sanatoria 2012: presenza in Italia da dicembre 2011

 

L'avvocatura generale dello stato ha fornito alcuni chiarimenti a proposito degli organismi pubblici validi per documentare la presenza del lavoratore straniero al 31 dicembre 2011, requisito fondamentale per poter fare la domanda di regolarizzazione 2012.
Secondo l'avvocatura, nel parere indirizzato ai ministeri dell'Interno, del lavoro, dell'economia e dell'integrazione e cooperazione, con il termine organismi pubblici si intendono anche i "soggetti , pubblici, privati o municipalizzati che istituzionalmente o per delega, svolgono una funzione o un'attribuzione pubblica o un servizio pubblico".
Per dimostrare di essere in Italia dal 2011, lo straniero potrà portare allo sportello unico anche :
-certificazione medica proveniente da una struttura pubblica con data precedente al 31/12/2011
-tessera nominativa dei mezzi pubblici sottoscritta prima del 31/12/2011
-contratto telefonico (anche cellulare) con gestore italiano con data antecedente il 31/12/2011
-documentazione rilasciata da rappresentanze diplomatiche o consolari in Italia
-certificato di iscrizione dei figli in un istituto scolastico italiano
-qualsiasi certificazine proveniente dalla forze pubbliche, per esempio sanzioni stradali, sanzioni amministrative e multe e verbali di ogni genere.
-attestato del centro di accoglienza o di ricovero autorizzato (da richiedere al centro in questione). Sono validi anche i centri religiosi.
E' specificato, poi, che non è valido come documentazione il timbro di ingresso in area Schengen, anche se apposto prima del 31 dicembre 2011 perchè esso non prova la presenza  del lavoratore nel territorio italiano.

Sanatoria 2012: invio bollettini mav dall'INPS

 

 Con il messaggio n. 17898 del 5 Novembre 2012, L'INPS ha comunicato che sono terminate le operazioni di iscrizione di tutti i rapporti di lavoro provvisorio derivanti dalle domande di sanatoria presentate ai sensi del D. Lgs n. 109/2012. Inoltre l'ente avvisa i datori di lavoro che è in corso l'invio dei bollettini mav per il versamento dei contributi precalcolati in relazione al periodo 9 maggio - 31 dicembre 2012 e che il pagamento dei suddetti MAV può essere effettuato esclusivamente presso gli sportelli bancari o postali.

 

