Domanda maternità anticipata per colf e badanti


Alla collaboratrice domestica in gravidanza spetta un periodo di astensione obbligatoria dal lavoro che inzia due mesi prima del parto e termina tre mesi dopo. Però, il decreto legislativo 151/2001 del Testo Unico per la tutela e il sostegno della maternità, prevede anche la possibilità di astensione anticipata nei seguenti casi:
1) gravi complicanze della gravidanza o gravidanza a rischio con preeesistenti forme morbose che potrebbero compromettere lo stato della gestante;
2) condizioni ambientali o di lavoro considerate pregiudizievoli per la salute del bambino e della madre;
3) La collaboratrice sia addetta a sollevamento e trasporto pesi o addetta a lavori pericolosi, insalubri o faticosi e non possa essere trasferita ad altre mansioni.


Per richiedere l'astensione anticipata questa è la procedura:
Nel caso 1:
- la collaboratrice dovrà recarsi dal ginecologo e farsi rilasciare un certificato che attesta la gravidanza a rischio
- dovrà inviare ( si consiglia mediante un patronato) la domanda di maternità anticipata all'uls di residenza. E' poi l'usl che contatta la direzione provinciale del lavoro che rilascerà il provvedimento.
- la collaboratrice dovrà poi consegnare una copia del provvedimento al datore di lavoro.
Nel caso 2 o 3:
- la collaboratrice dovrà recarsi dal ginecologo e farsi rilasciare un certificato che attesti lo stato di gravidanza e la data presunta del parto.
- il datore poi dovrà compilare e firmare la domanda di anticipazione della maternità e poi inviarla alla Direzione provinciale del lavoro insieme al certificato di gravidanza.
In seguito un fac simile di domanda:


Nome e Cognome del datore
Via_________________, n__,
CAP________, Comune (pv)                                                 Luogo e data
                                                                                          Spett.le DIREZ. PROV. DEL LAVORO
                                                                                          Ufficio provv. Amm.vi - Maternità
                                                                                          Via________________, n. __                                                                                           CAP, comune (pr)


OGGETTO: Domanda di anticipazione del periodo di astensione obbligatoria (D.Lgs.     151/2001)

Con la presente il sottoscritto datore di lavoro ____________________, nato a ______________(pv), il_____________, e residente in via__________, nel comune di____________(pv), codice fiscale______________

                                                                         DICHIARA

- che la lavoratrice_________________________è attualmente alla_______settimana di gravidanza (EPP___________)
- che l'orario di lavoro svolto è di__________ore settimanali
- che la stessa svolge mansioni di colf/collaboratrice domestica/badante
- che la Sig.ra _____________________________non può essere utilmente adibita a mansioni diverse compatibili con il suo stato di gravidanza;

 

                                                                 tutto ciò premesso

ai sensi del D.Lgs. 151/2001 si richiede l’astensione anticipata dal rapporto di lavoro


                                                                                     NOME E COGNOME DATORE

   Allegato : certificato Gravidanza a rischio
nb. per EPP di intende la data presunta del parto.


Sulla base della documentazione e dell'accertamento medico il servizio ispettivo del Ministero del lavoro invia poi un provvedimento di interdizione anticipata dal lavoro entro 7 giorni dalla ricezione della domanda  e lo rilascia in duplice copia (per il datore di lavoro e per la lavoratrice).
Con la maternità anticipata il trattamento economico riservato è sempre dell'80% della retribuzione, come nel caso di astensione obbligatoria.


 Ricordiamo che con webcolf basta inserire lo stesso codice Mo della maternità obbligatoria anche per la maternità anticipata e il programma calcola in automatico le spettanze e i contributi da pagare per i giorni lavorati prima o dopo la maternità nel trimestre di competenza.

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Formulario - Lettera di assunzione

 

Si pubblica una bozza di lettera di assunzione, redatta tenendo conto di quanto previsto dall’ultimo contratto collettivo dei collaboratori domestici siglato il 01 febbraio 2007.

Si rimanda alle sezioni specifiche per le spiegazioni dettagliate sulle motivazioni e caratteristiche della stessa. La lettera riguarda una colf inquadrata al livello A (il più basso, che automaticamente prevede il passaggio al livello B dopo 12 mesi di servizio, computando anche il periodo svolto presso altri datori di lavoro)

Tale lettera oltre ad altre particolarità per le diverse tipologie di lavoro domestico possono essere compilate in forma automatica all’interno del programma webcolf.

