamento é valido anche se la collaboratrice si trova tutt'ora in infortunio.

Facciamo un esempio. Se il datore ha assunto due anni prima una colf e quest'ultima subisce un infortunio durante l'orario di lavoro (o nel tragitto casa/lavoro-lavoro/casa), dopo aver fatto la relativa denuncia all'Inail il datore dovrebbe conteggiare a ritroso se e quanti giorni di infortunio sono già stati registrati in Webcolf, con la causale I, nei 365 giorni di calendario precedenti. Se vengono superati, nell'esempio, i 45 giorni di conservazione previsti dal contratto collettivo, il datore può licenziare la colf il 46esimo giorno consegnando la relativa lettera a mano, o con raccomandata. Al fine di non avere contestazioni sui giorni é conveniente comunque attendere qualche giorno dopo la scadenza e licenziare ad esempio al 50°-55° giorno.

Riportiamo qui sotto un fac-simile di lettera di licenziamento che l'utente può utilizzare. E' importante indicare che il motivo del licenziamento é dovuto al superamento del periodo di conservazione del posto in quanto é l'unico caso in cui si può validamente licenziare la colf o badante che si trova ancora in infortunio. L'indicazione della motivazione nelle lettera di licenziamento é importante inoltre perchè in fase di comunicazione telematica Inps l'ente non fornisce tra l'elenco delle motivazioni che si possono selezionare quella del "superamento comporto infortunio". Ne consegue che la natura del licenziamento si potrà perciò evincere solo dalla lettera consegnata alla colf e quando quest'ultima terminerà il periodo di infortunio avrà diritto all'indennità disoccupazione NASPI.

 

COGNOME NOME DATORE
INDIRIZZO
CAP CITTA’ PROVINCIA



                                                                                              CITTA’, DATA CONSEGNA


                                                                                              COGNOME NOME COLL.
                                                                                              INDIRIZZO

                                                                                 CAP CITTA’ PROVINCIA


 


Oggetto: SUPERAMENTO COMPORTO DI INFORTUNIO

Con la presente siamo spiacenti di comunicarle la ns. decisione di interrompere il suo rapporto di lavoro domestico a causa del superamento del periodo di conservazione del posto per infortunio, ai sensi e nei modi previsti dalle leggi in vigore e dall’art. 28 co. 1 del contratto collettivo, considerato che negli ultimi 365 giorni ha fatto registrare ________ giorni di infortunio.

Per quanto sopra il rapporto si concluderà in data odierna e in luogo del regolare preavviso previsto dal contratto collettivo le verrà corrisposta un'indennità sostitutiva che verrà inserita nell'ultima busta paga.

Le precisiamo che le sue ultime spettanze saranno corrisposte nel normale giorno di pagamento.

 

Ringraziandola per la collaborazione prestata, Le chiediamo una firma in calce alla presente quale segno di accusa di ricevimento.

 

Cordiali saluti.

 

FIRMA DATORE

____________________

                                                                                  
Per ricevuta, il collaboratore

_______________________

 

PROCEDURA DI LICENZIAMENTO

Dopo aver consegnato la lettera di licenziamento alla collaboratrice é necessario portare a termine la procedura di licenziamento seguendo i passaggi indicati di seguito.

1. Elaborare il cedolino di cessazione dal menù Cedolini mensili | inserimento mensile, selezionare a sinistra il mese di cessazione, cliccare il bottone in alto a destra "Data cessazione" indicando poi la data del licenziamento nella finestra visualizzata. Cliccando infine su "Salva cessazione" il programma dà la possibilità di indicare le ore lavorate solo fino alla data di cessazione.

2. Inserire le ore lavorate nel calendario mensile e poi aggiungere l'indennità sostitutiva di mancato preavviso. Per fare ciò é necessario selezionare la voce "Ind. sost. preavviso (giorni)" da una delle tre righe con menù a tendina poste sotto il calendario mensile. Sotto la colonna "Tempo/Val." vanno indicati il numero di giorni di preavviso previsti dall'art. 39 del Ccnl colf e badanti:

A. Per il rapporto di lavoro non inferiori alle 25 ore settimanali:

- fino a 5 anni di anzianità presso lo stesso datore di lavoro, 15 giorni di calendario;
- oltre i 5 anni di anzianità presso lo stesso datore di lavoro, 30 giorni di calendario.

B. Per il rapporto di lavoro inferiori alle 25 ore settimanali:

- fino a 2 anni di anzianità presso lo stesso datore di lavoro, 8 giorni di calendario;
- oltre i 2 anni di anzianità presso lo stesso datore di lavoro, 15 giorni di calendario.

