L'erede detrae i contributi

Con la circolare del ministero delle finanze 122 del 1° giugno 1999 viene riconosciuto il diritto da parte degli eredi di detrarre le spese sanitarie dagli stessi sostenute per conto del familiare dopo il suo decesso, in forza e per effetto degli ordinari principi civilistici che dispongono il subentro dei primi nella posizione giuridica del secondo. La validità di tale legge ricomprende anche la possibilità di detrarre tutte le spese cui le norme specifiche vigenti attribuiscono valenza fiscale di deducibilità/detraibilità.
In concreto, cioè, gli eredi, quali solitamente i figli, possono detrarre le spese per il genitore deceduto e quindi anche i contributi della badante, nonostante il datore del rapporto di lavoro domestico fosse l'assistito stesso ora deceduto. Ciò significa che l'erede potrà, nella dichiarazione dei redditi, portare in detrazione la quota di contributi a carico datore di lavoro della madre o del padre deceduti fino ad un massimo di 1549,37 euro, e, nel caso l'assistito fosse stato non autosufficiente documentato, tutte le spese di assistenza a suo carico per un importo non superiore a 2100 euro.

 

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