Infortunio breve colf e badanti: nessuna comunicazione all'INAIL

La circolare INAIL n. 42 del 12 ottobre 2017 stabilisce l'obbligo di comunicare l'infortunio del lavoratore anche nel caso di prognosi inferiore ai 3 giorni.
Da tale onere è escluso però il datore di lavoro domestico per il collaboratore assunto con regolare contratto a tempo indeterminato o determinato, e anche per il collaboratore che presta lavoro accessorio in ambito domestico. L'esclusione dall'obbligo di comunicazione è stata evidenziata anche dalle associazioni dei datori di lavoro domestico, questo perchè all'art. 2 comma 1 lettera a del Testo unico sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, (decreto legislativo 81/08), si legge: "Lavoratore: persona che,  indipendentemente  dalla  tipologia  contrattuale,  svolge  un’attività  lavorativa nell’ambito dell’organizzazione di un datore di lavoro pubblico o privato, con o senza retribuzione, anche al solo fine di apprendere un mestiere, un’arte o una professione, esclusi gli addetti ai servizi domestici e familiari."

Quindi, nel caso di infortunio di colf, badanti o babysitter che comportino un'assenza dal lavoro da 1 a 3 giorni, escluso quello dell'evento, il datore di lavoro non è tenuto a fare la denuncia per comunicare l'evento all'INAIL.
E' infatti a carico del datore domestico il pagamento della retribuzione dei primi 3 giorni, contati dal giorno successivo a quello in cui é avvenuto l'infortunio. Solo dal 4° giorno la retribuzione é a carico dell'INAIL ed è per questo motivo che, in caso di prognosi dell'infortunio superiore a 3 giorni è obbligatorio inviare la denuncia all'INAIL a mezzo raccomandata o pec.

Si precisa quindi che la normativa relativa alla modalità di procedura da seguire per l'infortunio per i lavoratori domestici rimane inalterata.

Per ulteriori informazioni circa i vari passaggi da seguire in caso di infortunio si può leggere questo articolo: https://www.webcolf.com/svolgimento-del-rapporto/denuncia-di-infortunio-colf-e-badanti.html

Si ricorda che Webcolf gestisce la busta paga in automatico per il periodo di infortunio calcolando la retribuzione e la maturazione dei ratei di tfr, ferie e 13esima per il periodo di conservazione del posto, come previsto dal CCNL colf e badanti.

 

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Abbiamo aggiornato la maschera del calcolo del costo migliorando la grafica oltre a renderla più semplice e chiara.
Sarà possibile calcolare anche il costo di un collaboratore assunto a tempo determinato, inserire facilmente la paga concordata oltre al fatto che la pagina è completamente responsive, consultabile cioè anche con cellulare, tablet o altri dispositivi mobili.

Grazie ad un semplice e chiaro aiuto alla compilazione potrai calcolare in pochi passaggi il costo del tuo collaboratore generando una stampa come questa:

costo colf badantre babystter

 

FASE 1: INSERIRE TIPO DI CONTRATTO, LIVELLO E ORARIO DI LAVORO


 

 A. Selezionare la tipologia contrattuale

tipo contratto colf badante

 

E' possibile selezionare solo una tra le seguenti opzioni:

1. per il collaboratore "Non covivente" la retribuzione è oraria.

2. Per il collaboratore "Convivente a tempo pieno" la retribuzione è mensilizzata. In caso di assunzione di un collaboratore convivente 54 ore non é necessario indicare anche presenza notturna in quanto é già insita nel contratto di convivenza e nella relativa retribuzione prevista.

N.B.: precisazioni sul significato di convivenza.

Nel rapporto di lavoro domestico il termine convivenza indica la modalità di prestazione dell'attività lavorativa basata sull'alternanza di momenti di lavoro a momenti di riposo. Per avere un rapporto di convivenza non serve necessariamente che la collaboratrice mangi e dorma presso l'abitazione dell'assistito.

Vediamo di seguito alcuni esempi.

  • Se il collaboratore vive la maggior parte della giornata a casa dell'assistito, si stipula un contratto in regime di convivenza, con paga mensilizzata e poi:

- se il collaboratore mangia e dorme dal datore/assistito significa che il vitto e l'alloggio vengono corrisposti in natura;

- se il collaboratore non mangia e non dorme dal datore, il vitto e l'alloggio dovranno essere corrisposti dal datore tramite indennità sostitutiva.

  • Se il collaboratore svolge solo alcune ore settimanali, non mangiando e non dormendo dal datore, si stipula un contratto in regime di non convivenza e si retribuisce il collaboratore con paga oraria.

Cosa accade in regime di convivenza: residenza sì o residenza no?

Vi è la possibilità di stipulare un contratto in regime di convivenza dando solo ospitalità e non la residenza al collaboratore. Va però sottolineato che il lavoratore domestico, per essere assunto deve comunque avere una residenza in Italia al di là del fatto che questa coincida o meno con quella del datore di lavoro. Solo nel caso in cui il collaboratore non abbia altra residenza italiana, il datore per poter procedere con l'assunzione non potrà fare altro che concederla.

3. E' possibile applicare il contratto "Convivente part-time livelli C, B, B Super o studente (30 ore settimanali)" solo se il collaboratore é assunto in regime di convivenza e inquadrato con livello B, BS o C e fa massimo 30 ore di lavoro a settimana.

4. Stipulare un contratto di "Convivente con compiti di esclusiva assistenza notturna" se l'assistito ha bisogno continuo di cure e sorveglianza per tutta la notte e quindi c'è la necessità di qualcuno che resti sempre sveglio. Il collaboratore in tal caso quindi può essere assunto solo in regime di convivenza e di norma con 54 ore che possono essere distrubuite nell'arco della settimana, fermo restando il giorno di riposo. La collocazione temporale della prestazione è ricompresa tra le ore 20.00 e le ore 8.00.

5. Con il contratto "Convivente con compiti di esclusiva presenza notturna" il collaboratore è chiamato a svolgere prestazioni esclusivamente d'attesa e va quindi garantito al collaboratore il completo riposo in alloggio idoneo. Il contratto di esclusiva presenza notturna serve al datore che voglia assumere il collaboratore esclusivamente per garantirne la presenza notturna, in assenza di altro collaboratore diurno assunto in regime di convivenza. Ricordiamo che la presenza notturna prevede prestazioni esclusivamente d'attesa e solo in casi sporadici, l'assistenza da parte del collaboratore nel caso in cui l'assistito ne abbia necessità durante la notte (fermo restando l'obbligo di consentire al lavoratore il completo riposo). La necessità di cure e sorveglianza durante la notte non deve quindi mai tramutarsi in una costante, altrimenti si vedrà necessaria la stipula di un apposito contratto di assistenza notturna. Il collaboratore in presenza notturna può essere assunto solo in regime di convivenza e di norma con 54 ore che possono essere distribuite nell'arco della settimana, fermo restando il giorno di riposo. La collocazione temporale della prestazione é ricompresa tra le ore 21.00 e le ore 8.00.

Nel caso invece sia già presente un collaboratore diurno 54 ore assunto in regime di convivenza ricordiamo che la presenza notturna del lavoratore è già insita nel contratto e nella paga corrisposta perciò in tal caso é sufficiente tale collaboratore e per calcolarne il costo é necessario selezionare solamente il contratto "Convivente a tempo pieno" di cui al punto 2.

6. Si utilizza il contratto "Sostituzione di lavoratori CS o DS nei turni di riposo" per il collaboratore che lavora esclusivamente durante i riposi di quello principale (in genere nella mezza giornata di sabato e la domenica). Per poter applicare tale contratto il collaboratore principale dev'essere convivente e assunto con livello CS o DS. In caso contrario tale tipologia contrattuale non é applicabile.

Il sostituto riposi va assunto in regime di non convivenza anche se di fatto svolgerà le proprie mansioni come se fosse convivente.

 

B. Scegliere il livello di inquadramento

 costo inquadramento colf badante babysitter

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  •     Pulizie
  • AS    Baby sitter
  •     Pulizie, stiro, cucina
  • BS    Assistenza a persone autosufficienti
  •     Collaboratori specializzati, cuochi
  • CS    Assistenza persone non autosufficienti senza un diploma specifico
  •     Amministratori, governanti
  • DS    Assistenza persone non autosufficienti con diploma specifico (per diploma specifico va inteso un collaboratore che ha ricevuto una formazione, in Italia o all'estero, nel campo relativo alla propria mansione, di minimo 500 ore o un diploma di attestazione)

In caso di collaboratrice assunta per svolgere più mansioni ricordiamo che il collaboratore va inquadrato in base a quellei prevalenti, che vengono quindi prestate per la maggior parte della giornata lavorativa.