3. Comunicare all'Inps la cessazione del rapporto entro i 5 giorni successivi alla data di cessazione entrando nel menù Licenziamento | comunicazione Inps. Fatto ciò viene visualizzata una finestra aggiuntiva del browser che riporta al sito Inps. Se l'utente non visualizza alcuna finestra aggiuntiva la cosa è dovuta al fatto che si hanno i pop-up del browser bloccati quindi é necessario sbloccarli in alto (o sulle impostazioni del browser) oppure cambiare browser di navigazione. Poi:

a) se si utilizza il pin personale del datore, una volta che si accede al sito Inps a sinistra va selezionata la voce “Variazione del rapporto di lavoro” e poi selezionato in basso il codice del rapporto di lavoro che si intende cessare. Per ultima cosa a sinistra si clicca il menù “Cessazione” ove va poi indicata la data di cessazione del rapporto e come motivazione "licenziamento" dato che l'Inps non prevede un motivo ad hoc in questi casi. Per questo é molto importante indicare la motivazione specifica nella lettera di licenziamento.

b) Se si utilizza invece il pin professionale del consulente o del commercialista una volta entrati nel sito Inps va selezionata la voce “Variazione del rapporto di lavoro” e dopo aver indicato codice fiscale del datore e codice rapporto di lavoro si clicca a sinistra su "Cessazione". In quest'ultima maschera é necessario indicare la data di cessazione e come motivo "licenziamento" dato che l'Inps non prevede un motivo ad hoc in questi casi. Per questo é molto importante indicare la motivazione specifica nella lettera di licenziamento.

Al termine della procedura é possibile stampare la ricevuta cartacea che attesa la comunicazione. La comunicazione Inps può essere fatta altrimenti anche via telefono contattando il call center Inps al numero gratuito 803.164 (da rete fissa) o 06.164.164 (da rete mobile).

4. Elaborare il bollettino mav di cessazione da versare entro 10 giorni dalla data di cessazione. Per maggiori informazioni sulla procedura di elaborazione del mav di cessazione consigliamo di leggere qui.

 

 

 

 

Vitto e alloggio

Come stabilito dal Ccnl il collaboratore convivente ha diritto a ricevere il vitto e l'alloggio oltre alla normale retribuzione.

Se il vitto e l'alloggio non vengono fruiti in natura la colf ha diritto ad un'indennità sostitutiva. Quest'ultima viene calcolata moltiplicando il valore convenzionale giornaliero di vitto alloggio, che viene fissato ogni anno dalle parti che hanno sottoscritto il Ccnl, per il numero di giorni lavorati. Per il 2018, ad esempio, la quota giornaliera è di euro 5,53 (1,93 per colazione/pranzo, 1,93 per la cena e 1,67 per l'alloggio).

Nel caso in cui il collaboratore domestico goda ad esempio del vitto ma non dell'alloggio, oppure il contrario, l'indennità sostitutiva sarà calcolata non sulla quota giornaliera totale (5,53 per li 2018) ma solo sulla parte non goduta in natura.
Quindi, se ad esempio una badante convivente assunta per 30 ore settimanali, dorme presso il datore ma non fruisce anche del vitto, deve esserle corrisposta ogni mese l'indennità sostitutiva della colazione/pranzo (nel 2018 1,93 al giorno) + l'indennità sostitutiva della cena (per il 2018 1,93) = 3,86 € giornalieri da moltiplicare per i giorni lavorati.

VITTO ALLOGGIO IN WEBCOLF

Nel menù Assunzione | inserimento collaboratore | trattamento economico é presente un'apposita maschera per la gestione del vitto e alloggio del collaboratore convivente.

Se il collaboratore riceve vitto e alloggio in natura si può flaggare la voce che vediamo qui sotto. In mancanza dello spunto il programma applica di default tale impostazione dato che é il caso maggiormente ricorrente quindi anche se l'utente scorda di apporre tale flag il programma applica l'opzione in automatico.

 

vitto alloggio colf e badanti in natura

 

Se invece le parti concordano che il vitto alloggio venga interamente corrisposto in denaro é necessario apporre il flag su tutte le opzioni come nella foto qui sotto:

vitto alloggio colf e badanti in denaro

 

Cliccando sui relativi flag il programma indica in automatico l'importo convenzionale stabilito dal Ccnl. Se il datore volesse applicare un importo più alto basterà indicarlo nell'apposita casella e memorizzare in alto.

