Cosa fare quando la badante va in ferie?

Badante in ferie: come gestire sostituzione e assenze

Cosa fare quando la badante va in ferie?

Con l’arrivo del periodo estivo molti datori di lavoro domestico si chiedono come gestire correttamente le ferie della badante o della colf. La questione è particolarmente importante quando la collaboratrice assiste una persona anziana o non autosufficiente, perché l’assenza deve essere organizzata per tempo, anche attraverso l’assunzione di una badante sostitutiva.

Di seguito alcune note su come concordare il periodo di ferie, come sostituire la badante assente, cosa fare se non rientra al termine delle ferie e come gestire eventuali richieste di anticipo o prolungamento.

Le ferie della badante devono essere concordate?

Il periodo di ferie della colf o badante deve essere, per quanto possibile, concordato tra datore di lavoro e lavoratrice. L’art. 17, comma 3, del CCNL lavoro domestico prevede infatti che:

“Il datore di lavoro, compatibilmente con le proprie esigenze e quelle del lavoratore, dovrà fissare il periodo di ferie, ferma restando la possibilità di diverso accordo tra le parti, da giugno a settembre.”

Questo significa che il datore di lavoro deve cercare un accordo con la collaboratrice, tenendo conto sia delle esigenze familiari sia di quelle della lavoratrice. Tuttavia, se non si riesce a trovare un’intesa, sarà il datore di lavoro a stabilire in via definitiva il periodo di ferie. Questa regola tutela soprattutto i datori di lavoro che hanno necessità assistenziali continuative, ad esempio nel caso di persone non autosufficienti, e che devono potersi organizzare per tempo con una sostituzione.

Ferie fissate dal datore di lavoro: perché è importante avere una prova

Se il datore di lavoro decide unilateralmente il periodo di ferie della badante, è opportuno conservare una prova del precedente tentativo di accordo. In questo modo si evita che la lavoratrice, eventualmente assistita da un sindacato o da un legale, possa contestare le ferie e chiedere il pagamento della retribuzione al posto del periodo di riposo.

La prova può essere fornita in modo libero, ad esempio tramite:

  • messaggi WhatsApp;
  • email;
  • lettera scritta;
  • scambio di comunicazioni in cui si propone di concordare il periodo di ferie.

Come sostituire la badante in ferie

Quando la badante principale è in ferie, il datore di lavoro può assumere una seconda collaboratrice con un contratto a tempo determinato per sostituzione ferie. Nel contratto è importante indicare espressamente la causale della sostituzione. Motivando correttamente l’assunzione a tempo determinato, al rapporto di lavoro verranno applicate le stesse aliquote contributive previste per il rapporto a tempo indeterminato della collaboratrice principale, generalmente più basse rispetto a un normale tempo determinato.

Di solito alla badante sostitutiva vengono applicate condizioni simili a quelle della lavoratrice sostituita, in particolare per quanto riguarda:

  • orario di lavoro;
  • livello di inquadramento;
  • mansioni svolte.

La retribuzione, invece, può variare. In alcuni casi la sostituta richiede una paga più alta perché il rapporto è temporaneo e non garantisce continuità. In altri casi, se la badante principale ha molta anzianità di servizio, la collaboratrice sostitutiva può avere una paga iniziale più bassa, legata alla minore esperienza o specializzazione.

La badante dei giorni di riposo può sostituire quella principale?

Capita spesso che la persona incaricata di sostituire la badante principale sia la stessa collaboratrice che normalmente lavora durante i giorni di riposo, ad esempio il sabato e la domenica.

Il CCNL non disciplina in modo specifico questa situazione. Nella pratica, per la sostituzione durante le ferie si tende a stipulare un contratto a tempo determinato per sostituzione con una collaboratrice diversa.

Se invece si decide di incaricare la stessa lavoratrice che già copre i riposi, occorre valutare con attenzione la retribuzione. La paga riconosciuta per il lavoro del sabato e della domenica, infatti, è spesso pensata per poche ore e può essere già maggiorata.

In questi casi è consigliabile concordare un trattamento specifico per il periodo di sostituzione, eventualmente prevedendo un premio per il lavoro aggiuntivo, pari almeno a 1/26 del mensile medio che la collaboratrice riceverebbe se fosse assunta come normale convivente.

Cosa fare se la badante non rientra dalle ferie

Al termine del periodo di ferie, la badante è tenuta a rientrare al lavoro nella data concordata.

Se la colf o badante non può rientrare nei tempi stabiliti, deve avvisare tempestivamente il datore di lavoro e chiedere, ad esempio:

  • il prolungamento del periodo di ferie;
  • l’inserimento di giornate di assenza non retribuita;
  • l’utilizzo di permessi non retribuiti.

In Webcolf, a seconda della situazione, è possibile indicare:

  • A per assenza non retribuita;
  • PNR per permesso non retribuito;
  • AD per assenza ingiustificata.

Se la collaboratrice non rientra e non avvisa il datore di lavoro, l’assenza dovrà essere gestita come assenza ingiustificata, inserendo in Cedolini > Inserimento mensile la causale AD.

Se l’assenza ingiustificata si protrae per più giorni, il datore di lavoro può valutare il licenziamento disciplinare per giusta causa.

Il datore di lavoro può chiedere il rientro anticipato dalle ferie?

In caso di necessità o urgenza, il datore di lavoro può chiedere alla badante di rientrare anticipatamente dalle ferie. La lavoratrice non si può rifiutare ma in questo caso il datore di lavoro deve farsi carico delle spese legate al rientro anticipato, come ad esempio:

  • biglietto aereo;
  • biglietto del treno;
  • rimborso carburante;
  • eventuali altri costi di viaggio documentati.

Inoltre, se la collaboratrice subisce un danno economico a causa del rientro anticipato, ad esempio per un pernottamento già pagato e non goduto, il datore di lavoro è tenuto a rimborsare tutti i costi legati alla richiesta di rientro anticipato al lavoro.

Se la collaboratrice rifiuta il rientro anticipato, il datore di lavoro potrà decidere se proseguire il rapporto oppure valutare un normale licenziamento con preavviso.

La badante può chiedere un anticipo di ferie?

Può accadere che la collaboratrice chieda un periodo di ferie più lungo rispetto ai giorni effettivamente maturati. In questo caso il datore di lavoro ha due possibilità.

1. Anticipare le ferie non ancora maturate

Il datore di lavoro può concedere alla badante ferie anticipate, che verranno poi maturate nei mesi successivi. In Webcolf, nell’inserimento delle presenze, è sufficiente indicare la causale FE relativa alle ferie. In questo modo le ferie residue potranno risultare con un saldo negativo.

2. Indicare un periodo di assenza non retribuita

In alternativa, il periodo non coperto da ferie maturate può essere gestito come assenza non retribuita o aspettativa. In Webcolf è possibile utilizzare:

  • la causale A per periodi brevi;
  • la causale AD se il periodo riguarda più di una settimana.