Per comprendere se l'assistito é persona autosufficiente o no ricordiamo che:

- persona autosufficiente é colui che é in grado di compiere le più importanti attività relative alla cura della propria persona e della vita sociale.

- persona non autosufficiente é il soggetto incapace di svolgere almeno una di queste attività: assunzione di alimenti, espletamento delle funzioni fisiologiche e dell'igiene personale, deambulazione, indossare indumenti e in ogni caso, il soggetto che necessiti di sorveglianza continua.

 

C. Inserire l'orario del collaboratore

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In merito alla scelta dell'orario da indicare ricordiamo che:

- in caso di collaboratore convivente l'orario massimo è di 54 ore settimanali e 10 giornaliere e che il collaboratore ha diritto al riposo per tutta la giornata della domenica e ad altra mezza giornata scelta dalle parti. Spesso si sceglie di impostare un orario di 10 ore dal lunedì al venerdì e 4 al sabato.

- In caso di collaboratore non convivente l'orario massimo è di 40 ore settimanali e 8 giornaliere e il giorno di riposo è la domenica.

- In caso di collaboratore convivente part-time 30 ore l'orario massimo é appunto di 30 ore settimanali e 10 giornaliere.

- Per contratti di sola presenza o di assistenza notturna essendo possibili solo in regime di convivenza valgono sempre le stesse regole del convivente ordinario e cioé massimo 54 ore settimanali e 10 giornaliere. Spesso quando si utilizzano tali contratti, dato il bisogno di un'assistente per più notti possibili, si imposta un orario di 9 ore dal lunedì al sabato per un totale di 54 ore.

- Per il contratto di Sostituzione di lavoratori CS o DS nei turni di riposo vanno indicate le ore che il collaboratore svolge nei week-end.

 

D. Determinato o indeterminato?

Ci sono 3 tipi di contratti per il lavoro domestico:

- determinato ordinario, se il datore ha deciso di assumere il collaboratore a termine;

- determinato per sostituzione di personale assente, se il datore ha bisogno di assumere un collaboratore che sostituisca quello principale durante il periodo di ferie, malattia, infortunio, maternità o aspettativa;

- indeterminato, se il datore ha deciso di assumere stabilmente il collaboratore domestico.

Consigliamo comunque di evitare di assumere un collaboratore a tempo determinato in quanto i contributi hanno aliquote per il datore più alte e non é possibile licenziare liberamente il collaboratore prima della scadenza prefissata rischiando di dover risarcire a quest'ultimo le mensilità fino a quella che doveva essere la scadenza del contratto.

Nel contratto a tempo indeterminato invece le aliquote contributive sono più basse ed é possibile licenziare il collaboratore quando si desidera, ovviamente con il dovuto preavviso (lavorato o pagato).

 

FASE 2: SCEGLIERE LA PAGA, EVENTUALI IMPOSTAZIONI PARTICOLARI E CALCOLARE IL COSTO

 paga costo colf badante babysitter

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nel momento in cui si indicano i dati che ora vedremo nel dettaglio, l'utente può verificare a destra la proiezione del costo che sta elaborando e notare quindi come variano gli elementi che lo compongono in base alle modifiche.

 

A. Stabilire la paga

Il programma, in base all'orario e al tipo di contratto scelto, propone la paga minima sindacale. La paga è oraria per i non conviventi, mentre è mensilizzata per i conviventi.

  costo paga minima colf badante babysitter

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Se le parti hanno concordato una paga superiore al minimo sindacale per avere il costo corretto é necessario indicare tale paga alla voce "Totale orario" o "Totale mensile".

Cliccando la freccia di aggiornamento  il simulatore andrà a calcolare la paga concordata indicando in modo automatico alla voce "Acconto futuri aumenti" la differenza tra la paga base minima e l'importo concordato. Si ricorda che non è corretto indicare una paga inferiore al minimo sindacale e quindi non è corretto indicare un acconto futuri aumenti negativo.

Nell'esempio sotto sono stati indicati 8 € di paga totale oraria concordata e il simulatore di conseguenza ha calcolato 2,32 € di acconto futuri aumenti.

 paga colf concordata

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

B. Indicare eventuali condizioni particolari del rapporto

Cliccando in alto il bottone "Impostazioni di paga avanzate" è possibile indicare alcune particolarità del contratto che si intende stipulare per avere un costo ancora più preciso.

La più utilizzata è la voce "Non trattenere contributi a carico collaboratore, lordo = netto". Se la paga inserita nella maschera della figura sopra è stata concordata come paga netta va spuntata tale voce, che prevede che lordo e netto siano uguali. Si tratta di una gestione accettata di prassi e che semplifica la comprensione della busta paga in un secondo momento.

 

C. Vitto e alloggio

 vitto e alloggio colf badante

 

 

 

 

Se si é assunto un collaboratore in regime di convivenza ma il vitto e alloggio non vengono corrisposti in natura é necessario che vengano pagate in denaro tramite indennità sostitutiva, come stabilisce il Ccnl. In base a ciò vanno spuntati uno o più flag che vediamo qui sopra nell'immagine.

Se invece il vitto e alloggio vengono corrisposti in natura é necessario cliccare sulla voce "il lavoratore fruisce di vitto e alloggio in natura".

 

D. Stampa e valutazione del costo

 

Dopo aver indicato tutti i dati utili alla simulazione del costo, cliccare sul pulsante verde "Stampa costo".

Si potrà quindi visualizzare, scaricare e anche stampare in pdf il prospetto, suddiviso in "Sezione lavoratore e "Sezione datore".

SEZIONE LAVORATORE

Vediamo qui sotto un esempio:

Costo lavoratore colf

 

In tale sezione vengono indicati sia in termini orari che mensili:

- la paga lorda;

- i contributi (Inps e Cassa Colf) a carico del collaboraotre (se si trattengono in busta paga come previsto per legge);

- la paga netta risultante dalla differenza tra paga lorda - contributi.

 

SEZIONE DATORE DI LAVORO

Parte datore

In tale sezione vengono indicati sia in termini orari che mensili:

- la paga lorda del collaboratore;

- contributi a carico del datore (Inps e Cassa Colf);

- ratei di ferie, 13esima e Tfr maturati dal collaboratore ogni mese.

Viene quindi indicato il COSTO TOTALE che è il costo ipotetico mensile che il datore dovrà sostenere di media ogni mese.

 

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Busta paga colf e badanti: capire i vari elementi

La busta paga di colf e badanti contiene diversi elementi che, per i non addetti ai lavori, potrebbero non essere chiari ed immediatamente comprensibili. La busta paga che viene preparata da webcolf cerca di essere la più completa possibile, con tutte le informazioni che potrebbero risultare utili, oltre all'indicazione dei componenti che compongono la retribuzione. Si compone di 4 sezioni:

1 - Il frontespizio

Prima di tutto viene indicato in verde, nella parte destra del frontespizio, il mese e l'anno di riferimento del cedolino.

1^ riga: oltre alla "Data Assunzione", "Data Cessazione" e la scadenza prefissata in caso di tempo determinato "Scad. T. Determ.", vengono indicati anche il numero di scatti di anzianità maturati dalla collaboratrice, che per collaboratori domestici, maturano ogni biennio, per un massimo di 7 scatti. La casella "Scatto Precedente" indica la data di maturazione dell'ultimo scatto, "Prossimo Scatto" indica la data in cui maturerà il prossimo scatto. Nell'esempio non essendo maturato ancora alcun scatto di anzianità la casella "Scatto precedente" è vuota. Oltre alla "Scadenza del Tempo Determinato" viene indicata la mensilità di elaborazione.

2^ riga: nella busta paga viene indicata la "% part-time" che è il rapporto matematico tra le ore inserite come orario standard nel contratto di assunzione e il tempo pieno previsto dal Ccnl: 40 ore settimanali per un non convivente. La percentuale di part-time viene indicata solo per i rapporti di non convivenza, considerato che in caso di convivenza, la retribuzione mensile resta sempre la stessa, anche se il rapporto non é a tempo pieno (54 ore settimanali). Nella stessa riga vengono visualizzati il livello e il regime di convivenza applicati al rapporto di lavoro e, nel caso di conviventi, ci si sia accordati per il vitto e alloggio corrisposto in denaro anziché in natura, sarà visualizzato nell'apposito spazio "Indennità sost. vitto e alloggio" il valore convenzionale delle voci che lo comprendono, come stabilite dal Ccnl o dalle parti.

Alla voce "Codice Inps" viene infine riportato il codice del rapporto di lavoro rilasciato dall'Inps al momento dell'assunzione.

