CASSA COLF per i collaboratori domestici (AGGIORNATO 05/2018)

A seguito di accordo del 18 luglio 2010 è attiva "CASSA COLF", cassa di assistenza sanitaria per i lavoratori domestici che applicano il contratto collettivo del 01.02.2007, (rinnovato il 21/05/2013), siglato tra i sindacati FIDALDO e DOMINA da una parte e FILCAMS-CGIL, FISASCAT-CISL, UILTUCS-UIL e FEDERCOLF dall’altra.

A) Beneficiari e prestazioni
I beneficiari delle prestazioni sono i dipendenti iscritti e i datori di lavoro.
Tali contributi servono per un'assistenza sanitaria, che però non paga la malattia.
In particolare se sono stati versati contributi contrattuali per 4 trimestri consecutivi e raggiunta la soglia minima di versamento pari a 25 € (anche come somma totale di più rapporti di lavoro):

IL DIPENDENTE avrà diritto alle seguenti prestazioni:
1. indennità giornaliera di ricovero e di eventuale convalescenza:
- diaria giornaliera di € 20 per ricoveri ospedalieri con almeno 2 giorni di pernottamento e per un massimo di 20 giorni (causa del ricovero: infortunio, malattia, parto);
- diaria giornaliera di € 20 per la convalescenza relativa al ricovero ospedaliero effettuato per un massimo di 10 giorni (causa del ricovero: infortunio, malattia, parto con intervento chirurgico);
2. prestazioni di alta specializzazione - Effettuate presso strutture del Servizio Sanitario Nazionale o da esso accreditate:
- rimborso di ticket sanitari fino ad un massimo di € 300 annui (vedi elenco prestazioni).

Per l’elenco dettagliato di tutte le prestazioni, le modalità e le condizioni, consigliamo di consultare il sito http://www.cassacolf.it al paragrafo "Prestazioni".

IL DATORE avrà diritto alle seguenti prestazioni:
nel caso di decesso o invalidità permanente del dipendente, a causa di infortunio per il quale sia stata attivata la rivalsa INAIL, è stata attivata apposita polizza assicurativa per la responsabilità civile del datore di lavoro con un massimale annuo pari a € 50.000;
- nel massimale annuo rientrano anche le spese legali e peritorie che potranno essere messe a disposizione dall’assicurazione nel contenzioso con l’Istituto.

B) Iscrizione
Il dipendente risulta iscritto alla CAS.SA.COLF dal primo giorno del trimestre per il quale inizia il versamento a suo nome, dei contributi di assistenza contrattuale. L’iscrizione alla Cas.sa colf quindi è automatica, sia per il datore che per il collaboratore con il primo pagamento dei contributi Cas.sa Colf e non serve fare alcuna notifica all’ente o all’INPS. Per far sì che i collaboratori e i datori di lavoro, continuino ad essere beneficiari rispettivamente delle relative prestazioni, è necessario che, successivamente all'iscrizione e cioé al primo versamento, i contributi di assistenza contrattuale vengano versati in modo regolare e continuativo.

Nel caso di dipendente assunto in data precedente alla creazione di tale cassa assistenziale, il collaboratore risulterà esservi iscritto dal 1° Luglio 2010 se tali contributi siano versati a suo nome in relazione al terzo trimestre 2010.
L’iscrizione alla CAS.SA.COLF, sia del dipendente che del datore di lavoro, permane anche nei casi nei quali si verifichino delle discontinuità nel versamento dei contributi di assistenza contrattuale.

C) Importo del contributo
Il versamento dei contributi di assistenza contrattuale a carico del datore di lavoro e del lavoratore, si quantifica nella misura oraria complessiva di € 0,03, dei quali € 0,01 a carico del lavoratore e € 0,02 a carico datore. Il versamento dei contributi è effettuato dal datore di lavoro nel mav pagato trimestralmente, insieme ai contributi Inps (codice organizzazione F2). Sta quindi al datore di lavoro scegliere se trattanere o meno in busta paga la quota di contributi cassa colf a carico collaboratore.

D) Obbligatorietà della Cassa Colf

Poiché disciplinata dall'art. 49 del Ccnl, il versamento dei contributi di Cassa Colf si intende obbligatorio ma di prassi, le parti possono scegliere se applicarla o meno al rapporto di lavoro instaurato. Dato che la somma minima di 25 € (versati nei 4 trimestri precedenti all'evento o comprensivi anche del trimestre in cui l'evento é avvenuto), prevista per ricevere le prestazioni, va conteggiata sommando i mav di tutti i rapporti di lavoro in essere, nel caso in cui un collaboratore abbia instaurato un solo rapporto di lavoro e i versamenti totali, in base alle ore lavorate, siano inferiori a tali quota, il datore può decidere di non pagarla in quanto il collaboratore non potrà mai contestare una perdita per una mancata prestazione economica.

Consigliamo quindi, se non si raggiunge la quota dei 25 € annuali, di non pagare tali contributi perché andranno persi e non porteranno alcun vantaggio alle parti. Per non applicare la Cas.sa Colf, in Webcolf esiste una voce specifica che si trova nel menù Assunzione | inserimento standard collaboratore domestico | trattamento economico | impostazioni di paga avanzate: "Non effettuare l'applicazione della Cas.sa Colf".

In questo modo tali contributi non vengono calcolati e trattenuti in busta paga al collaboratore e nemmeno quindi proposti nell’elaborazione del mav.

