Informazioni su webcolf

 

Il nostro obiettivo è permettere, anche all'utente non esperto, di riuscire ad elaborare da solo la prima busta paga della sua colf o badante entro 15 minuti. Webcolf infatti semplifica la complessa materia della gestione amministrativa dei collaboratori domestici e, con delle videate il più possibile chiare e semplici, permette, con operazioni che risultano intuitive e progressive, di elaborare on-line il cedolino paga e il calcolo dei contributi.
 
Perchè usare webcolf e non un prospetto excel, il semplice programma dell'INPS o altri programmi professionali per l'elaborazione dei compensi della propria colf?
I motivi sono numerosi:
- Webcolf è un programma specializzato per gestire il rapporto di collaborazione domestico, non ha le complessità di un programma paghe generalista, adatto a gestire il rapporto di lavoro delle aziende e quindi spesso troppo complicato; allo stesso tempo, con l'inserimento delle presenze in un calendario precompilato, risulta più preciso del programma di utilità dell'INPS che non considera le assenze, le malattie, etc.
- Webcolf, funzionando in internet, è sempre e tempestivamente aggiornato con le nuove paghe, le nuove aliquote contributive, il tasso del trattamento di fine rapporto appena viene pubblicato dall'ISTAT, le modifiche contrattuali, etc.
- Webcolf, assegnando una posizione individuale ad ogni utente, memorizza tutti i progressivi della retribuzione, ferie, tfr, permettendo così di calcolare facilmente i contributi, il tfr al momento dell'interruzione del rapporto, il CUD di fine periodo.
- Webcolf risulta semplice da usare ma permette di gestire anche i casi più complessi, inoltre memorizzando i dati sulle malattie, infortuni, etc. è in grado di conoscere quando vengono superati i limiti per l'erogazione delle relative indennità economiche
 

 A chi si rivolge il programma?

A tutti coloro che hanno interesse a gestire da sè il proprio collaboratore domestico ma anche allo studio professionale o alle associazioni di categoria. Alcuni abbonati del sito gestiscono attualmente oltre duecento datori di lavoro domestici.
 

Ma gestendo molti datori di lavoro non sarebbe meglio lavorare in locale?

Al momento dell'attivazione dell'abbonamento professionale viene attivato un menù specifico (Utilità | Azioni ripetute (Ut. Professionali) dove con un solo invio è possibile l'inserimento delle presenze per tutti i collaboratori attualmente attivi, il calcolo complessivo di tutti i cedolini da aggiornare e la richiesta all'INPS di tutti i MAV per i collaboratori domestici peri quali sono già stati elaborati i cedolini del trimestre in corso.
 
Che fare in caso di dubbi?
A partire da gennaio 2009 abbiamo risposto a 4700 email di utenti che chiedevano chiarimenti, informazioni o semplici suggerimenti per migliorare il programma. Usando l'indirizzo info @ webcolf . com (gli spazi sono contro gli spam automatici) è possibile chiedere informazioni a cui rispondiamo in un tempo variabile da qualche ora a qualche giorno. Raccomandiamo di indicare sempre il codice utente (formato xxxx-xxx) così da poter verificare l'inserimento ed eventualmente aiutare l'utente in caso di difficoltà con il suggerimento specifico necessario di volta in volta.
 
Il servizio è gratuito?

Il progetto è partito senza un particolare scopo di lucro nel 2007, come dimostrazione che Delphi (un linguaggio di programmazione) può essere utilizzato in progetti importanti per internet. Il numero di utenti registrati e il consenso ricevuto ha permesso di mantenere il servizio gratuito fino ad ottobre 2009.

Per la crescita del traffico i server su cui è ospitato il servizio sono stati potenziati, così come è stata aumentata la potenza della linee. A seguito dell'aumento dei costi abbiamo quindi deciso di chiedere il pagamento di una quota annuale al fine di recuperare e poter continuare a crescere e a investire sulla qualità del programma.
 
Qual'è il costo dell'abbonamento?
L'abbonamento, che dura 365 giorni dall'attivazione o dalla scadenza del periodo di prova o rinnovo se successivi, è di due tipi:
50 Euro, iva compresa, per l'abbonamento personale (permette di gestire fino a 3 datori di lavoro diversi, ognuno dei quali può avere un numero illimitato di collaboratori domestici).
122 Euro, iva compresa, per l'abbonamento professionale (permette di gestire un numero illimitato di datori di lavoro, ognuno con un numero illimitato di collaboratori domestici).
Con l'abbonamento professionale è possibile rimuovere le diciture webcolf in fondo ai cedolini e al CUD di fine anno. Alla scadenza dell'abbonamento precisiamo che NON E' PREVISTO ALCUN RINNOVO TACITO, l'utente è libero di effettuare il rinnovo se considera il servizio comodo e utile alle sue necessità.
 
Quanto dura il periodo di prova?
Il periodo di prova dura 30 giorni a partire dal primo accesso, durante il quale il programma è completamente funzionante in tutte le varie possibilità. Precisiamo che in caso di abbonamento verrà conservata la stessa login e password e i dati inseriti non vengono persi ma saranno immediatamente disponibili.
IL PERIODO DI PROVA E' LIBERO, TERMINATO IL QUALE, L'UTENTE SCEGLIE SE EFFETTUARE L'ABBONAMENTO O MENO. L'UTENTE NON AVRA' NESSUN OBBLIGO ULTERIORE, NON VI E' ALCUN RINNOVO TACITO DELL'ABBONAMENTO OD OBBLIGO DI DISDETTA. A RICHIESTA, IN QUALSIASI MOMENTO, I DATI POTRANNO ESSERE CANCELLATI (vengono comunque cancellati automaticamente, scaduto il periodo di prova, dopo un anno senza che l'utente si ricolleghi).
 
Pensando di avere risposto alle domande più frequenti, senza impegno, non possiamo che invitarvi ad ...
 
 ENTRARE NEL PROGRAMMA
 
 

 

Domande e risposte sull'interruzione rapporto di lavoro di colf e badanti

Il rapporto di lavoro domestico può interrompersi per vari motivi:
- licenziamento da parte del datore;
- dimissione del lavoratore;
- scadenza del termine del rapporto a tempo determinato;
- recesso durante il periodo di prova;
- licenziamento per giusta causa del datore di lavoro;
- risoluzione consensuale;
- impossibilità sopravvenuta o morte del lavoratore.

Preavviso e indennità di mancato preavviso

Nel caso di licenziamento o dimissioni il contratto nazionale di colf e badanti prevede che la comunicazione di cessazione venga data con un preavviso e mediante comunicazione scritta.

I termini di preavviso del licenziamento sono i seguenti:

1. Per i rapporti da 25 a 54 ore settimanali:
- fino a 5 anni di anzianità presso lo stesso datore di lavoro: 15 giorni di calendario;
- oltre i 5 anni di anzianità presso lo stesso datore di lavoro: 30 giorni di calendario.
I suddetti termini saranno ridotti del 50% nel caso di dimissioni da parte del lavoratore.

2. Per i rapporti da 1 ora a 24 ore settimanali:
- fino a 2 anni di anzianità presso lo stesso datore di lavoro: 8 giorni di calendario;
- oltre i 2 anni di anzianità presso lo stesso datore di lavoro: 15 giorni di calendario.
Questi termini rimangono invariati in caso di dimissioni.

Adempimenti cessazione

1. COMUNICAZIONI OBBLIGATORIE:

Al momento della cessazione del rapporto di lavoro, il datore:

- deve comunicare entro 48 ore a partire dal giorno del termine del rapporto, solo nel caso di lavoratore extracomunitario convivente, la cessazione all'autorità di pubblica sicurezza. Si consiglia di inviare una raccomandata e di tenere la ricevuta in caso di controlli.