 

ROSSI MARCO

Via Rovereto

35100 Padova (PD)

 

                                  Padova, 01/12/2006

 

                                                                                                 Egr. Sig.

                                  BIANCHI LUIGI

                                  Via Sorelle Bandiera

                                  35100 Padova (PD)

 

 

   OGGETTO: Lettera di assunzione.

 

Facendo seguito agli accordi verbali intercorsi, si conferma la Sua assunzione ed in base al comma 3 dell'art. 9-bis L. 608/96 e al D.Lgs. 152/97, si specificano gli aspetti caratterizzanti il Suo rapporto di lavoro:

 INIZIO DEL RAPPORTO:

L'inizio del rapporto viene stabilito entro e non oltre il 01/01/2007. Oltre tale data, in caso di mancata presa di servizio, indipendente dal motivo, il presente contratto dovrà essere considerato decaduto.

LUOGO DI LAVORO:

Padova (PD) in Via Rovereto. Potrebbe esserle richiesto di effettuare la sua prestazioni presso altre sedi, in caso di trasferimento anche temporaneo del Suo datore di lavoro, trasferimento che, salvo congruo preavviso, dichiara di accettare.

 DURATA DEL RAPPORTO:

A tempo determinato, fino al 31/12/2007,  per sostituire altri lavoratori assenti.

ORARIO DI LAVORO:

54 ore settimanali. Il Sig. BIANCHI LUIGI svolge il proprio rapporto di collaborazione domestica in regime di convivenza presso il datore di lavoro.

La giornata di riposo viene fissata nella giornata di domenica.

L'impegno lavorativo avrà la seguente, sottoelencata, distribuzione giornaliera:

Lunedì:     10 ore

Martedì:    10 ore

Mercoledì:  10 ore

Giovedì:    10 ore

Venerdì:    10 ore

Sabato:     4 ore

Nei rapporti di lavoro a tempo pieno si ricorda che la legge prevede che la distribuzione dell'orario di lavoro possa essere modificata unilateralmente dal datore di lavoro, salvo congruo preavviso.

A norma del combinato disposto dall'art. 6 e 14 del CCNL applicato si precisa che la mezza giornata di riposo aggiuntiva è stabilita di sabato.

 DOMICILIO E RESIDENZA:

Il domicilio e la residenza del lavoratore sono differenti. L'indirizzo di residenza viene confermato essere quello correttamente indicato nel destinatario della presente mentre il domicilio è fissato in via Roma - Padova (PD).

Il lavoratore conferma ed è a conoscenza che l'indirizzo indicato verrà utilizzato in caso di sua assenza dal normale indirizzo di convivenza presso il datore di lavoro.

QUALIFICA E MANSIONI:

Il collaboratore verrà inquadrato al livello A. I compiti assegnati saranno di addetto alle pulizie, lavanderia, aiuto di cucina, assitente ad animali domestici, addetto all'annaffiatura e pulizia di aree verdi. In riferimento al livello di inquadramento il collaboratore  dichiara di avere già svolto per 11 mesi,  compresi quelli presso precedenti datori di lavoro, mansioni di pulizia  e altri compiti comuni inquadrati al livello A (prima del 01.03.2007 nella ex 3a categoria) del CCNL applicato.

OBBLIGO DI FEDELTA':

Il Sig. BIANCHI LUIGI si impegna ad osservare le direttive ricevute dal proprio datore di lavoro e le regole della casa ricevute all'inizio del rapporto di lavoro. La Legge prevede l’obbligo di non divulgare informazioni, affari, notizie riguardanti il datore di lavoro o altre notizie apprese nello svolgimento delle proprie mansioni, facendone un uso in modo da poter recare pregiudizio al datore di lavoro stesso e/o a terzi.

TENUTA DI LAVORO:

Non è prevista una particolare tenuta di lavoro, salvo un vestire sobrio e dignitoso, adatto a svolgere le mansioni descritte.

SPAZIO DOVE RIPORRE I PROPRI OGGETTI PERSONALI:

Al momento della presa di servizio verrà indicato uno spazio dove riporre propri oggetto personali.

PERIODO DI PROVA:

8 giorni di effettivo lavoro durante i quali entrambi le parti possono recedere dal rapporto senza preavviso. La prova sarà inerente alle mansioni sopra elencate.

FERIE:

26 giorni lavorativi. Tale valore va riproporzionato per l'orario di lavoro effettivamente svolto. Il periodo di godimento delle ferie annuali verrà concordato di anno in anno e fissato in accordo tra le parti con congruo preavviso.

