MAV, contributi COLF e problemi...

Oggi, 30.03.2011, hanno incominciato ad arrivare i primi MAV per il pagamento dei contributi per il primo trimestre 2011.

Verso le ore 10.00, sempre di oggi, il sito dell'INPS è stato aggiornato per permettera le generazione dei nuovi MAV considerato che quelli standard non coincidono quasi mai con i contributi dovuti.

Innnazitutto le lettera allegate al 1° e 2° MAV allegato riportano il codice rapporto di lavoro sbagliato in quanto è stato erroneamente troncato nelle ultime due cifre. Il codice esatto, composto da 12 numeri, deve essere reperito dai bollettini precedenti o dalla lettera di apertura del rapporto di lavoro.

Altro problema: il sistema prevede la generazione di un singolo MAV per trimestre e dunque non si sa che fare nel caso vi siano rapporti di lavoro con settimane lavorative con più di 24 ore ed altre con meno...

Il Contact Center consiglia di aspettare la settimana prossima perchè il sistema dei MAV verrà aggiornato...

Webcolf si adeguerà nel più breve tempo possibile (contiamo di uscire con una nuova versione già sabato 02.04.2011), con la generazione di come modificare il sito inps per la generazione corretta dei mav.

Nel frattempo chiediamo un pò di pazienza anche per le risposte che, in questo frangente, potranno certamente essere un pò meno tempestive.

Francesco Pierobon

INPS : Consultazione on line estratto conto contributivo e lettere ai datori di lavoro

 

L’INPS, con il Messaggio n. 21009 del 7 novembre 2011, rende noto che è disponibile sul sito internet www.inps.it, nella sezione “Servizi online – Al servizio del cittadino – Autenticazione con PIN/Autenticazione con CNS – Servizi rapporto di lavoro domestico – Estratto contributivo” il nuovo servizio di consultazione dell’estratto contributivo dei lavoratori domestici.

In particolare, l’INPS precisa che il servizio mette a disposizione l’elenco dei rapporti di lavoro sia attivi che
cessati, relativi agli ultimi cinque anni, dai quali il datore di lavoro può selezionare il rapporto per il quale visualizzare l’estratto conto.

L’INPS, con il Messaggio n. 21381 dell’11 novembre 2011, rende noto che dal mese di ottobre 2011 ha iniziato ad inviare delle lettere ai datori di lavoro domestico.

In particolare, l’INPS sta contattando “coloro che nonostante abbiano sempre versato regolarmente i contributi, a partire da un determinato periodo non hanno più effettuato alcun pagamento e coloro i cui pagamenti presentano delle discontinuità prima di cessare.”

I datori di lavoro vengono invitati ad effettuare la comunicazione della cessazione, oppure a comunicare
l’avvenuto pagamento di trimestri risultanti scoperti o eventuali motivi che abbiano giustificato la sospensione dell’obbligo contributivo (permessi non retribuiti, maternità ...). Trascorsi 30 giorni dal ricevimento della lettera, l’INPS provvede a calcolare i contributi dovuti comprensivi degli oneri aggiuntivi.

 

INPS 21.10.2011: Comunità religiose e non e rilascio PIN

Messaggio INPS n. 20064 del 21 ottobre 2011:

 

Il DPR  1403/71 e le circolari dell’Istituto in materia di lavoro domestico, in particolare la circolare n. 89 del 6 maggio 1989, hanno chiarito che possono essere datori di lavoro domestico, oltre alle persone fisiche, anche le comunità - religiose e non  - costituite  tra persone non legate da vincoli di sangue che sostituiscono, per coloro che ne fanno parte, sotto il profilo morale e organizzativo , la famiglia di origine. I requisiti che dette comunità devono avere, perché si possano qualificare come datori di lavoro domestico sono:

-          essere  stabili, permanenti e continuative di “tetto e mensa” ;

-          assenza di fini di lucro, politico, culturale , sportivo  o di svago.