Se solo una parte del vitto e alloggio viene corrisposta in natura il resto dev'essere corrisposto in denaro. Per esempio se il collaboratore domestico dorme presso il datore ma non gli vengono corrisposti i pasti é necessario apporre i relativi flag per pagarli per ogni giorno lavorativo, esempio:

vitto alloggio colf e badanti pasti in denaro

Se si sceglie di corrsipondere il vitto/alloggio o parte di esso in denaro, quando l'utente va a calcolare il cedolino il programma inserisce in modo automatico l'indennità sostitutiva per i giorni lavorativi con la voce 39 come vediamo nell'esempio qui sotto:

vitto alloggio giorni lavorati colf e badanti cedolino

 

Il Ccnl colf e badanti indica poi che nel caso di festività, ferie, malattia o infortunio debba essere riconosciuta alla collaboratrice l'indennità di vitto e alloggio.

Nel caso di collaboratore che già riceve in denaro vitto e alloggio nulla di nuovo mentre per il collaboratore che di norma lo riceve in natura va corrisposta l'indennità sostitutiva purchè tali giornate vengano trascorse al di fuori dell'abitazione del datore. Il programma quindi in automatico corrisponde l'indennità con voce 40 come vediamo nell'esempio sotto:

vitto alloggio ferie festività colf e badanti cedolino

 

Se invece il collaboratore permane presso il datore e quindi riceve il vitto alloggio in natura come il solito non va corrisposta l'indennità sostitutiva (altrimenti si corrisponde due volte) e quindi é necessario togliere l'indennità con apposito flag presente nell'anagrafica del collaboratore. Per maggiori informazioni si può leggere qui.


SU COSA INCIDE IL VITTO E ALLOGGIO?

Il Ccnl fa sempre riferimento alla retribuzione globale di fatto quando stabilisce su che base calcolare alcuni elementi della paga della colf o badante convivente intendendosi con questo termine quella comprensiva del vitto e alloggio. Quest'ultimo infatti incide su alcuni elementi del rapporto domestico che vediamo di seguito.

1- 13esima: nel conteggio della tredicesima va inserita anche la quota di vitto e alloggio mensile in quanto essendo la 13esima l'equivalente di una normale mensilità se il vitto e alloggio non fossero pagati in più, la 13esima sarebbe più bassa rispetto al valore di una mensilità ordinaria;
2- tfr: nella retribuzione utile a tfr, sulla quale si basa il calcolo del trattamento di fine rapporto, va inserita anche la quota mensile di vitto e alloggio in quanto fa parte della retribuzione che il collaboratore riceve dal datore in modo costante;
3- straodinari: nel calcolo dello straordinario va aggiunta alla retribuzione pattuita la quota di vitto alloggio come previs dal Ccnl;
4- contributi: come stabilito dall'Inps la retribuzione oraria effettiva sulla quale poi si calcolano i contributi deve comprende la quota di 13esima e anche la quota di vitto e alloggio se il collaboratore é convivente.

Il programma calcola in modo automatico le relative indennità sostitutive di cui sopra.

 

Informazioni su webcolf

A cosa serve Webcolf?

Il nostro programma online ha come obiettivo quello di permettere, anche all'utente inesperto, di elaborare da solo la busta paga della sua colf, badante o baby sitter in 10 minuti. Webcolf infatti semplifica la complessa materia della gestione amministrativa dei collaboratori domestici e, con delle videate il più possibile chiare e semplici, permette, con operazioni che risultano intuitive e progressive, di elaborare on-line il cedolino paga e il calcolo dei contributi, di stampare lettere e di fare comunicazioni inps.

Ecco un esempio di busta paga colf/badante stampata direttamente da Webcolf:

busta paga colf badante

Perchè non usare un foglio di calcolo Excel o un altro programma paghe professionale generico?

I motivi sono principalmente 4:

- Webcolf è un programma specializzato per gestire il rapporto di collaborazione domestica, non ha le complessità di un programma paghe generico, adatto a gestire il rapporto di lavoro delle aziende e quindi spesso troppo complicato; allo stesso tempo, con l'inserimento delle presenze in un calendario precompilato, risulta più preciso in quanto considera periodi di ferie, malattia, permessi, ecc..

- Webcolf, funzionando in internet, è sempre e tempestivamente aggiornato con le nuove paghe, le nuove aliquote contributive, il tasso del trattamento di fine rapporto appena viene pubblicato dall'ISTAT, le modifiche contrattuali, etc.

- Webcolf, assegnando una posizione individuale ad ogni utente, memorizza tutti i progressivi della retribuzione, ferie, tfr, permettendo così di calcolare facilmente i contributi, il tfr al momento dell'interruzione del rapporto, la CU di fine periodo.

