Orario di lavoro, straodinari e riposi settimanali


Orario di lavoro:

1. Tranne nel caso di contratto a tempo ridotto (punto 2), la durata normale dell'orario di lavoro concordata prevista, in base all'art. 15 del CCNL collaboratori domestici, è di massimo:
- 10 ore non consecutive, per un totale di 54 ore nel caso di collaboratori  conviventi;
- 8 ore non consecutive, per un totale di 40 ore nel caso di collaboratori non conviventi, distribuite su 5 o 6 giorni la settimana;
Si possono stipulare contratti con numero minore di ore però:
- per i collaboratori non conviventi la paga mensile varia in base alle ore contrattuali;
- per i collaboratori conviventi la paga mensile rimane fissa anche al variare delle ore settimanali contrattuali; Ciò che cambia sono i contributi, che si calcolano sempre in  base alle ore lavorative.

2. C'è la possibilità di inquadrare i collaboratori in regime di convivenza con contratto parziale 30 ore per i livelli B, BS, C (o nel caso di studenti dai 16 ai 40 anni).
In questo caso:
- l'orario deve essere ricompreso interamente tra le 6.00 e le 14.00, o tra le 14.00 e le 22.00 oppure massimo 10 ore non consecutive al giorno per tre giorni settimanali.
Quando si inquadrano collaboratori B, C o BS quindi, c'è la possibilità di fare un contratto da 2 a 30 ore e:
- per i collaboratori non conviventi la paga mensile varia in base alle ore contrattuali
- per i collaboratori conviventi la paga mensile rimane fissa ed è quella indicata come paga mensile del contratto ridotto 30 ore. Ciò che cambia sono i contributi, che si calcolano sempre in  base alle ore lavorative.

Riassumendo:

- in caso di contratto come collaboratore non convivente devo tener presente solo la quota oraria minima prevista in base al livello e poi il mensile e il pagamento dei contributi varia in base alle ore lavorate.

- in caso, invece, di contratto come collaboratore convivente il mensile è:
a) fisso, segnato nella tabella A del CCNL, per un contratto che può variare da 2 a 54 ore settimanali per tutti gli inquadramenti (tranne nel caso b);
b) fisso, segnato nella tabella D del CCNL per i contratti ridotti, per gli inquadramenti C, B e Bs che può variare da 2 a 30 ore;
Comunque i contributi, qualsiasi sia la retribuzione, vengono calcolati in base alle ore settimanali effettivamente lavorate.

Riposi settimanali:

Come previsto dall'art. 14 e art 15 (comma 4):

1. Per i lavoratori conviventi:
il riposo settimanale è di 36 ore (1 giorno e mezzo): la domenica più mezza giornata concordata durante la settimana.  Se un collaboratore lavora nelle 12 ore di riposo infrasettimanale la retribuzione oraria deve essere maggiorata del 40% sulla paga di fatto, mentre se di domenica con la retribuzione del 60%.
Inoltre, è previsto, nel caso in cui il collaboratore non lavori interamente nella fascia 14.00/22.00 o 6.00/14.00, un riposo intermedio non retribuito di almeno due ore, durante le quali il lavoratore può decidere o meno di rimanere nell'abitazione del datore di lavoro.

2. Per i lavoratori non conviventi: il riposo, con il rinnovo del contratto del 21 maggio 2013, viene diminuito a 24 ore ossia un giorno (prima era un giorno e mezzo come i conviventi) da godere di domenica.

Il riposo domenicale è irrinunciabile. Nel caso di richiesta di straordinario in tal giorno il collaboratore deve essere retribuito con la paga di fatto maggiorata del 60% e deve essere concesso un giorno di riposo il giorno immediatamente successivo.

Solo nel caso il lavoratore processi una fede religiosa che preveda il riposo in un giorno diverso dalla domenica, le parti possono accordarsi di modificare il giorno di riposo. Comunque la domenica rimane la maggiorazione del 60%.

Nel caso il collaboratore non convivente lavori per un orario pari o maggiore di 6 ore con presenza continuativa sul posto di lavoro, spetta la fruizione del pasto oppure un'indennità sostitutiva pari al suo valore convenzionale. Il tempo del pasto, sarà però concordato tra le parti e non retribuito.

Orario di lavoro per il contratto di sostituzione dei riposi della badante principale:

L'art 15, comma 9 del CCNL del 21 maggio 2013 introduce una nuova modalità di gestione.
I datori possono assumere una collaboratrice solo per coprire i turni di riposo della collaboratrice principale.
Si prevede che:
a) il livello al quale inquadrare il lavoratore può essere : CS o DS;
b) possa essere stipulato solo per sostituire collaboratricei nei riposi;
c) che la retribuzione sia quella indicata nella tabella G (per il 2013: CS euro 7,14, DS euro 8,61), sia che il riposo cada di sabato o di domenica.

