Buongiorno, nell'elaborare la busta paga di gennaio 2026 mi sono accorto che compaiono due voci ulteriori "890" e "891" che però risultano non valorizzate con alcun numero.
L'adeguamento del trattamento economico al nuovo CCNL 2026 l'ho personalmente già considerato facendo i calcoli nella sezione "trattamento economico" dell'applicativo per cui mi chiedevo se vi fosse un modo per eliminare dalla busta paga queste due voci che, almeno nel mio caso, risultano vuote.
il comma 7 dell'art. 1 della Legge di Bilancio 2026, introduce una misura fiscale che prevede la detassazione degli incrementi retributivi legati ai rinnovi dei contratti collettivi.
Quindi, ad esempio, i 40 euro previsti dal rinnovo contrattuale dello scorso novembre 2025 e dovuti ai collaboratori conviventi inquadrati al livello BS non saranno assoggettati alle aliquote irpef progressive 23% ma ad una aliquota ridotta del solo 5%.
Le voci 890 e 891 indicano quindi la quota mensile e la quota progressiva di tali importi defiscalizzati, che variano in base alle ore lavorate, in modo da far capire come si forma il valore nella dichiarazione sostitutiva della CU che, forse avrà già visto, è stata aggiornata principalmente per esporre questi dati.
Il mio caso concreto è il seguente: ho una colf che è già ampiamente sopra il superminimo ma abbiamo comunque concordato di recepire da gennaio 2026 il 50% degli incrementi retributivi del CCNL che, se ho capito bene, possono essere assorbibili da superminimo (dunque 20€ sui primi 40€ previsti dal 2026).
Perchè sotto la voce 891 (Incr. CCNL Mese) c'è un importo maggiore di 20€ (nel mio caso €43,75)?
E, seconda domanda, vuol dire dunque che su questi €43,75 mensili lordi per tutto il 2026 pagherà solo il 5%?
Faccio tutte queste domande perchè chiaramente dovrò rappresentare tutto alla mia collaboratrice domestica.
manca ancora la circolare dell'Agenzia delle Entrate che potrà aiutare a risolvere i numerosi dubbi. Nel frattempo abbiamo l'esigenza di riuscire ad archiviare il dato per i lavoratori che interrompono il rapporto nel corso del mese di gennaio e possibilmente evitare dei ricalcoli.
Fortunatamente il datore di lavoro domestico non è sostituto d'imposta, pertanto dovrà limitarsi ad emettere una dichiarazione sostitutiva della CU utile alla dichiarazione dei redditi da effettuare nel 2027.
Dopo quanto premesso, l'articolo di legge che definisce l'agevolazione è il seguente: "Al fine di favorire l'adeguamento salariale al costo della vita e di rafforzare il legame tra produttivita' e salario, gli incrementi retributivi corrisposti ai lavoratori dipendenti nell'anno 2026, in attuazione di rinnovi contrattuali sottoscritti dal 1° gennaio 2024 al 31 dicembre 2026 sono assoggettati, salva espressa rinuncia scritta del prestatore di lavoro, a un'imposta sostitutiva dell'imposta sul reddito delle persone fisiche e delle addizionali regionali e comunali pari al 5 per cento".
A seguito del rinnovo dello scorso novembre, l'incremento retributivo costituito dell'aumento della paga base più la rivalutazione ISTAT vengono corrisposti al lavoratore e quindi momentaneamente il dato viene archiviato per intero. Diversamente si potrebbe avere il paradosso che due lavoratori con pari stipendio ma di cui uno aveva un superminimo assorbibile completamente assorbito perchè coincidente con l'aumento di gennaio 2026, ricevono un netto diverso solamente perchè nel passato il secondo aveva goduto di un acconto sui futuri aumenti...
Attendiamo però la risposta dell'Agenzia per la circolare che, sembra, arriverà a fine febbaio.