 

PREVVISO DI LICENZIAMENTO/DIMISSIONI:

15  giorni di calendario per anzianità fino a 5 anni. 30 giorni di calendario per anzianità superiori. I suddetti termini sono ridotti del 50% nel caso di dimissioni da parte del lavoratore.

 

TRATTAMENTO ECONOMICO:

Corrispondente alle disposizioni contrattuali per il livello assegnato come da importi sotto descritti:

Paga base: ............................ 2,35

Acconto Fut. Aumenti: ........ 3,72

------------------------------------

Totale: .................................. 6,07

 

Per quanto non specificato nella presente le parti dichiarano di voler fare riferimento alle norme previste dal contratto collettivo nazionale di lavoro per i prestatori di lavoro domestico stipulato il 01 febbraio 2007 oltre a tutte le norme di Legge vigenti.

In segno di accettazione delle condizioni sopra espresse, si chiede la restituzione di una copia della presente dopo averla sottoscritta.

Certi di poter contare nella Sua migliore collaborazione, porgiamo distinti saluti.

  

          Il Collaboratore                                       Il datore di lavoro

 

      ------------------------                                   ----------------------------

 

La informo inoltre che, ai sensi dell’art. 10 del D.Lgs. 196 del 30 giugno 2003, i suoi dati personali saranno utilizzati per una corretta gestione del rapporto stesso, dunque per le comunicazioni obbligatorie agli enti di previdenza e assistenza, rapporti con l’amministrazione finanziaria, istituti di credito ed eventuali consulenti familiari. Il trattamento dei predetti dati avverrà mediante  strumenti manuali, informatici e telematici, comunque idonei a garantire al sicurezza e la riservatezza dei dati stessi.

In base all’art. 13 del D.Lgs. 196/2003 lei ha specifici diritti, in particolare può ottenere la conferma circa l’esistenza o meno di dati che la riguardano, conoscerne l’origine, la finalità, chiedere la cancellazione o la trasformazione o il blocco dei dati trattati in violazione di legge.

Il/la sottoscritto/a, ai sensi della legge sopracitata, autorizza e acconsente espressamente che i dati raccolti e in particolare quelli considerati sensibili possano costituire oggetto di trattamento e comunicazione per le finalità della corretta gestione del rapporto di lavoro, degli obblighi di legge e contrattuali.

 

          Il Collaboratore

 

      ------------------------

 


Riforma del lavoro: dimissioni volontarie da validare

[aggiornamento settembre 2015 ]La legge n. 92/2012 c.d. Riforma Fornero, é stata abrogata dal D.Lgs. 151/2015 che in tema di dimissioni non prevede più la loro convalida, tranne nel caso di collaboratrice domestica in maternità.

 

La riforma del lavoro Fornero, in vigore da mercoledì 18 Luglio 2012, si è prefissata, tra i tanti obiettivi, quello di contrastare le cosiddette "dimissioni in bianco".

La nuova legge, che regola anche gli stessi lavoratori domestici, prevede, a livello preventivo, la procedura di convalida della richiesta di dimissioni del lavoratore e/o della risoluzione consensuale del rapporto di lavoro, con due modalita' diverse in base al tipo di lavoratore e precisamente:

1. per le dimissioni di lavoratrici in gravidanza o madri durante i primi 3 anni di vita del bambino o , in caso di adozione/affidamento, durante i primi tre anni di accoglienza del minore, è prevista la convalida dll'atto di fronte al servizio ispettivo del ministero del lavoro e delle politiche sociali o dai centri per l'impiego.

2. per le dimissioni e la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro di tutti i lavoratori ci sono due modalità di validazione.

- La prima consiste  nella convalidazione, dopo la presentazione delle dimissioni o dopo aver sottoscritto la risoluzione consensuale,  presso la direzione territoriale del lavoro o centro per l'impiego o sedi individuate dai contratti collettivi nazionali.

- La seconda, invece, consiste nella sottoscrizione da parte  del lavoratore di apposita dichirazione apposta in calce alla comunicazione di cessazione, che lo stesso datore di lavoro è tenuto ad inoltrare all'INPS, per i collaboratori domestici, entro cinque giorni.

In base a questa regolamentazione il datore entro 30 giorni dalle dimissioni o dalla risoluzione consensuale è tenuto ad invitare il lavoratore a presentarsi presso la direzione territoriale del lavoro o il centro per l'impiego per la convalida, oppure, ad invitare il lavoratore a sottoscrivere la dichiarazione sulla comunicazione di cessazione.

