Il periodo di prova per i collaboratori domestici

 

Il periodo di prova è il periodo durante il quale sia il datore di lavoro, sia il collaboratore domestico, possono decidere di interrompere il rapporto senza preavviso e senza fornire motivazione. Per essere valido, tuttavia, il periodo di prova deve essere messo per iscritto nella lettera di assunzione che deve essere sottoscritta prima o al massimo contestualmente l'inizio del rapporto di lavoro.

Il periodo di prova, quindi, è valido solo se tutte queste condizioni sono verificate:

- il lavoratore domestico abbia sottoscritto la lettera di assunzione, con la precisazione del periodo di prova, prima o al massimo contestualemente l'inizio del rapporto di lavoro (vi sono sentenze che hanno ribadito la nullità del periodo di prova per un lavoratore che ha firmato la lettera dopo 30 minuti dall'inzio della prestazione lavorativa);
- non deve essere stato svolto un periodo precedente "fuori regola", le cosidette "prove", verifiche, etc. non sono ammesse in caso di giudizio;
- il domestico non deve essere stato in forza presso lo stesso datore di lavoro precedentemente per lo svolgimento di mansioni analoghe;
- il collaboratore domestico non deve essere stato inviato in precedenza presso lo stesso datore di lavoro tramite un'agenzia di somministrazione;
- deve avere svolto le mansioni precisate nella lettera di assunzione;
Infine il datore di lavoro, per dare disdetta durante il periodo di prova, quindi senza preavviso, dovrà avere dato la possibilità al lavoratore di dimostrare le proprie capacità per le quali è stato assunto. I giudici hanno individuato quindi un periodo minimo di prova, stabilito in circa la metà rispetto a quello determinato dal CCNL Collaboratori domestici, quale periodo minimo necessario perchè il datore di lavoro possa dare disdetta al contratto. Nel caso, quindi, di una colf assunta al livello A, il datore di lavoro non dovrebbe dare disdetta prima di 4 giorni di effettivo lavoro (la metà del periodo di prova previsto), a meno che nella lettera di assunzione non sia stato stabilito un periodo di prova più breve.

Sono previsti i seguenti periodi di prova, in relazione alla categoria di inquadramento contrattuale:

Livelli Durata/giorni
DS e D 30
altri livelli 8

Note alla tabella: nella durata i giorni si intendo di effettivo lavoro.

La decorrenza del periodo di prova è sospesa in caso di malattia, infortunio sul lavoro e malattia professionale.

Al lavoratore proveniente da altra regione e che non abbia ancora trasferito la propria residenza è dovuto, in caso di risoluzione del rapporto durante il periodo di prova (non per giusta causa), un preavviso di 3 giorni.

Nel caso il rapporto di lavoro domestico sia stabilito a tempo determinato, il periodo di prova, per elaborazione giurisprudenziale, non dovrebbe superare un sesto del totale della durata del rapporto. Esempio: un'assunzione per tre settimane potrà riportare come massimo un periodo di prova di 3 giorni.

Il contratto riporta che il lavoratore che abbia superato il periodo di prova senza aver ricevuto disdetta s'intende automaticamente confermato. Il servizio prestato durante il periodo di prova va computato a tutti gli effetti dell'anzianità. Durante il periodo di prova, il rapporto di lavoro può essere risolto in qualsiasi momento da ciascuna delle parti, senza preavviso, ma con il pagamento, a favore del lavoratore, della retribuzione e delle eventuali competenze accessorie corrispondenti al lavoro prestato.

Formulario - Lettera di assunzione

 

Si pubblica una bozza di lettera di assunzione, redatta tenendo conto di quanto previsto dall’ultimo contratto collettivo dei collaboratori domestici siglato il 01 febbraio 2007.

Si rimanda alle sezioni specifiche per le spiegazioni dettagliate sulle motivazioni e caratteristiche della stessa. La lettera riguarda una colf inquadrata al livello A (il più basso, che automaticamente prevede il passaggio al livello B dopo 12 mesi di servizio, computando anche il periodo svolto presso altri datori di lavoro)

Tale lettera oltre ad altre particolarità per le diverse tipologie di lavoro domestico possono essere compilate in forma automatica all’interno del programma webcolf.

 

ROSSI MARCO

Via Rovereto

35100 Padova (PD)

 

                                  Padova, 01/12/2006

 

                                                                                                 Egr. Sig.