messaggio INPS 17898 del 5/11/2012

Messaggio 17898 dell'INPS del 5 Novembre 2012


Con la circolare n. 113 del 14 settembre 2012  sono state illustrate le disposizioni che disciplinano la regolarizzazione dei lavoratori extracomunitari, prevista dall’art. 5 del D.Lgs. 16 luglio 2012, n. 109 e dal decreto interministeriale del 29 agosto 2012 e sono state fornite le indicazioni operative in ordine agli adempimenti nei confronti dell’INPS, da parte dei datori di lavoro che si sono avvalsi della procedura di emersione.
A seguito della dichiarazione di emersione presentata allo sportello unico per l’immigrazione, il Ministero dell’Interno ha trasmesso il flusso dei dati che ha permesso all’INPS l’iscrizione d’ufficio di questi rapporti di lavoro, assegnando un codice provvisorio, contraddistinto dai numeri iniziali 8912 e un numero progressivo.
Per tali iscrizioni sono stati registrati in archivio i seguenti dati presenti nella dichiarazione (Mod. EM-DOM):
-      dati anagrafici del datore e del lavoratore;
-    dati retributivi presenti nella sezione “Proposta contratto di soggiorno” in merito a mansioni, livello, tipo rapporto, convivenza, orario di lavoro settimanale. 
Poiché la retribuzione non è presente nella dichiarazione di emersione, ai sensi di quanto stabilito al comma 2 dell’art. 4 del D.I. 29 agosto 2012, come retribuzione oraria o mensile è stata inserita quella dell’importo minimo indicato nel CCNL di riferimento, corrispondente al livello dichiarato e, comunque, un importo mensile non inferiore all’assegno sociale – che per il 2012 corrisponde a €  429,00 - con un orario di lavoro settimanale non inferiore alle 20 ore.
Allo stato attuale sono state concluse le operazioni di iscrizione di tutti i rapporti di lavoro provvisorio derivanti dalle  domande di emersione  ed è in corso l’invio al recapito del datore di lavoro dei bollettini Mav per il pagamento dei contributi precalcolati, come stabilito dalla circolare 113 del 2012.
Il pagamento di questi MAV può essere effettuato unicamente presso gli sportelli bancari o postali.
Questa prima fase  prevede l’emissione e l’invio dei Mav relativi ai seguenti trimestri:
– contributi dal 9 maggio al 30giugno     – scaduto il 10/07/2012
– contributi dal 1 luglio al 30 settembre  – scaduto il 10/10/2012
– contributi dal 1 ottobre al 31 dicembre – in pagamento dal 1° al 10  gennaio 2013.
Il datore di lavoro può stampare i suddetti Mav, anche prima di ricevere il plico postale contenente i documenti cartacei, attraverso la funzione “Emersione” del servizio “Lavoratori domestici” presente nel “Portale dei Pagamenti”, al quale si accede tramite il banner a destra dei Servizi Online nella homepage del sito.
In generale, il datore di lavoro in possesso del PIN (codice di identificazione personale), attraverso il sito o telefonando al Contact Center Multicanale n° 803.164, può:
-conoscere il codice provvisorio assegnato al rapporto di lavoro da emersione (8912nnnnnn);
-variare la data di assunzione del lavoratore nel caso sia precedente al 9/05/2012;
-stampare i bollettini Mav già generati;
-modificare i Mav esclusivamente per aggiungere il contributo di assistenza contrattuale nel caso intenda versarlo. Il
datore di lavoro senza PIN, con il proprio codice fiscale ed il codice rapporto provvisorio, entrando nel servizio offerto nel “Portale dei Pagamenti” – “Lavoratori Domestici”, può comunque usufruire dei servizi di stampa dei Mav e di modifica per il solo inserimento del contributo di assistenza contrattuale alle associazioni di categoria che hanno stipulato apposita convenzione con l’Istituto.
-Il datore di lavoro può comunicare una data di inizio del rapporto di lavoro, identificato con codice provvisorio, antecedente il 9 maggio 2012, nei limiti della prescrizione quinquennale.
In caso di variazione dell’inizio del rapporto di lavoro le procedure afferenti i pagamenti provvedono a generare i Mav relativi al 2012, che possono essere stampati direttamente dal datore di lavoro:
se la data è successiva al 01/04/2012 è possibile stampare il 2/2012 per le settimane dalla data di inizio indicata  al 05/05/2012 se la data è antecedente il 01/04/2012 è possibile stampare il 1/2012 ed il 2/2012 (per il periodo 1/04-05/05).