Il lavoratore entro 7 giorni può:

- aderire all'invito formulato;

- non aderire all'invito; in questo caso il rapporto di lavoro si ritiene legittimamente risolto

- revocare le dimissioni o la risoluzione consensuale; nell'arco dei sette giorni (anche durante il periodo di preavviso) il lavoratore ha la facoltà di revocare le dimissioni o la risoluzione consensuale mediante comunicazione scritta. In questo caso il contratto di lavoro torna ad avere il suo normale corso dal giorno successivo alla comunicazione di revoca, senza diritto retributivo qualora in tale periodo non sia stata svolta prestazione lavorativa.

A tutti i datori di lavoro domestico consigliamo, nel momento in cui ricevono le dimissioni da parte di un loro collaboratore che non si trovi in stato di gravidanza o entro i 3 anni di età del bambino, di effettuare subito la comunicazione all'INPS, anche in modo preventivo, e poi far sottoscrivere la comunicazione al collaboratore. In questo modo le dimissioni sono valide e conformi alla nuova norma.


Domande e risposte sull'interruzione rapporto di lavoro di colf e badanti

Il rapporto di lavoro domestico può interrompersi per vari motivi:
- licenziamento da parte del datore;
- dimissione del lavoratore;
- scadenza del termine del rapporto a tempo determinato;
- recesso durante il periodo di prova;
- licenziamento per giusta causa del datore di lavoro;
- risoluzione consensuale;
- impossibilità sopravvenuta o morte del lavoratore.

Preavviso e indennità di mancato preavviso

Nel caso di licenziamento o dimissioni il contratto nazionale di colf e badanti prevede che la comunicazione di cessazione venga data con un preavviso e mediante comunicazione scritta.

I termini di preavviso del licenziamento sono i seguenti:

1. Per i rapporti da 25 a 54 ore settimanali:
- fino a 5 anni di anzianità presso lo stesso datore di lavoro: 15 giorni di calendario;
- oltre i 5 anni di anzianità presso lo stesso datore di lavoro: 30 giorni di calendario.
I suddetti termini saranno ridotti del 50% nel caso di dimissioni da parte del lavoratore.

2. Per i rapporti da 1 ora a 24 ore settimanali:
- fino a 2 anni di anzianità presso lo stesso datore di lavoro: 8 giorni di calendario;
- oltre i 2 anni di anzianità presso lo stesso datore di lavoro: 15 giorni di calendario.
Questi termini rimangono invariati in caso di dimissioni.

L'erede detrae i contributi

Con la circolare del ministero delle finanze 122 del 1° giugno 1999 viene riconosciuto il diritto da parte degli eredi di detrarre le spese sanitarie dagli stessi sostenute per conto del familiare dopo il suo decesso, in forza e per effetto degli ordinari principi civilistici che dispongono il subentro dei primi nella posizione giuridica del secondo. La validità di tale legge ricomprende anche la possibilità di detrarre tutte le spese cui le norme specifiche vigenti attribuiscono valenza fiscale di deducibilità/detraibilità.
In concreto, cioè, gli eredi, quali solitamente i figli, possono detrarre le spese per il genitore deceduto e quindi anche i contributi della badante, nonostante il datore del rapporto di lavoro domestico fosse l'assistito stesso ora deceduto. Ciò significa che l'erede potrà, nella dichiarazione dei redditi, portare in detrazione la quota di contributi a carico datore di lavoro della madre o del padre deceduti fino ad un massimo di 1549,37 euro, e, nel caso l'assistito fosse stato non autosufficiente documentato, tutte le spese di assistenza a suo carico per un importo non superiore a 2100 euro.

 


Estratto contributivo colf e badanti: servizio inps on line

Per i datori di lavoro domestico l'inps offre un servizio informativo degli estratti contributivi riguardanti i rapporti di lavoro dei propri collaboratori assunti o cessati. E' possibile visualizzare infatti l'elenco dei pagamenti contributivi registrati nell'archivio dell'ente. Tale servizio è disponibile al sito www.inps.it nella sezione servizi on line attraverso questo duplice percorso:
- per i cittadini: servizio al cittadino- autenticazione con pin- servizi di rapporto di lavoro domestico- estratto contributivo
- per le aziende: servizio alle aziende- autenticazione con pin- servizi di rapporto di lavoro domestico e poi cliccando in alto a destra "vai al sito lavoratori domestici" compare a sinistra la voce estratto  contributivo.

estrattoconto2.