Lavoro straordinario:

Le ore di lavoro  richieste oltre l'orario giornaliero massimo previsto sono da retribuire con una paga di fatto maggiorata del:
- 25% se il lavoro viene prestato tra le 6 e le 22;
- 50% se il lavoro viene prestati tra le 22 e le 6 (notturno straordinario).  Se invece si tratta di notturno ordinario (20% di maggiorazione);
- 60% se il lavoro viene prestato di domenica o durante la festività;
- 40% se il lavoro viene prestato da un collaboratore convivente durante la mezza giornata di riposo infrasettimanale;
- 10% se il lavoro viene prestato da un collaboratore non convivente per le ore eccedenti le 40 e fino alle 44 nella fascia oraria 6.00 - 22.00.

Le ore di straordinario, tranne nel caso di emergenza, devono essere richieste con un giorno di preavviso.

Calcolo lavoro straordinario conviventi e non conviventi:

La maggiorazione in caso di straordinario va calcolata sulla paga di fatto.
In caso di collaboratore convivente la paga di fatto non corrisponde alla paga oraria totale, come invece è previsto per i collaboratori non conviventi, ma risulta dalla somma della paga oraria totale più la quota oraria di vitto e alloggio.
Quindi:
1. per un collaboratore non convivente con paga oraria totale di 6,00 euro, lo straordinario verrà calcolato moltiplicando 6 euro per la percentuale di maggiorazione. (es. 6,00 x 50%);
2. per un convivente con paga mensile di 827,44 euro per un contratto di 54 ore settimanali invece la procedura è la seguente:
data la paga oraria:
euro 827,44 : (54 ore settiman. x 4,3334 settimane medie in un mese)= euro 3,53 paga oraria

data la quota oraria vitto e alloggio:
5,31 euro giornalieri di vitto e alloggio x 26 giorni lavorativi medi mensili=138,06 euro mensili di vitto e alloggio
138,06 : (54 ore sett x 4,3334 set medie in un mese)= 0,59  euro quota di vitto e alloggio oraria

data la paga di fatto:
3,53 euro paga oraria + 0,59 euro quota vitto e alloggio oraria= 4,12 euro paga di fatto

lo straordionario si calcola:
paga di fatto  x la percentuale di maggiorazione e quindi:

4,12 paga di fatto per la percentuale di maggiorazione per il numero di ore lavorate.
Ad esempio per 4 ore di lavoro festivo, che va pagato al 60%:
(4,12 x 60%) x 4 ore= 6,60 euro di paga di fatto maggiorata del 60% x 4 ore=26,40 euro lavoro festivo.

Questi calcoli vengono comunque effettuati in automatico dal programma webcolf.


Permessi, congedo matrominiale e diritto allo studio

Il contratto nazionale prevede dei permessi, retribuiti e non retribuiti per i collaboratori domestici che vengono riassunti in 4 articoli:

1) art.9 (Permessi per la formazione professionale):
il contratto prevede che i collaboratori con almeno 12 mesi di servizio presso il datore di lavoro possa usufruire di un monte-ore annuo di 40 ore di permesso retribuito per la frequenza di corsi di formazione professionale per assistenti e collaboratori domestici.

2) art. 20 (Permessi):
a) I lavoratori hanno diritto a permessi individuali retributi per effettuazione di visite mediche documentate, purchè coincidenti con l'orario di lavoro.
I permessi spettano in questa misura:
- conviventi: 16 ore annue ridotte a 12 per i lavoratori C, N e Bs con contratto ridotto.
- non conviventi: con orario non inferiore alle 30 ore settimanali: 12 ore annue
- per i non conviventi con orario inferiore alle 30 ore le 12 ore annue verranno riproporzionate in ragione dell'orario di lavoro prestato.
Per il riproporzionamento dei permessi si deve moltiplicare il numero delle ore settimanali per 12 e poi il risultato dividerlo per 30.
Portiamo in seguito un esempio di calcolo per un collaboratore che lavora 15 ore settimanali:
(15  x 12): 30= 6 ore di permesso annuali a cui ha diritto il collaboratore in questo caso.
b) il lavoratore colpito da comprovata disgrazia a familiari conviventi o parenti entro il secondo grado ha diritto ad un permesso retribuito pari a 3 giorni lavorativi
c) al padre lavoratore spettano 2 giornate di permesso retribuito in caso di nascita di un figlio

3) art. 22 (Diritto allo studio):
Nel caso il datore di lavoro frequenti corsi scolastici di scuola dell'obbligo o di specifico titolo professionale, le ore non prestate per tali motivi non sono retribuite la possono essere  recuperate; sono invece retribuite le ore relative agli esami annuali, entro l'orario giornaliero, nei limite di quelle occorrenti agli esami stessi.