Non è invece possibile stampare i Mav per i trimestri precedenti il 2012, in quanto per pagare i contributi degli anni pregressi il datore di lavoro deve comunque presentare il modello LD15 di regolarizzazione contributiva alla sede competente per territorio.
All’atto della convocazione presso lo Sportello Unico per l’Immigrazione il datore di lavoro, per dimostrare la regolarità contributiva, dovrà esibire le ricevute dei Mav relativi al pagamento dei contributi dall’inizio del rapporto di lavoro fino all’ultimo trimestre scaduto. Insieme alle ricevute dovrà esibire anche la parte superiore del documento di pagamento che riporta nella causale, oltre i dati anagrafici ed il codice rapporto 8912nnnnnn, anche i dati che hanno determinato l’importo:
SETTIMANE RETRIBUITE nel 1°, 2° e 3° mese
ORE TOTALI (ore settimanali per il n° dei sabati ricadenti nel trimestre)
RETRIBUZIONE ORARIA (come è noto anche la retribuzione mensile viene trasformata in oraria e maggiorata della quota di tredicesima)
IMPORTO (calcolato in base alla fascia contributiva di appartenenza).
La sottoscrizione del contratto di soggiorno presso lo sportello unico per l’immigrazione conclude il procedimento di emersione ed assolve anche l’obbligo di comunicazione obbligatoria di assunzione.
La comunicazione obbligatoria viene inviata anche all’Istituto affinché possa:
-provvedere all’iscrizione definitiva del rapporto di lavoro rilasciando un nuovo codice rapporto, contraddistinto dai numeri iniziali 9212 ed un progressivo;
-chiudere d’ufficio il rapporto di lavoro iscritto provvisoriamente, contraddistinto dai numeri iniziali 8912, al giorno precedente alla data di sottoscrizione del contratto di soggiorno;
-inviare al datore di lavoro la comunicazione del nuovo codice assegnato, il bollettino Mav per il pagamento dei contributi del trimestre nel corso del quale avviene la sottoscrizione ed i Mav relativi ai trimestri successivi.
Rapporti di lavoro domestico già iscritti all’INPS
Sono stati segnalati casi di datori di lavoro che avevano comunicato in precedenza l’assunzione di un lavoratore domestico extracomunitario in regola con il permesso di soggiorno, o che sembrava tale, e per il quale stanno versando regolarmente i contributi, ma che, successivamente all’assunzione, è risultato irregolare per mancato rinnovo o motivi diversi.
A seguito di dichiarazione di emersione ai sensi dell’art.5 del D.Lgs. 109/2012 anche questi rapporti di lavoro sono stati iscritti con il codice provvisorio “8912” ed i datori di lavoro riceveranno la lettera con i bollettini Mav per il pagamento dei contributi, che utilizzeranno per i trimestri ancora da pagare dal momento in cui riceveranno la lettera.
I contributi eventualmente pagati per il secondo e terzo trimestre 2012 per il rapporto di lavoro già costituito saranno considerati validi per dimostrare la regolarità contributiva richiesta per la sottoscrizione del contratto di soggiorno.
Nel caso però che la contribuzione versata sia relativa ad un numero di ore lavorate inferiore a quelle dichiarate nella dichiarazione di emersione, è necessario integrare quanto pagato per il rapporto di lavoro già in essere, utilizzando i consueti sistemi di pagamento messi a disposizione dei datori di lavoro domestico:
-generando un bollettino MAV dal sito ww.inps.it, accedendo al “Portale dei Pagamenti” – Lavoratori domestici – Entra nel servizio
-utilizzando la carta di credito, rivolgendosi al Contact Center numero verde 803.164 oppure online, dal sito ww.inps.it, accedendo al “Portale dei Pagamenti” – Lavoratori domestici – Entra nel servizio
-rivolgendosi ai soggetti aderenti al circuito “Reti Amiche”.
E’ inoltre opportuno, per evitare sovrapposizioni che potrebbero comportare disfunzioni, che sia comunicata – con le consuete modalità informatiche -  la cessazione del rapporto di lavoro già costituito, con data riferita all’ultimo trimestre versato.
I datori di lavoro che si trovano in detta fattispecie dovranno poi provvedere al pagamento dei contributi dal quarto trimestre 2012 utilizzando i bollettini Mav riferiti al rapporto di lavoro codice 8912…., che riceveranno con la lettera in cui si comunica l’avvenuta iscrizione provvisoria a seguito di emersione, che potranno anche stampare attraverso il  servizio “Lavoratori domestici” presente nel Portale dei Pagamenti.