In alternativa, il datore può decidere di pagare un importo più alto ogni trimestre (rispetto a quello che le parti dovrebbero realmente pagare), come integrazione per poter raggiungere i 25 € richiesti, possibilità questa prevista dallo stesso ente Cassa Colf. Ad esempio il datore in fase di elaborazione del mav può aumentare l'importo della Cassa Colf indicato dal programma in moda da arrivare a versare 6,25 € (6,25 x 4 trimestri/mav = 25 €).

I 25 € devono però derivare dalla somma dei 4 mav precedenti alla richiesta quindi non é possibile con il primo mav utile versare tutti i 25 € in un'unica soluzione ma é necessario che la quota sia suddivisa in 4 trimestri.

E) Requisito di continuità dei versamenti

Il regolamento della Cassa colf stabilisce all'art. 6 e 7 che i versamenti di contributi debbano essere fatti con regolare continuità a pena della decadenza del diritto alle prestazioni.

Se non é stato possibile effettuare versamenti trimestrali o il datore ha scordato di farli, la Cassa colf dà la possibilità al datore di recuperare l'importo di massimo 2 trimestri all'anno purchè siano consecutivi (ad esempio 1° e 2° trimestre e non 1° e 3°) aumentando l'importo del trimestre successivo. Tutto ciò é possibile solo se il datore ha versato almeno i contributi del trimestre precedenti a quello o quelli da recuperare anche se versato da datore di lavoro diverso.

Nel caso non vi fosse continuità nei versamenti dovuti a malattia, infortunio o maternità il regolamento all'art. 7 co. 5 stabilisce "il requisito della continuità non viene meno se l'omissione contributiva è dovuta a malattia , infortunio, maternità del dipendente, nei limiti del periodo di conservazione del posto stabiliti dal CCNL, purché la malattia , l'infortunio o maternità vengano attestati alla CAS.SA.COLF con certificazione proveniente dal Servizio Sanitario Nazionale o da sanitario con esso convenzionato, fermo restando che il diritto alla prestazione è subordinato al fatto che i contributi di assistenza contrattuale versati nei quattro trimestri precedenti quello durante il quale è avvenuto l'evento siano nel loro complesso non inferiori ad € 25,00."

I contributi Cassa Colf in Webcolf

L'Inps invia ancora ai datori domestici, bollettini mav precompilati senza tenere conto della creazione di questa particolare Cassa, vuoi anche perché non é a conoscenza del fatto che venga applicata al contratto di lavoro in essere e anche perché esiste un altro Ccnl, Ebilcoba, che anche se usato da pochissimi datori in Italia, ha previsto la creazione di una sua Cassa Ebilcoba.

Per il versamento della Cassa Colf é necessrio quindi elaborare il mav in Webcolf dal menù Cedolini e fasi mensili | contributi: elaborazione mav in Inps online, indicando il codice organizzazione F2 (cas.sa colf) e l’importo da versare calcolato dal programma a sinistra. Per maggiori informazioni sull'elaborazione del mav, consigliamo di guardare il nostro video al link https://www.youtube.com/embed/WZXRo_uQvic

Nel corpo del cedolino viene indicato con il codice 800, l'importo dei contributi Cassa Colf a carico del datore di lavoro solo a scopo conoscitivo, (H. Contributi x 0,02) in modo che il collaboratore possa sapere se il tetto dei 25 € é stato raggiunto, mentre sotto il corpo del cedolino, alla voce "Cassa Colf", vengono riportati i contributi Cassa Colf a carico del collaboratore (H. Contributi x 0,01) che vengono detratti dall'importo lordo del cedolino, unitamente ai contributi previdenziali Inps ("Contr. carico coll.").

 

 

 

Lettera di variazione orario di lavoro

Per tutta la procedura di variazione aggiornata si può leggere questo articolo del nostro manuale cliccando qui: https://www.webcolf.com/notizie-utili-topmenu-20/13-manuale-webcolf/451-variazione-contratto-colf-badante.html

Una bozza della lettera di variazione dell'orario di lavoro da sottoscrivere con la propria colf / badante, al fine di dare certezza tra le parti del nuovo orario, potrebbe inoltre essere la seguente:

 

 COGNOME NOME DATORE

INDIRIZZO
CAP CITTA’ PROVINCIA


CITTA’, DATA CONSEGNA


COGNOME NOME COLL.
INDIRIZZO

CAP CITTA’ PROVINCIA

 

OGGETTO: VARIAZIONE ORARIO DI LAVORO

 

Le parti di comune accordo decidono di variare dal giorno __/__/____ la disposizione temporale delle prestazioni lavorative.

L’orario settimanale sarà d’ora in poi così distribuito:

Lunedì:            ……….. ore, dalle__.__ alle __.__

Martedì:          ……….. ore, dalle__.__ alle __.__

Mercoledì:       ……….. ore, dalle__.__ alle __.__

Giovedì:          ……….. ore, dalle__.__ alle __.__

Venerdì:          ……….. ore, dalle__.__ alle __.__

Sabato:           ……….. ore, dalle__.__ alle __.__

Domenica:      ……….. ore, dalle__.__ alle __.__

Per un totale settimanale di ore ………………….

Per quanto non previsto dalla presente, continueranno ad applicarsi tutti i precedenti accordi individuali e quanto previsto dal CCNL e dalle leggi in vigore.

 

 

Firma del datore

 

_______________________

 

 

Firma del collaboratore

 

_______________________

 

 

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Che cos'è webcolf?

