Defiscalizzazione degli aumenti contrattuali e delle maggiorazioni per lavoro notturno e festivo

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Si avvisano gli utenti che sono state inserite, a partire da Gennaio 2026, nel corpo del cedolino le voci inerenti la defiscalizzazione degli incrementi retributivi legati al rinnovo del contratto collettivo e la defiscalizzazione delle maggiorazioni previste per lavoro festivo e notturno.

Si precisa che l'intento finale è quello di alleggerire il carico fiscale, adeguando il salario all'aumento del costo della vita stimolando in questo modo la produttività nel mondo del lavoro.

Il comma 7 dell'art. 1 della Legge di Bilancio 2026, introduce una misura fiscale che prevede in primis la detassazione degli incrementi retributivi legati ai rinnovi dei contratti collettivi .

Nello specifico il Legislatore stabilisce che la misura sia prevista in maniera limitata per l'anno 2026 per gli aumenti retributivi corrisposti ai lavoratori dipendenti del settore privato in conseguenza ai rinnovi contrattuali sottoscritti negli anni 2024, 2025 e 2026. Gli aumenti saranno assoggetati ad imposta sostitutiva dell'Irpef e delle relative addizionali regionali comunali, nella misura del 5%.

La condizione  prioritaria  è che il lavoratore sia titolare di un reddito da lavoro dipendente nell'anno 2025, di importo non superiore a 33.000 euro.

Come precisato sopra la defiscalizzazione riguarderà anche le maggiorazioni e indennità previste per il lavoro notturno e festivo.

La nuova Legge di Bilancio 2026 prevede che per il 2026 tali maggiorazioni e indennità siano assoggettate all'imposta sostitutiva del 15% ed entro il limite annuo di euro 1.500.

Le maggiorazioni e indennità previste sono in ordine : 

  • maggiorazioni e indennità per lavoro notturno ai sensi del comma 2 , articolo 1, Dlgs. n. 66/2023 e dei Ccnl;
  • maggiorazioni e indennità per  lavoro prestato nei giorni festivi e nei giorni di riposo settimanale, come individuati da Ccnl;
  •  indennità di turno e ulteriori emolumenti connessi al lavoro a turni, previsti dai Ccnl.

Si sottolinea come la detassazione riguardi solo la percentuale di maggiorazione e non la parte di retribuzione ordinaria. Non rientrano quindi nell'ambito di applicazione dell'imposta sostitutiva i compensi che sostituiscono in tutto o in parte la retribuzione ordinaria.

Per quanto riguarda il settore domestico si informano gli utenti che il programma è stato aggiornato con le due voci inerenti la defiscalizzazione per quanto concerne gli incrementi retributivi ( voce 891 in cedolino ) e per quanto riguarda le maggiorazioni da lavoro festivo e notturno ( voce 893 in cedolino ), precisando però come la Legge non menzioni espressamente tra i beneficiari i lavoratori del settore domestico. A tal proposito si attende una circolare esplicativa da parte dell'Agenzia delle Entrate.

L'introduzione delle due voci in cedolino non apporta alcuna modifica del lordo trattandosi di diciture avente carattere descrittivo e la cui validità/ applicazione sarà conferita in sede di dichiarazione dei redditi.

 

Si espone di seguito un esempio di calcolo:

Si prenda a riferimento un collaboratore domestico  non convivente inquadrato con livello CS la cui paga ipotizzata da Gennaio 2026 è di 8,30 euro l'ora.

Occorre sottrarre alla nuova paga la precedente retribuzione oraria ( prima che subisse l'aumento previsto dal nuovo Ccnl in vigore da Novembre 2025 ) di euro 7,91.

8,30 - 7,91 = 0,39 euro di differenza su cui si applica la detassazione.

Occorre a questo punto moltiplicare il valore 0,39 per il numero di ore mensili ordinarie, in questo caso ad esempio 116.

116 ore ordinarie x 0,39 = 45,24 euro indicati dalla voce 891.

 

Se, sempre all'interno dello stesso mese, vi sono ad esempio 2 ore di lavoro festivo una domenica il calcolo che effettua il programma è il seguente:

retribuzione oraria ipotizzata di euro 8,30 x 0,60= 4,98 euro su cui si applica la detassazione.

4,98 euro x 2 ore di lavoro straordinario maggiorato al 60% = 9,96 euro indicati dalla voce 893.

 

 

 

 

 

 

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