Formule- domanda maternità anticipata

 

Nome e Cognome del datore

Via_________________, n.,

CAP, Comune (pr)                                                 Luogo e data

                                                                              Spett.le

                                                                              DIREZ. PROV. DEL LAVORO                                                                                                   Ufficio Provv. Amm.vi – Maternità

                                                                              Via________________, n.

                                                                              CAP, comune (pr)

OGGETTO: Domanda di anticipazione del periodo di astensione obbligatoria (D.Lgs. 151/2001)

Con la presente il sottoscritto datore di lavoro ____________________, nato a ______________(pr), il_____________, e residente in via__________, nel comune di____________(pr), codice fiscale__________________________,

DICHIARA

-       che la lavoratrice ____________________ è attualmente alla ______ settimana di gravidanza (EPP 05/02/12);

-       che l’orario di lavoro svolto è di _______ore settimanali

-       che la stessa svolge mansioni di colf / collaboratrice domestica / badante

-       che la Sig.ra____________________ non può essere utilmente adibita a mansioni diverse compatibili con il suo stato di gravidanza;

tutto ciò premesso

ai sensi del D.Lgs. 151/2001 si richiede l’astensione anticipata dal rapporto di lavoro

                                                                              NOME E COGNOME DATORE

 

Allegato : certificato Gravidanza a rischio

Domanda maternità anticipata per colf e badanti


Alla collaboratrice domestica in gravidanza spetta un periodo di astensione obbligatoria dal lavoro che inzia due mesi prima del parto e termina tre mesi dopo. Però, il decreto legislativo 151/2001 del Testo Unico per la tutela e il sostegno della maternità, prevede anche la possibilità di astensione anticipata nei seguenti casi:
1) gravi complicanze della gravidanza o gravidanza a rischio con preeesistenti forme morbose che potrebbero compromettere lo stato della gestante;
2) condizioni ambientali o di lavoro considerate pregiudizievoli per la salute del bambino e della madre;
3) La collaboratrice sia addetta a sollevamento e trasporto pesi o addetta a lavori pericolosi, insalubri o faticosi e non possa essere trasferita ad altre mansioni.


Per richiedere l'astensione anticipata questa è la procedura:
Nel caso 1:
- la collaboratrice dovrà recarsi dal ginecologo e farsi rilasciare un certificato che attesta la gravidanza a rischio
- dovrà inviare ( si consiglia mediante un patronato) la domanda di maternità anticipata all'uls di residenza. E' poi l'usl che contatta la direzione provinciale del lavoro che rilascerà il provvedimento.
- la collaboratrice dovrà poi consegnare una copia del provvedimento al datore di lavoro.
Nel caso 2 o 3:
- la collaboratrice dovrà recarsi dal ginecologo e farsi rilasciare un certificato che attesti lo stato di gravidanza e la data presunta del parto.
- il datore poi dovrà compilare e firmare la domanda di anticipazione della maternità e poi inviarla alla Direzione provinciale del lavoro insieme al certificato di gravidanza.
In seguito un fac simile di domanda:


Nome e Cognome del datore
Via_________________, n__,
CAP________, Comune (pv)                                                 Luogo e data
                                                                                          Spett.le DIREZ. PROV. DEL LAVORO
                                                                                          Ufficio provv. Amm.vi - Maternità
                                                                                          Via________________, n. __                                                                                           CAP, comune (pr)


OGGETTO: Domanda di anticipazione del periodo di astensione obbligatoria (D.Lgs.     151/2001)

Con la presente il sottoscritto datore di lavoro ____________________, nato a ______________(pv), il_____________, e residente in via__________, nel comune di____________(pv), codice fiscale______________

                                                                         DICHIARA

- che la lavoratrice_________________________è attualmente alla_______settimana di gravidanza (EPP___________)
- che l'orario di lavoro svolto è di__________ore settimanali
- che la stessa svolge mansioni di colf/collaboratrice domestica/badante
- che la Sig.ra _____________________________non può essere utilmente adibita a mansioni diverse compatibili con il suo stato di gravidanza;

 

                                                                 tutto ciò premesso

ai sensi del D.Lgs. 151/2001 si richiede l’astensione anticipata dal rapporto di lavoro


                                                                                     NOME E COGNOME DATORE

   Allegato : certificato Gravidanza a rischio
nb. per EPP di intende la data presunta del parto.


Sulla base della documentazione e dell'accertamento medico il servizio ispettivo del Ministero del lavoro invia poi un provvedimento di interdizione anticipata dal lavoro entro 7 giorni dalla ricezione della domanda  e lo rilascia in duplice copia (per il datore di lavoro e per la lavoratrice).
Con la maternità anticipata il trattamento economico riservato è sempre dell'80% della retribuzione, come nel caso di astensione obbligatoria.


 Ricordiamo che con webcolf basta inserire lo stesso codice Mo della maternità obbligatoria anche per la maternità anticipata e il programma calcola in automatico le spettanze e i contributi da pagare per i giorni lavorati prima o dopo la maternità nel trimestre di competenza.

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Avviso bonario contributi colf

 