3^ e 4^ riga: sono indicati gli elementi che compongono la paga, su base oraria oer i collaboratori non conviventi e invece su base mensile per i conviventi. "Paga base" è la paga prevista dal contratto collettivo per l'anno di riferimento, che viene aggiornata all'inizio di ogni anno dalle associazioni di categoria appositamente riunite. "Indennità di funzione" è l'integrativo dato dal CCNL per le colf e badanti inquadrate al livello D e DS. "Scatti di Anzianità" è il risultato in euro degli scatti maturati fin'ora. Vi sono poi due caselle libere che l'utente può personalizzare nel menù Assunzione. "Straordinario Forfetizzato" è l'importo corrisposto al collaboratore domestico per compensare, in modo forfettario, gli straordinari che può compiere nel mese. "Indennità Assorbibile" è un valore corrisposto in aggiunta al minimo sindacale, assorbibile perché in occasione di un aumento contrattuale l'utente può decidere di mantenere invariata la paga, diminuendo quindi manualmente tale voce per lo stesso importo per cui è aumentata la paga base. Alla voce "Acconto Futuri Aumenti" viene inserita la differenza tra la paga minima contrattuale prevista per il livello scelto e quella concordata dalle parti. Se la paga concordata ad esempio è 8 € e la paga base minima contrattuale di 6, in questo campo viene indicato 2. Il "Rateo Ferie", il "Rateo 13a" e il "Rateo TFR", vengono indicati quando le parti si sono accordate per il pagamento di tali elementi in paga oraria. "Retribuzione totale" é la somma di tutti gli elementi appena visti.

2 - Il corpo della busta paga

a. Cedolino con paga ad ore (utilizzata per i non conviventi)

Cedolino orario

 

b. Cedolino con paga mensilizzata (utilizzata per i conviventi)

1^ riga: “Ore ordinarie" è il numero di ore lavorate che vengono indicate nella busta paga in modo diverso a seconda che il rapporto di lavoro sia di convivenza o meno:

- in caso di rapporto ad ore, le ore ordinarie vengono riportate sotto la colonna "Tempo" e moltiplicate per la paga oraria indicata sotto la colonna "Valore", generando così la retribuzione spettante totale riguardo alle ore ordinarie, che viene riportato sotto la colonna "Competenze". Il rapporto ad ore é possibile solamente per i collaboratori non conviventi.

- Nel caso di paga mensile viene espressa sempre la paga lorda che può essere quella minima prevista dalle associazioni di categoria o quella più alta concordata dalle parti. La paga viene riportata indipendentemente dal numero di giorni od ore lavorate. La paga mensilizzata é prevista obbligatoriamente per i non conviventi e può essere utilizzata anche per i non conviventi se le parti così concordano.

2^ riga: in caso di paga mensilizzata, viene spesso riportata anche la riga "Ore non lavorate" che ha la finalità di decurtare dall'importo della paga mensile, indicata alla voce "Ore ordinarie", le ore di lavoro in cui il lavoratore é stato assente a causa di assenza, permesso, festività, maternità, ferie, congedo matrimoniale, malattia e infortunio. Tutto ciò che viene detratto é riportato sotto la colonna "Trattenute".

Righe successive: Nel caso di semplice assenza (A o AD in base ai casi), tali ore verranno solamente detratte, mentre per gli altri casi sopra descritti, viene riportata apposita voce di pagamento di modo che il lavoratore abbia la certezza che la festività, la malattia, le ferie, ecc, siano state effettivamente pagate, cosa che non sarebbe altrimenti possibile capire se venisse tutto riportato sotto la voce "Ore ordinarie". Nell'esempio riportato nell'immagine b. qui sopra, il corpo della busta paga riporta una retribuzione lorda mensile di 1.000 €, dai quali vengono detratte 10 ore non lavorate, di cui 4 a titolo di mera assenza, 1 ora di ferie e 5 per festività. Queste 10 ore vengono tolte dal mensile ma solamente quelle di ferie e festività vengono poi corrisposte con apposita voce.

A seguire, nel cedolino possono essere presenti tutta una serie di codici automatici, come l'"Indennità sostitutiva di vitto e alloggio" visualizzata nell'esempio del cedolino b., oppure anche codici che l'utente inserisce manualmente (come ad esempio un premio) selezionandoli dal menù Cedolini e fasi mensili | inserimento mensile, da una delle tre righe in basso con menù a tendina.

Ultima riga: sul fondo del corpo del cedolino viene visualizzata la modalità di pagamento della retribuzione e l’eventuale codice Iban che il datore ha indicato nel Menù Assunzione | inserimento standard o facilitato collaboratore domestico.

3 - Le presenze del mese

Anche se per le buste paga di colf e badanti non è stata stabilita un'apposita stampa relativa al cedolino paga e alle presenze del mese, noi di Webcolf abbiamo ugualemente predisposto per il datore, la possibilità di stampare un cedolino paga sia senza che con l'indicazione delle ore lavorate e, per i giorni di assenza, l'indicazione del giustificativo: ferie, malattia, festività, ecc...

4 - I progressivi e il netto da pagare

Progressivi e netto

1^ riga: l'"Importo Lordo" é il risultato derivante dalla differenza tra il totale degli importi riportati alla colonna "Competenza" con quelli alla colonna "Trattenute", indicati nel corpo della busta paga. I "Contr.carico coll." sono i contributi Inps a carico del collaboratore, trattenuti ogni mese dall'importo lordo. La "Cas.sa Colf" indica i contributi a carico del collaboratore realtivi alla Cassa Colf e anch'essi trattenuti dall'importo lordo. Per i datori che applicano il Ccnl Ebilcoba, meno diffuso, sarà indicato "Cassa Ebilcoba".

Nel campo "H. Lavorate" viene indicato il numero di ore effettivamente lavorate nel mese, le ore retribuite potrebbero essere di più in quanto questo campo non contiene ad esempio le ore di ferie, le festività, ecc... "H. Contributi" indica invece il numero di ore retribuite su cui vengono calcolati i contributi Inps e Cassa Colf. Le due voci spesso non coincidono perché i contributi non si pagano sulle sole ore lavorate ma anche su ferie, festività, ecc... Il numero delle ore lavorate e di quelle contributive non coincide inoltre perché l'Inps richiede il pagamento dei contributi solo sulle ore retribuite delle settimane intere del mese, settimane che a tal fine, iniziano la domenica e terminano al sabato. Ciò significa che le ore a cavallo tra due mesi fanno sempre parte della prima settimana contributiva del mese successivo.
Ogni mese l'importo derivante dalla differenza tra il lordo e i contributi, viene arrotondato per eccesso. Tale arrotondamento viene indicato alla voce "Arrotondamento Attuale" e poi recuperato e quindi decurtato, il mese successivo, indicato con la voce "Arrotondamento precedente". Ogni mese quindi dopo aver detratto i contributi dall'importo lordo, si detrae anche l'arrotondamento in eccesso fatto il mese precedente e l'importo risultante viene arrotondato per eccesso. Tale nuovo arrotondamento verrà detratto il mese successivo e così via.

Viene quindi indicato il "Netto da Pagare” per tale mese dato da: "Importo lordo" - "Contributi carico collaboratore" - "Cas.saColf" - "Arrotondamento precedente" + "Arrotondamento attuale".

N.B.: se le parti hanno concordato un netto fisso viene indicata una paga lorda senza trattenute a carico collaboratore in modo che paga lorda e paga netta corrispondano. In questo caso le caselle dei contributi inps e cassa colf a carico collaboratore rimangono vuote.

2^ riga: "Ferie Arretrate" sono le ferie che negli anni precedenti erano state maturate ma non ancora godute. A dicembre di ogni anno infatti le ferie indicate per tale mese come ferie residue vengono poi riportate a gennaio dell'anno seguente come ferie arretrate. "Ferie Anno Corr." sono le ferie maturate nell’anno in corso. "Ferie Godute" sono le ferie di cui ha usufruito la collaboratrice nell'anno in corso e le "Ferie Residue" sono le ferie maturate dalla collaboratrice e non ancora godute che risultano da: Ferie Arretrate + Ferie Anno Corr. - Ferie Godute.

Quando il collaboratore domestico quindi gode di ferie, non vengono diminuite le Ferie Arretrate, che restano invariate durante tutto l'anno, ma queste ore o giorni, vengono indicate alla voce Ferie Godute.

Alla voce "Ratei 13a" vengono indicati i ratei di 13esima mensilità maturati nell'anno in corso. Per sapere come vengono calcolati i ratei di 13a si rimanda al paragrafo apposito del manuale di utilizzo che si trova al link http://www.webcolf.com/risorse/webcolf-manuale/manuale-webcolf-nuovo.html#__RefHeading__84_734717914

Infine vengono indicate conprecisione le "Settimane INPS retribuite" che poi saranno visualizzate anche nel mav dei contributi che l'utente può calcolare nel menù Cedolini e fasi mensili | contributi: elaborazione mav in Inps on line.

