INPS : Consultazione on line estratto conto contributivo e lettere ai datori di lavoro

 

L’INPS, con il Messaggio n. 21009 del 7 novembre 2011, rende noto che è disponibile sul sito internet www.inps.it, nella sezione “Servizi online – Al servizio del cittadino – Autenticazione con PIN/Autenticazione con CNS – Servizi rapporto di lavoro domestico – Estratto contributivo” il nuovo servizio di consultazione dell’estratto contributivo dei lavoratori domestici.

In particolare, l’INPS precisa che il servizio mette a disposizione l’elenco dei rapporti di lavoro sia attivi che
cessati, relativi agli ultimi cinque anni, dai quali il datore di lavoro può selezionare il rapporto per il quale visualizzare l’estratto conto.

L’INPS, con il Messaggio n. 21381 dell’11 novembre 2011, rende noto che dal mese di ottobre 2011 ha iniziato ad inviare delle lettere ai datori di lavoro domestico.

In particolare, l’INPS sta contattando “coloro che nonostante abbiano sempre versato regolarmente i contributi, a partire da un determinato periodo non hanno più effettuato alcun pagamento e coloro i cui pagamenti presentano delle discontinuità prima di cessare.”

I datori di lavoro vengono invitati ad effettuare la comunicazione della cessazione, oppure a comunicare
l’avvenuto pagamento di trimestri risultanti scoperti o eventuali motivi che abbiano giustificato la sospensione dell’obbligo contributivo (permessi non retribuiti, maternità ...). Trascorsi 30 giorni dal ricevimento della lettera, l’INPS provvede a calcolare i contributi dovuti comprensivi degli oneri aggiuntivi.

 

INPS 21.10.2011: Comunità religiose e non e rilascio PIN

Messaggio INPS n. 20064 del 21 ottobre 2011:

 

Il DPR  1403/71 e le circolari dell’Istituto in materia di lavoro domestico, in particolare la circolare n. 89 del 6 maggio 1989, hanno chiarito che possono essere datori di lavoro domestico, oltre alle persone fisiche, anche le comunità - religiose e non  - costituite  tra persone non legate da vincoli di sangue che sostituiscono, per coloro che ne fanno parte, sotto il profilo morale e organizzativo , la famiglia di origine. I requisiti che dette comunità devono avere, perché si possano qualificare come datori di lavoro domestico sono:

-          essere  stabili, permanenti e continuative di “tetto e mensa” ;

-          assenza di fini di lucro, politico, culturale , sportivo  o di svago.

La presenza di entrambi i requisiti garantisce che la prestazione mantenga la natura di lavoro domestico , definito all’art.1 della  Legge 339/58  come  opera resa per il funzionamento della vita familiare, in quanto le comunità, cosi come individuate, sono assimilabili per i soggetti che ne fanno parte alla propria  famiglia.

Sono quindi riconducibili, in un elenco esemplificativo e non esaustivo,   a quanto indicato: le case famiglia, i seminari, le comunità familiari di assistenza ,  le convivenze di sacerdoti anziani cessati dal ministero parrocchiale o dal servizio diocesiano, le comunità militari, purché siano rispettati i requisiti richiesti.

In  mancanza  di detti requisiti , si configura  l’assunzione di un addetto alle pulizie  secondo il CCNL di riferimento per il settore interessato.

Pertanto,  tenuto conto che la circolare n.  49 dell’11 marzo 2011  introduce in via esclusiva dal 1° aprile 2011 l’obbligatorietà del canale telematico  per le  comunicazioni in materia di lavoro domestico, previa identificazione con PIN , è stato reso disponibile un apposito profilo di identificazione per le comunità .

 Il rilascio del Pin a questo particolare datore di lavoro domestico può avvenire solo presso le sedi, in quanto deve essere verificato – in base all’atto costitutivo, allo statuto e  ad ogni documento utile – l’effettivo possesso dei requisiti  che comportano il riconoscimento della natura di datore di lavoro domestico.