- Webcolf risulta semplice da usare ma permette di gestire anche i casi più complessi, inoltre memorizzando i dati sulle malattie, infortuni, etc. è in grado di calcolare la corretta retribuzione e termini di pagamento in base alla normativa vigente. Ad esempio, se si inseriscono 20 giorni di malattia, il programma, in base all'anzianità paga solo i primi 8, 10 o 15 gg in base all'anzianità e alle percentuali previste.

Chi lo può utilizzare?

Il programma è alla portata di tutte le persone che hanno interesse a gestire da sè il proprio collaboratore domestico ma, può essere utilizzato anche da associazioni di categoria, studi professionali, caf, patronati e avvocati. Alcuni abbonati del sito gestiscono un solo rapporto di lavoro mentre altri arrivano anche a gestire con un account mille rapporti.

Che tipo di assistenza offre Webcolf?

Noi rispondiamo a tutti i nostri utenti per e-mail entro 48 ore spiegando conteggi, indicando procedure, controllando su richiesta del datore l'operato all'interno dell'account, ma, allo stesso tempo, diamo consigli circa il tipo di contratto da stipulare oppure su situazioni particolari o casi controversi.

All'assistenza via e-mail si affianca l'assistenza via chat (orari d'ufficio dal lunedì al venerdì). Nel primo mese, quello di prova, le chat sono illimitate mentre con l'abbonamento annuale ci sono 5 chat in regalo. Mentre l'assistenza via mail è illimitata e gratuita.

Oltre a questo webcolf dispone nel menù risorse di moltissimi articoli aggiornati quotidianamente circa tutta la gestione del rapporto di lavoro domestico e di un manuale per i più inesperti. Si possono inoltre consultare le tabelle dei contributi e delle paghe ufficiali e, si possono utilizzai simulatori del costo colf e del calcolo tfr automatico.

Quanto costa?

Il primo mese è gratis e le funzionalità sono illimitate. Alla fine della prova si può decidere se abbonarsi pagando l'abbonamento oppure, se si desidera non proseguire nell'acquisto, non servirà fare disdetta ma l'account si disattiverà in automatico, senza alcuna penale, alla fine del periodo di prova. L'utente riceverà solo un'unica mail in cui sarà avvisato che l'utenza è in scadenza.

Ci sono due tipi di abbonamenti annuali che si possono scegliere dopo il periodo di prova:

- personale di 50 euro iva inclusa, per gestire fino a 3 datori con illimitati collaboratori;

- professionale di 122 euro iva inclusa, per gestire illimitati datori e collaboratori;

Per vedere il dettaglio e l'aggiornamento costi clicchi il "Listino prezzi"

 

Colf o badante? Ecco le mansioni principali

Assumere una colf, una badante o una baby-sitter? quali sono le differenze di mansione?

Quando si assume un collaboratore domestico è importante capire prima di tutto i compiti ai quali sarà addetto e di conseguenza scegliere il livello di inquadramento corretto. Solo così sarà possibile preventivare i costi del rapporto e concordare con la collaboratrice l'esatta retribuzione, rimanendo nei parametri degli stipendi minimi ufficiali.

La prima domanda a cui rispondere è la seguente:"il mio collaboratore domestico svolgerà dei compiti anche di compagnia, assistenza e/o cura di una o più persone o si dedicherà solo ed esclusivamente alla casa?"

Nel caso la prestazione lavorativa non implichi alcuna prestazione verso una persona la figura che dobbiamo assumere sarà una colf, dove, con questo termine, si intende chi svolge le pulizie della cosa , ma anche il giardiniere, il cameriere, il cuoco, chi si occupa della lavanderia e della stiratura dei capi, chi si occupa degli animali ecc...

Colf: quale livello scegliere?

Ci sono 2 casi:

1. la collaboratrice è addetta solo ed esclusivamente alla pulizia ed ordine della casa e non ha nessuna altra mansione. Il livello corretto è il livello più basso ossia A e a tale livello potrà rimanere anche negli anni successivi a parità di mansione.

 2. la collaboratrice è addetta alle pulizie ma anche ad altre mansioni relative alla casa quale addetta alla stiratura, alla lavanderia, agli animali domestici, alla cucina ecc... In questo caso per i primi 12 mesi di esperienza la collaboratrice può essere assunta al livello A e poi, dopo 1 anno totale di esperienza (sommando tutti i lavori precedenti come colf anche presso altri datori), passa necessariamente al livello B. Si può comunque decidere di assumerla direttamente al livello B come fanno la maggior parte dei datori di lavoro. Se una colf è addetta solo alla cucina come cuoca il livello è il C.

Badante: a che livello va assunta?