3^ riga: nell'ultima riga del cedolino paga sono presenti le voci "Progressivo Importo Lordo" che indica la somma delle retribuzioni lorde da inizio anno, il "Progressivo INPS collaboratore", che indica i contributi INPS a carico collaboratore trattenuti da inizio anno, e il "Progressivo Cas.sa Colf" si riferisce invece ai contributi totali dell'anno in corso (datore + collaboratore) sostenuti a titolo di Cassa Colf. "Progressivo Giorni Malattia" indica i giorni di malattia che sono stati retribuiti negli ultimi 12 mesi, il “TFR Anno Precedente" è l'importo totale del TFR maturato al 31.12 dell'anno precedente e il "TFR Anno Corrente" è il TFR maturato nell'anno in corso. "Retribuzione a TFR" è la retribuzione del mese in corso utile a determinare il TFR maturato nel mese corrente (retribuzione utile al Tfr del mese : 13,5 = tfr del mese) e la voce "Progressivo Retribuzione a TFR", è la retribuzione da inizio anno che ha contribuito alla maturazione del TFR e risulta quindi dalla somma delle voci "Retribuzione a Tfr" di tutti i cedolini dell'anno fino ad allora elaborati. Ne risulta quindi che "Progressivo Retribuzione a TFR" : 13,5 = "TFR Anno corrente" a cui vanno sottratti gli anticipi dell'anno. Il TFR maturato fino al mese in esame è il risultato della somma tra "TFR Anno precedente" + "TFR Anno corrente".

Infine, secondo quanto previsto dall'art. 32 del Ccnl, è previsto uno spazio per la firma del collaboratore per ricevuta e la firma, obbligatoria, del datore di lavoro che consegna la busta paga.

Webcolf si aggiorna!

 

In data 27.08.2013 abbiamo iniziato a fare dei test per aggiornare la base su cui gira il programma, in vista di futuri perfezionamenti, tra cui un migliore aspetto grafico. Si avvisa quindi, che soprattutto in orario serale,  webcolf si dedicherà al miglioramento strutturale con prove che potranno comportare alcuni riavvii del sistema. In tal caso basterà rientrare nel programma dopo l'eventuale caduta di sessione.

Per gli utente registrati, tale aggiornamento, al momento, non dovrebbe comportare alcun cambiamento procedurale o di contenuto dell'account e queste modifiche dovrebbero essere completamente trasparenti. Il programma tuttavia richiede l'utilizzo di internet explorer 8, 9 o 10; non è più supportato internet explorer 7 che contiene numerose falle di sicurezza, gravi incompatibilità nel codice utilizzato ma è installato ormai in meno dell'1% dei computer che accedono a webcolf.

Per questo, se incontrate difficoltà di accesso ed utilizzate Internet Explorer 7, vi invitiamo ad aggiornare la versione, installando la numero 8 se si sta utilizzando window xp o la versione 10 se si utilizza windows 7 o successivi.

Il download può essere effettuato da qui:

http://www.microsoft.com/it-it/download/internet-explorer-8-details.aspx

In alternativa, potrebbe essere installato google chrome, apple safari o mozilla firefox; tutti questi programmi, molto più avanzati, consentono una migliore esperienza d'uso, in particolare nell'elaborazione del MAV nel menù Contributi: Elaborazione MAV in INPS on line dove la finestra dell'INPS viene aperta all'interno di webcolf.

Firefox può quindi essere scaricato da qui, cliccando sull'immagine:

DownloadFirefox

per maggiori istruzioni od informazioni su come effettuare l'installazione di firefox potete cliccare nel link sotto:

http://support.mozilla.org/it/kb/Installare%20Firefox%20su%20Windows

Per un breve periodo, al fine di supportare gli utenti in questa fase di transizione e non creare alcuna difficoltà, coloro che riscontrano problemi nell'accesso al programma possono utilizzare la vecchia libreria al seguente indirizzo:

Il link (28.03.2014) non è più disponibile, per ogni problema vi preghiamo di scriverci nella nostra email di assistenza: info @ webcolf . com

Sentenza 02/09/2015 licenziamento colf in gravidanza

Con la sentenza 17433 del 2 settembre 2015 la Corte di Cassazione è intervenuta in merito alla licenziabilità della collaboratrice domestica in gravidanza.

In particolare la Suprema Corte ha dichiarato inapplicabile il divieto di licenziamento della lavoratrice in stato interessante, qualora si tratti di collaboratrice familiare in quanto la norma prevede che, a tale tipologia del di dipendenti, non possa essere applicato l'art.54 del D. Lgs n. 151/2001.

Qui sotto si allega la sentenza:

 

Giurisprudenza - CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 02 settembre 2015, n. 17433

Licenziamento - Collaboratrice domestica - Stato di gravidanza - Congedo di maternità - Disposizioni ex D.lgs. n. 151/2001

Svolgimento del processo

Con sentenza depositata il 7.9.11 la Corte d’appello di Roma rigettava il gravame di D.V.S. contro la sentenza n. 5015/10 del Triennale capitolino che ne aveva rigettato la domanda intesa ad ottenere la condanna di A.A. e M.S. (presso i quali aveva lavorato come domestica e baby sitter) a pagarle la retribuzione mensile dalla data del licenziamento (30.10.04) in poi, licenziamento che l’attrice assumeva essere discriminatorio - e come tale riteneva già accertato con una precedente sentenza (la n. 4863/07) emessa inter partes dallo stesso Tribunale di Roma - perché intimato durante la gravidanza.

Per la cassazione della sentenza ricorre D.V.S. affidandosi a quattro motivi (non numerati in ricorso).

A.A. e M.S. resistono con controricorso.

Le parti hanno depositato memoria ex art. 378 c.p.c.

Motivi della decisione

1 - Con il primo motivo il ricorso lamenta violazione e falsa applicazione di svariate norme di diritto nella parte in cui l’impugnata sentenza ha negato che la precedente sentenza resa inter partes dal Tribunale di Roma, la n. 4863/07, avesse efficacia di giudicato esterno circa la nullità del licenziamento, nonostante che in quel giudizio la ricorrente chiesto (ed ottenuto) la condanna dei convenuti al pagamento di differenze retributive, TFR e indennità sostitutiva del preavviso e dalla motivazione di tale sentenza emergesse chiaramente che l’istruttoria di causa aveva consentito di accertare l'avvenuto licenziamento in tronco della ricorrente non appena aveva comunicato di essere incinta; e - prosegue il ricorso - non a caso la sentenza n. 4863/07 aveva condannato i convenuti a pagare l’indennità sostitutiva del preavviso, a riprova del fatto che la circostanza del licenziamento era stata specificamente dedotta ed accertata quale causa petendi di tale indennità.

Il motivo è infondato.

Va escluso che nella sentenza n. 4863/07 del Tribunale di Roma sia stato affermato con efficacia di giudicato il carattere discriminatorio del licenziamento intimato all’odierna ricorrente, nulla di ciò essendo statuito nel relativo dispositivo.

Né un implicito giudicato in tal senso può ricavarsi dall’attribuzione alla lavoratrice dell’indennità sostitutiva del preavviso, che ex art. 2118 co. 2° c.c. (letto in combinato disposto con il successivo art. 2119 c.c.) deriva dal puro e semplice fatto del licenziamento in tronco senza giusta causa.

E l’assenza di giusta causa non implica di per sé alcuna necessaria e indispensabile affermazione di discriminatorietà del licenziamento, che in quella sede neppure formava oggetto di domanda da parte della lavoratrice.

Pertanto, la successiva affermazione che in tal senso si legge nella motivazione della citata sentenza n. 4863/07 del Tribunale di Roma non è altro che una mera asserzione incidentale, priva di necessaria e indispensabile relazione causale con il dispositivo, in quanto tale inidonea a formare cosa giudicata (cfr., ex aliis„ Cass. n. 11672/07; Cass. n. 13003/06).

2 - Con il secondo motivo il ricorso denuncia violazione dell'art. 112 c.p.c. per omessa pronuncia sulla domanda di nullità del licenziamento in quanto discriminatorio, domanda comunque formulata nell’atto introduttivo di lite, anche al fine della successiva richiesta di pagamento del relativo indennizzo o risarcimento; inoltre - prosegue il ricorso - la gravata pronuncia ha erroneamente ritenuto che il rapporto si fosse sciolto consensualmente sol perché nel precedente giudizio la lavoratrice aveva chiesto il pagamento del TFR: in realtà - conclude il motivo - la domanda di pagamento anche di ogni maggiore o minore somma risultante di giustizia dimostrava la volontà della ricorrente di chiedere il risarcimento dei danni ex art. 2 legge n. 1204/71.