Il Pin utile all’ accesso ai servizi per i lavoratori domestici per conto della comunità è rilasciato esclusivamente al rappresentante legale della comunità stessa. I servizi online verificano tale requisito sulla base delle informazioni presenti nell’Anagrafe Tributaria, consentendo o meno il rilascio.

Per ottenere il rilascio del PIN:

    • Il rappresentante legale della comunità, allegando copia del documento di identità, deve compilare e sottoscrivere il modulo di richiesta allegato e consegnarlo, anche tramite un suo delegato, alla Sede INPS di competenza;
    • il personale della Sede INPS, dopo aver verificato la correttezza formale della richiesta, l’identità del richiedente e l’esistenza dei requisiti sopra riportati provvederà al rilascio del PIN selezionando la classe utente “Comunità che impiega LD”.

Qualora il rappresentante legale sia già in possesso di un PIN per altre finalità (per esempio come  cittadino) si dovrà procedere a revocare il PIN in essere, assegnare un nuovo PIN con la suddetta classe utente, ripristinando le autorizzazioni presenti sul precedente PIN.

Completata l’operazione di accreditamento presso la sede INPS, il soggetto abilitato, ove ne sia in possesso, potrà utilizzare in luogo del PIN anche la propria CNS (Carta Nazionale dei Servizi).

29.11.2011 Non è più obbligatorio il modello Q per l'assunzione di colf e badanti extracomunitarie

 

La nota del ministero del Lavoro n. 4773 del 28 novembre 2011 prevede che non si dovrà più sottoscrivere il contratto di soggiorno obbligatorio (Modello Q) per l'assunzione di colf e badanti extracomunitarie a partire già dal 15 novembre 2011.

L'invio della comunicazione all'INPS, infatti, sostituisce la compilazione del modello Q, secondo la previsione della legge 02 / 2009.

Continua a rimanere obbligatoria la sola comunicazione entro 48 ore alla Questura (o all'autorità di pubblica sicurezza) per il datore di lavoro che fornisce l'alloggio allo straniero in caso di rapporto di convivenza.

Apri il messaggio 4773 del 28 novembre 2011 ministero lavoro

INPS 17.01.2012 Domande di assegni nucleo familiare solo telematiche

Inseriamo la circolare INPS che ha determinato che le domande per gli assegni per il nucleo familiare di colf e badanti possono essere presentate, dal 2012, esclusivamente in via telematica.

 

"OGGETTO: D.L. n. 78 del 31 maggio 2010, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122. Determinazione presidenziale n. 75 del 30 luglio 2010 "Estensione e potenziamento dei servizi telematici offerti dall'Inps ai cittadini" e n. 277 del 24 giugno 2011 "Istanze e servizi – Presentazione telematica in via esclusiva – decorrenze". Conclusione del periodo transitorio per le modalità di presentazione della richiesta di Assegno per il Nucleo Familiare per i Lavoratori Domestici.

1. Premessa

In attuazione delle determinazioni del Presidente dell'Istituto n. 75/2010, "Estensione e potenziamento dei servizi telematici offerti dall'INPS ai cittadini", recepita con circolare n. 169/2011 e n. 277/2011 "Istanze e servizi Inps – Presentazione telematica in via esclusiva – Decorrenze", in data 4 agosto 2011 è stata emanata la circolare n. 102 che ha disciplinato le nuove modalità di presentazione in via telematica della richiesta di Assegno per il Nucleo Familiare per i lavoratori domestici.

Nella citata circolare, al fine di rendere graduale il passaggio dalle modalità tradizionali alle nuove modalità telematiche, è stato, altresì, previsto un periodo transitorio, durante il quale è garantita la possibilità di presentare le domande in questione anche attraverso i canali tradizionali di trasmissione.

2. Presentazione telematica in via esclusiva - Entrata in vigore

Con la presente circolare si stabilisce, per le domande di Assegno al nucleo familiare per i lavoratori domestici, la conclusione del periodo transitorio e l'avvio del regime di presentazione telematica in via esclusiva a far data dall'1 gennaio 2012.