Controlli INPS e avvisi bonari

Si avvisano i nostri utenti che l'inps sta inviando delle lettere con avvisi bonari a tutti i datori di lavoro per i quali non risultano pagati i contributi dei collaboratori domestici per i trimestri relativi all'anno 2009.

Sanatoria 2012. Circolare n. 6410 del 27 Luglio

 

Il dipartimento della Pubblica Sicurezza del Ministero dell'interno ha pubblicato la circolare prot. 6410 del 27 Luglio 2012 con lo scopo di fornire dei chiarimenti circa la regolarizziazione dei lavoratori extracomunitari  clandestini, prevista dall'art. 5 del decreto legislativo n. 109/2012.
Qui di seguito riportiamo la circolare 6410 del 27 Luglio 2012:
Circolare  6410 del 27 Luglio 2012
MINISTERO DELL'INTERNO DELLA PUBBLICA SICUREZZADIREZIONE CENTRALE DELL'IMMIGRAZIONE E DELLA POLIZIA DELLE FRONTIERE
N. 400/a/2012/10.2.146
OGGETTO: Decreto legislativo 16 luglio 2012, n. 109 recante "Attuazione della direttiva 2009/52/CE che introduce norme minime relative a sanzioni e a provvedimenti nei confronti dei datori di lavoro che impiegano cittadini di Paesi terzi il cui soggiorno e irregolare".
Modificazione degli articoli 22 e 24 del novellato decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286 ed introduzione di una disposizione transitoria.
Si comunica che sulla Gazzetta Ufficiale n. 172, del 25 luglio 2012, è stato pubblicato il decreto legislativo in oggetto, in vigore dal prossimo 9 agosto 2012, che, recependone l'impianto normativo vigente in materia di immigrazione le disposizioni contenute nella Direttiva 2009/52/CE, che modifica gli articoli 22 e 24 del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286 e introduce, all'articolo 5 del decreto legislativo in analisi, una disposizione transitoria finalizzata all'emersione di rapporti di lavoro irregolare.
Con riguardo alle modifiche apportate dal legislatore all'articolo 22, si evidenzia l'inserimento dopo il comma 5, dei commi 5-bis e 5-ter, che disciplinano i motivi di rifiuto e di revoca del nulla osta lavoro. In particolare,
1. il comma 5-bis introduce una preclusione ad ottenere il nullaosta all'ingresso di lavoratori stranieri qualora il datore di lavoro abbia riportato, nell'ultimo quinquennio, una condanna in sede penale per i reati di particolare gravità riconducibili:
- al favoreggiamento dell'immigrazione clandestina verso l'Italia e dell'immigrazione clandestina dall'Italia verso altri Stati o per reati diretti al reclutamento di persone da destinare alla prostituzione o allo sfruttamento della prostituzione o di minori da impiegare in attività illecite;
- all'intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro ai sensi dell'articolo 603-bis codice penale;
- al reato previsto dello stesso articolo 22, comma 12;
alla luce di tali dispositivi, pertanto, codeste questure, per il rilascio del prescritto nulla osta di polizia (indispensabile, come noto, per la concessione del nulla osta al lavoro da parte dello Sportello Unico), dovranno avere cura di verificare, nei termini esplicitamente previsti dal legislatore, il possesso, non solo in capo al lavoratore ma anche al datore di lavoro, dei prescritti requisiti soggettivi
2. il comma 5-ter prevede che il nulla osta al lavoro debba essere rifiutato ovvero, nel caso sia stato rilasciato, debba essere revocato nell'ipotesi in cui:
a) gli specifici documenti, presentati ai sensi del precedente comma 2, dell'articolo 22, siano stati ottenuti mediante frode o siano stati falsificati contraffatti,
b) ovvero qualora lo straniero si rechi presso lo sportello unico competente, per la firma del contratto di soggiorno, eentro i termini di otto giorni, esplicitamente previsto dall'articolo 22, comma 6 (salvo, chiaramente, il ritardo sia dipeso da causa di forza maggiore);
lo stesso comma stabilisce che la revoca adottata dal competente Sportello unico debba essere comunicata al Ministero degli Affari Esteri tramite i collegamenti telematici, anche per le eventuali attività correlate alla successiva revoca del visto di ingresso.
Si evidenzia, inoltre, l'inserimento, dopo il comma 12, dei commi 12-bis, 12-ter, 12-quater e 12-quinques. Mentre, infatti, il comma 12, dello stesso articolo 22, già prevede la specifica fattispecie di reato nell'ipotesi di mero impiego da parte di un datore di lavoro di uno straniero privo del permesso di soggiorno, il legislatore con il comma 12-bis ha inteso introdurre delle aggravanti nei casi di impiego irregolare accompagnato da particolare sfruttamento lavorativo, riconducibili alle ipotesi di cui all'articolo 603-bis del codice penale, terzo comma. Di particolare interesse, in tale ambito:
3. i commi 12-quater e 12-quinques che introducono la possibilità di rilasciare uno specifico permesso di soggiorno per motivi umanitari alla straniero che:
1) abbia denunciato il proprio datore di lavoro;
2) e cooperi nel procedimento penale contro il datore di lavoro;
alla luce di tali dispositivi, codeste questure, su proposta o con il parere favorevole del Procuratore della Repubblica, cureranno il rilascio del prescritto permesso di soggiorno, con validità semestrale, rinnovabile alla scadenza, fino alla definizione del procedimento penale, ovvero provvederanno alla revoca nel caso non sussistano più le condizioni che hanno dato luogo al rilascio. Si evidenzia che nei casi in analisi dovrà essere utilizzato il nuovo codice motivo soggiorno UMAN 5 - sfruttamento ambito lavorativo articolo 22 TUI, all'uopo istituito, con lo scopo di poter individuare, in modo puntuale, il numero dei permessi di soggiorno concessi per motivi umanitari e riconducibili alla specifica, nuova, fattispecie introdotta dalla norma in esame.
Si segnala, infine, l'abrogazione del comma 7, del già richiamato articolo 22. Tale intervento abrogativo si è resa necessaria la luce dell'entrata in vigore del sistema della comunicazione obbligatoria, di cui all'articolo 9-bis del decreto legge 510/96 convertito con legge 608/1996 (da ultimo sostituito dall'articolo 1, comma 1180, della legge 296/2006), al competente Centro per l'impiego, che assorbe gli obblighi di comunicazione dal datore di lavoro nei confronti della competente Prefettura, con l'invio del modello unico. Ciò, unitamente al fatto che l'articolo 4 della legge 183 del 2010 ha, peraltro, introdotto sanzioni amministrative più gravi a fronte della violazione del predetto obbligo di comunicazione.
Relativamente all'articolo 24 del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, si sottolinea la chiara volontà, espressa dal legislatore, di estendere le previsioni in materia di rifiuto e di revoca del nulla osta al lavoro contenute nei commi 5-bis e 5-ter dell'articolo 22, anche al lavoro subordinato di tipo stagionale.
Con riguardo, infine, ai contenuti della disposizione transitoria, di cui all'articolo 5 del decreto legislativo in esame, nel precisare che sarà cura di questa Direzione Centrale fornire le necessarie indicazioni di carattere tecnico-operativo, a seguito dell'adozione del Decreto interministeriale previsto dal comma 1, si richiama l'attenzione dellle SSLL sui seguenti dispositivi:
4. al comma 1 è precisato che:
a) la dichiarazione di emersione deve essere presentata dai datori di lavoro che, alla data di entrata in vigore del decreto legislativo 16 luglio 2012, n. 109 (9 agosto 2012) occupano alle proprie dipendenze da almeno tre mesi, e continuano ad occuparli alla data di presentazione della stessa dichiarazione di emersione, un lavoratore straniero irregolarmente presente sul territorio nazionale;
b) il lavoratore straniero deve essere presente sul territorio nazionale in modo ininterrotto almeno dal 31 dicembre 2011; tale presenza dovrà essere attestata mediante documentazione proveniente da organismi pubblici;
c) la dichiarazione deve essere presentata dal 15 settembre al 15 ottobre pp.vv., Secondo le modalità che verranno fissate con lo specifico decreto interministeriale;
5. al comma 3 è previsto che sono ammessi alla procedura di emersione i datori di lavoro italiani, comunitari o stranieri titolari di permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo che non risultino condannati:
>a) per i reati di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, verso l'Italia e dell'immigrazione clandestina dall'Italia verso altri Stati o per reati diretti al reclutamento di persone da destinare alla prostituzione o allo sfruttamento della prostituzione o di minori da impiegare in attività illecite;
>b) ai sensi dell'articolo 603-bis codice penale;
c) per i reati previsti dall'articolo 22, comma 12, dello stesso novellato decreto legislativo 286/98;
6. al comma 4 è chiarito che non possono accedere alla procedura anche quei datori di lavoro che, a seguito dell'espletamento di precedenti procedure di ingresso di cittadini stranieri per motivi di lavoro subordinato ovvero di procedure di emersione, non hanno provveduto alla sottoscrizione del relativo contratto di soggiorno o all'assunzione dello straniero (salvo, chiaramente, cause di forza maggiore non imputabili al datore di lavoro);
7. al comma 5 è precisato che il datore di lavoro è tenuto al versamento di un contributo forfettario di 1.000 euro per ciascun lavoratore e alla regolarizzazione delle somme dovute a titolo retributivo, contributivo e fiscale;
8. al comma 6 è previsto che, dalla data di entrata in vigore del decreto legislativo 16 luglio 2012, n 109 (9 agosto 2012) fino alla definizione del procedimento di regolarizzazione instaurato, sono sospesi i procedimenti penali e amministrativi sia nei confronti del datore di lavoro che nei confronti del lavoratore straniero; tuttavia, tale previsione deve essere letta alla luce delle successive disposizioni contenute nei commi 11 e 13 dello stesso articolo 5 in esame
9. al comma 9 è previsto che contestualmente alla stipula del contratto di soggiorno i datori di lavoro effettui la comunicazione obbligatoria di assunzione al centro per l'impiego ovvero, in caso di lavoro domestico, all'inps;
10. al comma 11 è precisato che, nelle more della definizione del procedimento di regolarizzazione, lo straniero non può essere espulso tranne che nei casi specificatamente previsti nel successivo comma 13, e così sintetizzabile:
a) qualora risulti destinatario di un provvedimento di espulsione, comminato ai sensi dell'articolo 13, commi 1 e 2, lettera c), del testo unico di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n 286, e dell'articolo 3 del decreto-legge 27 luglio 2005, n. 144, convertito con modificazioni, dalla legge 31 luglio 2005, n. 155, e successive modificazioni ed integrazioni;
b) qualora risulti segnalato, nel SIS, da un altro Stato Schengen, anche in base ad accordi o convenzioni internazionali in vigore per l'Italia ai fini della non ammissione;
c) qualora risulti condannato, anche con la sentenza non definitiva, compresa quella pronunciata anche a seguito di applicazione della pena su richiesta ai sensi dell'articolo 444 del codice di procedura penale, per uno dei reati previsti dall'articolo 380 del medesimo codice;
d) qualora lo straniero sia considerato una minaccia per l'ordine pubblico o la sicurezza dello Stato o di uno dei paesi con i quali l'Italia ha sottoscritto accordi per la soppressione dei controlli alle frontiere interne e la libera circolazione delle persone; né la valutazione della pericolosità dello straniero si tiene conto anche di eventuali condanne, anche con la sentenza non definitiva, compresa quella pronunciata anche a seguito di applicazione della pena su richiesta ai sensi dell'articolo 444 del codice di procedura penale, per uno dei reati previsti dall'articolo 381 del medesimo codice.
11. al comma 13, infatti, sono specificatamente indicati i lavoratori stranieri che non sono ammessi alla procedura di emersione.
Per quanto concerne l'azione di contrasto all'immigrazione illegale, occorre tenere presente che il legislatore ha escluso dalla procedura di emersione:
- il lavoratore straniero che appartiene ad una delle categorie indicate al comma 13, precedentemente illustrate, pur se presenti sul territorio nazionale prima del 31 dicembre 2011;
- Il lavoratore straniero che non appartiene ad una delle categorie di cui al citato comma 13, qualora lo stesso non sia presente sul territorio nazionale, ininterrottamente, almeno dal 31 dicembre 2011.
A tale proposito, si legge ancora di più l'esigenza di far precedere ogni attività correlata all'allontanamento dello straniero da un'attenta valutazione della sua situazione personale, rilevabile dalla rituale intervista o documentabile mediante la compilazione del "foglio notizie", come indicato con la circolare n. 400/A2011/10.2.5 del 29 giugno 2011, a firma del Signor Capo della Polizia-Direttore Generale della Pubblica Sicurezza.
Nel restare a disposizione per eventuali, ulteriori delucidazioni, si confida nella consueta collaborazione delle SS.LL.
IL DIRETTORE CENTRALE
Rodolfo Ronconi
Venerdì, 27 Luglio 2012