"Badante" è invece colui che ha, come mansione prevalente, la cura di una persona, che può svolgere comunque anche una mansione generale di addetto alle pulizie, ordine di casa,  preparazione dei pasti, lavanderia e stiro come aiuto alla persona stessa.

I livelli che si possono scegliere sono 4 e dipendono da vari fattori e precisamente:

- BS: badante di persona autosufficiente.

- CS: badante di persona non autosufficiente dove per soggetti non autosufficienti si intendono i soggetti incapaci di svolgere almeno una di queste attività: assunzione di alimenti, espletamento delle funzioni fisiologiche e dell'igiene personale, deambulazione, indossare indumenti e comunque i soggetti che necessitano di sorveglianza continua.

- DS: badante, con titolo di studio inerente al settore, di persona non autosufficiente.

- Se la collaboratrice ha solo un compito di "dama di compagnia" senza nessun altro compito di cura, pulizia, ecc.. il livello corretto di inquadramento è il livello AS.

Per scegliere il contratto badante che soddisfa al meglio le sue esigenze rimandiamo anche a questi due articoli "Contratto badante: quale scegliere" e "contratto badante 24 ore su 24"

Baby-sitter o tata: che tipo di inquadramento?

Quando una collaboratrice si prende cura di un adulto o un anziano viene assunta con mansione "badante", mentre, se la prestazione lavorativa è rivolta ad un bambino la collaboratrice viene definita baby-sitter o tata.

Quella che viene comunemente chiamata baby-sitter, nel contratto di lavoro domestico all'art. 10 viene qualificata come una lavoratrice che svolge mansione di vigilanza di bambini in occasione di assenze dei familiari, con esclusione di qualsiasi prestazione di cura. Il livello di inquadramento di una semplice baby-sitter che vigila senza prestare alcuna cura ai bambini è AS.

Se, invece, si cerca un aiuto maggiore nella gestione della vita familiare, che ha come obiettivo la cura e il sostegno di un bambino, va assunta una "tata".

I casi sono 4:

- BS: assistenza e cura, con eventuale preparazione dei pasti, accompagnamento a scuola, aiuto compiti di bambini autosufficienti. Si pensa ad esempio ad un bambino dai 3/4 anni in sù.

- CS: assistenza e cura, con eventuale preparazione dei pasti, accompagnamento a scuola, aiuto compiti ecc..sdi bambini non autosufficienti, quali bambini neonati o ai primi anni di vita, o bambini disabili.

- DS: stessa mansione del livello CS ma la collaboratrice ha un diploma o titolo di studio inerente al settore, quale ad esempio la laurea in educatore professionale.

- Se la persona assunta ha una funzione di "istitutore" ovvero educa e insegna ai bambini il livello corretto di inquadramento è, invece, il livello D.

Preventivare il costo in base al livello scelto

Una volta individuato il livello del collaboratore è necessario capire il costo del rapporto in base al numero di ore settimanali di cui si ha bisogno e al tipo di contratto che si vuole stipulare (convivente o non convivente? assistenza o presenza solo di notte?).

E' possibile fare tutti i preventivi con il nostro simulatore online gratis cliccando qui.

 

 

La badante vuole la residenza: cosa fare?

Il contratto di lavoro domestico di badanti conviventi richiede l'obbligo di residenza?

Il termine convivenza nei contratti di colf e badanti si esprime attraverso due concetti principali:

1. la convivenza è caratterizzata da un' alternanza di momenti di riposo a momenti di prestazione lavorativa. Tale caratteristica è conseguenza del fatto che l'oggetto della prestazione è la persona, che può richiedere interventi di cura che cambiano di ora in ora.

2. la convivenza intesa come vincolo di "ospitalità"; la badante è ospite del datore di lavoro e non fa parte del nucleo familiare.

A partire da quest'idea di convivenza possiamo rispondere alla domanda iniziale dicendo che non sussiste l'obbligo di residenza dal datore di lavoro per poter stipulare un contratto di badante convivente. La badante può benissimo mantenere un'altra residenza (italiana) e figurare nel rapporto di lavoro domestico come lavoratrice convivente.

E' invece obbligatorio comunicare l'ospitalità alla pubblica sicurezza entro 48 ore dall'assunzione inviando, via posta A/R oppure via mail con Pec, la cessione di fabbricato, indipendentemente dal fatto che la badante sia comunitaria o extracomunitaria. E' possibile stampare la cessione di fabbricato in automatico registrandosi  a webcolf (cliccare qui) come indicato in questo articolo: come fare la cessione di fabbricato.

residenza colf badanti

Quando va necessariamente concessa la residenza alla colf o badante?

