Domande e risposte sull'interruzione rapporto di lavoro di colf e badanti


Nel caso di dimissioni o di licenziamento, il lavoratore nel primo caso e il datore nel secondo devono dare il preavviso con la lettera di interruzione del rapporto.
Con la cessazione inoltre è prevista per il collaboratore una liquidazione che comprende:
- trattamento di fine rapporto;
- pagamento delle ferie non godute;
- pagamento della 13esima maturata da inizio anno.
Nel cedolino dell'ultimo mese, quindi, devono essere inseriti anche questi elementi con voce specifica.
Per tutta la procedura di cessazione passo passo si consiglia di leggere questo articolo del manuale: procedure di licenziamento

DOMANDE FREQUENTI SULLA RISOLUZIONE DEL RAPPORTO DI LAVORO:

1. Quali sono le modalità di consegna della lettera di licenziamento o di dimissione?
La lettera può essere:
a) spedita tramite raccomandata all'indirizzo di residenza, per conservare una ricevuta di comunicazione;
b) consegnata a mano; si consiglia di inserire la frase "raccomandata a mano" nella lettera e di farsi firmare una copia da conservare in caso di contestazione.

2.Che fare se il lavoratore o il datore si rifiutano di firmare la lettera di licenziamento o di dimissione?
Poichè questi atti vengono considerati atti recettizi e quindi hanno effetto nel momento in cui i soggetti ricevono la comunicazione, è necessario inviare la lettera con raccomandata AR. La ricevuta va quindi conservata come prova di comunicazione. Con la ricezione della raccomandata si può procedere alla comunicazione di cessazione. In alternativa, considerato che il soggetto destinatario della comunicazione potrebbe non ritirare la raccomandata, al fine di evitare inutili lungaggini, si potrebbe effettuare la consegna alla presenza di un testimone. La mancata accusa di ricevimento viene quindi superata dalla presenza di una terza persona che non deve tuttavia essere un parente della parte recedente.

3. E' necessario inserire una motivazione nella lettera di licenziamento o di dimissioni?
No, per il contratto di lavoro domestico non è necessario dare una motivazione.

4. Nel caso si voglia terminare il rapporto subito, il giorno stesso, ciò è possibile?
Si, si può terminare il rapporto il giorno stesso della consegna della lettera. In tal caso però spetta l'indennità di mancato preavviso e in particolare:
- se il lavoratore si dimette senza preavviso dovrà essere detratta dalla sua busta paga finale il preavviso mancato, importo corrispondente alla retribuzione che avrebbe percepito se avesse lavorato per i giorni di preavviso.
- se il datore licenzia senza preavviso dovrà essere aggiunta alla busta paga  finale del collaboratore l'indennità sostitutiva di mancato preavviso che corrisponde alla retribuzione che avrebbe percepito lavorando per il periodo di preavviso dovuto.
Quando il preavviso è minore di quello stabilito l'indennità va calcolata solo per i giorni di differenza.
C'è da precisare, comunque, che il datore può esonerare il collaboratore dal preavviso in caso di dimissioni e quindi decidere di non trattanere il mancato preavviso. In questo caso il datore dovrebbe firmare una lettera di esonero dal preavviso o aggiungere una frase specifica nella lettera delle dimissioni.

5. Quando si licenzia per giusta causa?
Il licenziamento per giusta causa presuppone che vi sia un atto di contestazione disciplinare che prova la causa del licenziamento stesso così grave da non permettere nemmeno temporanea del rapporto di lavoro. Si tratta di gravissimi inadempimenti degli obblighi contrattuali o di un fatto esterno al rapporto, tali da venir meno la fiducia del datore di lavoro verso il collaboratore e la relativa puntualità nei successivi adempimenti.
Le motivazioni più frequenti riconosciute come giusta causa di licenziamento sono i seguenti:
- falsa malattia e falso infortunio del dipendente;
- rifiuto ingiustificato e reiterato del dipendente di eseguire la prestazione lavorativa;
- Abbandono ingiustificato del posto di lavoro da parte del dipendente e periodo di assenza non giustificato;
- Il collaboratore, durante l'esercizio delle sue mansioni,  sottrae beni al datore di lavoro;
- il lavoratore ha una condotta extralavorativa penalmente rilevante e idonea a far venir meno il vincolo fiduciario.

6. Il decesso del datore di lavoratore può essere motivo di licenziamento per giusta causa?
No, il contratto nazionale dei collaboratori domestici prevede che in caso di decesso del datore venga dato il preavviso oppure venga pagata l'indennità di mancato preavviso.

7. Durante il periodo di prova il licenziamento o le dimissioni devono essere comunicate con preavviso?
No, nel periodo di prova si può risolvere il contratto senza preavviso.