Effettuato l'accesso da parte del cittadino privato, il servizio mette a disposizione l'elenco dei rapporti attivi o cessati degli ultimi 5 anni, dai quali si può selezionare il rapporto in questione. Se invece si tratta di un'azienda che consulta l'estratto contributivodi un datore dovrà inserire il codice fiscale e codice rapporto specifico del quale si vuole visualizzare i pagamenti.
Poi, cliccando "consulta l'estratto conto" si apre una tabella in cui si riepilogano i dati identificativi del datore e del collaboratore, le informazione relative ai pagamenti effettuati, ordinati anno per anno e trimestre, senza limitazioni collegate a modalità di versamento (reti amiche, on-line, mav).
In particolare vengono specificati gli importi pagati, le ore retribuite, la retribuzione effettiva e le settimane lavorate del trimestre.

estrattoconto3


Su ogni riga, poi, sono selezionabili due opzioni visualizzate come due icone: dettaglio e segnalazioni.
- dettaglio: cliccando tale comando si visualizzano le settimane lavorate nel trimestre indicato
- segnalazioni: selezionando questa opzione il datore ha la possibilità di inserire il testo di una segnalazione relativa al trimestre indicato.
Ciò significa che il datore può anche segnalare il motivo di un mancato pagamento. Ad esempio, nel caso di maternità o periodo di aspettativa, è possibile comunicare direttamente all'inps tale motivazione.
Oppure, nel caso egli abbia una ricevuta che attesta che per tale periodo egli ha pagato i contributi, egli può indicare i dati identificativi del pagamento, quali data, importo, modalità del versamente ed eventuali estremi.
Per poter confermare e quindi inoltrare tale segnalazione all'inps è necessario selezionare il comando "continua" . In questo modo la pratica verrà presa in carico dal FA.SE. (fascicolo elettronico delle segnalazioni contributive). Per ogni segnalazione verranno resi noti al datore protocollo e codice di segnalazione.


Esempio di calcolo del TFR per colf e badanti


ESEMPIO DI CALCOLO DEL TFR PER UN COLLABORATORE DOMESTICO:
data assunzione: 01/06/2004
data licenziamento: 30/06/2007
retribuzione: 7 euro l’ora negli anni 2004-2005-2006, 8 euro l’ora nell’anno 2007
ore settimanali: 20

ANNO

RETRIBUZIONE UTILE

TFR MATURATO

2004

7€ x 20h settimanali x 4,33 sett. Mensili

= 606,20 Euro x 7 mesi = 4243,40

Ratei 13° mensilità (606,20/12*7) = 353,61

Calcolo TFR maturato (4243,40+353,61)/13,50

340,51

Quota maturata a fine anno 2004

340,51

2005

7€ x 20h settimanali x 4,33 sett. Mensili

= 606,20 Euro x 12 mesi = 7274,40

Ratei 13° mensilità  = 606,20

Calcolo TFR maturato (7274,40+606,20)/13,50

583,74

 

Rivalutazione TFR anno precedente

340,51 * 2,96%

10,07

Quota maturata a fine anno 2005

934,32

2006

7€ x 20h settimanali x 4,33 sett. Mensili


=606,20 Euro x 12 mesi = 7274,40


Ratei 13° mensilità


= 606,20


Calcolo TFR maturato (7274,40+606,20)/13,50

583,74

 

Rivalutazione TFR anno precedente

943,32 * 2,747%

25,66

Quota maturata a fine anno 2006

1543,72

2007

8€ x 20h settimanali x 4,33 sett. Mensili

= 692,80 Euro x 6 mesi = 4156,80

Ratei 13° mensilità  = 346,39

Calcolo TFR maturato (4156,80+346,39)/13,50

333,56

 

Rivalutazione TFR anno precedente

1543,72 * 1,626%

25,10

 

Eventuali ferie non godute (esempio 50 ore)

50h * 8€ = 400 / 13,50 =

29,62

Totale quota liquidabile al 30 giugno 2007

1932,00

 

Nel caso di collaboratore convivente per calcolare la retribuzione utile a tfr si somma la retribuzione lorda, si aggiunge la quota di vitto e alloggio che è pari a = indennità sostitutiva giornaliera  x num di giorni lavorativi (mediamente 26 mensili) e il risultato si moltiplica per 8,33% (quota di 13esima). Per ottenere il tfr la retribuzione utile sarà, anche in questo caso, divisa per 13,5  e poi il tfr verrà rivalutato come nell'esempio sopradescritto.
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Calcolo del trattamento di fine rapporto

Modalità di calcolo del trattamento di fine rapporto da erogare al proprio collaboratore familiare in sede di dimissioni o di licenziamento.