                                  BIANCHI LUIGI

                                  Via Sorelle Bandiera

                                  35100 Padova (PD)

 

 

   OGGETTO: Lettera di assunzione.

 

Facendo seguito agli accordi verbali intercorsi, si conferma la Sua assunzione ed in base al comma 3 dell'art. 9-bis L. 608/96 e al D.Lgs. 152/97, si specificano gli aspetti caratterizzanti il Suo rapporto di lavoro:

 INIZIO DEL RAPPORTO:

L'inizio del rapporto viene stabilito entro e non oltre il 01/01/2007. Oltre tale data, in caso di mancata presa di servizio, indipendente dal motivo, il presente contratto dovrà essere considerato decaduto.

LUOGO DI LAVORO:

Padova (PD) in Via Rovereto. Potrebbe esserle richiesto di effettuare la sua prestazioni presso altre sedi, in caso di trasferimento anche temporaneo del Suo datore di lavoro, trasferimento che, salvo congruo preavviso, dichiara di accettare.

 DURATA DEL RAPPORTO:

A tempo determinato, fino al 31/12/2007,  per sostituire altri lavoratori assenti.

ORARIO DI LAVORO:

54 ore settimanali. Il Sig. BIANCHI LUIGI svolge il proprio rapporto di collaborazione domestica in regime di convivenza presso il datore di lavoro.

La giornata di riposo viene fissata nella giornata di domenica.

L'impegno lavorativo avrà la seguente, sottoelencata, distribuzione giornaliera:

Lunedì:     10 ore

Martedì:    10 ore

Mercoledì:  10 ore

Giovedì:    10 ore

Venerdì:    10 ore

Sabato:     4 ore

Nei rapporti di lavoro a tempo pieno si ricorda che la legge prevede che la distribuzione dell'orario di lavoro possa essere modificata unilateralmente dal datore di lavoro, salvo congruo preavviso.

A norma del combinato disposto dall'art. 6 e 14 del CCNL applicato si precisa che la mezza giornata di riposo aggiuntiva è stabilita di sabato.

 DOMICILIO E RESIDENZA:

Il domicilio e la residenza del lavoratore sono differenti. L'indirizzo di residenza viene confermato essere quello correttamente indicato nel destinatario della presente mentre il domicilio è fissato in via Roma - Padova (PD).

Il lavoratore conferma ed è a conoscenza che l'indirizzo indicato verrà utilizzato in caso di sua assenza dal normale indirizzo di convivenza presso il datore di lavoro.

QUALIFICA E MANSIONI:

Il collaboratore verrà inquadrato al livello A. I compiti assegnati saranno di addetto alle pulizie, lavanderia, aiuto di cucina, assitente ad animali domestici, addetto all'annaffiatura e pulizia di aree verdi. In riferimento al livello di inquadramento il collaboratore  dichiara di avere già svolto per 11 mesi,  compresi quelli presso precedenti datori di lavoro, mansioni di pulizia  e altri compiti comuni inquadrati al livello A (prima del 01.03.2007 nella ex 3a categoria) del CCNL applicato.

OBBLIGO DI FEDELTA':

Il Sig. BIANCHI LUIGI si impegna ad osservare le direttive ricevute dal proprio datore di lavoro e le regole della casa ricevute all'inizio del rapporto di lavoro. La Legge prevede l’obbligo di non divulgare informazioni, affari, notizie riguardanti il datore di lavoro o altre notizie apprese nello svolgimento delle proprie mansioni, facendone un uso in modo da poter recare pregiudizio al datore di lavoro stesso e/o a terzi.

TENUTA DI LAVORO:

Non è prevista una particolare tenuta di lavoro, salvo un vestire sobrio e dignitoso, adatto a svolgere le mansioni descritte.

SPAZIO DOVE RIPORRE I PROPRI OGGETTI PERSONALI:

Al momento della presa di servizio verrà indicato uno spazio dove riporre propri oggetto personali.

PERIODO DI PROVA:

8 giorni di effettivo lavoro durante i quali entrambi le parti possono recedere dal rapporto senza preavviso. La prova sarà inerente alle mansioni sopra elencate.

FERIE:

26 giorni lavorativi. Tale valore va riproporzionato per l'orario di lavoro effettivamente svolto. Il periodo di godimento delle ferie annuali verrà concordato di anno in anno e fissato in accordo tra le parti con congruo preavviso.

 

PREVVISO DI LICENZIAMENTO/DIMISSIONI:

15  giorni di calendario per anzianità fino a 5 anni. 30 giorni di calendario per anzianità superiori. I suddetti termini sono ridotti del 50% nel caso di dimissioni da parte del lavoratore.