8. La liquidazione del collaboratore quando deve essere versata?
Il trattamento di fine rapporto, la 13esima maturata e le ferie non godute dovrebbero essere pagate insieme all'ultima mensilità e quindi entro il normale giorno di paga del mese successivo alla cessazione con un unico cedolino, normalmente il 10 o il 15 del mese. Eventualmente, nel caso di importi molto alti si può concordare con il collaboratore una rateizzazione di 2/3 rate. Si consiglia, in questo caso di fare una lettera di accordo in cui inserire le scadenze e gli importi relativi, ricordandosi sempre, al momento della consegna della rata, di farsi firmare una ricevuta dal collaboratore.

9. Le dimissioni devono essere convalidate? In che modo?
Dopo la legge Fornero, per evitare le dimissioni in bianco, è previsto che il collaboratore, nonostante consegni la lettera di interruzione al datore di lavoro, debba poi, convalidare le dimissioni.
Solitamente si consiglia di far scrivere a mano alla collaboratrice, sulla stampa della denuncia di cessazione inviata telematicamente all'inps, la frase "convalido le mie dimissioni" e farla firmare.
In questo modo, poichè la stampa ha una data non modificabile, si prova che le dimissioni sono state fatte in quel momento e per volontà del collaboratore. Se il collaboratore domestico è padre o madre di un bambino con età inferiore a 3 anni, la convalida deve essere effettuata presso la Direzione Territoriale del Lavoro (ex Ispettorato del Lavoro).

10. Se la collaboratrice decide di dimettersi o risolve consensualmente il rapporto di lavoro può richiedere la disoccupazione?
No, la richiesta può essere effettuata solo nel caso di licenziamento o per scadenza del rapporto di lavoro a termine.

11. Per i collaboratori domestici va pagata la tassa sul licenziamento?
No nel 2013 è stato precisato che i datori privati e le famiglie non devono pagare la tassa per il licenziamento per colf e badanti.

12. Nel caso di decesso del datore di lavoro gli oneri del licenziamento di chi sono a carico?
Gli eredi del datore deceduto sono obbligati a terminare il lavoro e a procedere con le pratiche di chiusura del rapporto con relativo pagamento della retribuzione mensile e della liquidazione totale del lavoratore e anche al pagamento dei contributi.

13. I contributi del rapporto risolto si pagano a fine del trimestre?
No, i contributi fino al giorno del licenziamento si versano entro 10 giorni dopo la data di cessazione

14. Come si elabora il mav per la cessazione?
La procedura si può trovare in questo articolo del manuale: mav cessazione colf

15. Nel calcolo dei contributi per l'interruzione del rapporto di lavoro si devono conteggiare anche i giorni di preavviso e delle ferie non godute?
Si; dal 2013 l'inps prevede l'elaborazione del mav compreso di periodo di preavviso e ferie non godute (vedi articolo domanda 14 per procedura).

16. Se il lavoratore durante il rapporto ha goduto di più ferie rispetto alle maturate nell'ultima busta paga vengono trattanute?
Si, se un collaboratore ha goduto più ferie rispetto alle maturate e le sue ferie totali residue sono quindi negative al momento della cessazione, nell'ultimo mensile sarà recuparata la quota equivalente delle ferie anticipate.

17. E' possibile calcolare il tfr con la rivalutazione in modo automatico?
Si, webcolf ha inserito un simulatore automatico del calcolo del tfr, completamente gratuito anche alle persone non registrate. Per una provare cliccare qui: simulatore gratis calcolo tfr

18. Se la collaboratrice è incinta ma non ha ancora consegnato il certificato al datore, può essere licenziata?
No, la collaboratrice non può licenziarla anche se non ha il certificato di gravidanza (va consegnato entro due mesi dalla data presunta del parto).
Infatti, in caso di licenziamento la collaboratrice ha 60 giorni per poter contestare e annullare il licenziamento provando di essere incinta.
Il divieto di licenziamento vige fino alla fine del periodo di astensione obbligatoria ossia tre mesi dopo il parto.

19. In caso di tempo determinato è possibile licenziare il lavoratore prima del termine e dopo il periodo di prova?
Il licenziamento prima del termine in un tempo determinato è possibile solo per giusta causa (e questo non ha preavviso). Altrimenti si devono pagare le spettanze fino alla fine del tempo determinato.

20. E' obbligatoria la lettera di licenziamento in caso di contratto a tempo determinato?
No, la lettera di licenziamento in caso di tempo determinato non è necessaria in quanto il contratto stesso firmato prevede già la cessazione. Nel caso di richiesta, comunque, si può stampare la lettera confermando la cessazione prevista dal contratto di assunzione specificando che non vi sarà alcuna proroga.
 

Questo sito utilizza cookies, anche di terze parti, per migliorare l’esperienza di navigazione e usufruire dei nostri servizi online. Se si prosegue nella navigazione si acconsente all’utilizzo. Per scoprirne di più al rigurado visita la nostra Cookies policy.

  Accetto di ricevere cookies da questo sito.