Poichè non è possibile comunicare l'iscrizione all'inps del rapporto di lavoro domestico senza indicare un indirizzo di residenza della collaboratrice, ci sono due casi in cui il datore non può sottrarsi nel concedere la residenza alla lavoratrice:

1. la colf o badante non ha altra residenza in Italia.

2. la colf o badante ha ancora residenza dal datore precedente con il quale ha cessato il rapporto.

Va precisato comunque che il datore non può opporsi all'iscrizione all'anagrafe da parte della collaboratrice ma può solo, se non è d'accordo, decidere di non stipulare il contratto.

Il contratto di lavoro domestico di badanti conviventi può essere stipulato con residenza estera della collaboratrice?

 Ci sono due casi:

1. colf o badante con residenza presso uno stato dell'unione europea. In tal caso è possibile fare l'assunzione avendo solo un domicilio in un comune italiano ma tale condizione è valida solo per i primi 3 mesi, dopo i quali vige l'obbligo di iscrizione all'anagrafe e la richiesta di residenza in Italia.

2. colf o badante con residenza presso un stato extracomunitario. E' possibile fare l'assunzione avendo solo un domicilio italiano ma si dovrebbe richiedere il nulla osta allo sportello unico per l'immigrazione, che ha comunque validità per 3 mesi.

Per evitare di fare le pratiche di residenza dopo tre mesi (caso 1) e per evitare di richiedere il nulla osta (caso 2) si consiglia di fare direttamente l'iscrizione all'anagrafe e la residenza dall'inizio del rapporto di lavoro.

 

 

Sei uno studio, caf o patronato? Fidelizza il tuo cliente con webcolf!

Vuoi mantenere il contatto con il tuo cliente che si è iscritto in Webcolf?

Molti patronati, Caf o studi professionali ci hanno chiesto la possibilità che il loro cliente, che necessita di assistenza, possa inviare direttamente a loro una domanda o una richiesta di aiuto e webcolf ha creato una funzione ad hoc.

Se anche tu hai uno studio, caf o patronato, puoi aprire un account webcolf per conto del tuo cliente, che gestirà le buste paga della sua colf, badante o baby-sitter in autonomia, ma potrà dialogare, quando desidera, con te, chiedendoti consigli e appoggiandosi a te in caso di contestazioni, chiusura del contratto, sostituzioni o situazioni problematiche. E' importante tenersi in contatto con la clientela per proporre anche nuovi servizi dimostrando la vostra continua disponibilità. Tale servizio verrà in futuro potenziato dando la possibilità di contattare, anche in modo cumulativo, tutti i clienti collegati al proprio account principale inviando mail o circolari, per avvisare di scadenze o, semplicemente per fare pubblicità di nuovi prodotti o pacchetti. 

In questo modo webcolf ti permette di non perdere i contatti con chi ha già usufruito dei tuoi servizi, o con chi ha chiesto consulenza oppure con chi è solamente iscritto al tuo patronato.

Quindi, in sintesi, con l'abbonamento professionale di Webcolf sarà possibile creare nuove registrazioni private che saranno legate al vostro account principale.

Come abilitare questa nuova funzione?

Una volta cliccato al solito link di registrazione https://www.webcolf.com/exec/isapi.dll/?register=1 dovrai mettere il flag sull'opzione sotto "Questa registrazione viene fatta dal patronato/caf/studio per conto di un proprio cliente", dovrai indicare la mail di riferimento del tuo account professionale e il codice utente (esempio 22-12c) e poi cliccare Accedi.

Nel menù Utilità (icona ingranaggio) | Opzioni e configurazioni webcolf, potrai stampare al punto "2. Mantieni i contatti con i tuoi clienti" un modulo da consegnare al nuovo datore di lavoro nel quale indicare le credenziali d'accesso con le quali è stato registrato (ovvero login e password).

Per stampare il modulo clicca qui!

Come gestire il rapporto con il nostro cliente registrato?

Chi viene registrato come privato trova nella sua home page appena entra in webcolf con il bottone accedi, la possibilità di contattare via e-mail direttamente lo studio, caf o patronato a cui è collegato cliccando semplicemente il bottone "scrivi". Si aprirà infatti una finestra da completare. Cliccando "invia", il messaggio verrà inviato all'indirizzo di posta elettronica dello studio, caf o patronato.

Allo stesso modo, anche il caf, lo studio o il patronato, nella sua home page sotto ha la possibilità di vedere tutti i clienti collegati, di entrare nel loro account e di inviare una mail direttamente cliccando i bottoni "collegati" e "scrivi".