Sanatoria 2012. circolare prot. n. 5090 del 31 Luglio 2012

 

Il Dipartimento per le libertà Civili e l'Immigrazione del Ministero dell'Interno ha pubblicato la circolare prot. n. 5090 del 31 Luglio 2012 per fornire indicazioni e chiarimenti per la regolarizzazione dei lavoratori extra-ue clandestini prevista dall'art. 5 del Decreto legislativo n. 109/2012, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 25 Luglio 2012.

In seguito riportiamo per approfondimento la circolare prot. n. 5090 del 31 Luglio 2012.

 

 CIRCOLARE N. 5090 DEL 31 LUGLIO 2012 MINISTERO DELL'INTERNO

Decreto Legislativo n. 109 del 16 luglio 2012, recante "Attuazione della direttiva 2009/52/CE che introduce norme minime relative assunzioni e a provvedimenti nei confronti dei datori di lavoro che impiegano cittadini di Paesi terzi il cui soggiorno e irregolare"
MINISTERO DELL'INTERNO
DIPARTIMENTO PER LE LIBERTA' CIVILI E L'IMMIGRAZIONE
Direzione Centrale per le Politiche dell'Immigrazione e dell'Asilo
Ufficio I - Pianificazione delle Politiche dell'Immigrazione e dell'Asilo

 

OGGETTO: Decreto Legislativo n. 109 del 16 luglio 2012, recante "Attuazione della direttiva 2009/52/CE che introduce norme minime relative assunzioni e a provvedimenti nei confronti dei datori di lavoro che impiegano cittadini di Paesi terzi il cui soggiorno e irregolare."