La presenza di entrambi i requisiti garantisce che la prestazione mantenga la natura di lavoro domestico , definito all’art.1 della  Legge 339/58  come  opera resa per il funzionamento della vita familiare, in quanto le comunità, cosi come individuate, sono assimilabili per i soggetti che ne fanno parte alla propria  famiglia.

Sono quindi riconducibili, in un elenco esemplificativo e non esaustivo,   a quanto indicato: le case famiglia, i seminari, le comunità familiari di assistenza ,  le convivenze di sacerdoti anziani cessati dal ministero parrocchiale o dal servizio diocesiano, le comunità militari, purché siano rispettati i requisiti richiesti.

In  mancanza  di detti requisiti , si configura  l’assunzione di un addetto alle pulizie  secondo il CCNL di riferimento per il settore interessato.

Pertanto,  tenuto conto che la circolare n.  49 dell’11 marzo 2011  introduce in via esclusiva dal 1° aprile 2011 l’obbligatorietà del canale telematico  per le  comunicazioni in materia di lavoro domestico, previa identificazione con PIN , è stato reso disponibile un apposito profilo di identificazione per le comunità .

 Il rilascio del Pin a questo particolare datore di lavoro domestico può avvenire solo presso le sedi, in quanto deve essere verificato – in base all’atto costitutivo, allo statuto e  ad ogni documento utile – l’effettivo possesso dei requisiti  che comportano il riconoscimento della natura di datore di lavoro domestico.

Il Pin utile all’ accesso ai servizi per i lavoratori domestici per conto della comunità è rilasciato esclusivamente al rappresentante legale della comunità stessa. I servizi online verificano tale requisito sulla base delle informazioni presenti nell’Anagrafe Tributaria, consentendo o meno il rilascio.

Per ottenere il rilascio del PIN:

    • Il rappresentante legale della comunità, allegando copia del documento di identità, deve compilare e sottoscrivere il modulo di richiesta allegato e consegnarlo, anche tramite un suo delegato, alla Sede INPS di competenza;
    • il personale della Sede INPS, dopo aver verificato la correttezza formale della richiesta, l’identità del richiedente e l’esistenza dei requisiti sopra riportati provvederà al rilascio del PIN selezionando la classe utente “Comunità che impiega LD”.

Qualora il rappresentante legale sia già in possesso di un PIN per altre finalità (per esempio come  cittadino) si dovrà procedere a revocare il PIN in essere, assegnare un nuovo PIN con la suddetta classe utente, ripristinando le autorizzazioni presenti sul precedente PIN.

Completata l’operazione di accreditamento presso la sede INPS, il soggetto abilitato, ove ne sia in possesso, potrà utilizzare in luogo del PIN anche la propria CNS (Carta Nazionale dei Servizi).

INPS 30.01.2012: Domanda disoccupazione requisiti ridotti

L'INPS, con messaggio 966 del 17.01.2012, chiarisce le modalità di richiesta dell'indennità di disoccupazione con requisiti ridotti: avverrà in modo automatico, facendo base per i lavoratori privati, dai dati UNIEMENS comunicati dal datore di lavoro.

Viene spiegato, in fondo alla circolare, le modalità di calcolo per i collaboratori domestici, chiarimento che pubblichiamo testualmente:

"Per quanto riguarda i lavoratori domestici che, come è noto, non rientrano nel flusso UNIEMENS, per la liquidazione della prestazione si procederà prelevando i dati necessari dai bollettini di versamento dei contributi. Le giornate utili per la misura della prestazione andranno calcolate, trimestre per trimestre, dividendo per 4  le ore assoggettate a contribuzione, rispettando comunque il limite massimo di 78 giorni."

Diventa quindi inutile la presentazione dei modelli 86/88 mentre la domanda avverrà basandosi sui bollettini MAV versati nel corso del 2011.