E' importante inoltre inserire il logo dello studio, caf o patronato nella propria utenza professionale nel profilo utente che si trova cliccando in alto nel menù a destra sull'icona della sagoma. In questo modo i clienti privati collegati al suo account principale vedranno questo logo nella loro home page, accanto al bottone "scrivi".

 

Licenziamento colf in malattia: come fare?

E' POSSIBILE PER IL DATORE DOMESTICO LICENZIARE LA COLF O BADANTE ASSENTE PER MALATTIA?

Per la colf o badante in malattia (certificata dal medico) vige il divieto di licenziamento da parte del datore.

L'art. 26 del Ccnl colf e badanti stabilisce però un limite a tale divieto indicando che il collaboratore ha diritto alla conservazione del suo posto di lavoro per i seguenti periodi:

a) per anzianità fino a 6 mesi, superato il periodo di prova, 10 giorni di calendario;
b) per anzianità da più di 6 mesi a 2 anni, 45 giorni di calendario;
c) per anzianità oltre i 2 anni, 180 giorni di calendario.

Il co. 6 dell'articolo poi aggiunge che i periodi suddetti vanno aumentati del 50% in caso di malattia oncologica, documentata dalla ASL competente.

Al superamento del periodo di conservazione del posto il datore può scegliere se licenziare la collaboratrice oppure continuare a mantenerle il posto di lavoro magari assumendo nel frattempo una collaboratrice sostitutiva come da procedura spiegata qui.

Ricordiamo inoltre che, anche se i giorni retribuiti di malattia possono già essere terminati da tempo, i ratei di tfr, ferie e 13esima maturano al 100% all'interno del periodo di conservazione del posto.

COME SI CALCOLA IL COMPORTO DI MALATTIA?

Il Ccnl all'art. 26 co. 5 stabilisce "I periodi relativi alla conservazione del posto di lavoro si calcolano nell'anno solare, intendendosi per tale il periodo di 365 giorni decorrenti dall'evento".

Il periodo per la conservazione del posto di lavoro quindi non riparte da capo per ogni inizio di malattia ma va conteggiata nel suo complesso, come somma di più malattie. Il datore perciò dovrebbe contare il numero di giorni di malattia di cui ha usufruito la collaboratrice nei 365 giorni di calendario precedenti alla malattia in corso (non quindi dal 1° gennaio al 31 dicembre). Nello specifico, il datore dovrebbe conteggiare quante volte ha indicato nell'inserimento mensile in Webcolf la causale M o MH e se ne deriva un numero di giorni superiore a quello di conservazione del posto il datore può procedere al licenziamento della collaboratrice, (corrispondendo la dovuta indennità sostitutiva di mancato preavviso). Il licenziamento é valido anche se la collaboratrice é ancora in malattia.

Se ad esempio una collaboratrice assunta due anni prima presenta un certificato di malattia al datore, quest'ultimo dovrebbe conteggiare a ritroso se e quanti giorni di malattia sono stati indicati con la causale M nei 365 giorni di calendario precedenti. Se vengono superati i 45 giorni di conservazione previsti dal Ccnl il datore può licenziare la collaboratrice il 46esimo giorno consegnandole a mano, o inviandole con raccomandata, la lettera di licenziamento. Al fine di non avere contestazioni sui giorni é conveniente comunque attendere qualche giorno dopo la scadenza e licenziare ad esempio al 50°-55° giorno.

Riportiamo di seguito un fac-simile di lettera di licenziamento che si può utilizzare. Come vediamo qui sotto dal fac-simile é importante indicare il motivo del licenziamento e cioé il superamento del periodo di comporto in quanto é l'unico caso in cui si può validamente licenziare una collaboratrice che si trova ancora in malattia. L'indicazione della motivazione nelle lettera di licenziamento é importante anche perchè in fase di comunicazione telematica sul sito Inps l'ente non fornisce tra l'elenco delle motivazioni che si possono selezionare quella del "superamento comporto malattia". La natura del licenziamento quindi si potrà evincere solamente dalla lettera consegnata al collaboratore e quando quewst'ultimo terminerà la malattia avrà diritto alla Naspi.

 

COGNOME NOME DATORE
INDIRIZZO
CAP CITTA’ PROVINCIA



                                                                                              CITTA’, DATA CONSEGNA


                                                                                              COGNOME NOME COLL.
                                                                                              INDIRIZZO

                                                                                 CAP CITTA’ PROVINCIA


 


Oggetto: SUPERAMENTO COMPORTO DI MALATTIA

Con la presente siamo spiacenti di comunicarle la ns. decisione di interrompere il suo rapporto di lavoro domestico a causa del superamento del periodo di conservazione del posto per malattia, ai sensi e nei modi previsti dalle leggi in vigore e dall’art. 26 co. 4 del contratto collettivo, considerato che negli ultimi 365 giorni ha fatto registrare ________ giorni di malattia.