Quanto alle modalità per la presentazione telematica si rimanda alla circolare n.102/2011, citata in premessa.

INPS 17.01.2012: Modalità di rimborso dei contributi versati in eccedenza

OGGETTO:

Telematizzazione in via esclusiva delle domande di prestazione/servizio- Istanze di rimborso dei contributi previdenziali per lavoro domestico.

1. Premessa

Il decreto legge n. 78 del 31 maggio 2010, convertito con modificazioni dalla legge 30 luglio 2010 n. 122, recante "Misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e competitività economica", all'art. 38 comma5, haprevisto l'estensione e il potenziamento dei servizi telematici dell'amministrazione finanziaria e degli enti previdenziali, per la presentazione di denunce, istanze, atti, versamenti, mediante l'utilizzo esclusivo dei sistemi telematici ovvero della posta elettronica certificata.

Tale processo di telematizzazione è stato avviato dall'Istituto con la circolare n. 169 del 31 dicembre 2010, che ha dato applicazione alla determinazione del Presidente dell'Istituto n. 75 del 30 giugno 2010 "Estensione e potenziamento dei servizi telematici offerti dall'INPS ai cittadini".

La successiva determinazione presidenziale n. 277 del 24 giugno 2011 "Istanze e servizi INPS – Presentazione telematica in via esclusiva – Decorrenze" ha definito dettagliatamente il calendario definitivo della sostituzione delle tradizionali modalità di presentazione delle istanze all'INPS con la trasmissione in via esclusivamente telematica.

In relazione a quanto fin qui premesso, con la presente circolare si dà avvio - a partire dal 1° gennaio 2012 - alla telematizzazione della presentazione delle istanze di rimborso dei contributi previdenziali per lavoro domestico.

Rimborso dei contributi previdenziali per lavoro domestico

Dal 1° gennaio 2012 la presentazione delle istanze di rimborso di contributi previdenziali per lavoro domestico dovrà avvenire attraverso uno dei seguenti canali:

WEB - servizi telematici accessibili direttamente dal cittadino tramite PIN attraverso il portale dell'Istituto;

Contact Center Integrato - numero verde 803164

Intermediari dell'Istituto – attraverso i servizi telematici offerti agli stessi.

Peraltro, fino al 31 gennaio 2012, in via transitoria, le richieste cartacee potranno continuare ad essere presentate direttamente o inviate per posta (a tal fine fa fede il timbro a data dell'ufficio postale accettante o del servizio corriere utilizzato) ed essere acquisite dalle Sedi con la procedura presente in Intranet per la "Gestione Lavoratori Domestici". Dal 1° febbraio 2012 avranno validità soltanto le istanze presentate con modalità telematiche.

A) Presentazione della istanza di rimborso contributi per lavoro domestico direttamente dal cittadino tramite WEB

Il servizio è disponibile sul sito internet dell'Istituto www.inps.it, nella sezione SERVIZI ONLINE attraverso il seguente percorso: Al servizio del cittadino – Autenticazione con PIN/Autenticazione con CNS – Servizi rapporto di lavoro domestico – Istanza di rimborso. Questa sezione consente di compilare l'istanza di rimborso contributi per lavoro domestico e di procedere all'invio vero e proprio.

Una volta inviata la domanda sarà possibile stampare la ricevuta di presentazione, sulla quale sono riportati tutti i dati inseriti dal cittadino e il numero di protocollo attribuito dall'Istituto alla pratica.

Le informazioni richieste riguardano i dati identificativi del rapporto di lavoro, il trimestre e l'anno di riferimento, la motivazione (ad esempio doppio versamento) e i dati relativi al pagamento effettuato. Tutti i dati, ad eccezione della motivazione, sono disponibili sulla ricevuta di pagamento.

Per facilitare l'utente nella predisposizione della comunicazione, ne è stata prevista la precompilazione in base ai dati già in possesso dell'Istituto.