    È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 25 luglio 2012, serie generale n. 172, il decreto legislativo n. 109 del 16 luglio 2012, "Attuazione della direttiva 2009/52/CE che introduce norme minime relative assunzioni e a provvedimenti nei confronti dei datori di lavoro che impiegano cittadini di Paesi terzi il cui soggiorno e irregolare", che entrerà in vigore il prossimo 9 agosto 2012.
    La Direttiva che viene recepita intende rafforzare la cooperazione tra Stati membri nella lotta contro l'immigrazione illegale, introducendo il divieto per i datori di lavoro di impiegare cittadini di paesi terzi il cui soggiorno e irregolare, nonché norme minime relative assunzioni e a provvedimenti nei confronti di tali datori di lavoro.
    Il predetto divieto, in realtà, è già presente nel nostro ordinamento che - all'articolo 22, comma 12 del decreto legislativo 286/1998 - prevede che l'impiego di stranieri il cui soggiorno e irregolare sia punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa di 5.000 euro per ogni lavoratore impiegato. Il decreto legislativo in oggetto reca delle ipotesi aggravanti nei casi in cui l'impiego di cittadini stranieri il cui soggiorno e irregolare sia caratterizzato da "particolare sfruttamento", riconducibili alle ipotesi in cui al terzo comma dell'art. 603 bis del codice penale.

    Particolare interesse per le procedure di competenza degli Sportelli Unici per l'Immigrazione riveste la modifica apportata al citato art. 22 con l'introduzione del comma 5 ter.
    Tale disposizione prevede che il nulla osta lavoro debba essere rifiutato ovvero, nel caso sia stato rilasciato, debba essere revocato nell'ipotesi in cui:
gli specifici documenti presentati siano stati ottenuti mediante frode o siano stati falsificati o contraffatti;
lo straniero non si rechi presso lo Sportello Unico competente, per la firma del contratto di soggiorno, entro il termine previsto dalla norma, salvo che il ritardo sia dipeso da cause di forza maggiore.

    La revoca del nullaosta viene comunicata al Ministero degli Affari Esteri con un collegamento telematico, appositamente predisposto, anche per gli eventuali adempimenti correlati alla successiva revoca del visto di ingresso.
    Si segnala, inoltre, l'abrogazione del comma 7 del già richiamato art. 22. Tale disposizione va correlata con l'attuale sistema della comunicazione obbligatoria al Centro per l'impiego che assorbe con l'invio del modello unico gli obblighi di comunicazione del datore di lavoro nei confronti della competente Prefettura.
    Al fine di consentire ai datori di lavoro interessati di adeguarsi volontariamente alle norme di legge, ponendo in atto un ravvedimento operoso e di evitare così sanzioni più gravi, è stata prevista una fase transitoria entro la quale può essere dichiarata la sussistenza di un rapporto di lavoro irregolare.
    L'art. 5 del provvedimento normativo, titolato "Disposizione transitoria" ha introdotto, quindi, la possibilità per i datori di lavoro, italiani o stranieri in possesso del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo che, alla data di entrata in vigore del decreto legislativo, occupano irregolarmente da almeno tre mesi e continuano ad occupare alla data di presentazione della dichiarazione di immersione lavoratori stranieri presenti sul territorio nazionale ininterrottamente almeno dalla data del 31 dicembre 2000 e 11 o precedentemente, e dichiarare la sussistenza del rapporto di lavoro allo Sportello Unico per l'Immigrazione.
    Si fa presente che le indicazioni circa le modalità di presentazione della dichiarazione di immersione del rapporto di lavoro o quelle necessarie per la regolarizzazione delle somme dovute dal datore di lavoro a titolo retributivo, contributivo e fiscale pari almeno a sei mesi, nonché i limiti di reddito di lavoro di lavoro richiesti per l'emersione del rapporto di lavoro saranno stabiliti con decreto del Ministro dell'Interno di concerto con il Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, con il Ministro per la Cooperazione Internazionale e l'Integrazione e con il Ministro dell'Economia e delle Finanze, da adottarsi entro 20 giorni dall'entrata in vigore del provvedimento legislativo.
    Si evidenziano, di seguito, alcuni punti della normativa di particolare rilevanza e si fa riserva di fornire le indicazioni operative non appena sarà adottato il predetto decreto interministeriale.

    In particolare:

  • il lavoratore straniero per il quale presentata la domanda di emersione deve trovarsi nel territorio nazionale ininterrottamente almeno dal 31 dicembre 2011 o precedentemente e la sua presenza deve essere attestata da documentazione proveniente da organismi pubblici;
  • la dichiarazione di emersione è rivolta ai lavoratori subordinati stranieri occupati in tutti i settori;
  • sono specificate le cause di inammissibilità alla procedura per il datore di lavoro, tra le quali la mancata stipula con il medesimo del contratto di soggiorno e la mancata assunzione del lavoratore, a seguito dell'espletamento di procedure di ingresso per lavoro subordinato, ovvero di procedure di emersione salvo cause di forza maggiore comunque non imputabili al datore di lavoro;
  • il contributo forfettario, da versare prima della presentazione della dichiarazione, ammonta a 1.000 euro;
  • all'atto della stipula del contratto di soggiorno devono essere, altresì, regolarizzate le somme dovute dal datore di lavoro a titolo retributivo, contributivo e fiscale pari ad almeno sei mesi;
  • è prescritto che il parere della questura venga spesso anche nei riguardi del datore di lavoro e che venga acquisito anche il parere della Direzione Territoriale del Lavoro in ordine alla capacità economica del datore di lavoro e alla congruità delle condizioni di lavoro applicati;
  • sia il datore di lavoro sia il lavoratore dovranno essere convocati presso lo Sportello Unico per la presentazione della documentazione richiesta e per la firma del contratto di soggiorno;
  • la comunicazione obbligatoria di assunzione del lavoratore al Centro per l'Impiego o all'INPS, in base alla tipologia di lavoro, deve essere effettuata contestualmente alla stipula del contratto di soggiorno;
  • i requisiti di accesso alla procedura riguardanti il lavoratore straniero sono stati previsti tenendo conto di quanto indicato nella recente sentenza della Corte Costituzionale n. 182/2012 in merito alla valutazione della pericolosità sociale degli stranieri con riferimento ai reati previsti dall'art. 381 del cpp.


Si ringrazia per l'attenzione

IL DIRETTORE CENTRALE
(Malandrino)

Vedi la Circolare n. 6410 del 27 luglio 2012 Ministero dell'Interno

Sanatoria 2012. Pronto il decreto attuativo

 

Tra pochi giorni verrà pubblicato il decreto interministeriale in cui sono contenute le ultime indicazioni per l'attuazione del processo di emersione dal lavoro nero degli immigrati previsto dal decreto legislativo 109 del 16 Luglio 2012.

Esso in sostanza stabilisce:

1. Per quanto concerne il datore di lavoro:

-egli potrà aderire alla regolarizzazione versando un contributo forfettario di 1000 euro per ciascun lavoratore, che dovrà essere versato esclusivamente tramite il modello di pagamento "F24 versamenti con elementi identificativi", disponibile sui siti dell'agenzia delle entrate, del ministero dell'interno e dell'inps.Tale somma non sarà deducibile nella denuncia dei redditi.

-Le somme riscosse non saranno restituite nel caso di irricevibilità, archiviazione o rigetto della dichiarazione di emersione.

 - per poter fare domanda di regolarizzazione il datore di lavoro deve rispondere anche ad un requisito reddituale.In particolare in caso di persona fisica, ente o società, il reddito imponibile o del fatturato risultante dall'ulitma dichiarazione dei redditi, o dal bilancio di esercizio precedente, non deve essere inferiore ai 30mila euro annui. Se si tratta di un contratto di lavoro domestico, invece il minimo reddituale del datore è di 20 mila euro se il nucleo famigliare è composto da un solo soggetto e 27mila se composto da più persone.