Momento di corresponsione: Facendo base sull’art. 2120 del c.c. il trattamento di fine rapporto deve essere pagato successivamente all’interruzione del rapporto di lavoro causata dalle dimissioni o dal licenziamento. Il trattamento di fine rapporto, proporzionato alle ore di lavoro svolte, va corrisposto anche se il rapporto si interrompe durante il periodo di prova, a patto che il rapporto abbia avuto una durata uguale o superiore a 15 giorni, periodo minimo utile per far maturare la quota mensile intera.

Il trattamento di fine rapporto matura anche durante i periodi di assenza per ferie, malattia, maternità o concedo matrimoniale. Anche la tredicesima è utile per il calcolo complessivo del trattamento di fine rapporto e tutti gli elementi corrisposti in forma costante, ad esempio un premio mensile.

Calcolo: Tutti gli elementi utili, sopra ricordati, vanno a costituire la retribuzione utile al calcolo dell’indennità. Tale somma va divisa per 13,5 e costituisce la quota annuale da accantonare e rivalutare annualmente.

Il trattamento di fine rapporto accantonato al 31.12 dell’anno precedente va infatti rivalutato secondo il seguente coefficiente: 1,5 % + 75% dell’aumento del costo della vita determinato dall’ISTAT.

Il coefficiente annuale si applica su quanto maturato l’anno precedente, con il sistema della capitalizzazione applicato per anno solare. Al momento del pagamento della somma, infine, il trattamento di fine rapporto maturato al 31.12 viene rivalutato al mese di corresponsione, tenendo presente la comunicazione mensile fornita dall’ISTAT.

Ricevuta: E’ buona norma consegnare un prospetto contenente le modalità di calcolo del trattamento di fine rapporto, facendosi controfirmare una copia che conferma l’avvenuto pagamento della somma, determinata secondo le regole previste dal contratto collettivo di categoria.

 
I Coefficienti ISTAT di rivalutazione annuale utili al calcolo del TFR si trovano nel menù  del sito webcolf cliccando la voce calcolo tfr | tabelle di rivalutazione.

Il programma Webcolf, per venire incontro a delle specifiche richieste, offre la possibilità di ricomprendere la quota mensile nella retribuzione. Si avverte che ciò è comunque in contrasto con la normativa in vigore e potrebbe dare luogo a ripetizioni del pagamento e vertenze di natura sindacale.
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Tredicesima mensilità

Entro il mese di dicembre, comunque in occasione del Natale, al lavoratore domestico spetta una mensilità aggiuntiva il cui valore è calcolato in base alla retribuzione globale di fatto, compresa l'indennità di vitto e alloggio, come è chiarito anche nelle note a verbale del contratto collettivo dei collaboratori domestici. (In webcolf l'indennità di vitto e alloggio viene esposta nel cedolino con il codice 41 e con la dicitura "Incidenza vitto alloggio e altri elementi")

Nel caso in cui il lavoratore sia stato assunto nel corso dell'anno la tredicesima va riproporzionata. Il mese in cui il rapporto di lavoro è iniziato è utile alla maturazione del rateo nel caso vi siano stati 15 o più giorni di calendario in cui il lavoratore è risultato in forza. Lo stesso accade nel caso in cui il lavoratore domestico abbia chiesto un periodo di aspettativa non retribuita: il mese considerato è utile a maturare un dodicesimo della tredicesima solo se è stato prestato servizio per un periodo pari o superiore a 15 giorni.

Il rateo di tredicesima matura anche quando il lavoratore è assente per ferie, malattia (fino al superamento del periodo di comporto), infortunio, permessi retribuiti, etc.

 

SISTEMI DI CALCOLO:

1 - Paga Oraria
Per calcolare la tredicesima nel sistema di paga ad ore si deve moltiplicare la paga oraria per il numero di ore di lavoro della settimana, moltiplicare per 52 e dividere per 12.
Se vi sono dei premi pagati in modo costante al lavoratore (premio presenza per ogni ora lavorata, un premio mensile costante, etc), devono essere considerati nella determinazione della 13a mensilità, suddividendo il loro valore complessivo per 12 (calcolando così una media).

Esempio: Paga oraria di 7 euro, orario di lavoro 25 ore settimanali, premio costante di 200 euro mensile.
Tredicesima: 7 x 25 (ore settimanali) x 52 (settimane dell'anno) : 12 = 758,33 Euro
Premio: 200 x 12 = 2400 : 12 = 200 Euro.
Importo tredicesima totale: 758,33 + 200 = 958,33 Euro

2 - Paga mensile
La tredicesima in caso di paga mensile è pari ad una mensilità normale. Considerato che la paga mensile si ritrova nel caso del regime di convivenza ad essa bisogna aggiungere il valore del vitto e alloggio, indipendentemente se erogato in natura o come indennità sostitutiva.
 