Effettuata l'autenticazione, il servizio on line propone, all'interno della sezione dedicata alla gestione del lavoro domestico, una funzione chiamata "Gestione rimborsi" che consentirà di inoltrare nuove istanze di rimborso e di monitorare lo stato delle istanze inviate tramite il canale Internet.

A conclusione dell'operazione il servizio on line consente la stampa dell'istanza presentata.

Gli operatori del Contact Center ( numero verde 803.164 attivo dal lunedì al venerdì ore 8-20 ed il sabato ore 8-14 ) forniranno inoltre tutte le informazioni e l'assistenza ai cittadini che utilizzano il canale web di cui al presente paragrafo.

B) Presentazione della istanza di rimborso contributi per lavoro domestico tramite intermediari

Il servizio è disponibile anche per il richiedente intermediario abilitato ai sensi dell' art.1, L. 12/79 con le funzioni che consentono la trasmissione telematica delle domande.

Gli intermediari abilitati possono accedere seguendo il seguente percorso: Servizi on line/Per tipologia di utente/Aziende, consulenti e professionisti/Lavoratori domestici.

Per l'accesso al servizio è sempre richiesta l'autenticazione tramite PIN, rilasciato dall'Istituto, CNS (Carta Nazionale dei Servizi), rilasciata da una Pubblica Amministrazione ai sensi del DPR 117/04 o mediante altro dispositivo (smart card, chiavetta USB) contenente "certificato digitale di autenticazione personale" rilasciato da apposito ente certificatore rispondente agli standard definiti perla CNS.

Effettuata l'autenticazione, l'intermediario potrà procedere alla comunicazione della istanza di rimborso indicando il codice del rapporto di lavoro cui il rimborso si riferisce.

C) Presentazione della istanza di rimborso contributi per lavoro domestico tramite Contact Center

Per assicurare, inoltre, l'accesso al servizio a tutti i soggetti, compresi quelli che non hanno possibilità o facilità di utilizzo di strumenti informatici, è sempre prevista in alternativa la disponibilità della comunicazione telefonica, rivolgendosi al Contact Center Integrato Inps-Inail, numero verde 803.164, che provvederà all'acquisizione della istanza, previa identificazione del soggetto dichiarante. L'identificazione del soggetto dichiarante tramite PIN e codice fiscale è necessaria anche per le comunicazioni effettuate utilizzando il Contact Center.

INPS 30.01.2012: Domanda disoccupazione requisiti ridotti

L'INPS, con messaggio 966 del 17.01.2012, chiarisce le modalità di richiesta dell'indennità di disoccupazione con requisiti ridotti: avverrà in modo automatico, facendo base per i lavoratori privati, dai dati UNIEMENS comunicati dal datore di lavoro.

Viene spiegato, in fondo alla circolare, le modalità di calcolo per i collaboratori domestici, chiarimento che pubblichiamo testualmente:

"Per quanto riguarda i lavoratori domestici che, come è noto, non rientrano nel flusso UNIEMENS, per la liquidazione della prestazione si procederà prelevando i dati necessari dai bollettini di versamento dei contributi. Le giornate utili per la misura della prestazione andranno calcolate, trimestre per trimestre, dividendo per 4  le ore assoggettate a contribuzione, rispettando comunque il limite massimo di 78 giorni."

Diventa quindi inutile la presentazione dei modelli 86/88 mentre la domanda avverrà basandosi sui bollettini MAV versati nel corso del 2011.

Sanatoria colf e badanti 2012

 

Si è in attesa della pubblicazione, in Gazzetta Ufficiale, del decreto legislativo della direttiva 2009/52/CE in cui si prevede la possibilità di regolarizzare i rapporti di lavoro subordinato in corso tra un datore di lavoro italiano (o comunitario o extracomunitario con permesso di soggiorno) e un lavoratore straniero presente in Italia in modo continuativo dal 31 dicembre 2011. La procedura partirà il 15 settembre e avrà una durata di 30 giorni, durante i quali chi occupa irregolarmente stranieri potrà sanare la propria posizione evitando di incorrere in sanzioni penali e amministrative previste per legge.