 2. Per quanto concerne il lavoratore:

-la presenza sul territorio della persona immigrata da almeno il 31 dicembre 2011 dovrà essere attestata da una documentazione proveniente da un organismo pubblico, la cui attendibilità sarà poi valutata caso per caso dagli uffici addetti a tale scopo. Tale documentazione va presentata allo sportello unico per l'immigrazione.

3. Per quanto concerne la domanda di regolarizzazione:

-potrà essere presentata solo on line dal 15 settembre al 15 ottobre 2012. Per l'invio sarà prima necessario fare una registrazione sull'apposita pagine web disponibile all'indirizzo www.interno.gov.it.

-essa deve contenere i dati identificativi del datore di lavoro, l'indicazione delle generalità e della nazionalità del lavoratore straniero, con alla mano passaporto o altro documento valido per l'ingresso in italia, l'attestazione del requisito reddituale, l'attestazione dell'occupazione del lavoratore; inoltre in essa vanno indicati tipologia e modalità di impiego ovvero lavoro a tempo determinato o indeterminato con orario di lavoro pieno, tranne per i lavoratori domestici, per cui sono ammessi anche rapporti di lavoro a tempo parziali non inferiori alle 20 ore settimanali.

-il datore che richiede la regolarizzazione deve poi dimostrare di aver versato le somme dovute a titolo retributivo, contributivo e fiscale per un periodo non inferiore ai 6 mesi. Si tratta, cioè, delle somme minime giornaliere fissate ogni anno dall'inps.

- al momento della stipula del contratto di soggiorno il datore deve dimostrare di aver risposto a tutti gli obblighi di natura contrbutiva a partire dalla data di assunzione.

Sanatoria 2012: codici tributo f24 per il versamento di 1000 euro

 

La domanda per la regolarizzazione dei lavoratori stranieri prevista dal decreto legislativo n.109 del 16 luglio 2012, come abbiamo accennato nei precedenti articoli, andrà presentata dal 15 settembre 2012 al 15 ottobre 2012 previo il pagamento da parte del datore di lavoro di un contributo forfettario di 1000 euro per ciascun lavoratore.
In merito a questo pagamento, l'Agenzia delle entrate, con la risoluzione n.85/e del 31 Agosto 2012, ha istituito i codici tributo per il versamento di tale contributo.
I codici tributo, operativi dal 7 settembre 2012, sono:
-"REDO" denominato "datori di lavoro domestico - regolarizziazione extracomunitari - art. 5, comma 5, del D.lgs. n. 109/2012";
-"RESU" denominato "datori di lavoro subordinato - regolarizzazione extracomunitari - art. 5, comma 5, del D.lgs. n. 109/2012";
Il pagamento del contributo di 1000 euro deve essere effettuato esclusivamente tramite il modello "F24 con elementi identificativi".

Tale modello è reperibile sul sito internet, del Ministero del lavoro, del Ministero per la cooperazione internazionale e dell'INPS.

La risoluzione specifica che:
1. nella sezione "CONTRIBUENTE", devono essere indicati i dati anagrafici e il codice fiscale del datore di lavoro che effettua il pagamento;
2.nella sezione "ERARIO ED ALTRO", in corrispondenza degli "importi a debito versati":
-il campo "tipo" è valorizzato dalla lettera "R";
-il campo "elementi identificativi" è valorizzato con il numero di passaporto p di altro documento equipollente del lavoratore. Se tale numero è composto da più di 17 caratteri si riportano solo i primi 17;
-il campo "codice" è valorizzato con il codice tributo;
-il campo "anno di riferimento" è valorizzato con "2012", anno per cui si effettua il pagamento.

Risoluzione n. 85 del 31 Agosto 2012

 

Per approfondimenti alleghiamo qui sotto la risoluzione n. 85 del 31 Agosto 2012

 

RISOLUZIONE N. 85/E
Roma, 31 agosto 2012


OGGETTO:Istituzione dei codici tributo per il versamento, tramite modello “F24 Versamenti con elementi identificativi”, del contributo forfettario dovuto ai sensi dell’articolo 5, comma 5, del decreto legislativo del 16 luglio 2012, n. 109. L’articolo 5, comma 1, del decreto legislativo 16 luglio 2012, n. 109, prevede che “I datori di lavoro italiani o cittadini di uno Stato membro dell'Unione europea, ovvero i datori di lavoro stranieri in possesso del titolo di soggiorno previsto dall'articolo 9 del testo unico di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, e successive modificazioni ed integrazioni che, alla data di entrata in vigore del presente decreto legislativo occupano irregolarmente alle proprie dipendenze da almeno tre mesi, e continuano ad occuparli alla data di presentazione della dichiarazione di cui al presente comma, lavoratori stranieri presenti nel territorio nazionale in modo ininterrotto almeno dalla data del 31 dicembre 2011, o precedentemente, possono dichiarare la sussistenza del rapporto di lavoro allo sportello unico per l'immigrazione, […] .
La dichiarazione e' presentata dal 15 settembre al 15 ottobre 2012 […]”.
L’articolo 5, comma 5, del citato decreto, stabilisce che tale dichiarazione “e' presentata previo pagamento, […] di un contributo forfettario di 1.000 euro per ciascun lavoratore. […]”.
In attuazione del predetto disposto normativo, è stato emanato il decreto del Ministro dell'interno del 29 agosto 2012, di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, con il Ministro per la cooperazione internazionale e l'integrazione e con il Ministro dell'economia e delle finanze. Tale decreto, all’articolo 2, prevede che il pagamento del contributo forfettario sia effettuato esclusivamente tramite il modello “F24 Versamenti con elementi identificativi”.
Direzione Centrale Servizi ai Contribuenti
____________


Per consentire il versamento del contributo in parola, tramite il predetto modello di pagamento, sono istituiti i seguenti codici:
· “REDO” denominato “Datori di lavoro domestico – regolarizzazione extracomunitari - art. 5, comma 5, del d.lgs. n.109/2012”;
· “RESU” denominato “Datori di lavoro subordinato – regolarizzazione extracomunitari - art. 5, comma 5, del d.lgs. n. 109/2012”.


In sede di compilazione del modello “F24 Versamenti con elementi identificativi” sono indicati:
 nella sezione “CONTRIBUENTE”, i dati anagrafici e il codice fiscale del datore di lavoro che effettua il pagamento;
 nella sezione “ERARIO ED ALTRO”, in corrispondenza degli “importi a debito versati”:
- il campo “tipo” è valorizzato con la lettera “R”;
- il campo “elementi identificativi” è valorizzato con il numero di passaporto o di altro documento equipollente del lavoratore. Se tale numero è composto da più di 17 caratteri si riportano solo i primi 17;
- il campo “codice” è valorizzato con il codice tributo;
- il campo “anno di riferimento” è valorizzato con “2012”, anno per cui si effettua il versamento.
Il modello di pagamento “F24 Versamenti con elementi identificativi” è reperibile oltre che sul sito internet dell’Agenzia delle entrate anche sui siti internet del Ministero dell'interno, del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, del Ministero per la cooperazione internazionale e l’integrazione e dell’INPS.
I suddetti codici tributo sono operativamente efficaci a decorrere dal 7settembre 2012.
IL DIRETTORE CENTRALE

Sanatoria 2012: ulteriori specificazioni per la domanda di regolarizzazione

 

1.Come fare la domanda di emersione?
Sarà possibile fare la richiesta di regolarizzazione solamente attraverso un iter on line. Quindi, per eseguire la procedura, sono necessari: un pc, una connessione internet e, a portata di mano, una documentazione necessaria.