Per quanto sopra il rapporto si concluderà in data odierna e in luogo del regolare preavviso previsto dal contratto collettivo le verrà corrisposta un'indennità sostitutiva che verrà inserita nell'ultima busta paga.

Le precisiamo che le sue ultime spettanze saranno corrisposte nel normale giorno di pagamento.

 

Ringraziandola per la collaborazione prestata, Le chiediamo una firma in calce alla presente quale segno di accusa di ricevimento.

 

Cordiali saluti.

 

FIRMA DATORE

____________________

 

 

 

                                                                                           
Per ricevuta, il collaboratore

__________________

 

PROCEDURA DI LICENZIAMENTO

Dopo aver presentato lettera di licenziamento alla colf o badante per superamento del periodo di comporto di malattia é necessario completare la procedura di licenziamento seguendo i passaggi riportati qui sotto.

1. Elaborare l'ultimo cedolino entrando in Cedolini mensili | inserimento mensile e, selezionando a sinistra l'ultimo mese, cliccare il pulsante in alto a destra "Data cessazione" indicando poi la data del licenziamento nella finestra visualizzata. Cliccando infine su "Salva cessazione" il programma dà la possibilità di inserire le presenze solo fino alla data di cessazione indicata.

2. Inserire le ore lavorate nel menù Cedolini e fasi mensili | inserimento mensile fino alla data di cessazione e poi aggiungere l'indennità sostitutiva di mancato preavviso selezionando la voce "Ind. sost. preavviso (giorni)" da una delle tre righe con menù a tendina poste sotto il calendario mensile. Sotto la colonna "Tempo/Val." della riga suddetta é necessario indicare il numero di giorni di preavviso previsti dall'art. 39 del Ccnl colf e badanti:

A. Per il rapporto di lavoro non inferiori alle 25 ore settimanali:

- fino a 5 anni di anzianità presso lo stesso datore di lavoro, 15 giorni di calendario;
- oltre i 5 anni di anzianità presso lo stesso datore di lavoro, 30 giorni di calendario.

B. Per il rapporto di lavoro inferiori alle 25 ore settimanali:

- fino a 2 anni di anzianità presso lo stesso datore di lavoro, 8 giorni di calendario;
- oltre i 2 anni di anzianità presso lo stesso datore di lavoro, 15 giorni di calendario.

3. Comunicare all'Inps la cessazione del rapporto entro 5 giorni dalla data di cessazione in modo telematico entrando nel menù Licenziamento | comunicazioni Inps. Fatto ciò appare una finestra aggiuntiva del browser che riporta al sito Inps. Se non si visualizza la finestra aggiuntiva il motivo è dovuto al fatto che si hanno i pop-up del browser bloccati.

a) Se si utilizza il pin personale del datore di lavoro domestico, una volta che si accede alla pagina Inps (con codice fiscale e pin datore) a sinistra va selezionata la voce “Variazione del rapporto di lavoro”, poi nella maschera Inps successiva va selezionato in basso il codice del rapporto di lavoro a cui si fa riferimento e infine cliccare a sinistra il menù “Cessazione”. Infine va indicata la data di cessazione del rapporto e come motivazione "licenziamento" dato che l'Inps non prevede un motivo ad hoc in questi casi. Per questo é molto importante indicare la motivazione specifica nella lettera di licenziamento.

b) Se si utilizza il pin professionale del consulente o del commercialista, invece, una volta entrati nella pagina Inps va selezionata la voce “Variazione del rapporto di lavoro” e dopo aver indicato codice fiscale del datore e codice rapporto di lavoro si clicca a sinistra su "Cessazione", si indica la data di cessazione e come motivo "licenziamento" dato che l'Inps non prevede un motivo ad hoc in questi casi. Per questo é molto importante indicare la motivazione specifica nella lettera di licenziamento.

Si consiglia infine di stampare la ricevuta cartacea che attesa la comunicazione. Per dare comunicazione all’Inps, oltre alla modalità telematica, esiste la modalità telefonica tramite call center Inps al numero gratuito 803.164 da rete fissa e 06.164.164 da rete mobile.

4. Elaborare il mav relativo ai contributi di cessazione che va versato entro 10 giorni dalla data di cessazione. Per la procedura di elaborazione del mav di cessazione consigliamo di leggere qui.

 

 

 

 

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