 

TRATTAMENTO ECONOMICO:

Corrispondente alle disposizioni contrattuali per il livello assegnato come da importi sotto descritti:

Paga base: ............................ 2,35

Acconto Fut. Aumenti: ........ 3,72

------------------------------------

Totale: .................................. 6,07

 

Per quanto non specificato nella presente le parti dichiarano di voler fare riferimento alle norme previste dal contratto collettivo nazionale di lavoro per i prestatori di lavoro domestico stipulato il 01 febbraio 2007 oltre a tutte le norme di Legge vigenti.

In segno di accettazione delle condizioni sopra espresse, si chiede la restituzione di una copia della presente dopo averla sottoscritta.

Certi di poter contare nella Sua migliore collaborazione, porgiamo distinti saluti.

  

          Il Collaboratore                                       Il datore di lavoro

 

      ------------------------                                   ----------------------------

 

La informo inoltre che, ai sensi dell’art. 10 del D.Lgs. 196 del 30 giugno 2003, i suoi dati personali saranno utilizzati per una corretta gestione del rapporto stesso, dunque per le comunicazioni obbligatorie agli enti di previdenza e assistenza, rapporti con l’amministrazione finanziaria, istituti di credito ed eventuali consulenti familiari. Il trattamento dei predetti dati avverrà mediante  strumenti manuali, informatici e telematici, comunque idonei a garantire al sicurezza e la riservatezza dei dati stessi.

In base all’art. 13 del D.Lgs. 196/2003 lei ha specifici diritti, in particolare può ottenere la conferma circa l’esistenza o meno di dati che la riguardano, conoscerne l’origine, la finalità, chiedere la cancellazione o la trasformazione o il blocco dei dati trattati in violazione di legge.

Il/la sottoscritto/a, ai sensi della legge sopracitata, autorizza e acconsente espressamente che i dati raccolti e in particolare quelli considerati sensibili possano costituire oggetto di trattamento e comunicazione per le finalità della corretta gestione del rapporto di lavoro, degli obblighi di legge e contrattuali.

 

          Il Collaboratore

 

      ------------------------

 

Formulario - Richiesta di aspettativa

Può capitare che il lavoratore abbia la necessità di sospendere temporaneamente il rapporto, richiedendo un periodo di aspettativa (che il datore di lavoro può decidere o meno di concedere) durante il quale la retribuzione è sospesa, non maturano nemmeno gli altri ratei accessori come tredicesima o trattamento di fine rapporto. Nel programma WebColf tale periodo di sospensione viene gestito inserendo la causale AD in tutte le giornate, compreso il sabato , la domenica o il giorno di riposo, dal momento in cui il rapporto viene sospeso al momento in cui riprende.

Risulta utile che il collaboratore domestico chieda in forma scritta la sospensione con una lettera come la seguente:

"Mittente: (collaboratore domestico)

                                                                                    Indirizzo, ...................................

                                                                                    Gent.le Sig.ra / Egr. Sig.

                                                                                    (datore di lavoro)


Oggetto: richiesta di aspettativa non retributita.

Facendo seguito a quanto già anticipato verbalmente la presente per formalizzare la richiesta di un'aspettativa non retribuita per il periodo dal ............................... al ......................................... per motivi personali (oppure: specificare i motivi della richiesta).

Rimane inteso che durante il periodo di aspettativa la retribuzione non decorre, come pure il periodo utile al calcolo degli scatti di anzianità o gli altri istituti di legge e di contratto comunque connessi all'anzianità di servizio.

Chiedo che venga restituita una copia della presente in segno di presa visione ed accettazione del periodo di aspettativa.

Distinti saluti

                                                        Firma del lavoratore

                                                        .............................



Per accettazione del periodo di aspettativa

Firma del datore di lavoro:.............................

Formulario - Comunicazione Sindaco

Quando si assumono lavoratori extracomunitari in regime di convivenza la comunicazione di assunzione deve essere fatta al Comune di residenza e alla Questura. Il datore di lavoro deve, infatti, comunicare la convivenza/ospitalità entro 20 giorni all'anagrafe del Comune di residenza d entro 48 ore alla Questura (Commissariato di pubblica sicurezza di Zona)

Nella comunicazione devono essere indicate oltre alle generalità del denunciante, quelle dello straniero o apolide, gli estremi del passaporto o del documento di identificazione che lo riguardano, l'esatta ubicazione dell'immobile ceduto o in cui la persona è alloggiata, ospitata o presta servizio ed il titolo per il quale la comunicazione è dovuta.