Sanatoria colf e badanti 2012

 

Si è in attesa della pubblicazione, in Gazzetta Ufficiale, del decreto legislativo della direttiva 2009/52/CE in cui si prevede la possibilità di regolarizzare i rapporti di lavoro subordinato in corso tra un datore di lavoro italiano (o comunitario o extracomunitario con permesso di soggiorno) e un lavoratore straniero presente in Italia in modo continuativo dal 31 dicembre 2011. La procedura partirà il 15 settembre e avrà una durata di 30 giorni, durante i quali chi occupa irregolarmente stranieri potrà sanare la propria posizione evitando di incorrere in sanzioni penali e amministrative previste per legge.

Il rapporto di lavoro da regolarizzare deve essere:

  • iniziato da almeno tre mesi prima della data di entrata in vigore del decreto legislativo e deve essere ancora in corso alla data della presentazione della dichiarazione di emersione.
  • a tempo pieno ma in caso di lavoro domestico è ammesso anche il lavoro parziale non inferiore alle 20 ore settimanali.

 

Prima di presentare tale domanda il datore è tenuto al pagamento di un contributo forfettario di mille euro e, in seguito, per terminare il procedimento di regolarizzazione, dovrà documentare l’avvenuto pagamento di quanto dovuto a titolo retributivo, contributivo e fiscale, relativo a quel rapporto di lavoro pari ad almeno sei mesi.

Per poter regolarizzare il rapporto di lavoro, inoltre, il decreto richiede la prova dell’effettiva presenza del soggetto extracomunitario nel territorio nazionale dal 31 dicembre 2011 e fissa alcuni requisiti minimi sia dal punto di vista amministrativo, sia dal punto di vista penale.

Requisiti minimi per la regolarizzazione del rapporto di lavoro

Vi sono alcune condizioni da rispettare per poter procedere alla sanatoria, sia in riferimento al datore che al collaboratore.

DATORE DI LAVORO:

La regolarizzazione non è ammessa nei seguenti casi:

  • se il datore negli ultimi 5 anni è stato condannato per favoreggiamento dell'immigrazione illegale, reclutamento di persone da destinare alla prostituzione o allo sfruttamento della prostituzione, reclutamento di minori da destinare ad attività illecite, intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, o impiego di lavoratore straniero privo di idoneo permesso di soggiorno;
  • se il datore non dispone di un reddito superiore a una certa soglia definita da un successivo decreto interministeriale;
  • se il datore ha assunto un lavoratore straniero chiamato nell'ambito dei flussi d'ingresso o sanato nelle precedenti regolarizzazioni;

COLLABORATORE:

La regolarizzazione è possibile se:

  • il cittadino extracomunitario è presente nel territorio nazionale in modo ininterrotto dal dicembre 2011, o precedentemente, con presenza documentata da organismi pubblici
  • il collaboratore lavora a tempo pieno o, se lavoratore domestico, lavora minimo 20 ore alla settimana da minimo tre mesi dalla data di entrata in vigore di tale decreto, presumibilmente con retribuzione mensile non inferiore all'assegno sociale (per il 2012 pari a 429 euro)

Sono esclusi dalla sanatoria:

  • gli espulsi per motivi di ordine pubblico o sicurezza dello stato, prevenzione o terrorismo
  • i segnalati Sis. per la loro non ammissione nello spazio Schengen
  • i condannati anche con sentenza non definitiva, per uno dei reati contenuti nell'art 380 del codice civile
  • i socialmente pericolosi per l'ordine pubblico, per la sicurezza dello stato o di altro paese dell'area Schengen 

Benefici e sanzioni

Con questa sanatoria sono sospesi i procedimenti amministrativi e penali sia nei confronti di datori di lavoro, per le violazioni legate all'impiego illegale di lavoratori stranieri, sia per i lavoratori, per la violazione delle norme sul soggiorno.