Con il terzo motivo il ricorso prospetta violazione di svariate norme di legge nella parte in cui la Corte territoriale, affermando che il rapporto di lavoro si sarebbe consensualmente risolto, ha trascurato che ex artt. 54 e 55 d.lgs. n. 151/01 anche la risoluzione consensuale del rapporto deve ritenersi sottoposta a forma scritta e a convalida da parte della competente D.P.L.

Questi due motivi - da esaminarsi congiuntamente perché connessi - sono da disattendersi.

Invero, premesso che la ricorrente basa l’asserito carattere discriminatorio del recesso sul fatto di essere stata licenziata a cagione della gravidanza, basti ricordare che ai sensi dell’art. 62 co. 1° d.lgs. n. 151/01 - applicabile ratione temporis al rapporto per cui è causa - alle lavoratrici addette ai servizi domestici e familiari si applicano le norme relative al congedo per maternità e le disposizioni di cui agli articoli 6 co. 3°, 16, 17, 22 commi 3° e 6°, ivi compreso il relativo trattamento economico e normativo, con esclusione - dunque - del divieto di licenziamento (dall’inizio della gestazione fino al compimento di un anno d’età del bambino) previsto - invece - dall’art. 54 stesso d.lgs.

Analoga ora anche la disciplina contenuta nella legge a 1204/71 (cfr. art. 1 co, 3°).

Dunque, non essendo per legge vietato licenziare - in ambito di lavoro domestico - la lavoratrice in stato di gravidanza, detto recesso non può essere illecito o comunque discriminatorio.

In tal senso si corregge ex art. 384 ult. co. c.p.c. la motivazione della sentenza impugnata, irrilevante essendo in questa sede il domandarsi se il rapporto fra le parti sia cessato per licenziamento o risoluzione consensuale.

3 - Con il quarto motivo il ricorso si duole del rigetto della domanda di pagamento dell'indennità di maternità.

Il motivo è - ancor prima che infondato - inammissibile perché nuovo e comunque non autosufficiente, non trascrivendo il ricorso la domanda che sarebbe stata in tal senso avanzata in sede di merito, né indicando ex art. 366 co. 1° n. 6 c.p.c. l’atto in cui sarebbe stata contenuta e la sua posizione nel fascicolo di parte.

4 - In conclusione, il ricorso è da rigettarsi.

Le spese del giudizio di legittimità, liquidate come da dispositivo, seguono la soccombenza, con attribuzione ex art. 93 c.p.c. al difensore antistatario.

P.Q.M.

Rigetta il ricorso e condanna parte ricorrente a pagare le spese del giudizio di legittimità, liquidate in euro 100,00 per esborsi e in euro 3.000,00 per compensi professionali, oltre accessori come per legge, spese da disfarsi in favore dell'avv. D. C., dichiaratosi antistatario.

 

Ex Indennità di disoccupazione: aspi e mini-aspi per colf e badanti

Con la riforma Fornero, a partire da gennaio 2013, l'indennità di disoccupazione ordinaria e quella a requisiti ridotti vengono sostituite dall'indennità di disoccupazione Aspi (acronimo di Assicurazione sociale per l'Impiego) e dalla mini-Aspi.
Esse prevedono l'erogazione di un'indennità mensile a favore dei lavoratori che hanno perduto in modo involontario il lavoro. Tali indennità possono essere richieste anche da colf e badanti.
I requisiti richiesti per accedere al trattamento Aspi sono:
1) stato di disoccupazione
2) involontarietà dello status di disoccupato. Ciò significa che non possono accedere coloro che si dimettono o risolvono il contratto consensualmente.
Nei seguenti casi particolari si può richiedere comunque tale indennità:
-dimissioni durante la maternità obbligatoria o per giusta causa
-risoluzione consensuale del rapporto di lavoro per trasferimento del dipendente ad altra sede più distante di 50km dalla residenza del lavoratore
3) sussistenza di almeno due anni di assicurazione
4) la presenza di almeno un anno di contribuzione
La nuova indennità spetta:
-dall'ottavo giorno successivo alla data di cessazione dell'ultimo rapporto di lavoro,ovvero
-dal giorno successivo a quello della presentazione della domanda.
I collaboratori domestici aventi diritto devono presentare la domanda entro il termine di due mesi dalla data di spettanza del trattamento, esclusivamente via telematica.

L'indennità viene determinata dalla retribuzione imponibile ai fini previdenziali degli ultimi due anni, comprensiva degli elementi continuativi e non continuativi e delle mensilità aggiuntive. Per colf e badanti la retribuzione su cui si basa il calcolo è la retribuzione convenzionale calcolata in base ai contributi versati che, solitamente, è più bassa rispetto a quella ricevuta mensilmente durante il rapporto.

All'indennità aspi si applica una riduzione del 15% dopo i primi 6 mesi e un ulteriore 15% dopo il 12°mese di fruizione.
Possono richiedere la mini-Aspi, invece, i lavoratori che, in status di disoccupazione involontaria:
- non possiedono i requisiti contributivi e assicurativi per l'indennità Aspi
- hanno almeno 13 settimane di contribuzione per attività lavorative degli ultimi 12 mesi
- per la quale siano stati versati o dovuti i contributi per l'assicurazione obbligatoria
Anche in questo caso le colf e le badanti che vogliono richiedere tale indennità dovranno presentare la domanda esclusivamente per via telematica.
Per finanziare l'Aspi e la mini-Aspi la riforma Fornero prevede il versamento di tre contributi:
1) contributo integrativo per l'assicurazione obbligatoria contro la disoccupazione involontaria, pari all'1,31%, che però  i datori di collaboratori domestici non sono tenuti a versare
2) contributo addizionale pari all'1,4% della retribuzione imponibile ai fini previdenziali, con riferimento solo ai rapporti a tempo determinato. Per colf e badanti è previsto tale contributo da parte del datore di lavoro in tutti i casi di rapporto a tempo determinato tranne quando la motivazione del rapporto sia sostituzione di collaboratore assente.
Per questo motivo le tabelle dei contributi per il 2013 sono due: una per i rapporti a tempo indeterminato e determinato con motivazione sostituzione assenza, e l'altra per i rapporti a tempo determinato con altra motivazione.
3) contributo in caso di cessazione di rapporto di lavoro a tempo indeterminato per cause diverse dalle dimissioni. L'inps dichiara che, nel caso di collaboratori domestici, tale tassa non deve essere versata.

Certificazione Unica per i lavoratori domestici 2015

Alcuni utenti ci hanno scritto in merito alla certificazione unica 2015, in particolare se è obbligatoria anche i datori di lavoro domestico.

Il dubbio nasce dal fatto che le istruzioni prevedono tra i soggetti obbligati all'invio" ....."sono altresì, tenuti ad inviare il flusso coloro che nel 2014 hanno corrisposto contributi previdenziali ed assistenziali dovuti all'Inps... ".

Precisiamo che e' stato chiarito dalla associazioni nazionali partecipanti alla sottoscrizione del contratto collettivo che la Certificazione Unica 2015 non deve essere rilasciata dai datori di lavoro domestico privati, non essendo sostituti d’imposta.

Unica eccezione è costituita dalle comunità religiose e militari.

La dichiarazione sostitutiva va rilasciata al collaboratore domestico entro il 28 febbraio ma, considerato che nel 2015 cade di sabato, la scadenza è slittata al primo giorno feriale successivo, quindi a lunedì 2 marzo.

Informazioni su webcolf

 

Il nostro obiettivo è permettere, anche all'utente non esperto, di riuscire ad elaborare da solo la prima busta paga della sua colf o badante entro 15 minuti. Webcolf infatti semplifica la complessa materia della gestione amministrativa dei collaboratori domestici e, con delle videate il più possibile chiare e semplici, permette, con operazioni che risultano intuitive e progressive, di elaborare on-line il cedolino paga e il calcolo dei contributi.
 
Perchè usare webcolf e non un prospetto excel, il semplice programma dell'INPS o altri programmi professionali per l'elaborazione dei compensi della propria colf?
I motivi sono numerosi:
- Webcolf è un programma specializzato per gestire il rapporto di collaborazione domestico, non ha le complessità di un programma paghe generalista, adatto a gestire il rapporto di lavoro delle aziende e quindi spesso troppo complicato; allo stesso tempo, con l'inserimento delle presenze in un calendario precompilato, risulta più preciso del programma di utilità dell'INPS che non considera le assenze, le malattie, etc.
- Webcolf, funzionando in internet, è sempre e tempestivamente aggiornato con le nuove paghe, le nuove aliquote contributive, il tasso del trattamento di fine rapporto appena viene pubblicato dall'ISTAT, le modifiche contrattuali, etc.
- Webcolf, assegnando una posizione individuale ad ogni utente, memorizza tutti i progressivi della retribuzione, ferie, tfr, permettendo così di calcolare facilmente i contributi, il tfr al momento dell'interruzione del rapporto, il CUD di fine periodo.
- Webcolf risulta semplice da usare ma permette di gestire anche i casi più complessi, inoltre memorizzando i dati sulle malattie, infortuni, etc. è in grado di conoscere quando vengono superati i limiti per l'erogazione delle relative indennità economiche
 

 A chi si rivolge il programma?