2.In caso di dubbi sulle modalità di compilazione e sulla procedura da seguire c'è un servizio di assistenza o una guida?
certamente, il manuale di utilizzo del sistema è reperibile all'indirizzo internet www.interno.gov.it. Inoltre ci sarà un help desk attivo dal prossimo 15 settembre.

3.Quali sono le fasi principali del procedimento di regolarizzazione?
1.registrazione  del datore di lavoro su una sezione dedicata del sito web del ministero dell'interno, disponendo di un indirizzo di posta elettronica così da generare l'apposito modulo e procedere all'inserimento dei propri dati anagrafici
2.installazione nel proprio pc del programma per la compilazione della domanda di assunzione
3.compilazione del modulo:

-con l'inserimento dei dati anagrafici di datore e lavoratore. Ricordiamo che la regolarizzazioen è consentita ai datori italiani, comunitari o stranieri con permesso di soggiorno o in attesa di ricevere la carta di soggiorno. I documenti devono essere validi ma il passaporto dello straniero scaduto permette comunque l'inoltro della domanda a condizione che all'appuntamento presso lo sportello unico per l'immigrazione ne abbia uno in corso di validità.
- dopo i dati anagrafici si procede alla compilazione della proposta di contratto di soggiorno  per lavoro subordinato:tipologia/mansioni, livello-categoria, tipo di rapporto e orario di impiego settimanale, località di impiego del lavoratore.Nel caso il datore voglia rivalersi delle spese per la messa a disposizione dell'alloggio trattenendo dalla retribuzione una somma massima di un terzo del suo importo mensile, la decurtazione, così come la misura deve essere prevista nella proposta di contratto di soggiorno.
- inoltre il datore dovrà dichiarare:
a) che il rapporto è stato costituito minimo dal 9 maggio 2012 (6 mesi)
b) di disporre di reddito, per i datori di lavoro domestico, di: 20 mila nel caso di nucleo familiare composto da un solo soggetto e 27 mila nel caso di nucleo familiare composto da più soggetti conviventi; inoltre particolare compartecipa alla formazione del reddito il coniuge e i parenti entro il secondo grado (quindi anche i figli), anche se non conviventi. nel caso di badanti di persona non autosufficiente (con non autosufficienza documentata) non vi è un limite di reddito. Per tutte le altre tipologie  di lavoro, invece, il reddito o il fatturato minimo per presentare la domanda è di 30 mila euro.
c) di garantire al lavoratore una retribuzione mensile non inferiore a quella prevista dal ccnl di riferimento
d) di impegnarsi di sostenere le spese di rientro del lavoratore in patria nel caso di espulsione
e) a comunicare ogni variazione del rapporto di lavoro
f) il datore dovrà poi riportare la data del versamento dei 1000 euro previsti come contributo forfettario e di digitare il codice a barre della marca da bollo di 14,62 euro


4.Invio del modulo che:
a) si potrà trasmettere dal 15 settembre al 15 ottobre
b) il sistema invierà una ricevuta per ogni domanda, la cui copia andrà consegnata al lavoratore in caso di controllo sulla regolarità della sua permanenza sul territorio nazionale
5.infine, è prevista la convocazione presso lo sportello unico durante la quale il datore dovrà presentare copia della dichiarazione dei redditi e della ricevuta di invio telematico della domanda, copia del versamento delle somme dovute a titolo retributivo, contributivo e fiscale, per un periodo commisurato al rapporto di lavoro, o, comunque, non inferiore ia 6 mesi, il modello f24 e la marca da bollo.

4. Come si documenta la presenza del lavoratore straniero in Italia dal 31/12/2011, requisito fondamentale per la richiesta della domanda?
Tale documentazione deve provenire da organismi pubblici. In specifico saranno validi:
a) timbri di entrata sul passaporto
b) i decreti di espulsione
c) i certificati medici ospedalieri
d) i tesserini stp per l'accesso all'assistenza sanitaria dei clandestini
e) gli inviti di recarsi in questura per regolarizzare la propria posizione amministrativa
f) copia della cessione di fabbricato
Al contratio non saranno valide le documentazioni di privati, quali, ad esempio, gli scontrini di acquisto o le ricevute di invio di denaro

5.Mano al portafoglio, cosa dovrà versare il datore di lavoro per regolarizzare il lavoratore straniero?
1.versamento dal 7 settembre del contributo forfettario di 1000 euro, mediante f24 con elementi identificativi (codice tributo redo nel caso di regolarizzazione lavoro domestico e codice tributo resu nel caso di regolarizzazione di lavoro subordinato). Tale contributo è versato all'inps e non è deducibile dal reddito. Nel caso di esito negativo della sanatoria l'importo non sarà restituito.
-pagamento di tutti gli oneri inerenti il costo del lavoro riferito al rapporto di lavoro sommerso, per un periodo non inferiore ai 6 mesi: parte retributiva, contributiva e fiscale.


a) oneri di retribuzione: le somme versate al lavoratore, di cui si dovrà rendere dimostrazione circa l'avvenuta erogazione, non possono essere inferiori a quanto discipinato dai contratti collettivi nazionali di lavoro in base a mansione e livello. nel caso contrario il datore dovrà versare la differenza entro la prima convocazione della prefettura a conclusione della procedura. Per colf e badanti, per cui è accettata la domanda di regolarizzazione anche con lavoro part-time di minimo 20 ore (per tutte le altre tipologie di lavoro invece solo full  time), la corresponsione della retribuzione non può essere inferiore al minimo previsto per l'assegno sociale.
b) oneri fiscali: nel caso di lavoratore domestico, egli dovrà fare la dichiarazione dei redditi con modello unico per i redditi percepiti nel 2012. Per le altre tipologie di lavoro il datore, in quanto sostituto d'imposta, dovrà versare le ritenute irpef, le addizionali comunali e regionali per il periodo di lavoro pregresso (minimo 6 mesi) entro il prossimo 16 novembre mediante f24 e certificarne il pagamento in sede di sottoscrizione del contratto di soggiorno
c) oneri contributivi: per quanto riguarda il lavoro domestico: i contributi inps saranno dovuti, in aggiunta ai mille euro e varieranno in base al numero di ore che sarà indicato nella domanda di emersione (minimo 20, massimo 54) e dovranno essere versati solo mediante i mav che l'istituto manderà al datore di lavoro. Per gli altri contratti di lavoro la correttezza del versamento di contributi sarà evinta dal durc, che sarà richiesto dallo sportello unico in via telematica  all'inps. Il Durc dovrà attestare la regolarità dalla data di assunzione del lavoratore, ovvero la data in cui ha avuto inizio il rapporto di lavoro sommerso.

6. Per la regolarizzazione si potrà instaurare anche un rapporto di lavoro a tempo determinato?
Certamente, il rapporto di lavoro può essere instaurato sia a tempo indeterminato che a tempo determinato.

7. Se il lavoratore in passato è stato espulso, si può presentare la procedura di emersione?
Sì, si può procedere all'emersione se egli è stato espulso per violazione delle norme di soggiorno come, ad esempio, quando è entrato senza controlli alla frontiera nel territorio italiano, quando si è trattenuto nel territorio italiano senza permesso di soggiorno, quando il permesso è stato revocato, annullato, rifiutato o scaduto senza che ne sia stato chiesto il rinnovo.

8. Esiste un limite numerico per il personale domestico che si intende regolarizzare?
no, non esiste un limite ma il datore deve tuttavia dimostrare di avere una capacità economica congrua al numero delle richieste presentate, che sarà valutata dalla Direzione territoriale del lavoro, tenendo conto anche del numero dei dipendenti già in forza alla data della presentazione della domanda.