L'inps, come precisato nel messaggio 504 del 9 Gennaio, invierà l'avviso bonario ai datori che non hanno pagato regolarmente i contributi delle proprie colf e badanti e in particolare invieranno tale avviso a chi si trova in queste tre condizioni:
- rapporto di lavoro non cessato iscritto entro il 31 dicembre 2011;
trimestri mancanti fino al secondo trimestre 2012
-richiesta ditrimestri ricandenti entro i termini prescrizionali
Successivamente saranno controllati anche i versamenti mancanti dei rapporti di lavoro cessati ed emersi in base alla legge 102 /2009.
In passato, quando erano stati presi in considerazione i rapporti attivati entro il 2009, era stata spedita una lettera di richiesta di adeguamento della posiizione e solo dopo una mancata risposta da parte del datore era stato mandato l'avviso bonario. Ora invece, a fronte delle irregolarità segnalate dall'inps direttamente con l'avviso bonario, il datore di lavoro può:
- comunicare l'eventuale cessazione del rapporto tramite sito internet o contact center
- oppure inviare copia e ricevuta della comunicazione di cessazione già presentata ma che evidentemente non è stata registrata
-oppure comunicare il pagamento dei trimestri risultanti scoperti o eventuali motivi di sospensione dell'obbligo contributivo.
Dal momento in cui si riceve l'avviso bonario, che ha anche l'effetto di interrompere la prescrizione, il datore ha 30 giorni a disposizione per regolarizzare la posizione o chiedere una rateazionedel versamento richiesto.

L'erede detrae i contributi

Con la circolare del ministero delle finanze 122 del 1° giugno 1999 viene riconosciuto il diritto da parte degli eredi di detrarre le spese sanitarie dagli stessi sostenute per conto del familiare dopo il suo decesso, in forza e per effetto degli ordinari principi civilistici che dispongono il subentro dei primi nella posizione giuridica del secondo. La validità di tale legge ricomprende anche la possibilità di detrarre tutte le spese cui le norme specifiche vigenti attribuiscono valenza fiscale di deducibilità/detraibilità.
In concreto, cioè, gli eredi, quali solitamente i figli, possono detrarre le spese per il genitore deceduto e quindi anche i contributi della badante, nonostante il datore del rapporto di lavoro domestico fosse l'assistito stesso ora deceduto. Ciò significa che l'erede potrà, nella dichiarazione dei redditi, portare in detrazione la quota di contributi a carico datore di lavoro della madre o del padre deceduti fino ad un massimo di 1549,37 euro, e, nel caso l'assistito fosse stato non autosufficiente documentato, tutte le spese di assistenza a suo carico per un importo non superiore a 2100 euro.

 

Nuova tassa per licenziare colf e badanti

 

Per finanziare l'Aspi e la mini Aspi,le due nuove assicurazioni sociali che sostituiscono l'indennità di disoccupazione, la riforma del mercato del lavoro approvata dal governo Monti prevede un contributo  di licenziamento obbligatorio anche per i collaboratori domestici, come per gli altri lavoratori dipendenti.
In tutti i casi di interruzione del rapporto a tempo indeterminato successivi al primo gennaio 2013, compresi i casi di licenziamento per giusta causa o giustificato motivo, il datore di lavoro è tenuto a pagare un nuovo contributo inps: 483,80 euro per ogni anno di anzianità lavorativa per un massimo di 1.451,40 euro pari a tre anni di lavoro. Se l'anzianità è inferiore all'anno vanno conteggiati soltanto i mesi effettivamente lavorati. Per es. 6 mesi valgono 241,90 euro.
Tale tassa non va pagata nei casi di:
- dimissioni del lavoratore
- risoluzione consensuale del contratto.

 

Nuovo contributo di licenziamento colf: riduzione per il part-time?

La riforma del lavoro Fornero prevede, per finanziare l'Aspi, che sostituisce la vecchia disoccupazione ordinaria, a partire da gennaio 2013, il pagamento di un contributo per il licenziamento anche per i collaboratori domestici.

Le modalità e le specificazioni ulteriori non sono ancora state pubblicate ma il dibattito tra i datori di lavoro domestico è acceso: le interpretazioni su come calcolare l'importo di tale tassa sono contrastanti e la maggior parte degli esperti pone una critica sulla legittimità ed equità di questo contributo.

Il testo oggetto della questione è la legge 92/2012 e in particolare l'art 2 al comma 31, che è stato modificato dopo l'entrata in vigore dell'Aspi, dove si legge: " In tutti i casi di interruzione di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato per causa diversa dalle dimissioni, intervenuti a decorrere dal 1° gennaio 2013, è dovuta, a carico del datore di lavoro, una somma pari al 41% del massimale mensile di Aspi per ogni dodici mesi di anzianità aziendale negli ultimi tre anni (...)"

Per il 2013 il massimale previsto è di 1152,90 euro e il 41% di tale quota è 472,76.