Il diritto di precedenza vale per colf e badanti?

Il Dlgs 81/2015 stabilisce, per i lavoratori a tempo determinato che hanno prestato lavoro per almeno 6 mesi, il diritto di precedenza rispetto ai nuovi rapporti di lavoro a termpo indeterminato instaurati dal datore di lavoro nei 12 mesi successivi alla cessazione del rapporto purchè l'assunzione a tempo indeterminato riguardi le stesse mansioni di cui si occupava il lavoratore nel contratto a tempo determinato.

Il diritto di precedenza però vale anche per colf e badanti?

La domanda é ben posta visto il particolare rapporto di fiducia che dev'esserci tra collaboratore e datore, considerato anche che l'attività lavorativa viene svolta all'interno dell'ambito familiare e quindi privato.

Lo stesso Dlgs 81/2018, all'art. 24 risponde alla domanda:

"Salvo diversa disposizione dei contratti collettivi, il lavoratore che, nell'esecuzione di uno o più contratti a tempo determinato presso la stessa azienda, ha prestato attività lavorativa per un periodo superiore a sei mesi ha diritto di precedenza nelle assunzioni a tempo indeterminato effettuate dal datore di lavoro entro i successivi dodici mesi con riferimento alle mansioni già espletate in esecuzione dei rapporti a termine."

Dato che l'art. 24 si riferisce a lavoratore che presta la sua attività presso un'azienda, ciò esclude l'applicabilità del diritto di precedenza al lavoro domestico e quindi il datore di lavoro domestico può assumere un nuovo collaboratore a tempo indeterminato liberamente e senza alcun vincolo.

 

Formulario - Lettera di assunzione

 

Si pubblica una bozza di lettera di assunzione, redatta tenendo conto di quanto previsto dall’ultimo contratto collettivo dei collaboratori domestici siglato il 01 febbraio 2007, rinnovato a maggio 2013.

Si rimanda alle sezioni specifiche per le spiegazioni dettagliate sulle motivazioni e caratteristiche della stessa. La lettera riguarda una colf inquadrata al livello A (il più basso, che automaticamente prevede il passaggio al livello B dopo 12 mesi di servizio, computando anche il periodo svolto presso altri datori di lavoro)

Tale lettera oltre ad altre particolarità per le diverse tipologie di lavoro domestico possono essere compilate in forma automatica all’interno del programma webcolf. Per registrarti clicca qui!

 

ROSSI MARCO

Via Rovereto

35100 Padova (PD)

 

                                  Padova, 01/12/2006

 

                                                                                                 Egr. Sig.

                                  BIANCHI LUIGI

                                  Via Sorelle Bandiera

                                  35100 Padova (PD)

 

 

   OGGETTO: Lettera di assunzione.

 

Facendo seguito agli accordi verbali intercorsi, si conferma la Sua assunzione ed in base al comma 3 dell'art. 9-bis L. 608/96 e al D.Lgs. 152/97, si specificano gli aspetti caratterizzanti il Suo rapporto di lavoro:

 INIZIO DEL RAPPORTO:

L'inizio del rapporto viene stabilito entro e non oltre il 01/01/2007. Oltre tale data, in caso di mancata presa di servizio, indipendente dal motivo, il presente contratto dovrà essere considerato decaduto.

LUOGO DI LAVORO:

Padova (PD) in Via Rovereto. Potrebbe esserle richiesto di effettuare la sua prestazioni presso altre sedi, in caso di trasferimento anche temporaneo del Suo datore di lavoro, trasferimento che, salvo congruo preavviso, dichiara di accettare.

 DURATA DEL RAPPORTO:

A tempo determinato, fino al 31/12/2007,  per sostituire altri lavoratori assenti.

ORARIO DI LAVORO:

54 ore settimanali. Il Sig. BIANCHI LUIGI svolge il proprio rapporto di collaborazione domestica in regime di convivenza presso il datore di lavoro.

La giornata di riposo viene fissata nella giornata di domenica.

L'impegno lavorativo avrà la seguente, sottoelencata, distribuzione giornaliera:

Lunedì:     10 ore

Martedì:    10 ore

Mercoledì:  10 ore

Giovedì:    10 ore

Venerdì:    10 ore

Sabato:     4 ore

Nei rapporti di lavoro a tempo pieno si ricorda che la legge prevede che la distribuzione dell'orario di lavoro possa essere modificata unilateralmente dal datore di lavoro, salvo congruo preavviso.

A norma del combinato disposto dall'art. 6 e 14 del CCNL applicato si precisa che la mezza giornata di riposo aggiuntiva è stabilita di sabato.

 DOMICILIO E RESIDENZA:

Il domicilio e la residenza del lavoratore sono differenti. L'indirizzo di residenza viene confermato essere quello correttamente indicato nel destinatario della presente mentre il domicilio è fissato in via Roma - Padova (PD).

Il lavoratore conferma ed è a conoscenza che l'indirizzo indicato verrà utilizzato in caso di sua assenza dal normale indirizzo di convivenza presso il datore di lavoro.

QUALIFICA E MANSIONI:

Il collaboratore verrà inquadrato al livello A. I compiti assegnati saranno di addetto alle pulizie, lavanderia, aiuto di cucina, assitente ad animali domestici, addetto all'annaffiatura e pulizia di aree verdi. In riferimento al livello di inquadramento il collaboratore  dichiara di avere già svolto per 11 mesi,  compresi quelli presso precedenti datori di lavoro, mansioni di pulizia  e altri compiti comuni inquadrati al livello A (prima del 01.03.2007 nella ex 3a categoria) del CCNL applicato.