A tutti coloro che hanno interesse a gestire da sè il proprio collaboratore domestico ma anche allo studio professionale o alle associazioni di categoria. Alcuni abbonati del sito gestiscono attualmente oltre duecento datori di lavoro domestici.
 

Ma gestendo molti datori di lavoro non sarebbe meglio lavorare in locale?

Al momento dell'attivazione dell'abbonamento professionale viene attivato un menù specifico (Utilità | Azioni ripetute (Ut. Professionali) dove con un solo invio è possibile l'inserimento delle presenze per tutti i collaboratori attualmente attivi, il calcolo complessivo di tutti i cedolini da aggiornare e la richiesta all'INPS di tutti i MAV per i collaboratori domestici peri quali sono già stati elaborati i cedolini del trimestre in corso.
 
Che fare in caso di dubbi?
A partire da gennaio 2009 abbiamo risposto a 4700 email di utenti che chiedevano chiarimenti, informazioni o semplici suggerimenti per migliorare il programma. Usando l'indirizzo info @ webcolf . com (gli spazi sono contro gli spam automatici) è possibile chiedere informazioni a cui rispondiamo in un tempo variabile da qualche ora a qualche giorno. Raccomandiamo di indicare sempre il codice utente (formato xxxx-xxx) così da poter verificare l'inserimento ed eventualmente aiutare l'utente in caso di difficoltà con il suggerimento specifico necessario di volta in volta.
 
Il servizio è gratuito?

Il progetto è partito senza un particolare scopo di lucro nel 2007, come dimostrazione che Delphi (un linguaggio di programmazione) può essere utilizzato in progetti importanti per internet. Il numero di utenti registrati e il consenso ricevuto ha permesso di mantenere il servizio gratuito fino ad ottobre 2009.

Per la crescita del traffico i server su cui è ospitato il servizio sono stati potenziati, così come è stata aumentata la potenza della linee. A seguito dell'aumento dei costi abbiamo quindi deciso di chiedere il pagamento di una quota annuale al fine di recuperare e poter continuare a crescere e a investire sulla qualità del programma.
 
Qual'è il costo dell'abbonamento?
L'abbonamento, che dura 365 giorni dall'attivazione o dalla scadenza del periodo di prova o rinnovo se successivi, è di due tipi:
50 Euro, iva compresa, per l'abbonamento personale (permette di gestire fino a 3 datori di lavoro diversi, ognuno dei quali può avere un numero illimitato di collaboratori domestici).
122 Euro, iva compresa, per l'abbonamento professionale (permette di gestire un numero illimitato di datori di lavoro, ognuno con un numero illimitato di collaboratori domestici).
Con l'abbonamento professionale è possibile rimuovere le diciture webcolf in fondo ai cedolini e al CUD di fine anno. Alla scadenza dell'abbonamento precisiamo che NON E' PREVISTO ALCUN RINNOVO TACITO, l'utente è libero di effettuare il rinnovo se considera il servizio comodo e utile alle sue necessità.
 
Quanto dura il periodo di prova?
Il periodo di prova dura 30 giorni a partire dal primo accesso, durante il quale il programma è completamente funzionante in tutte le varie possibilità. Precisiamo che in caso di abbonamento verrà conservata la stessa login e password e i dati inseriti non vengono persi ma saranno immediatamente disponibili.
IL PERIODO DI PROVA E' LIBERO, TERMINATO IL QUALE, L'UTENTE SCEGLIE SE EFFETTUARE L'ABBONAMENTO O MENO. L'UTENTE NON AVRA' NESSUN OBBLIGO ULTERIORE, NON VI E' ALCUN RINNOVO TACITO DELL'ABBONAMENTO OD OBBLIGO DI DISDETTA. A RICHIESTA, IN QUALSIASI MOMENTO, I DATI POTRANNO ESSERE CANCELLATI (vengono comunque cancellati automaticamente, scaduto il periodo di prova, dopo un anno senza che l'utente si ricolleghi).
 
Pensando di avere risposto alle domande più frequenti, senza impegno, non possiamo che invitarvi ad ...
 
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Adempimenti cessazione

1. COMUNICAZIONI OBBLIGATORIE:

Al momento della cessazione del rapporto di lavoro, il datore:

- deve comunicare entro 48 ore a partire dal giorno del termine del rapporto, solo nel caso di lavoratore extracomunitario convivente, la cessazione all'autorità di pubblica sicurezza. Si consiglia di inviare una raccomandata e di tenere la ricevuta in caso di controlli.

Controlli INPS e avvisi bonari

Si avvisano i nostri utenti che l'inps sta inviando delle lettere con avvisi bonari a tutti i datori di lavoro per i quali non risultano pagati i contributi dei collaboratori domestici per i trimestri relativi all'anno 2009.

Sanatoria 2012. Circolare n. 6410 del 27 Luglio

 