Ora nasce il problema: la legge fissa come valore da versare una somma "per ogni 12 mesi di anzianità aziendale" negli ultimi tre anni.

Su questo punto alcuni esperti sostengono che il contributo sia dovuto anche per le frazioni di mese. Ciò significa che , nel caso di un collaboratore con 1 anno e 10 mesi di anzianià il contributo da versare sia 472,69/ 12 per 22 mesi, computando così anche una parte di anno lavorativo.

Questa interpretazione però non sembra condivisibile poichè essa si riferisce ad una quota mensile, esclusa espressamente dalla norma stessa.

La questione, poi, si focalizza anche su un altro concetto fondamentale: cosa si intende per anzianità aziendale?

Per capire il significato occorre comparare la legge 92/2012 citata sopra con la legge 223/1991 art. 16 comma 1°che specificando i requisiti per l'accesso all'indennità di mobilità specifica il concetto di anzianità aziendale. In essa si legge:

"Nel caso di disoccupazione derivante da licenziamento per riduzione di personale ai sensi dell'art. 24 da parte delle imprese (...) il lavoratore, operaio, impiegato o quadro, qualora possa far valere una anzianità aziendale di almeno dodici mesi, di cui almeno 6 di lavoro effettivamente prestato, ivi compresi i periodi di sospensione del lavoro derivanti da ferie, festività,e infortuni con un rapporto di lavoro a carattere continuativo e comunque non a termine, ha diritto all'indennità di mobilità ai sensi dell'art. 7"

In questo articolo viene evidenziata la distinzione tra anzianità aziendale tout court e l'effettività della prestazione. Rimane quindi un dubbio se si debba far riferimento alla pura durata contrattuale o al lavoro effettivamente prestato.

Nel caso specifico, però, per una maggior equità tra i rapporti di lavoro part-time rispetto a quelli full-time la corretta interpretazione sarebbe quella che si basa sulle ore di lavoro effettivamente svolte. Ciò eviterebbe che un datore di lavoro di una colf che lavora 4 ore a settimana paghi lo stesso contributo di licenziamento di un datore avente una badante convivente per 50 ore settimanali.

Appare quindi più aderente alla norma pagare il contributo sull'effettivo lavoro e versare tale contributo di 472,69 euro solo al verificarsi dei multipli di 12 mesi di anzianità e non anche nelle relative frazioni.

Se l'interpretazione è corretta ne conseguirebbe che:

- per i collaboratori che vengono licenziati prima dei 12 mesi non andrebbe pagato alcun contributo per il licenziamento.

- per i collaboratori licenziati a metà anno andrebbero pagati solo gli anni completi di anzianità e quindi se una badante lavora 1 anno e 11 mesi venga versata solo la quota di 472,69 euro

- l'anzianità calcolata per i collaboratori part-time non è regolata solo dalla data in cui è sorto il contratto ma anche dalla percentuale di lavoro in rapporto al tempo pieno. Quindi se una colf lavora 10 ore settimanali con percentuale 25% per una durata di 2 anni, poichè 25% del primo anno + 25% del secondo anno= 50% di un anno full time e quindi 6 mesi di anzianità effettiva, il contributo di licenziamento non andrebbe pagato perchè inferiore ai 12 mesi.

Rimaniamo in attesa di nuove circolari per sapere come procedere ma auspichiamo che sia la soluzione adottata dall'INPS....

Nessuna tassa per il licenziamento colf

 

Il ministero del Welfare il 6 febbraio 2013 smentisce il pagamento del contributo di licenziamento per i collaboratori domestici, previsto dalla riforma Fornero per finanziare la nuova assicurazione Aspi, che da quest'anno sostituisce l'indennità di disoccupazione.
Dopo alcuni approfondimenti i tecnici hanno concordato che la tassa deve essere versata solo dalle imprese e restano fuori dal campo di applicazione della norma le famiglie.
Quindi il datore di lavoro può licenziare la sua colf  o badante senza versare alcun contributo per la cessazione.