OBBLIGO DI FEDELTA':

Il Sig. BIANCHI LUIGI si impegna ad osservare le direttive ricevute dal proprio datore di lavoro e le regole della casa ricevute all'inizio del rapporto di lavoro. La Legge prevede l’obbligo di non divulgare informazioni, affari, notizie riguardanti il datore di lavoro o altre notizie apprese nello svolgimento delle proprie mansioni, facendone un uso in modo da poter recare pregiudizio al datore di lavoro stesso e/o a terzi.

TENUTA DI LAVORO:

Non è prevista una particolare tenuta di lavoro, salvo un vestire sobrio e dignitoso, adatto a svolgere le mansioni descritte.

SPAZIO DOVE RIPORRE I PROPRI OGGETTI PERSONALI:

Al momento della presa di servizio verrà indicato uno spazio dove riporre propri oggetto personali.

PERIODO DI PROVA:

8 giorni di effettivo lavoro durante i quali entrambi le parti possono recedere dal rapporto senza preavviso. La prova sarà inerente alle mansioni sopra elencate.

FERIE:

26 giorni lavorativi. Tale valore va riproporzionato per l'orario di lavoro effettivamente svolto. Il periodo di godimento delle ferie annuali verrà concordato di anno in anno e fissato in accordo tra le parti con congruo preavviso.

 

PREVVISO DI LICENZIAMENTO/DIMISSIONI:

15  giorni di calendario per anzianità fino a 5 anni. 30 giorni di calendario per anzianità superiori. I suddetti termini sono ridotti del 50% nel caso di dimissioni da parte del lavoratore.

 

TRATTAMENTO ECONOMICO:

Corrispondente alle disposizioni contrattuali per il livello assegnato come da importi sotto descritti:

Paga base: ............................ 2,35

Acconto Fut. Aumenti: ........ 3,72

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Totale: .................................. 6,07

 

Per quanto non specificato nella presente le parti dichiarano di voler fare riferimento alle norme previste dal contratto collettivo nazionale di lavoro per i prestatori di lavoro domestico stipulato il 01 febbraio 2007 oltre a tutte le norme di Legge vigenti.

In segno di accettazione delle condizioni sopra espresse, si chiede la restituzione di una copia della presente dopo averla sottoscritta.

Certi di poter contare nella Sua migliore collaborazione, porgiamo distinti saluti.

  

          Il Collaboratore                                       Il datore di lavoro

 

      ------------------------                                   ----------------------------

 

La informo inoltre che, ai sensi dell’art. 10 del D.Lgs. 196 del 30 giugno 2003, i suoi dati personali saranno utilizzati per una corretta gestione del rapporto stesso, dunque per le comunicazioni obbligatorie agli enti di previdenza e assistenza, rapporti con l’amministrazione finanziaria, istituti di credito ed eventuali consulenti familiari. Il trattamento dei predetti dati avverrà mediante  strumenti manuali, informatici e telematici, comunque idonei a garantire al sicurezza e la riservatezza dei dati stessi.

In base all’art. 13 del D.Lgs. 196/2003 lei ha specifici diritti, in particolare può ottenere la conferma circa l’esistenza o meno di dati che la riguardano, conoscerne l’origine, la finalità, chiedere la cancellazione o la trasformazione o il blocco dei dati trattati in violazione di legge.

Il/la sottoscritto/a, ai sensi della legge sopracitata, autorizza e acconsente espressamente che i dati raccolti e in particolare quelli considerati sensibili possano costituire oggetto di trattamento e comunicazione per le finalità della corretta gestione del rapporto di lavoro, degli obblighi di legge e contrattuali.

 

          Il Collaboratore

 

      ------------------------

 

Per la procedura di assunzione completa si veda il nostro articolo:https://www.webcolf.com/notizie-utili-topmenu-20/13-manuale-webcolf/421-assunzione-colf-badante-cosa-fare.html

 

Il lavoro domestico viene considerato lavoro usurante?

Il D.Lgs. n. 67/2011 ha stabilito la possibilità di accedere in anticipo alla pensione per gli addetti a lavorazioni particolarmente faticose e pesanti. Le attività lavorative oggetto di questo beneficio sono i c.d. lavori usuranti descritti all'art. 2 del Decreto del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale del 19 maggio 1999.

Le attività in questione sono riconducibili alle seguenti categorie:

a) lavoratori impegnati in mansioni particolarmente usuranti. Si tratta dei soggetti che hanno svolto lavori in galleria, cava o miniera, i lavori ad alte temperature, i lavori in cassoni ad aria compressa, le attività per l’asportazione dell’amianto, le attività di lavorazione del vetro cavo, lavori svolti dai palombari e lavori espletati in spazi ristretti.

b) Lavoratori notturni ripartiti nelle seguenti categorie:

1) lavoratori a turni che prestano lo loro attività nel periodo notturno per almeno 6 ore per un numero minimo di giorni lavorativi all'anno non inferiore a 64;

2) lavoratori che prestano la loro attività per almeno 3 ore nell'intervallo tra la mezzanotte e le cinque del mattino per periodi di lavoro di durata pari all'intero anno lavorativo.