Il dipartimento della Pubblica Sicurezza del Ministero dell'interno ha pubblicato la circolare prot. 6410 del 27 Luglio 2012 con lo scopo di fornire dei chiarimenti circa la regolarizziazione dei lavoratori extracomunitari  clandestini, prevista dall'art. 5 del decreto legislativo n. 109/2012.
Qui di seguito riportiamo la circolare 6410 del 27 Luglio 2012:
Circolare  6410 del 27 Luglio 2012
MINISTERO DELL'INTERNO DELLA PUBBLICA SICUREZZADIREZIONE CENTRALE DELL'IMMIGRAZIONE E DELLA POLIZIA DELLE FRONTIERE
N. 400/a/2012/10.2.146
OGGETTO: Decreto legislativo 16 luglio 2012, n. 109 recante "Attuazione della direttiva 2009/52/CE che introduce norme minime relative a sanzioni e a provvedimenti nei confronti dei datori di lavoro che impiegano cittadini di Paesi terzi il cui soggiorno e irregolare".
Modificazione degli articoli 22 e 24 del novellato decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286 ed introduzione di una disposizione transitoria.
Si comunica che sulla Gazzetta Ufficiale n. 172, del 25 luglio 2012, è stato pubblicato il decreto legislativo in oggetto, in vigore dal prossimo 9 agosto 2012, che, recependone l'impianto normativo vigente in materia di immigrazione le disposizioni contenute nella Direttiva 2009/52/CE, che modifica gli articoli 22 e 24 del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286 e introduce, all'articolo 5 del decreto legislativo in analisi, una disposizione transitoria finalizzata all'emersione di rapporti di lavoro irregolare.
Con riguardo alle modifiche apportate dal legislatore all'articolo 22, si evidenzia l'inserimento dopo il comma 5, dei commi 5-bis e 5-ter, che disciplinano i motivi di rifiuto e di revoca del nulla osta lavoro. In particolare,
1. il comma 5-bis introduce una preclusione ad ottenere il nullaosta all'ingresso di lavoratori stranieri qualora il datore di lavoro abbia riportato, nell'ultimo quinquennio, una condanna in sede penale per i reati di particolare gravità riconducibili:
- al favoreggiamento dell'immigrazione clandestina verso l'Italia e dell'immigrazione clandestina dall'Italia verso altri Stati o per reati diretti al reclutamento di persone da destinare alla prostituzione o allo sfruttamento della prostituzione o di minori da impiegare in attività illecite;
- all'intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro ai sensi dell'articolo 603-bis codice penale;
- al reato previsto dello stesso articolo 22, comma 12;
alla luce di tali dispositivi, pertanto, codeste questure, per il rilascio del prescritto nulla osta di polizia (indispensabile, come noto, per la concessione del nulla osta al lavoro da parte dello Sportello Unico), dovranno avere cura di verificare, nei termini esplicitamente previsti dal legislatore, il possesso, non solo in capo al lavoratore ma anche al datore di lavoro, dei prescritti requisiti soggettivi
2. il comma 5-ter prevede che il nulla osta al lavoro debba essere rifiutato ovvero, nel caso sia stato rilasciato, debba essere revocato nell'ipotesi in cui:
a) gli specifici documenti, presentati ai sensi del precedente comma 2, dell'articolo 22, siano stati ottenuti mediante frode o siano stati falsificati contraffatti,
b) ovvero qualora lo straniero si rechi presso lo sportello unico competente, per la firma del contratto di soggiorno, eentro i termini di otto giorni, esplicitamente previsto dall'articolo 22, comma 6 (salvo, chiaramente, il ritardo sia dipeso da causa di forza maggiore);
lo stesso comma stabilisce che la revoca adottata dal competente Sportello unico debba essere comunicata al Ministero degli Affari Esteri tramite i collegamenti telematici, anche per le eventuali attività correlate alla successiva revoca del visto di ingresso.
Si evidenzia, inoltre, l'inserimento, dopo il comma 12, dei commi 12-bis, 12-ter, 12-quater e 12-quinques. Mentre, infatti, il comma 12, dello stesso articolo 22, già prevede la specifica fattispecie di reato nell'ipotesi di mero impiego da parte di un datore di lavoro di uno straniero privo del permesso di soggiorno, il legislatore con il comma 12-bis ha inteso introdurre delle aggravanti nei casi di impiego irregolare accompagnato da particolare sfruttamento lavorativo, riconducibili alle ipotesi di cui all'articolo 603-bis del codice penale, terzo comma. Di particolare interesse, in tale ambito:
3. i commi 12-quater e 12-quinques che introducono la possibilità di rilasciare uno specifico permesso di soggiorno per motivi umanitari alla straniero che:
1) abbia denunciato il proprio datore di lavoro;
2) e cooperi nel procedimento penale contro il datore di lavoro;
alla luce di tali dispositivi, codeste questure, su proposta o con il parere favorevole del Procuratore della Repubblica, cureranno il rilascio del prescritto permesso di soggiorno, con validità semestrale, rinnovabile alla scadenza, fino alla definizione del procedimento penale, ovvero provvederanno alla revoca nel caso non sussistano più le condizioni che hanno dato luogo al rilascio. Si evidenzia che nei casi in analisi dovrà essere utilizzato il nuovo codice motivo soggiorno UMAN 5 - sfruttamento ambito lavorativo articolo 22 TUI, all'uopo istituito, con lo scopo di poter individuare, in modo puntuale, il numero dei permessi di soggiorno concessi per motivi umanitari e riconducibili alla specifica, nuova, fattispecie introdotta dalla norma in esame.
Si segnala, infine, l'abrogazione del comma 7, del già richiamato articolo 22. Tale intervento abrogativo si è resa necessaria la luce dell'entrata in vigore del sistema della comunicazione obbligatoria, di cui all'articolo 9-bis del decreto legge 510/96 convertito con legge 608/1996 (da ultimo sostituito dall'articolo 1, comma 1180, della legge 296/2006), al competente Centro per l'impiego, che assorbe gli obblighi di comunicazione dal datore di lavoro nei confronti della competente Prefettura, con l'invio del modello unico. Ciò, unitamente al fatto che l'articolo 4 della legge 183 del 2010 ha, peraltro, introdotto sanzioni amministrative più gravi a fronte della violazione del predetto obbligo di comunicazione.
Relativamente all'articolo 24 del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, si sottolinea la chiara volontà, espressa dal legislatore, di estendere le previsioni in materia di rifiuto e di revoca del nulla osta al lavoro contenute nei commi 5-bis e 5-ter dell'articolo 22, anche al lavoro subordinato di tipo stagionale.
Con riguardo, infine, ai contenuti della disposizione transitoria, di cui all'articolo 5 del decreto legislativo in esame, nel precisare che sarà cura di questa Direzione Centrale fornire le necessarie indicazioni di carattere tecnico-operativo, a seguito dell'adozione del Decreto interministeriale previsto dal comma 1, si richiama l'attenzione dellle SSLL sui seguenti dispositivi:
4. al comma 1 è precisato che:
a) la dichiarazione di emersione deve essere presentata dai datori di lavoro che, alla data di entrata in vigore del decreto legislativo 16 luglio 2012, n. 109 (9 agosto 2012) occupano alle proprie dipendenze da almeno tre mesi, e continuano ad occuparli alla data di presentazione della stessa dichiarazione di emersione, un lavoratore straniero irregolarmente presente sul territorio nazionale;
b) il lavoratore straniero deve essere presente sul territorio nazionale in modo ininterrotto almeno dal 31 dicembre 2011; tale presenza dovrà essere attestata mediante documentazione proveniente da organismi pubblici;
c) la dichiarazione deve essere presentata dal 15 settembre al 15 ottobre pp.vv., Secondo le modalità che verranno fissate con lo specifico decreto interministeriale;
5. al comma 3 è previsto che sono ammessi alla procedura di emersione i datori di lavoro italiani, comunitari o stranieri titolari di permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo che non risultino condannati:
>a) per i reati di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, verso l'Italia e dell'immigrazione clandestina dall'Italia verso altri Stati o per reati diretti al reclutamento di persone da destinare alla prostituzione o allo sfruttamento della prostituzione o di minori da impiegare in attività illecite;
>b) ai sensi dell'articolo 603-bis codice penale;
c) per i reati previsti dall'articolo 22, comma 12, dello stesso novellato decreto legislativo 286/98;
6. al comma 4 è chiarito che non possono accedere alla procedura anche quei datori di lavoro che, a seguito dell'espletamento di precedenti procedure di ingresso di cittadini stranieri per motivi di lavoro subordinato ovvero di procedure di emersione, non hanno provveduto alla sottoscrizione del relativo contratto di soggiorno o all'assunzione dello straniero (salvo, chiaramente, cause di forza maggiore non imputabili al datore di lavoro);
7. al comma 5 è precisato che il datore di lavoro è tenuto al versamento di un contributo forfettario di 1.000 euro per ciascun lavoratore e alla regolarizzazione delle somme dovute a titolo retributivo, contributivo e fiscale;
8. al comma 6 è previsto che, dalla data di entrata in vigore del decreto legislativo 16 luglio 2012, n 109 (9 agosto 2012) fino alla definizione del procedimento di regolarizzazione instaurato, sono sospesi i procedimenti penali e amministrativi sia nei confronti del datore di lavoro che nei confronti del lavoratore straniero; tuttavia, tale previsione deve essere letta alla luce delle successive disposizioni contenute nei commi 11 e 13 dello stesso articolo 5 in esame
9. al comma 9 è previsto che contestualmente alla stipula del contratto di soggiorno i datori di lavoro effettui la comunicazione obbligatoria di assunzione al centro per l'impiego ovvero, in caso di lavoro domestico, all'inps;
10. al comma 11 è precisato che, nelle more della definizione del procedimento di regolarizzazione, lo straniero non può essere espulso tranne che nei casi specificatamente previsti nel successivo comma 13, e così sintetizzabile:
a) qualora risulti destinatario di un provvedimento di espulsione, comminato ai sensi dell'articolo 13, commi 1 e 2, lettera c), del testo unico di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n 286, e dell'articolo 3 del decreto-legge 27 luglio 2005, n. 144, convertito con modificazioni, dalla legge 31 luglio 2005, n. 155, e successive modificazioni ed integrazioni;
b) qualora risulti segnalato, nel SIS, da un altro Stato Schengen, anche in base ad accordi o convenzioni internazionali in vigore per l'Italia ai fini della non ammissione;
c) qualora risulti condannato, anche con la sentenza non definitiva, compresa quella pronunciata anche a seguito di applicazione della pena su richiesta ai sensi dell'articolo 444 del codice di procedura penale, per uno dei reati previsti dall'articolo 380 del medesimo codice;
d) qualora lo straniero sia considerato una minaccia per l'ordine pubblico o la sicurezza dello Stato o di uno dei paesi con i quali l'Italia ha sottoscritto accordi per la soppressione dei controlli alle frontiere interne e la libera circolazione delle persone; né la valutazione della pericolosità dello straniero si tiene conto anche di eventuali condanne, anche con la sentenza non definitiva, compresa quella pronunciata anche a seguito di applicazione della pena su richiesta ai sensi dell'articolo 444 del codice di procedura penale, per uno dei reati previsti dall'articolo 381 del medesimo codice.
11. al comma 13, infatti, sono specificatamente indicati i lavoratori stranieri che non sono ammessi alla procedura di emersione.
Per quanto concerne l'azione di contrasto all'immigrazione illegale, occorre tenere presente che il legislatore ha escluso dalla procedura di emersione:
- il lavoratore straniero che appartiene ad una delle categorie indicate al comma 13, precedentemente illustrate, pur se presenti sul territorio nazionale prima del 31 dicembre 2011;
- Il lavoratore straniero che non appartiene ad una delle categorie di cui al citato comma 13, qualora lo stesso non sia presente sul territorio nazionale, ininterrottamente, almeno dal 31 dicembre 2011.
A tale proposito, si legge ancora di più l'esigenza di far precedere ogni attività correlata all'allontanamento dello straniero da un'attenta valutazione della sua situazione personale, rilevabile dalla rituale intervista o documentabile mediante la compilazione del "foglio notizie", come indicato con la circolare n. 400/A2011/10.2.5 del 29 giugno 2011, a firma del Signor Capo della Polizia-Direttore Generale della Pubblica Sicurezza.
Nel restare a disposizione per eventuali, ulteriori delucidazioni, si confida nella consueta collaborazione delle SS.LL.
IL DIRETTORE CENTRALE
Rodolfo Ronconi
Venerdì, 27 Luglio 2012

Sanatoria 2012. circolare prot. n. 5090 del 31 Luglio 2012

 

Il Dipartimento per le libertà Civili e l'Immigrazione del Ministero dell'Interno ha pubblicato la circolare prot. n. 5090 del 31 Luglio 2012 per fornire indicazioni e chiarimenti per la regolarizzazione dei lavoratori extra-ue clandestini prevista dall'art. 5 del Decreto legislativo n. 109/2012, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 25 Luglio 2012.