9. Il datore di lavoro che si rifiuti di assumere l'extracomunitario alla stipula del contratto di soggiorno, rischia sanzioni?
Se il datore rifiuta di sottoscrivere il contratto di lavoro cessano i benefici della sanatoria e scatteranno procedimenti penali ed amministrativi. Ma, nel caso in cui la sanatoria non andasse a buon fine per motivi indipendenti dalla volontà o dal comportamento del datore di lavoro, si avrà l'archiviazione della condotta illecita.

10. Nel caso la badante sia sempre stata pagata in contanti come dimostrare che il rapporto sussiste dal 9 maggio o da una data precedente?
La data di inizio rapporto rientra tra i dati dell'istanza che costituisce una dichiarazione di responsabilità.

11. Se una colf ha fatto due lavori con due datori diversi dal 9 maggio si può chiedere la regolarizzazione per l'ultimo datore di lavoro?
No perchè il rapporto di lavoro con il datore deve sussistere minimo dal 6 maggio, ovvero tre mesi prima dell'entrata in vigore della legge per la sanatoria del 9 agosto.

12. Nel caso di straniero avente permesso di soggiorno ma non abilitato a lavorare è possibile chiedere la regolarizzazione?
Certamente, poichè il lavoratore non è in possesso di un titolo abilitante allo svolgimento di attività lavorativa, e quindi svolge un lavoro in una condizione irregolare, egli può accedere alla sanatoria.

13. Quali sono i termini per i pagamenti previsti per la regolarizzazione da parte del datore di lavoro?
Il versamento dei 1000 euro di contributo forfettario va fatto prima dell'invio della domanda, mentre quello relativo alle somme dovute a livello contributivo, fiscale e retributivo entro la data della convocazione alla sportello unico per l'immigrazione, dove, infatti, si dovranno esibire tutte le ricevute dei pagamenti effettuati.

14. La documentazione che attesta la presenza del lavoratore straniero almeno dal 31 dicembre 2011 dovrà essere allegata alla domanda di emersione?
No, secondo le indicazioni del ministro dell'Interno, la documentazione proveniente da organismi pubblici che attesta la presenza dovrà essere esibita allo sportello unico.

15. Possono fare domanda di emersione anche i datori di lavoro che hanno in corso un processo penale o amministrativo per aver assunto un lavoratore straniero senza permesso di soggiorno?
Certamente, sarà possibile una sospensione dei procedimenti penali o amministrativi per tutti i datori che abbiano assunto irregolarmente stranieri e che abbiano subito ispezioni anche dopo il 9 agosto 2012.

 

 

Decreto interministeriale del 29 Agosto 2012

 