4) art. 23 (Matrimonio):
In caso di matrimonio spetta al lavoratore un congedo retribuito di 15 giorni di calendario, che potrà scegliere di usufruire entro un anno dalla data del matrimonio e sempre nel caso che il matrimonio sia  avvenuto in costanza con lo stesso rapporto di lavoro. In caso di non corresponsione in natura del vitto e alloggio, inoltre, è previsto il pagamento dell'indennità sostitutiva di vitto e alloggio per i 15 giorni di congedo.

Per quanto riguarda i permessi non retribuiti:
- Al lavoratore, che ne faccia richiesta, potranno essere concessi, per giustificati motivi, dei permessi di breve durata non retribuiti; (art. 20 comma 5)
- In tal caso non è dovuta indennità sostitutiva di vitto e alloggio; (art. 20 comma 6)

Vitto e alloggio

Il collaboratore convivente ha diritto a ricevere il vitto e l'alloggio oltre alla normale retribuzione.
Se il vitto e l'alloggio non vengono fruiti in natura lo stesso lavoratore ha diritto ad un'indennità sostitutiva. Quest'ultima va calcolata moltiplicando il valore della quota giornaliera, che viene fissato ogni anno, per il numero di giorni lavorativi. Per il 2013, ad esempio, la quota giornaliera è di euro 5,31 (1,85 per colazione /pranzo, 1,85 per la cena e 1,61 per il vitto).

Nel caso in cui il collaboratore goda del vitto ma non dell'alloggio, oppure il contrario, l'indennità sostitutiva sarà calcolato non sulla quota giornaliera intera ma solo sulla parte non goduta in natura.
Quindi, se, per esempio, una badante convivente 30 ore settimanali dorme ma non mangia in casa, deve esserle pagata, per il 2013, l'indennità di vitto pari a 1,85 + 1,85= 3,70 euro giornalieri.

Il contratto collaboratori domestici, poi, precisa che, nel caso di festività e ferie debba essere riconosciuta l'indennità di vitto e alloggio, sempre nel caso in cui non venga goduto  comunque in natura.

Dove incide la quota di vitto e alloggio?
- 13esima: nel conteggio della tredicesima va inserita anche la quota di vitto e alloggio mensile (quota giornaliera per 26 giorni lavorativi medi);
- tfr: nella retribuzione utile a tfr, sulla quale si basa il calcolo del trattamento di fine rapporto, va inserita anche la quota mensile di vitto e alloggio;
- straodinari: nel calcolo dello straordinario va maggiorata la paga di fatto, dove per paga di fatto si intende la paga totale più la quota di vitto e alloggio.
- contributi: la retribuzione effettiva sulla quale poi si calcolano i contributi comprende la quota di 13esima e la quota di vitto e alloggio.

Prospetto paga

 

L'art 33 del CCNL lavoratori domestici prevede che Il datore di lavoro, contestualmente alla corresponsione periodica della retribuzione, debba predisporre un prospetto paga in duplice copia, una per il lavoratore, firmata dal datore di lavoro, e l'altra per il datore di lavoro, firmata dal lavoratore.
Tale retribuzione deve essere composta dalle seguenti voci:
a) retribuzione minima contrattuale (comprensiva per i livelli D e D super di uno specifico elemento denominata indennità di funzione);
b) eventuali scatti di anzianità;
c) eventuale compenso sostitutivo di vitto e alloggio;
d) eventuale superminimo;
Dovranno altresì risultare, oltre a queste voci anche quelle relative ad altri i compensi, ad esempio, per le ore straordinarie prestate, per festività, malattia, premi ecc.. e anche le trattenute per oneri previdenziali.
Nel caso di cessazione poi dovrà essere inserito nel corpo del cedolino la voce e la retribuzione corrispondente a tredicesima, trattamento di fine rapporto, ferie non godute ed eventuale indennità di mancato preavviso.

Webcolf ha pensato ad un cedolino professionale e specifico per il mondo del lavoro domestico, utilizzando un linguaggio semplice e chiaro. Tutti i calcoli sono automatici, online e calcolati al momento, in pochi secondi. (prova gratis per un mese:registrati!)

Tutti i dettagli della busta paga e al fine di comprendere le voci e come vengono indicati i vari importi si rimanda ad un ns. ulteriore articolo, che potete trovare qui: capire la busta paga di colf e badanti.

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