Se non vi sono motivi ostativi, lo sportello unico convoca datore  e collaboratore per stipuare il contratto di soggiorno. Il datore, con la comunicazione di assunzione al centro per l'impiego, o nel caso di lavoro domestico all'inps, ottiene l'estinzione dei reati e illeciti in materia di rapporto di lavoro, mentre, l'estinzione  dei reati e illeciti per il lavoratore cadono in estinzione con la presentazione della richiesta di permesso di soggiorno.

Nei casi in cui l'esito non sia positivo per motivi indipendenti dalla volontà o dal comportamento del datore di lavoro, i procediemnti penali o amministrativi a suo carico vengono ugualmente archiviati.

La legge stabilisce, poi, che se le le dichiarazioni non sono corrispondenti al vero il contratto di soggiorno venga reso nullo e venga revocato il permesso di soggiorno; inoltre, prevede che nel caso di dichiarazioni mendaci venga applicata la reclusione fino a sei anni.

 

WEBCOLF.com

Considerato l'interesse dell'argomento per i datori di lavoro domestici, webcolf.com seguirà con una sezione apposita l'evoluzione dell'argomento, raggruppando le varie notizie in modo da poter essere un utile punto di riferimento.

Sanatoria 2012 colf e badanti in 3 punti

 

Il meccanismo attraverso il quale sarà possibile regolarizzare, per mezzo della sanatoria 2012, gli stranieri che lavorano in nero senza permesso di soggiorno e che sono presenti in Italia in modo continuativo minimo dal 31 dicembre 2011, è semplice:

Fase 1:
Innanzitutto, a partire dalla pubblicazione del decreto interministeriale contenente le istruzioni dettagliate per il ravvedimento (che sarà emanato entro il 29 Agosto) sarà possibile prenotare la regolarizzazione pagando il contributo forfettario di 1000 euro. Tale contributo non è deducibile ai fini dell'imposta sul reddito e non sarà restituito nel caso di rigetto dell'istanza.
Il pagamento sarà effettuato  con un f24 modificato per indicare gli estremi dell'immigrato.

Fase 2:
Poi, dal 15 settembre al 15 Ottobre, sarà possibile presentare la domanda telematica corredata dalle prove certe sulla presenza del lavoratore straniuero dal 31 dicembre 2011. Questa presenza deve essere attestata da documentazione proveniente da organismi pubblici. Significa, in pratica, che sarà necessaria una prova amministrativa (per esempio un permesso non rinnovato, un visto per motivi turistici, un certificato medico del pronto soccorso, ecc...)
Poichè non c'è un limite numerico degli ammessi alla sanatoria tutte le domande in regola con i requisiti presentate nel periodo verranno accolte.

Fase 3:
Al termine di questa procedura il datore e il lavoratore saranno convocati alla sportello unico per l'immigrazione per la firma del contratto e la regolarizzazione di tasse e contributi. Infatti, il datore, oltre al contributo forfettario di 1000 euro dovrà versare sei mesi di oneri contributivi, retributivi e fiscali per ogni lavoratore.

sanatoria 2012 cofl e badanti. cosa verificare in vista della regolarizzazione?

In vista della sanatoria per le colf e le badanti straniere, undici sono le verifiche che il datore deve effettuare:

1. Avere alle dipendenze il collaboratore da almeno 3 mesi,

2. Avere portato a buon fine eventuali precedenti regolarizzazioni,

3. Non avere riportato condanne negli ultimi 5 anni per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina o per intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro,

4. Rientrare nelle condizioni di reddito. Per la quota minima bisognerà aspettare un decreto successivo.

5. Richiedere al lavoratore un documento valido,

6. Richiedere al lavoratore documentazione attestante la sua presenza in Italia almeno dal 31 dicembre 2011

7. Egli deve accertarsi che il collaboratore non si trovi in uno dei casi di inammissibilità alla procedura.

Infatti il collaboratore deve aver iniziato a lavorare per questo datore da almeno tre mesi prima della data di entrata in vigore del decreto legislativo e deve lavorare ancora, al momento della data della presentazione della dichiarazione di emersione, con un orario non inferiore alle 20 ore settimanali.