Busta paga colf e badanti: ancora più facile

Da una logica di ripensamento del programma, che mette al centro il legame tra semplicità e professionalità, nasce una nuova procedura di inserimento ed elaborazione della  busta paga on line per colf e badanti, pensata per gli utenti meno esperti. Accanto alla procedura standard, infatti, l'equipe di Webcolf ha creato, con la versione 2.5.0, un sistema facile e veloce che permette di inserire i dati del collaboratore e del rapporto di lavoro domestico mediante un questionario facile ed intuitivo, a cui tutti siamo in grado di rispondere. Il linguaggio tecnico e astruso, proprio del settore di consulenza del lavoro e buste paghe, si è trasformato in un linguaggio chiaro, elementare e comprensibile per qualsiasi persona. Quali sono le informazioni richieste?
- dati anagrafici e codice fiscale del datore e del collaboratore.
- le mansioni prevalenti a cui sarà addetto il collaboratore domestico. (es. pulizie, baby sitter, badante, stiro, custode, giardiniere, ecc..). Sarà poi il programma a proporre in base alle risposte segnate l'inquadramento corretto, che potrà essere confermato o modificato.
-quante ore settimanali il collaboratore lavorerà e in quali giorni. Il programma in automatico le proporrà questo orario standard nel cedolino paga.
-la paga concordata mensile od oraria. Non serve alcuna procedura o calcolo ma solo attraverso poche domande sarà possibile inquadrare il proprio collaboratore con il trattamento economico desiderato.
L'utente inesperto è così guidato, subito dopo la registrazione, passo dopo passo, nell'inserimento dei dati: si tratta solo di rispondere ad un piccolo questionario, diviso in maschere, alla fine del quale è possibile scegliere tra tre ozpioni:
1. si può stampare la lettera di assunzione in modo che il contratto sia già pronto da firmare.
2. nel caso si tratti di collaboratore precedentemente assunto, sarà possibile inserire i dati del tfr e delle ferie residue fino a quel momento cosicchè il cedolino elaborato con webcolf contenga tutti i progressivi aggiornati. Se non avete il progressivo del tfr non preoccupatevi perchè una maschera è dedicata al calcolo automatico del tfr  sulla base della retribuzione mensile o annuale.
3. elaborare il primo cedolino con l'inserimento automatico delle presenze e il calcolo della busta paga con la relativa stampa.
L'utente, poi, ha la possibilità di fare delle modifiche: Webcolf permette di rientrare nella procedura e di salvare le modifiche al passo desiderato. Inoltre, i dati elaborati tramite la procedura guidata, saranno visibili e modificabili anche nelle maschere della procedura standard nel menù assunzione | dati datore|e dati collaboratore in quanto c'è una corrispondenza automatica tra le due modalità di inserimento.
La nuova procedura viene visualizzata al momento del primo accesso all'account in automatico, dopo la registrazione, ma è utilizzabile sempre in qualsiasi momento, anche successivamente, cliccando nel menù assunzione, inserimento facilitato dati datore e dati collaboratore. Con questa modalità sarà possibile aggiungere sia un nuovo datore con nuovo collaboratore, sia un nuovo collaboratore ad un datore già inserito, sia si potranno fare delle modifiche ai dati e alle impostazioni del trattameneto economico.
Se non siete ancora utenti webcolf vi invitiamo a registrarvi al link www.webcolf.com/exec/isapi.dll?register=1 e a provare la nuova funzionalità del programma...webcolf non è mai stato così semplice!
Per qualsiasi chiarimento o suggerimento potete scriverci alla solita mail di assistenza info @ webcolf . com

 

Stampa cedolini con Firefox 19

 

A seguito dell'aggiornamento di Firefox e dell'installazione dell'ultima versione, 19, viene introdotto nuovo visualizzatore di file pdf per la lettura dei documenti.
In Webcolf abbiamo notato che la stampa dei cedolini, dopo questo aggiornamento, non è corretta: il simbolo della convivenza non viene visualizzato come un quadratino con o senza spunto ma con un simbolo non decifrabile e inoltre sulla parte superiore del cedolino viene stampata una riga che riprende il sito e la pagina web in cui viene stampato.
Per correggere questi errori e rendere la nuova versione compatibile con la nostra stampa si deve seguire questa procedura:


1. Dal menù in alto della finestra di firefox fare clic sul menù strumenti e poi scegliere opzioni
2. Selezionare il pannello applicazioni
3. Cercare file PDF nell'elenco e fare clic per selezionarlo
4. Fare clic sulla freccia della colonna Azione per la voce selezionata e scegliere "usa Adobe Acrobat (in Firefox)"
5. Fare clic su ok per chiudere la finestra delle opzioni

 

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