Ministero dell'Interno
Decreto 29 agosto 2012
Attuazione dell'articolo 5 del decreto legislativo n. 109/2012, in materia di emersione dal lavoro irregolare. (12A09682)
IL MINISTRO DELL'INTERNO di concerto con
IL MINISTRO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI
IL MINISTRO PER LA COOPERAZIONE INTERNAZIONALE E L'INTEGRAZIONE
IL MINISTRO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE
Visto il decreto legislativo 16 luglio 2012, n. 109, recante "Attuazione della direttiva 2009/52/CE che introduce norme minime relative a sanzioni e a provvedimenti nei confronti di datori di lavoro che impiegano cittadini di paesi terzi il cui soggiorno e'irregolare";
Visto in particolare l'articolo 5 del decreto legislativo 16 luglio 2012, n. 109, concernente la possibilita' di dichiarare la sussistenza dei rapporti di lavoro irregolari, che demanda ad un decreto del Ministro dell'interno, di concerto con i Ministri del lavoro e delle politiche sociali, per la cooperazione internazionale e l'integrazione e dell'economia e delle finanze: la fissazione delle modalita' di presentazione della dichiarazione di emersione del rapporto di lavoro; la fissazione delle modalita' per la regolarizzazione delle somme dovute dal datore di lavoro a titolo retributivo, contributivo e fiscale; la fissazione dei limiti di reddito del datore di lavoro richiesti per l'emersione del rapporto di lavoro;
Visto il decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286 e successive modificazioni ed integrazioni, recante "Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione giuridica dello straniero in Italia";
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1999, n. 394 e successive modificazioni e integrazioni, recante il regolamento di attuazione del testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero ed in particolare l'articolo 30 bis;
Decreta:
Art. 1
Presentazione della dichiarazione di emersione
1. I datori di lavoro di cui all'articolo 5, comma 1, del decreto legislativo 16 luglio 2012 n. 109, nonche' i datori di lavoro stranieri che hanno esercitato il diritto alla libera circolazione in conformita' alla direttiva 2004/38/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, che, alla data di entrata in vigore del medesimo decreto, occupano irregolarmente alle proprie dipendenze da almeno tre mesi e continuano ad occupare alla data di presentazione della dichiarazione di emersione, lavoratori stranieri presenti nel territorio nazionale ininterrottamente almeno dalla data del 31 dicembre 2011 o precedentemente, possono dichiarare la sussistenza del rapporto di lavoro allo sportello unico per l'immigrazione.
2. Le dichiarazioni di emersione di cui al comma 1 sono presentate esclusivamente con modalita'  informatiche dal 15 settembre al 15 ottobre 2012.
3. L'accesso al sistema informatico avviene tramite connessione ad internet e consente la compilazione e la spedizione telematica della dichiarazione di emersione, previa registrazione dell'utente sull'apposita pagina disponibile all'indirizzo www.interno.gov.it .
4. Le fasi della procedura e le modalita' di compilazione dei moduli appositamente predisposti per la presentazione della dichiarazione di emersione sono indicate nel "Manuale dell'utilizzo del sistema" pubblicato a cura del Ministero dell'interno all'indirizzo di cui al comma 3.
Art. 2
Pagamento del contributo forfetario
1. La dichiarazione di emersione e' presentata previo pagamento di un contributo forfetario di 1.000,00 (mille) euro per ciascun lavoratore. Tale importo non e' deducibile ai fini dell'imposta sul reddito.
2. Il contributo forfetario e' versato esclusivamente tramite il modello di pagamento "F24 Versamenti con elementi identificativi", reso disponibile sui siti internet dell'Agenzia delle entrate, del Ministero dell'interno, del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, del Ministero della cooperazione internazionale e dell'integrazione e dell'INPS. Il modello di pagamento deve contenere, oltre ai dati relativi al datore di lavoro, anche il numero di passaporto o di altro documento equipollente dellavoratore.
3. Con risoluzione dell'Agenzia delle entrate sono istituiti i codici tributo per il versamento del contributo forfetario e sono impartite le istruzioni per la compilazione del modello di pagamento.
4. Le somme riscosse a titolo di contributo forfetario sono riversate all'INPS, a cura della Struttura di gestione di cui all'art. 22 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, per essere destinate alle relative finalita' ai sensi del comma 14 dell'articolo 5 del decreto legislativo 16 luglio 2012, n. 109.
5. In caso di irricevibilita', archiviazione o rigetto della dichiarazione di emersione, ovvero di mancata presentazione della stessa, non si procedera' alla restituzione delle somme versate a titolo di contributo forfetario.
Art. 3
Requisito reddituale del datore di lavoro
1. L'ammissione alla procedura di emersione e' condizionata all'attestazione del possesso, da parte del datore di lavoro persona fisica, ente o societa', di un reddito imponibile o di un fatturato risultante dall'ultima dichiarazione dei redditi o dal bilancio di esercizio precedente non inferiore a 30.000,00 (trentamila) euro annui, salvo quanto previsto al comma 2.
2. Per la dichiarazione di emersione di un lavoratore straniero addetto al lavoro domestico di sostegno al bisogno familiare, il reddito imponibile del datore di lavoro non puo' essere inferiore a 20.000 euro annui in caso di nucleo familiare composto da un solo soggetto percettore di reddito, ovvero non inferiore a 27.000 euro annui in caso di nucleo familiare inteso come famiglia anagrafica composta da piu' soggetti conviventi. Il coniuge ed i parenti entro il 2^ grado possono concorrere alla determinazione del reddito anche se non conviventi.
3. In caso di dichiarazione di emersione presentata dal medesimo datore di lavoro per piu' lavoratori, ai fini della sussistenza del requisito reddituale di cui ai commi 1 e 2, la congruita' della capacita' economica del datore di lavoro in rapporto al numero delle richieste presentate, e' valutata dalla direzione territoriale del lavoro ai sensi del comma 8 dell'articolo 30 bis del D.P.R. 31 agosto 1999 n.394.
4. La verifica dei requisiti reddituali di cui al comma 2 non si applica al datore di lavoro affetto da patologie o handicap che ne limitano l'autosufficienza, il quale effettua la dichiarazione di emersione per un lavoratore straniero addetto alla sua assistenza.
Art. 4
Contenuti della domanda di emersione
1. La dichiarazione di cui all'articolo 1 contiene, a pena di inammissibilita':
a) i dati identificativi del datore di lavoro, compresi i dati relativi al titolo di soggiorno nel caso di datore di lavoro straniero;
b) l'indicazione delle generalita' e della nazionalita' del lavoratore straniero occupato al quale si riferisce la dichiarazione e l'indicazione degli estremi del passaporto o di un altro documento equipollente valido per l'ingresso nel territorio dello Stato;
c) l'indicazione della tipologia e delle modalita' di impiego;
d) l'attestazione del possesso del requisito reddituale di cui all'articolo 3;
e) l'attestazione dell'occupazione del lavoratore per il periodo previsto dall'articolo 1;f) la dichiarazione che la retribuzione convenuta non e' inferiore a quella prevista dal vigente contratto collettivo nazionale di lavoro di riferimento;
g) la proposta di contratto di soggiorno previsto dall'articolo 5-bis del testo unico di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286;
h) l'indicazione della data della ricevuta di pagamento del contributo forfetario di 1000 euro di cui all'articolo 2;
i) l'obbligo di regolarizzare la posizione retributiva, contributiva e fiscale secondo quanto previsto dall'art. 5 per un periodo commisurato alla durata del rapporto di lavoro, o comunque non inferiore a sei mesi, per rapporti di durata inferiori al semestre;
l) l'indicazione del codice a barre telematico della marca da bollo di 14,62 euro richiesta per la procedura di emersione.
2. Per tipologia e modalita' di impiego di cui alla lettera c) del comma 1 si intende il lavoro subordinato a tempo determinato e indeterminato con orario di lavoro a tempo pieno, fatta eccezione per il settore del lavoro domestico di sostegno al bisogno familiare per il quale sono ammessi i rapporti di lavoro a tempo determinato e indeterminato con orario di lavoro a tempo parziale non inferiore alle 20 ore settimanali, con la retribuzione prevista dal CCNL e comunque non inferiore al minimo previsto per l'assegno sociale.
Art. 5
Regolarizzazione delle somme dovute dal datore di lavoro a titolo retributivo, contributivo e fiscale
1. Il datore di lavoro deve dimostrare la regolarizzazione delle somme dovute al lavoratore a titolo retributivo, per un periodo commisurato alla durata del rapporto di lavoro o comunque non inferiore a 6 mesi, mediante attestazione redatta congiuntamente al lavoratore stesso, del pagamento degli emolumenti dovuti in base al CCNL riferibile alle attivita' svolte. Tali somme arretrate devono corrispondere alle retribuzioni minime giornaliere fissate annualmente dall'INPS ai sensi della Legge n. 389 del 7 dicembre 1989 di conversione del D.L. n. 338/1989).
2. All'atto della stipula del contratto di soggiorno, il datore di lavoro deve, altresi', dimostrare di aver provveduto ad adempiere, nel rispetto delle disposizioni vigenti, a tutti gli obblighi in materia  contributiva maturati a decorrere dalla data di assunzione del lavoratore come risulta dalla dichiarazione di cui all'articolo 1, fino alla data di stipula del contratto di soggiorno e, comunque,per un periodo non inferiore a sei mesi. A tal fine, per la regolarizzazione di un rapporto di lavoro dipendente non domestico il datore di lavoro dovra':
a) per un rapporto di lavoro non agricolo provvedere alla regolarizzazione dei lavoratori oggetto di emersione e presentare copia delle denunce Uniemens prelevate dal rendiconto individuale del lavoratore per tutti i mesi oggetto della regolarizzazione.
Lo sportello unico per l'immigrazione provvedera' a richiedere in via telematica il documento unico di regolarita' contributiva (DURC) al fine di accertare, a decorrere dalla data di assunzione del lavoratore, la correttezza e la correntezza dei versamenti contributivi e assicurativi del datore di lavoro nonche', se dovuti, dei versamenti alla Cassa edile.
b) per un rapporto di lavoro agricolo provvedere alla regolarizzazione dei lavoratori oggetto di emersione e presentare la copia del modello DMAG e/o DMAG di variazione trasmesso all'Inps.
Lo sportello unico provvedera' a richiedere, in via telematica all'Inps, la certificazione di regolarita' contributiva dell'azienda che attestera', a decorrere dalla data di assunzione del lavoratore, l'avvenuta denuncia del lavoratore stesso e la correttezza e correntezza degli adempimenti contributivi del datore di lavoro.
Con specifico riferimento, invece, alla regolarizzazione di un rapporto di lavoro domestico il datore di lavoro dovra' dimostrare di aver effettuato il pagamento dei contributi dovuti mediante esibizione di copia del bollettino MAV, pagabile, al riguardo, esclusivamente presso gli sportelli bancari o postali.
3. Il datore di lavoro regolarizza, ai fini fiscali, le somme dovute sulle retribuzioni corrisposte al  lavoratore, per un periodo commisurato alla durata del rapporto di lavoro o comunque non inferiore a sei mesi, mediante il versamento entro il 16 novembre 2012 delle ritenute operate ai sensi dell'articolo 23 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600 e delle trattenute operate ai sensi dell'articolo 50 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446 e dell'articolo 1 del decreto legislativo 28 settembre 1998, n. 360.
Con riferimento alle somme corrisposte a partire dal mese successivo a quello di presentazione della dichiarazione di cui all'art. 5, comma 1, del D.Lgs. n. 109/2012, il versamento delle ritenute e delle trattenute operate deve essere effettuato entro il termine previsto dall'articolo 8 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602.
In ogni caso, la regolarizzazione deve essere attestata all'atto della stipula del contratto di soggiorno mediante apposita autocertificazione.
Art. 6
Comunicazione obbligatoria di assunzione
1. Con la sottoscrizione del contratto di soggiorno il datore di lavoro assolve agli obblighi di  comunicazione di cui all'art. 9, comma 2, del decreto-legge 1 ottobre 1996, n. 510, convertito, con modificazioni nella legge 28 novembre 1996, n.608. Tale comunicazione e' messa a disposizione dei servizi competenti e delle direzioni territoriali del lavoro secondo gli standard tecnici di cui al decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale 30 ottobre 2007.
Art. 7
Clausola di invarianza finanziaria
1. Dall'attuazione del presente decreto non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Le Amministrazioni interessate provvedono agli adempimenti previsti con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente.
Il presente decreto sara' trasmesso ai competenti organi di controllo e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.

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