La violazione di dette disposizioni sono soggette alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 160 a 1.100 euro.

Una bozza della comunicazione al sindaco (e uguale può essere inviata alla questura) potrebbe essere la seguente:

ROSSI MAURO  
Corso Magenta, 1  
35100 Padova (PD)  
  Padova, 1 dicembre 2007
   
   
  Egr. Sig.
  SINDACO
  Aut. di Pubblica Sicurezza
  Comune di Padova
   
  35100 Padova (PD)

 

OGGETTO: Comunicazione ai fini dell’art. 147 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza, approvato con R.D. 18.06.1931 N° 773, così come sostituito dall’art. 5 del Decreto Legislativo 13.07.1994 N° 480.

 

Il sottoscritto ROSSI MAURO residente in Corso Magenta, 1 - Padova (PD)

 COMUNICA

 di aver OSPITATO e ASSUNTO alle proprie dipendenze in data 01/12/2007 con la qualifica di BADANTE la Signora XXXXXXX IOANNA, nata in Russia il 01/01/1950 e domiciliata a Padova (PD) in Corso Magenta, 1 con:

Codice fiscale : xxxxxxxxxxxxxxxxxxx

Passaporto Ordinario n° : A28xxxxxxxx

Permesso soggiorno n° : xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx


Con distinti saluti.

                                                                                          Firma del datore di lavoro


Riportiamo il testo letterale dell'art. 7 del D.Legislativo 286/98:

"7. Obblighi dell'ospitante e del datore di lavoro. (R.D. 18 giugno 1931, n. 773, art. 147)
1. Chiunque, a qualsiasi titolo, dà alloggio ovvero ospita uno straniero o apolide, anche se parente o affine, ovvero cede allo stesso la proprietà o il godimento di beni immobili, rustici o urbani, posti nel territorio dello Stato, è tenuto a darne comunicazione scritta, entro quarantotto ore, all'autorità locale di pubblica sicurezza.
2. La comunicazione comprende, oltre alle generalità del denunciante, quelle dello straniero o apolide, gli estremi del passaporto o del documento di identificazione che lo riguardano, l'esatta ubicazione dell'immobile ceduto o in cui la persona è alloggiata, ospita o presta servizio ed il titolo per il quale la comunicazione è dovuta. 2-bis. Le violazioni delle disposizioni di cui al presente articolo sono soggette alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 160 a 1.100 euro."

 

 

Il lavoro notturno



Se la prestazione lavorativa si svolge tra le 22.00 e le 6.00 il lavoro deve essere considerato notturno. Il CCNL, all'art. 15, prevede che debba essere corrisposto al lavoratore una maggiorazione del 20% per il lavoro ordinario mentre, se si tratta di lavoro straordinario, tale percentuale sale al 50%.

Nel programma WebColf dovrà essere segnata la sigla xNy dove al posto di x si indicano le ore di lavoro totali della giornata comprese le ore di notturno, N sta per lavoro notturno e y corrisponde al numero di ore di lavoro notturno.
Quindi, se, ad esempio, la colf lavora 8 ore di cui 6 di notturno dovrà indicare 8N6 per avere la maggiorazione corretta.
Esistono comunque delle eccezioni nel caso di esclusivo lavoro notturno di semplice attesa o assistenza. Per i collaboratori che svolgono esclusivamente assistenza o presenza notturna, il rapporto viene così regolato:

1. Assistenza esclusivamente notturna :

Si prevede che la collaboratrice assista una persona, autosufficiente o meno, durante la notte nella fascia oraria compresa tra le 20 e le 8 e in caso di bisogno renda delle prestazioni di cura. In tal caso la lavoratrice può essere inquadrata al livello Bs (badante persona autosufficiente), Cs (badante persona non autosufficiente senza diploma specifico) o Ds (badante persona non autosufficiente con diploma specifico) e verrà retribuita con il mensile previsto dalla tabella D del CCNL. Il riposo consecutivo fissato è di 11 ore ogni 24 ore.
Di prassi, inoltre, l'orario previsto è 9 ore dal lunedì al sabato e la domenica notte riposo per un massimo di 54 ore lavorative.
Per i non conviventi sussiste comunque l'obbligo della corresponsione della cena, della prima colazione e di un'idonea sistemazione per la notte. Per questo motivo comunque la gestione con webcolf è da considerarsi sempre in regime di convivenza.