Il rapporto di lavoro da regolarizzare deve essere:

  • iniziato da almeno tre mesi prima della data di entrata in vigore del decreto legislativo e deve essere ancora in corso alla data della presentazione della dichiarazione di emersione.
  • a tempo pieno ma in caso di lavoro domestico è ammesso anche il lavoro parziale non inferiore alle 20 ore settimanali.

 

Prima di presentare tale domanda il datore è tenuto al pagamento di un contributo forfettario di mille euro e, in seguito, per terminare il procedimento di regolarizzazione, dovrà documentare l’avvenuto pagamento di quanto dovuto a titolo retributivo, contributivo e fiscale, relativo a quel rapporto di lavoro pari ad almeno sei mesi.

Per poter regolarizzare il rapporto di lavoro, inoltre, il decreto richiede la prova dell’effettiva presenza del soggetto extracomunitario nel territorio nazionale dal 31 dicembre 2011 e fissa alcuni requisiti minimi sia dal punto di vista amministrativo, sia dal punto di vista penale.

Requisiti minimi per la regolarizzazione del rapporto di lavoro

Vi sono alcune condizioni da rispettare per poter procedere alla sanatoria, sia in riferimento al datore che al collaboratore.

DATORE DI LAVORO:

La regolarizzazione non è ammessa nei seguenti casi:

  • se il datore negli ultimi 5 anni è stato condannato per favoreggiamento dell'immigrazione illegale, reclutamento di persone da destinare alla prostituzione o allo sfruttamento della prostituzione, reclutamento di minori da destinare ad attività illecite, intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, o impiego di lavoratore straniero privo di idoneo permesso di soggiorno;
  • se il datore non dispone di un reddito superiore a una certa soglia definita da un successivo decreto interministeriale;
  • se il datore ha assunto un lavoratore straniero chiamato nell'ambito dei flussi d'ingresso o sanato nelle precedenti regolarizzazioni;

COLLABORATORE:

La regolarizzazione è possibile se:

  • il cittadino extracomunitario è presente nel territorio nazionale in modo ininterrotto dal dicembre 2011, o precedentemente, con presenza documentata da organismi pubblici
  • il collaboratore lavora a tempo pieno o, se lavoratore domestico, lavora minimo 20 ore alla settimana da minimo tre mesi dalla data di entrata in vigore di tale decreto, presumibilmente con retribuzione mensile non inferiore all'assegno sociale (per il 2012 pari a 429 euro)

Sono esclusi dalla sanatoria:

  • gli espulsi per motivi di ordine pubblico o sicurezza dello stato, prevenzione o terrorismo
  • i segnalati Sis. per la loro non ammissione nello spazio Schengen
  • i condannati anche con sentenza non definitiva, per uno dei reati contenuti nell'art 380 del codice civile
  • i socialmente pericolosi per l'ordine pubblico, per la sicurezza dello stato o di altro paese dell'area Schengen 

Benefici e sanzioni

Con questa sanatoria sono sospesi i procedimenti amministrativi e penali sia nei confronti di datori di lavoro, per le violazioni legate all'impiego illegale di lavoratori stranieri, sia per i lavoratori, per la violazione delle norme sul soggiorno.

Se non vi sono motivi ostativi, lo sportello unico convoca datore  e collaboratore per stipuare il contratto di soggiorno. Il datore, con la comunicazione di assunzione al centro per l'impiego, o nel caso di lavoro domestico all'inps, ottiene l'estinzione dei reati e illeciti in materia di rapporto di lavoro, mentre, l'estinzione  dei reati e illeciti per il lavoratore cadono in estinzione con la presentazione della richiesta di permesso di soggiorno.

Nei casi in cui l'esito non sia positivo per motivi indipendenti dalla volontà o dal comportamento del datore di lavoro, i procediemnti penali o amministrativi a suo carico vengono ugualmente archiviati.

La legge stabilisce, poi, che se le le dichiarazioni non sono corrispondenti al vero il contratto di soggiorno venga reso nullo e venga revocato il permesso di soggiorno; inoltre, prevede che nel caso di dichiarazioni mendaci venga applicata la reclusione fino a sei anni.