WEBCOLF: La tredicesima nel programma viene calcolata selezionando il mese 13. La sequenza di elaborazione delle mensilità è quindi 11 (novembre), 13 (tredicesima) e 12 (dicembre). Il programma propone in automatico il passaggio dei mesi, apparentemente fuori sequenza, 11, 13, 12, ordine tuttavia che è necessario rispettare per la corretta gestione dei progressivi mensili.

Quando si seleziona il mese 13 nel calendario mensile non appaiono i giorni (ciò è logico in quanto si tratta di una mensilità virtuale) ma è possibile inserire dei valori nelle tre righe di codici nella parte bassa dello schermo.

Per calcolare la tredicesima dunque bisogna selezionare nel calendario mensile il mese 13 (in questo modo il programma, al suo interno, genera gli archivi utili al calcolo) anche se non viene inserito alcun valore e poi fare il calcolo, ad esempio andando su visualizza e lanciando ricalcola avendo selezionato sempre il mese 13.

Il programma memorizza il numero di mesi in cui è maturato il rateo di tredicesima Nei rapporti a part-time il rateo viene fatto maturare anzichè come intero, in proporzione all'orario svolto. In questo modo, anche modificando l'orario settimanale nel corso dei vari mesi, alla fine la tredicesima tiene conto delle modifiche effettuate nel corso dell'anno.

Esempio:
In un rapporto orario con paga pari a 10 euro, se sei mesi sono svolti a part-time 20 ore la settimana e altri sei mesi sono a tempo pieno il rapporto matura come segue:

Nei mesi a part-time a 20ore: il rateo è incrementato di 0,5.
Nei mesi a part-time a 40 ore: il rateo è incrementato di 1.
Alla fine dell'anno il rateo sarà pari a 9 (0,5 x 6 + 1 x 6) e il valore della tredicesima sarà il seguente:
10 x 40 (ore settimanali tempo pieno) x 52 (settimane) : 12 (mesi anno) x 9/12 (ratei maturati) = 1300 Euro.

Mese per mese, nel caso di convivenza, viene archiviato l'importo delle indennità di vitto e alloggio erogato (sia sostitutivo che in natura). Nella tredicesima viene poi inserita una media con la voce 41, "Incidenza altri elementi su tredicesima".

Su richiesta di molti utenti, è anche possibile disabilitare questa voce spuntando l'apposito controllo nel trattamento economico del collaboratore domestico in impostazioni di paga avanzate: non dare incidenza vitto e alloggio su 13esima.

Gli utenti che inseriscono i valori di 13a nella paga mensile,  dovranno comunque elaborare il cedolino 13 (che risulterà 0), al fine di avere comunque la corretta gestione dei progressivi di tfr, ferie, etc.


Retribuzione comprensiva di 13a e ferie

E' piuttosto diffusa l'abitudine, nel mondo della collaborazione domestica, concordare un trattamento economico anche superiore rispetto ai minimi sindacali ma "onnicomprensivo", cioè che tiene già conto della tredicesima, delle ferie e del TFR che vengono in questo modo già considerati inclusi all'interno della retribuzione e non dovuti alle scadenze previste dal contratto collettivo.
Tale pratica è sicuramente scorretta per il TFR, infatti la norma non prevede la possibilità di un'erogazione mensile e i giudici si sono adeguati a questo principio considerdo invalido ogni patto contrario: il datore di lavoro che concorda il pagamento mensile del TFR rischia quindi, in caso di giudizio, di ripagare il TFR maturato nel corso del rapporto di lavoro domestico. In questo modo l'abitudine è sicuramente sconsigliabile, non offrendo al datore di lavoro sufficienti garanzie di tutela. E' sicuramente consigliabile concordare una paga leggermente inferiore (il TFR costituisce l'8,64% della paga lorda mensile (compresa la quota che matura su ferie e tredicesima) spiegando al proprio collaboratore quanto matura come quota di liquidazione al momento dell'interruzione del rapporto di lavoro.
Un discorso diverso, invece, può valere per le ferie e la tredicesima: anche se è sicuramente preferibile il pagamento previsto dal contratto collettivo, la giurisprudenza ammette, a determinate condizioni, il "patto di conglobamento", patto con cui tutte le voci retributive vengono conglobate in una somma complessiva erogata mensilmente. La cassazione, sezione lavoro, con sentenza del 7 aprile 2010, n. 8255 ammette la validità a patto che sia specificato l'importo erogato per ciascuna voce retributiva perchè solo in questo modo si rende superabile la presunzione che il compenso convenuto quale corrispettivo della sola prestazione ordinaria e si rende possibile il controllo del giudice sul rispetto al lavoratore dei diritti previsti inderogabilmente dalla legge o dal contratto. 
Le voci quindi relative al pagamento di ferie e tredicesima vanno quindi specificate mensilmente nella busta paga e nella lettera di assunzione al momento dell'instaurazione del rapporto di lavoro.
Webcolf è già conforme all'interpretazione giudiziale e prevede una lettera di assunzione che, in base alle impostazioni della paga, distingue e specifica che questi due elementi sono pagati mensilmente.
Il programma prevede due possibilità alternative:

1) INCLUSIONE DEL RATEO FERIE E 13ESIMA IN PAGA ORARIA (meno consigliabile):
In questo caso si dovrebbe inserire il flag al passo 11 dell'inserimento facilitato dati collaboratore del menù assunzione sulle voci "includi rateo ferie e includi rateo 13esima in paga oraria". (Al passo 10 non deve esserci il flag su paga mensilmente rateo tfr e 13esima con paga specifica in busta paga);
2) PAGAMENTO MENSILE DEL RATEO FERIE E 13ESIMA CON VOCE SPECIFICA IN BUSTA PAGA MA NON INCLUSO IN PAGA ORARIA (più consigliabile):
In questo caso di dovrebbe inserire il flag al passo 10 dell'inserimento facilitato le voci "paga rateo 13sima mensilmente" e "paga rateo ferie mensilmente". (Al passo 11 non deve esserci il flag in "includi rateo 13esima in paga oraria" e "includi rateo ferie in paga oraria"); con questa gestione la retribuzione delle ore lavorate viene distinta dalla retribuzione della 13esima e delle ferie.


Scatti d'anzianità

Il Ccnl prevede che a ciascun lavoratore, per ogni biennio di servizio presso lo stesso datore, e per un massimo di sette bienni, spetti un aumento del 4% sulla paga base sindacale.
Nella calcolo della retribuzione di un collaboratore domestico quindi vanno conteggiati anche eventuali scatti di anzianità maturati.

Lo scatto:
1- non può essere assorbito da un superminimo o da un acconto futuri aumenti;
2- viene calcolato sempre sulla paga minima contrattuale anche se la paga totale comprende un superminimo;
3- venendo calcolata sempre sulla paga base minima e poichè tale paga viene aumentata ogni anno, il valore dello scatto si modifica annualmente e quindi anche l'importo totale complessivo della paga e degli scatti;
4- il primo scatto di anzianità matura il mese successivo a quello di assunzione, ossia dopo 25 mesi, tranne nel caso di assunzione avvenuta il 1° del mese, nel qual caso lo scatto matura il mese stesso ossia dopo 24 mesi. Quindi se ad esempio l'assunzione avviene il 1° ottobre 2015 il primo scatto matura nel mese di ottobre 2017, mentre se l'ssunzione avvenisse il 2 ottobre 2015 il primo scatto maturerebbe a di novembre 2017.

Esempio di calcolo dello scatto
Per una colf non convivente assunta il 3 ottobre 2008 con paga base sindacale di unl livello B, gli importi degli scatti nei vari anni sono i seguenti:
- 2008: paga base 5,07 - nessuno scatto
- 2009: paga base 5,18 - nessuno scatto
- 2010: paga base 5,21 - a novembre 1 scatto: 4% di 5,21= 0,2084
- 2011: paga base 5,28 - 1 scatto ma l'importo si modifica in 0,2112
- 2012: paga base 5,42 - a novembre 2 scatti: 8% di 5,42= 0,4336
- 2013: paga base 5,52 - 2 scatti ma l'importo si modifica in 0,4416 (8% di 5,52)

La paga totale quindi deriva dalla somma della paga base + l'importo degli scatti. Nel caso la paga concordata sia invece superiore al minimo sindacale, la paga totale deriva dalla somma della paga base + l'importo degli scatti (calcolati sulla paga base) + superminimo/acc. fut.aumenti.

Il programma Webcolf esegue tutti questi conteggi in modo automatico, in base alla data di assunzione inserita e in ogni busta paga inserisce il dettaglio del numero di scatti, l'importo relativo e le date dell'ultimo e del prossimo scatto.


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