c) Lavoratori addetti alla linea di catena: lavoratori alle dipendenze di imprese per le quali operano le voci di tariffa per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro indicati nell'elenco n. 1 contenuto nell'allegato 1 allo stesso dlgs 67/2011, cui si applicano i criteri per l'organizzazione del lavoro previsti dall'articolo 2100 del cc, impegnati all'interno di un processo produttivo in serie, contraddistinto da un ritmo determinato da misurazione di tempi di produzione con mansioni organizzate in sequenze di postazioni, che svolgano attività caratterizzate dalla ripetizione costante dello stesso ciclo lavorativo su parti staccate di un prodotto finale, che si sostano a flusso continuo o a scatti con cadenze brevi determinate dall'organizzazione del lavoro o della tecnologia, con esclusione degli addetti a lavorazioni collaterali a linee di produzione, alla manutenzione, al rifornimento materiali, ad attività di regolazione o controllo computerizzato delle linee di produzione e al controllo qualità.

d) Conducenti di veicoli, di capienza complessiva non inferiore a 9 posti, adibiti a servizio pubblico di trasporto collettivo.

Con riguardo a questi lavori il datore di lavoro è tenuto a darne comunicazione all'Ispettorato Territoriale del Lavoro di riferimento ed ai competenti istituti previdenziali.

Per quanto riguarda i lavoratori domestici la questione é controversa anche perchè tale categoria di lavoratori non viene espressamente esclusa dall'ambito dei lavori usuranti.

Il lavoratore domestico comunque potrebbe a nostro avviso esser configurato come lavoratore notturno, quindi come lavoro usurante, quando viene assunto con contratto di assistenza notturna. Il collaboratore assunto con tale tipo di contratto infatti svolge la propria mansione di badante di persona non autosufficiente durante la notte, in una fascia oraria ricompresa tra le ore 20.00 e le ore 8.00, per tutte le giornate di lavoro arrivando quindi a superare sicuramente il minimo di 64 giorni l'anno prima indicati al punto b).

La cosa comunque é controversa e non essendoci un unico parere a riguardo la valutazione della richiesta di pensione anticipata fatta dal collaboratore domestico che assistente persona non autosufficiente a turni andrà valutata dall'INPS singolarmente, caso per caso.

Come si effettua la richiesta di pensione anticipata per lavori usuranti?

La comunicazione va fatta sul sito www.cliclavoro.gov.it

Per maggiori informazioni riguardo alla procedura leggere qui https://www.cliclavoro.gov.it/Aziende/Adempimenti/Pagine/Lavori-usuranti.aspx

 

Domande e risposte sull'interruzione rapporto di lavoro di colf e badanti

Il rapporto di lavoro domestico può interrompersi per vari motivi:
- licenziamento da parte del datore;
- dimissione del lavoratore;
- scadenza del termine del rapporto a tempo determinato;
- recesso durante il periodo di prova;
- licenziamento per giusta causa del datore di lavoro;
- risoluzione consensuale;
- impossibilità sopravvenuta o morte del lavoratore.

Formulario - Licenziamento disciplinare

Se il lavoratore si rende responsabile di una condotta così grave da non consentire la prosecuzione, anche provvisoria, del rapporto di lavoro domestico, per il datore di lavoro è possibile recedere per giusta causa, senza corrispondere il mancato preavviso.

Considerato che il rapporto domestico è caratterizzato dalla libera recedibilità, ciò non significa, comunque che non si applichino le procedure previste dall'art. 7 della L. 300, come confermato dalla sentenza della Cassazione n. 4598 del 17.05.1996. Se il datore di lavoro non rispetta infatti la procedura il licenziamento risulta ugualmente valido tuttavia le conseguenze saranno quelle di perdere il diritto a non corrispondere l'indennità di mancato preavviso.

Per porre in essere quindi un licenziamento disciplinare bisogna contestare il fatto avvenuto al lavoratore con raccomandata A/R o consegnata a mano, in grado di dare certezza del momento in cui il lavoratore ha ricevuto la contestazione. Trascorsi poi 5 giorni dalla consegna della contestazione il datore di lavoro deve far seguire una seconda raccomandata dove viene elevato il provvedimento disciplinare che può costituire in un richiamo scritto, multa, sospensione e, come si diceva, nei casi particolarmente gravi, in un licenziamento.

Inseriamo quindi una bozza di contestazione disciplinare per assenza ingiustificata e la seconda lettera di licenziamento.

Nome datore di lavoro

 Raccomandata a mano                                            Nome lavoratore domestico

 ..............................., ........................

 

OGGETTO: Contestazione disciplinare.

Con la presente siamo spiacenti di doverLe contestare l'assenza ingiustificata fatta registrare per i giorni 12.13.14.15.16.17.19.20.21.22 luglio 2010.

Per quanto sopra siamo costretti a chiederLe giustificazioni entro 5 gg. dal ricevimento della presente, a norma dell'art. 7 della L. 300 / 1970.

Con distinti saluti."

passati i 5 giorni (di calendario) dal momento in cui il lavoratore/trice ha ricevuto la lettera di contestazione, si fa seguire il provvedimento disciplinare che ha questa forma:

"Nome datore di lavoro

 Raccomandata a mano                                            Nome lavoratore domestico

 ..............................., ........................

 

OGGETTO: Provvedimento disciplinare.

Con la presente facciamo seguito alla ns. del .................., il cui contenuto si intende qui integralmente riportato, per constatare che non ha fornito alcuna giustificazione, nè si è ripresentato al lavoro.

Per quanto sopra siamo quindi costretti a sanzionarla con il provvedimento disciplinare del licenziamento senza preavviso che avrà effetto dalla data della presente.