Inoltre, la procedura è ammissibile se:

  • -il cittadino extracomunitario è presente nel territorio nazionale in modo ininterrotto dal dicembre 2011, o precedentemente, con presenza documentata da organismi pubblici. Si tratta di una prova amministrativa (permesso scaduto, certificato rilasciato dal pronto soccorso ecc..)

  • -il collaboratore lavora a tempo pieno o, se lavoratore domestico, lavora minimo 20 ore alla settimana da minimo tre mesi dalla data di entrata in vigore di tale decreto, presumibilmente con retribuzione mensile non inferiore all'assegno sociale (per il 2012 pari a 429 euro)

    - il collaboratore non è mai stato espulso, per motivi di ordine pubblico o sicurezza dello stato, prevenzione o terrorismo; segnalato Sis. per la loro non ammissione nello spazio Schengen; condannato anche con sentenza non definitiva, per uno dei reati contenuti nell'art 380 del codice civile; socialmente pericoloso per l'ordine pubblico, per la sicurezza dello stato o di altro paese dell'area Schengen;

8. pagare il contributo forfettario di 1000 euro. Le modalità di pagamento saranno regolate da un successivo decreto.

9. Inviare la domanda di emersione dal 15 settembre al 15 ottobre,

10. Esibire, al momento della convocazione allo sportello del lavoro, l'attestazione dell'avvenuto pagamento del contributo di 1000 euro.

11. Effettuare la denuncia di assunzione all'inps contestualmente alla stipula del contratto di soggiorno.

Queste sono, per ora, le direttive in campo di lavoro domestico relative alla sanatoria 2012. Restiamo in attesa del successivo decreto interministeriale che specificherà meglio le procedure, soprattutto quelle relative al reddito minimo del datore di lavoro e alle modalità di pagamento del contributo forfettario.

Sanatoria colf e badanti in 3 punti

 

Il meccanismo attraverso il quale sarà possibile regolarizzare, per mezzo della sanatoria 2012, gli stranieri che lavorano in nero senza permesso di soggiorno e che sono presenti in Italia in modo continuativo minimo dal 31 dicembre 2011, è semplice:

Fase 1:
Innanzitutto, a partire dalla pubblicazione del decreto interministeriale contenente le istruzioni dettagliate per il ravvedimento (che sarà emanato entro il 29 Agosto) sarà possibile prenotare la regolarizzazione pagando il contributo forfettario di 1000 euro. Tale contributo non è deducibile ai fini dell'imposta sul reddito e non sarà restituito nel caso di rigetto dell'istanza.
Il pagamento sarà effettuato  con un f24 modificato per indicare gli estremi dell'immigrato.

Fase 2:
Poi, dal 15 settembre al 15 Ottobre, sarà possibile presentare la domanda telematica, corredata dalle prove certe sulla presenza del lavoratore straniero dal 31 dicembre 2011, che deve essere attestata da documentazione proveniente da organismi pubblici (per esempio un permesso non rinnovato, un visto per motivi turistici, un certificato medico del pronto soccorso, ecc...). Il 24 settembre 2012 è stato reso pubblico dal ministero dell'Interno il manuale per l'inoltro telematico di questa domanda, che si può scaricare nel nostro sito al link http://www.webcolf.com/doc/manuale_utente_sanatoria_2012.pdf
Poichè non c'è un limite numerico degli ammessi alla sanatoria tutte le domande in regola con i requisiti presentate nel periodo verranno accolte.

Fase 3:
Al termine di questa procedura il datore e il lavoratore saranno convocati alla sportello unico per l'immigrazione per la firma del contratto e la regolarizzazione di tasse e contributi. Infatti, il datore, oltre al contributo forfettario di 1000 euro dovrà versare sei mesi di oneri contributivi, retributivi e fiscali per ogni lavoratore.

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