In seguito riportiamo per approfondimento la circolare prot. n. 5090 del 31 Luglio 2012.

 

 CIRCOLARE N. 5090 DEL 31 LUGLIO 2012 MINISTERO DELL'INTERNO

Decreto Legislativo n. 109 del 16 luglio 2012, recante "Attuazione della direttiva 2009/52/CE che introduce norme minime relative assunzioni e a provvedimenti nei confronti dei datori di lavoro che impiegano cittadini di Paesi terzi il cui soggiorno e irregolare"
MINISTERO DELL'INTERNO
DIPARTIMENTO PER LE LIBERTA' CIVILI E L'IMMIGRAZIONE
Direzione Centrale per le Politiche dell'Immigrazione e dell'Asilo
Ufficio I - Pianificazione delle Politiche dell'Immigrazione e dell'Asilo

 

OGGETTO: Decreto Legislativo n. 109 del 16 luglio 2012, recante "Attuazione della direttiva 2009/52/CE che introduce norme minime relative assunzioni e a provvedimenti nei confronti dei datori di lavoro che impiegano cittadini di Paesi terzi il cui soggiorno e irregolare."

    È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 25 luglio 2012, serie generale n. 172, il decreto legislativo n. 109 del 16 luglio 2012, "Attuazione della direttiva 2009/52/CE che introduce norme minime relative assunzioni e a provvedimenti nei confronti dei datori di lavoro che impiegano cittadini di Paesi terzi il cui soggiorno e irregolare", che entrerà in vigore il prossimo 9 agosto 2012.
    La Direttiva che viene recepita intende rafforzare la cooperazione tra Stati membri nella lotta contro l'immigrazione illegale, introducendo il divieto per i datori di lavoro di impiegare cittadini di paesi terzi il cui soggiorno e irregolare, nonché norme minime relative assunzioni e a provvedimenti nei confronti di tali datori di lavoro.
    Il predetto divieto, in realtà, è già presente nel nostro ordinamento che - all'articolo 22, comma 12 del decreto legislativo 286/1998 - prevede che l'impiego di stranieri il cui soggiorno e irregolare sia punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa di 5.000 euro per ogni lavoratore impiegato. Il decreto legislativo in oggetto reca delle ipotesi aggravanti nei casi in cui l'impiego di cittadini stranieri il cui soggiorno e irregolare sia caratterizzato da "particolare sfruttamento", riconducibili alle ipotesi in cui al terzo comma dell'art. 603 bis del codice penale.

    Particolare interesse per le procedure di competenza degli Sportelli Unici per l'Immigrazione riveste la modifica apportata al citato art. 22 con l'introduzione del comma 5 ter.
    Tale disposizione prevede che il nulla osta lavoro debba essere rifiutato ovvero, nel caso sia stato rilasciato, debba essere revocato nell'ipotesi in cui:
gli specifici documenti presentati siano stati ottenuti mediante frode o siano stati falsificati o contraffatti;
lo straniero non si rechi presso lo Sportello Unico competente, per la firma del contratto di soggiorno, entro il termine previsto dalla norma, salvo che il ritardo sia dipeso da cause di forza maggiore.

    La revoca del nullaosta viene comunicata al Ministero degli Affari Esteri con un collegamento telematico, appositamente predisposto, anche per gli eventuali adempimenti correlati alla successiva revoca del visto di ingresso.
    Si segnala, inoltre, l'abrogazione del comma 7 del già richiamato art. 22. Tale disposizione va correlata con l'attuale sistema della comunicazione obbligatoria al Centro per l'impiego che assorbe con l'invio del modello unico gli obblighi di comunicazione del datore di lavoro nei confronti della competente Prefettura.
    Al fine di consentire ai datori di lavoro interessati di adeguarsi volontariamente alle norme di legge, ponendo in atto un ravvedimento operoso e di evitare così sanzioni più gravi, è stata prevista una fase transitoria entro la quale può essere dichiarata la sussistenza di un rapporto di lavoro irregolare.
    L'art. 5 del provvedimento normativo, titolato "Disposizione transitoria" ha introdotto, quindi, la possibilità per i datori di lavoro, italiani o stranieri in possesso del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo che, alla data di entrata in vigore del decreto legislativo, occupano irregolarmente da almeno tre mesi e continuano ad occupare alla data di presentazione della dichiarazione di immersione lavoratori stranieri presenti sul territorio nazionale ininterrottamente almeno dalla data del 31 dicembre 2000 e 11 o precedentemente, e dichiarare la sussistenza del rapporto di lavoro allo Sportello Unico per l'Immigrazione.
    Si fa presente che le indicazioni circa le modalità di presentazione della dichiarazione di immersione del rapporto di lavoro o quelle necessarie per la regolarizzazione delle somme dovute dal datore di lavoro a titolo retributivo, contributivo e fiscale pari almeno a sei mesi, nonché i limiti di reddito di lavoro di lavoro richiesti per l'emersione del rapporto di lavoro saranno stabiliti con decreto del Ministro dell'Interno di concerto con il Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, con il Ministro per la Cooperazione Internazionale e l'Integrazione e con il Ministro dell'Economia e delle Finanze, da adottarsi entro 20 giorni dall'entrata in vigore del provvedimento legislativo.
    Si evidenziano, di seguito, alcuni punti della normativa di particolare rilevanza e si fa riserva di fornire le indicazioni operative non appena sarà adottato il predetto decreto interministeriale.

    In particolare:

  • il lavoratore straniero per il quale presentata la domanda di emersione deve trovarsi nel territorio nazionale ininterrottamente almeno dal 31 dicembre 2011 o precedentemente e la sua presenza deve essere attestata da documentazione proveniente da organismi pubblici;
  • la dichiarazione di emersione è rivolta ai lavoratori subordinati stranieri occupati in tutti i settori;
  • sono specificate le cause di inammissibilità alla procedura per il datore di lavoro, tra le quali la mancata stipula con il medesimo del contratto di soggiorno e la mancata assunzione del lavoratore, a seguito dell'espletamento di procedure di ingresso per lavoro subordinato, ovvero di procedure di emersione salvo cause di forza maggiore comunque non imputabili al datore di lavoro;
  • il contributo forfettario, da versare prima della presentazione della dichiarazione, ammonta a 1.000 euro;
  • all'atto della stipula del contratto di soggiorno devono essere, altresì, regolarizzate le somme dovute dal datore di lavoro a titolo retributivo, contributivo e fiscale pari ad almeno sei mesi;
  • è prescritto che il parere della questura venga spesso anche nei riguardi del datore di lavoro e che venga acquisito anche il parere della Direzione Territoriale del Lavoro in ordine alla capacità economica del datore di lavoro e alla congruità delle condizioni di lavoro applicati;
  • sia il datore di lavoro sia il lavoratore dovranno essere convocati presso lo Sportello Unico per la presentazione della documentazione richiesta e per la firma del contratto di soggiorno;
  • la comunicazione obbligatoria di assunzione del lavoratore al Centro per l'Impiego o all'INPS, in base alla tipologia di lavoro, deve essere effettuata contestualmente alla stipula del contratto di soggiorno;
  • i requisiti di accesso alla procedura riguardanti il lavoratore straniero sono stati previsti tenendo conto di quanto indicato nella recente sentenza della Corte Costituzionale n. 182/2012 in merito alla valutazione della pericolosità sociale degli stranieri con riferimento ai reati previsti dall'art. 381 del cpp.


Si ringrazia per l'attenzione

IL DIRETTORE CENTRALE
(Malandrino)

Vedi la Circolare n. 6410 del 27 luglio 2012 Ministero dell'Interno

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