 

WEBCOLF.com

Considerato l'interesse dell'argomento per i datori di lavoro domestici, webcolf.com seguirà con una sezione apposita l'evoluzione dell'argomento, raggruppando le varie notizie in modo da poter essere un utile punto di riferimento.

Sanatoria 2012 colf e badanti in 3 punti

 

Il meccanismo attraverso il quale sarà possibile regolarizzare, per mezzo della sanatoria 2012, gli stranieri che lavorano in nero senza permesso di soggiorno e che sono presenti in Italia in modo continuativo minimo dal 31 dicembre 2011, è semplice:

Fase 1:
Innanzitutto, a partire dalla pubblicazione del decreto interministeriale contenente le istruzioni dettagliate per il ravvedimento (che sarà emanato entro il 29 Agosto) sarà possibile prenotare la regolarizzazione pagando il contributo forfettario di 1000 euro. Tale contributo non è deducibile ai fini dell'imposta sul reddito e non sarà restituito nel caso di rigetto dell'istanza.
Il pagamento sarà effettuato  con un f24 modificato per indicare gli estremi dell'immigrato.

Fase 2:
Poi, dal 15 settembre al 15 Ottobre, sarà possibile presentare la domanda telematica corredata dalle prove certe sulla presenza del lavoratore straniuero dal 31 dicembre 2011. Questa presenza deve essere attestata da documentazione proveniente da organismi pubblici. Significa, in pratica, che sarà necessaria una prova amministrativa (per esempio un permesso non rinnovato, un visto per motivi turistici, un certificato medico del pronto soccorso, ecc...)
Poichè non c'è un limite numerico degli ammessi alla sanatoria tutte le domande in regola con i requisiti presentate nel periodo verranno accolte.

Fase 3:
Al termine di questa procedura il datore e il lavoratore saranno convocati alla sportello unico per l'immigrazione per la firma del contratto e la regolarizzazione di tasse e contributi. Infatti, il datore, oltre al contributo forfettario di 1000 euro dovrà versare sei mesi di oneri contributivi, retributivi e fiscali per ogni lavoratore.

sanatoria 2012 cofl e badanti. cosa verificare in vista della regolarizzazione?

In vista della sanatoria per le colf e le badanti straniere, undici sono le verifiche che il datore deve effettuare:

1. Avere alle dipendenze il collaboratore da almeno 3 mesi,

2. Avere portato a buon fine eventuali precedenti regolarizzazioni,

3. Non avere riportato condanne negli ultimi 5 anni per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina o per intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro,

4. Rientrare nelle condizioni di reddito. Per la quota minima bisognerà aspettare un decreto successivo.

5. Richiedere al lavoratore un documento valido,

6. Richiedere al lavoratore documentazione attestante la sua presenza in Italia almeno dal 31 dicembre 2011

7. Egli deve accertarsi che il collaboratore non si trovi in uno dei casi di inammissibilità alla procedura.

Infatti il collaboratore deve aver iniziato a lavorare per questo datore da almeno tre mesi prima della data di entrata in vigore del decreto legislativo e deve lavorare ancora, al momento della data della presentazione della dichiarazione di emersione, con un orario non inferiore alle 20 ore settimanali.

Inoltre, la procedura è ammissibile se:

  • -il cittadino extracomunitario è presente nel territorio nazionale in modo ininterrotto dal dicembre 2011, o precedentemente, con presenza documentata da organismi pubblici. Si tratta di una prova amministrativa (permesso scaduto, certificato rilasciato dal pronto soccorso ecc..)