Precisiamo che con l'ultima busta paga del mese di ..............., le verranno corrisposte tutte le sue indennità di fine rapporto oltre ai ratei accessori maturati e non ancora liquidati

Con distinti saluti."

[aggiornamento al 12/03/2018]

Tutte queste lettere e la procedura in webcolf è diventata automatica.

Per capire il funzionamento può leggere questo link:

https://www.webcolf.com/notizie-utili-topmenu-20/13-manuale-webcolf/458-licenziamento-disciplinare-colf-procedura.html

 

Pagare lo stipendio della colf in contanti: si può?

La Legge di Bilancio 27/12/2017 n° 205, pubblicata nella G.U. il 29/12/2017 ha stabilito all'art. 910 che:

"A far data dal 1° luglio 2018 i datori di lavoro o committenti corrispondono ai lavoratori la retribuzione, nonché ogni anticipo di essa, attraverso una banca o un ufficio postale con uno dei seguenti mezzi:
a) bonifico sul conto identificato dal codice IBAN indicato dal lavoratore;
b) strumenti di pagamento elettronico;
c) pagamento in contanti presso lo sportello bancario o postale dove il datore di lavoro abbia aperto un conto corrente di tesoreria con mandato di pagamento;
d) emissione di un assegno consegnato direttamente al lavoratore o, in caso di suo comprovato impedimento, a un suo delegato.
L’impedimento s’intende comprovato quando il delegato a ricevere il pagamento è il coniuge, il convivente o un familiare, in linea retta o collaterale, del lavoratore, purché di età non inferiore a sedici anni."

Per quanto riguarda invece il lavoro domestico la legge di bilancio specifica poi all'art. 913:

"le disposizioni non si applicano [...], né a quelli comunque rientranti nell’ambito di applicazione dei contratti collettivi nazionali per gli addetti a servizi familiari e domestici, stipulati dalle associazioni sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale."

Noi però consigliamo ugulamente al datore di lavoro domestico di corripsondere la retribuzione alla collaboratrice con modalità tracciabili in modo che nell'eventualità di contestazioni in sede sindacale, ci sia prova certa di quanto pagato.

 

 

Pignoramento del quinto dello stipendio di colf e badanti

Cos’è il pignoramento dello stipendio?

Il pignoramento dello stipendio, rientra tra i provvedimenti esecutivi che l’Agenzia delle Entrate, altro agente o comunque un terzo, può effettuare per recuperare l’eventuale credito che vanta nei confronti del debitore e cioé il lavoratore nel nostro caso.

Nello specifico, il pignoramento dello stipendo prevede la possibilità per il creditore, di procedere al pignoramento delle somme stabilite nell'atto giudiziario tramite due modalità e momenti diversi:

  • pignoramento dello stipendio notificato al datore di lavoro. La trattenuta sullo stipendio viene svolta ad opera del datore datore di lavoro per conto del creditore prima ancora che la retribuzione venga corrisposta al collaboratore;
  • Pignoramento dello stipendio sul conto corrente, avviene dopo che la retribuzione è stata percepita e depositata sul conto corrente del dipendente a seguito del bonifico effettuata dal datore di lavoro.

Come avviene il pignoramento dello stipendio se l'atto è notificato al datore di lavoro domestico?

Come anticipato se il pignoramento dello stipendio é notificato al datore di lavoro domestico (c.d. pignoramento presso terzi), prevede che la somma mensile da pignorare debba essere trattenuta al collaboratore/debitore prima che la busta paga venga pagata al dipendente stesso. Ne consegue che la retribuzione non ancora transitata nella disponibilità materiale della colf o badante, diventa oggetto di trattenuta da parte del creditore fino ad un massimo di 1/5 dello stipendio netto mensile, e cioè solo dopo aver effettuato le trattenute contributive.

Come operare il pignoramento in Webcolf?

Per gestire un pignoramento del quinto dello stipendio l'utente dovrebbe:
- calcolare il cedolino normalmente in Cedolini e fasi mensili | inserimento mensile, verificando quant'è l'importo del netto da pagare;
- tornare nell'inserimento mensile, selezionare sotto il calendario mensile, da una delle tre righe con menù a tendina, la voce "Recupero su netto", modificando la descrizione della voce in "Pignoram. 1/5 stipendio" e indicare come importo da trattenere 1/5 del "Netto da pagare" appena calcolato;
- calcolare e ricalcolare il cedolino.

Se ad esempio il cedolino del mese di maggio 2018 risultasse avere un netto di 1.100 € il datore dovrebbe operare un pignoramento di 220 € (1/5 del netto) e quindi il collaboratore percepirebbe un residuo di 880 €.

 PIGNORAMENTO RETRIBUZIONE BADANTE

 PIGNORAMENTO RETRIBUZIONE COLF

 

Contratto di comodato e convivenza

Quando si assume un collaboratore domestico in regime di convivenza e quest'ultimo gode di vitto e alloggio in natura (non tornando quindi presso la propria abitazione dopo l'orario di lavoro), significa che gli viene concesso in uso l'abitazione del datore presso il quale svolge servizio.

In particolare, al collaboratore convivente con vitto e alloggio in natura viene messo a disposizione un alloggio idoneo a fungere da camera da letto, e in comune col datore e i familiari conviventi di quest'ultimo, anche tutte le altri parti comuni dell'abitazione.

Può succedere anche che i locali che vengono messi a disposizione siano a volte separati e distinti rispetto a quelli ove vive il datore di lavoro. Tale concessione ad uso gratuito dell'immobile utile a svolgere il lavoro domestico viene disciplinata da un istituto giuridico ad hoc: il contratto di comodato. Tale contratto, da stipularsi contestualmente all'assunzione del lavoratore, regolamenta le condizioni di utilizzo e di rilascio dell'immobile.

Durata del contratto

Nel contratto di comodato viene normalment inserito che l'uso gratuito dell'immobile o delle parti di esso concesse in comodato dura fintanto che non cessi il rapporto di lavoro al quale il contratto è subordinato e vincolato. Pertanto, a seguito di licenziamento o dimissioni o di scadenza del contratto di lavoro a tempo determinato, il contratto di comodato si intende risolto di diritto.

  • All'ultimo giorno, l'immobile dovrà essere restituito libero da persone e da cose e comunque nello stato di fatto e di diritto in cui lo si riceve, salvo il deperimento d'uso. In ogni caso le parti possono convenire un termine maggiore (in genere di 30 giorni), come infatti previsto dal CCNL in taluni casi, per lasciare libero l'immobile, in particolare nei casi in cui il collaboratore abbia eletto presso l'abitazione del datore la propria residenz.
  • Nel caso di mancata restituzione entro il termine convenuto, è possibile convenire la corresponsione di una somma a titolo di penalei per ogni ulteriore giorno di occupazione dell'unità immobiliare.

Ecco una serie di clausole che, se inserite nel contratto a discrezione del comodante, creano un  trattamento di maggior favore e tutela in capo allo stesso:

A. Obblighi del collaboratore domestico (comodatario)

Ecco una serie di clausole che, se inserite nel contratto a discrezione del comodante, creano un  trattamento di maggior favore e tutela in capo allo stesso:

1. Utilizzare l'immobile concesso in comodato ad uso esclusivo di abitazione. A pena di risoluzione del contratto può vigere il divieto di:

  • cambiare la destinazione d'uso dei locali;
  • sublocare l'immobile;
  • alloggiare e concedere ospitalità a persone estranee, concederne a terzi il godimento senza il preventivo permesso scritto del comodante.

2. Custodire e conservare l'immobile con la diligenza del buon padre di famiglia, servendosene solo per l'uso determinato nel contratto.

3. Farsi carico di eventuali danni arrecati ai locali concessi in comodato.

4. Adempiere a tutti gli obblighi derivanti dal contratto, pena l'immediata restituzione dell'immobile e il risarcimento del danno.

 

B. Diritti del datore di lavoro (comodante)

1. Ispezionare o far ispezionare i locali dati in comodoato in qualunque momento e senza preavviso.

2. Accedere ai locali per lavori di manutenzione o ispezione degli impianti dell'edificio.

3. Stante la gratuità della concessione in uso, il comodante si riserva il diritto di pretendere, in qualsiasi momento, la restituzione dell'immobile dato in comodato qualora sopravvenga un bisogno urgente, ai sensi dell'art. 1809 c.c.

 

Registrazione del contratto  di comodato

In linea generale non vi è alcun obbligo di registrazione per i contratti di comodato, tuttavia, qualora si decida di stipularlo in forma scritta, può essere opportuno, specialmente se viene stipulato tra imprese o professionisti, procedere comunque alla registrazione.

La registrazione di un contratto di comodato può essere effettuata presso qualsiasi ufficio dell’Agenzia delle Entrate. Al momento della richiesta di registrazione dell’atto l’ufficio restituisce una copia dell’atto timbrata e firmata. I passaggi da seguire per la registrazione del contratto sono i seguenti:

  • Predisposizione e firma in originale, da parte di entrambe le parti, del contratto di comodato, in tre copie (una per ciascuna delle parti e la terza per l’Ufficio);
  • Applicare sul contratto una marca da bollo da 16 euro, ogni 4 pagine del contratto da registrare. La procedura deve essere effettuata su ogni copia del contratto che si intende registrare. Fate attenzione al fatto che le marche devono riportare data non successiva a quella di stipula del contratto;
  • Compilare il Modello 69, reperibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate, che deve essere firmato dal una delle parti e dall’eventuale soggetto delegato che registrerà l’atto;
  • Effettuare il versamento dell’imposta di registro di 200 euro, tramite modello F23, riportando il codice tributo 109T;
  • Consegnare agli uffici dell’Agenzia delle Entrate le copie del contratto di comodato, il modello 69 e il modello F23 quietanzato, assieme a copia delle carte di identità del soggetto comodante e del comodatario.

In seguito un modello standard scaricabile ed editabile

ModelloContrattoComodato.doc

Lo stesso modello lo potrete trovare entrando nel menù Assunzione|altre lettere e modelli| Contratto di comodato.

 

 

 

INPS 17.01.2012: Modalità di rimborso dei contributi versati in eccedenza

OGGETTO:

Telematizzazione in via esclusiva delle domande di prestazione/servizio- Istanze di rimborso dei contributi previdenziali per lavoro domestico.

1. Premessa

Il decreto legge n. 78 del 31 maggio 2010, convertito con modificazioni dalla legge 30 luglio 2010 n. 122, recante "Misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e competitività economica", all'art. 38 comma5, haprevisto l'estensione e il potenziamento dei servizi telematici dell'amministrazione finanziaria e degli enti previdenziali, per la presentazione di denunce, istanze, atti, versamenti, mediante l'utilizzo esclusivo dei sistemi telematici ovvero della posta elettronica certificata.