  • -il collaboratore lavora a tempo pieno o, se lavoratore domestico, lavora minimo 20 ore alla settimana da minimo tre mesi dalla data di entrata in vigore di tale decreto, presumibilmente con retribuzione mensile non inferiore all'assegno sociale (per il 2012 pari a 429 euro)

    - il collaboratore non è mai stato espulso, per motivi di ordine pubblico o sicurezza dello stato, prevenzione o terrorismo; segnalato Sis. per la loro non ammissione nello spazio Schengen; condannato anche con sentenza non definitiva, per uno dei reati contenuti nell'art 380 del codice civile; socialmente pericoloso per l'ordine pubblico, per la sicurezza dello stato o di altro paese dell'area Schengen;

8. pagare il contributo forfettario di 1000 euro. Le modalità di pagamento saranno regolate da un successivo decreto.

9. Inviare la domanda di emersione dal 15 settembre al 15 ottobre,

10. Esibire, al momento della convocazione allo sportello del lavoro, l'attestazione dell'avvenuto pagamento del contributo di 1000 euro.

11. Effettuare la denuncia di assunzione all'inps contestualmente alla stipula del contratto di soggiorno.

Queste sono, per ora, le direttive in campo di lavoro domestico relative alla sanatoria 2012. Restiamo in attesa del successivo decreto interministeriale che specificherà meglio le procedure, soprattutto quelle relative al reddito minimo del datore di lavoro e alle modalità di pagamento del contributo forfettario.

Sanatoria colf e badanti in 3 punti

 

Il meccanismo attraverso il quale sarà possibile regolarizzare, per mezzo della sanatoria 2012, gli stranieri che lavorano in nero senza permesso di soggiorno e che sono presenti in Italia in modo continuativo minimo dal 31 dicembre 2011, è semplice:

Fase 1:
Innanzitutto, a partire dalla pubblicazione del decreto interministeriale contenente le istruzioni dettagliate per il ravvedimento (che sarà emanato entro il 29 Agosto) sarà possibile prenotare la regolarizzazione pagando il contributo forfettario di 1000 euro. Tale contributo non è deducibile ai fini dell'imposta sul reddito e non sarà restituito nel caso di rigetto dell'istanza.
Il pagamento sarà effettuato  con un f24 modificato per indicare gli estremi dell'immigrato.

Fase 2:
Poi, dal 15 settembre al 15 Ottobre, sarà possibile presentare la domanda telematica, corredata dalle prove certe sulla presenza del lavoratore straniero dal 31 dicembre 2011, che deve essere attestata da documentazione proveniente da organismi pubblici (per esempio un permesso non rinnovato, un visto per motivi turistici, un certificato medico del pronto soccorso, ecc...). Il 24 settembre 2012 è stato reso pubblico dal ministero dell'Interno il manuale per l'inoltro telematico di questa domanda, che si può scaricare nel nostro sito al link http://www.webcolf.com/doc/manuale_utente_sanatoria_2012.pdf
Poichè non c'è un limite numerico degli ammessi alla sanatoria tutte le domande in regola con i requisiti presentate nel periodo verranno accolte.

Fase 3:
Al termine di questa procedura il datore e il lavoratore saranno convocati alla sportello unico per l'immigrazione per la firma del contratto e la regolarizzazione di tasse e contributi. Infatti, il datore, oltre al contributo forfettario di 1000 euro dovrà versare sei mesi di oneri contributivi, retributivi e fiscali per ogni lavoratore.