Tale processo di telematizzazione è stato avviato dall'Istituto con la circolare n. 169 del 31 dicembre 2010, che ha dato applicazione alla determinazione del Presidente dell'Istituto n. 75 del 30 giugno 2010 "Estensione e potenziamento dei servizi telematici offerti dall'INPS ai cittadini".

La successiva determinazione presidenziale n. 277 del 24 giugno 2011 "Istanze e servizi INPS – Presentazione telematica in via esclusiva – Decorrenze" ha definito dettagliatamente il calendario definitivo della sostituzione delle tradizionali modalità di presentazione delle istanze all'INPS con la trasmissione in via esclusivamente telematica.

In relazione a quanto fin qui premesso, con la presente circolare si dà avvio - a partire dal 1° gennaio 2012 - alla telematizzazione della presentazione delle istanze di rimborso dei contributi previdenziali per lavoro domestico.

Rimborso dei contributi previdenziali per lavoro domestico

Dal 1° gennaio 2012 la presentazione delle istanze di rimborso di contributi previdenziali per lavoro domestico dovrà avvenire attraverso uno dei seguenti canali:

WEB - servizi telematici accessibili direttamente dal cittadino tramite PIN attraverso il portale dell'Istituto;

Contact Center Integrato - numero verde 803164

Intermediari dell'Istituto – attraverso i servizi telematici offerti agli stessi.

Peraltro, fino al 31 gennaio 2012, in via transitoria, le richieste cartacee potranno continuare ad essere presentate direttamente o inviate per posta (a tal fine fa fede il timbro a data dell'ufficio postale accettante o del servizio corriere utilizzato) ed essere acquisite dalle Sedi con la procedura presente in Intranet per la "Gestione Lavoratori Domestici". Dal 1° febbraio 2012 avranno validità soltanto le istanze presentate con modalità telematiche.

A) Presentazione della istanza di rimborso contributi per lavoro domestico direttamente dal cittadino tramite WEB

Il servizio è disponibile sul sito internet dell'Istituto www.inps.it, nella sezione SERVIZI ONLINE attraverso il seguente percorso: Al servizio del cittadino – Autenticazione con PIN/Autenticazione con CNS – Servizi rapporto di lavoro domestico – Istanza di rimborso. Questa sezione consente di compilare l'istanza di rimborso contributi per lavoro domestico e di procedere all'invio vero e proprio.

Una volta inviata la domanda sarà possibile stampare la ricevuta di presentazione, sulla quale sono riportati tutti i dati inseriti dal cittadino e il numero di protocollo attribuito dall'Istituto alla pratica.

Le informazioni richieste riguardano i dati identificativi del rapporto di lavoro, il trimestre e l'anno di riferimento, la motivazione (ad esempio doppio versamento) e i dati relativi al pagamento effettuato. Tutti i dati, ad eccezione della motivazione, sono disponibili sulla ricevuta di pagamento.

Per facilitare l'utente nella predisposizione della comunicazione, ne è stata prevista la precompilazione in base ai dati già in possesso dell'Istituto.

Effettuata l'autenticazione, il servizio on line propone, all'interno della sezione dedicata alla gestione del lavoro domestico, una funzione chiamata "Gestione rimborsi" che consentirà di inoltrare nuove istanze di rimborso e di monitorare lo stato delle istanze inviate tramite il canale Internet.

A conclusione dell'operazione il servizio on line consente la stampa dell'istanza presentata.

Gli operatori del Contact Center ( numero verde 803.164 attivo dal lunedì al venerdì ore 8-20 ed il sabato ore 8-14 ) forniranno inoltre tutte le informazioni e l'assistenza ai cittadini che utilizzano il canale web di cui al presente paragrafo.

B) Presentazione della istanza di rimborso contributi per lavoro domestico tramite intermediari

Il servizio è disponibile anche per il richiedente intermediario abilitato ai sensi dell' art.1, L. 12/79 con le funzioni che consentono la trasmissione telematica delle domande.

Gli intermediari abilitati possono accedere seguendo il seguente percorso: Servizi on line/Per tipologia di utente/Aziende, consulenti e professionisti/Lavoratori domestici.

Per l'accesso al servizio è sempre richiesta l'autenticazione tramite PIN, rilasciato dall'Istituto, CNS (Carta Nazionale dei Servizi), rilasciata da una Pubblica Amministrazione ai sensi del DPR 117/04 o mediante altro dispositivo (smart card, chiavetta USB) contenente "certificato digitale di autenticazione personale" rilasciato da apposito ente certificatore rispondente agli standard definiti perla CNS.

Effettuata l'autenticazione, l'intermediario potrà procedere alla comunicazione della istanza di rimborso indicando il codice del rapporto di lavoro cui il rimborso si riferisce.

C) Presentazione della istanza di rimborso contributi per lavoro domestico tramite Contact Center

Per assicurare, inoltre, l'accesso al servizio a tutti i soggetti, compresi quelli che non hanno possibilità o facilità di utilizzo di strumenti informatici, è sempre prevista in alternativa la disponibilità della comunicazione telefonica, rivolgendosi al Contact Center Integrato Inps-Inail, numero verde 803.164, che provvederà all'acquisizione della istanza, previa identificazione del soggetto dichiarante. L'identificazione del soggetto dichiarante tramite PIN e codice fiscale è necessaria anche per le comunicazioni effettuate utilizzando il Contact Center.

 

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