Retribuzione comprensiva di 13a e ferie

E' piuttosto diffusa l'abitudine, nel mondo della collaborazione domestica, concordare un trattamento economico anche superiore rispetto ai minimi sindacali ma "onnicomprensivo", cioè che tiene già conto della tredicesima, delle ferie e del TFR che vengono in questo modo già considerati inclusi all'interno della retribuzione e non dovuti alle scadenze previste dal contratto collettivo.
Tale pratica è sicuramente scorretta per il TFR, infatti la norma non prevede la possibilità di un'erogazione mensile e i giudici si sono adeguati a questo principio considerdo invalido ogni patto contrario: il datore di lavoro che concorda il pagamento mensile del TFR rischia quindi, in caso di giudizio, di ripagare il TFR maturato nel corso del rapporto di lavoro domestico. In questo modo l'abitudine è sicuramente sconsigliabile, non offrendo al datore di lavoro sufficienti garanzie di tutela. E' sicuramente consigliabile concordare una paga leggermente inferiore (il TFR costituisce l'8,64% della paga lorda mensile (compresa la quota che matura su ferie e tredicesima) spiegando al proprio collaboratore quanto matura come quota di liquidazione al momento dell'interruzione del rapporto di lavoro.
Un discorso diverso, invece, può valere per le ferie e la tredicesima: anche se è sicuramente preferibile il pagamento previsto dal contratto collettivo, la giurisprudenza ammette, a determinate condizioni, il "patto di conglobamento", patto con cui tutte le voci retributive vengono conglobate in una somma complessiva erogata mensilmente. La cassazione, sezione lavoro, con sentenza del 7 aprile 2010, n. 8255 ammette la validità a patto che sia specificato l'importo erogato per ciascuna voce retributiva perchè solo in questo modo si rende superabile la presunzione che il compenso convenuto quale corrispettivo della sola prestazione ordinaria e si rende possibile il controllo del giudice sul rispetto al lavoratore dei diritti previsti inderogabilmente dalla legge o dal contratto. 
Le voci quindi relative al pagamento di ferie e tredicesima vanno quindi specificate mensilmente nella busta paga e nella lettera di assunzione al momento dell'instaurazione del rapporto di lavoro.
Webcolf è già conforme all'interpretazione giudiziale e prevede una lettera di assunzione che, in base alle impostazioni della paga, distingue e specifica che questi due elementi sono pagati mensilmente.
Il programma prevede due possibilità alternative:

1) INCLUSIONE DEL RATEO FERIE E 13ESIMA IN PAGA ORARIA (meno consigliabile):
In questo caso si dovrebbe inserire il flag al passo 11 dell'inserimento facilitato dati collaboratore del menù assunzione sulle voci "includi rateo ferie e includi rateo 13esima in paga oraria". (Al passo 10 non deve esserci il flag su paga mensilmente rateo tfr e 13esima con paga specifica in busta paga);
2) PAGAMENTO MENSILE DEL RATEO FERIE E 13ESIMA CON VOCE SPECIFICA IN BUSTA PAGA MA NON INCLUSO IN PAGA ORARIA (più consigliabile):
In questo caso di dovrebbe inserire il flag al passo 10 dell'inserimento facilitato le voci "paga rateo 13sima mensilmente" e "paga rateo ferie mensilmente". (Al passo 11 non deve esserci il flag in "includi rateo 13esima in paga oraria" e "includi rateo ferie in paga oraria"); con questa gestione la retribuzione delle ore lavorate viene distinta dalla retribuzione della 13esima e delle ferie.

Presentazione

 

Il programma, con una serie di semplici passaggi guidati, consente di gestire il rapporto di natura domestica con l'elaborazione della busta paga della propria colf, badante, collaboratore o collaboratrice familiare, oltre ad una serie di altri documenti:

- elaborazione della lettera di assunzione secondo le direttive del nuovo contratto di lavoro in vigore dal 01 marzo 2007;

- stampa, in forma semplice e veloce, delle comunicazioni al centro per l'impiego con la nuova modulistica "Comunicazione Obbligatoria Unificato Lav" che, dall'11 gennaio 2008, è utilizzata in sostituzione dei precedenti modelli C/ASS sia per quanto riguarda le nuove assunzioni, sia per quanto riguarda proroghe, trasformazioni e licenziamenti;

- calcolo del cedolino mensile, con la gestione di tutte le particolarità: tredicesima nella retribuzione, malattia, infortunio, assenze, trattamento di fine rapporto, ferie godute e non godute, etc.

- preparazione del bollettino trimestrale dei contributi da versare all'INPS;

- comunicazioni di fine anno dei redditi percepiti e degli importi da portare in detrazione;

- simulazione del costo della colf o badante e, a consuntivo, scheda riepilogativa del costo mensile, suddiviso tra le varie voci (retribuzione, contributi, vitto e alloggio, 13a, ferie, tfr).

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