2. Prestazioni esclusivamente d'attesa :

Il collaboratore che viene assunto per mera presenza notturna e non per assistenza continua va retribuito con la paga indicata in tabella E del CCNL collaboratori domestici qualora la sua prestazione sia interamente ricompresa tra le ore 21 e le ore 8. In questo caso va garantito il completo riposo notturno in un alloggio idoneo. Qualora vengano richieste prestazioni diverse dalla presenza le ore lavorate devono essere pagate con la retribuzione prevista per i collaboratori non conviventi (tabella C del CCNL) con le eventuali maggiorazioni contrattuali e limitamente al tempo effettivamente impiegato.

Sia per il caso 1 che il caso 2 l'assunzione deve risultare da atto scritto e scambiato tra le parti e nel caso 1 deve essere specificata anche l'ora di inizio e di cessazione dell'assistenza.

Rinnovo del contratto colf e badanti: novità 2013

Dal primo Luglio, con il rinnovo del contratto nazionale colf e badanti, entrano in vigore le nuove leggi che regolamentano il rapporto di lavoro domestico.
Il nuovo contratto è stato modificato in alcuni punti e perfezionato in altri.
Per la lettura del ccnl completo si veda questo link: Notizie-flash/nuovo-contratto-collettivo-colf-e-badanti-21-05-2013.html

Queste sono le principali novità:

1) art. 14 (riposo settimanale) : il contratto rinnovato prevede che:
a) il riposo settimanale per i collaboratori conviventi sia di 36 ore (24 ore di domenica e le altre 12 durante la settimana). Se il collaboratore lavora durante le 12 ore la maggiorazione è del 40% a meno che il riposo non sia recuperato in un altro giorno della settimana;
b) il riposo settimanale dei non conviventi è solo di 24 ore da godere di domenica;

2) art. 15 (orario di lavoro) : viene introdotta la possibilità da parte di un datore di lavoro che abbia in servizio uno o più lavoratori a tempo pieno addetti all'assistenza di persone non autosufficienti (livello CS o DS) di poter assumere una collaboratrice, convivente o meno, da inquadrare a livello CS o DS, con prestazioni limitate alla copertura dei giorni di riposo dei lavoratori titolari dell'assistenza. Tali prestazioni saranno retribuite con la tabella G del contratto, che per il 2013 prevede un importo orario di 7,14 euro per il livello CS e  8,61 per il livello DS;

3) art.19 (sospensioni di lavoro extraferiali) : viene data la possibilità ai collaboratori domestici di poter richiedere, per motivi gravi e documentati, la sospensione del lavoro senza maturazione di alcun elemento retributivo per un massimo di 12 mesi. Il datore può convenire o meno con la richiesta.

4) art. 23 (matrimonio) : il congedo di matrimonio potrà essere fruito anche non in conicidenza della data dell'evento ma comunque entro 1 anno e sempre se il matrimonio sia stato contratto durante il medesimo rapporto di lavoro.

5) art. 24 (tutela delle lavoratrici madri) : nonostante rimanga il divieto di licenziare la collaboratrice madre fino al terzo mese dopo la nascita del bambino (tranne che per giusta causa), il nuovo contratto prevede che nel periodo del congedo di maternità le dimissioni rassegnate della collaboratrice siano valide solo se convalidate. La lavoratrice madre nel caso di dimissioni nel periodo in vige il divieto del licenziamento non è tenuta al preavviso.

6) art. 26 (malattia) : il periodo di conservazione del posto di lavoro viene aumentato del 50% in caso di malattia oncologica documentata dalla competente ASL.

7) art. 27 (tutela delle condizioni di lavoro) : il datore di lavoro deve informare il collaboratore degli eventuali rischi esistenti nell'ambiente di lavoro relativi all'uso delle attrezzature e all'esposizione ad agenti chimici, fisici e biologico. Tali informativa si realizzerà all'atto delle individuazioni delle mansioni (o variazione mansioni) mediante la consegna di un apposito documento elaborato dall'ente bilaterale del settore (ebincolf)

8) art. 33 (retribuzione e prospetto paga) : nel nuovo contratto viene specificato che la dichiarazione dell'ammontare delle somme erogate dell'anno (dichiarazione sostitutiva cud) va rilasciata dal datore entro 1 mese prima dalla scadenza dei termini per la presentazione della dichiarazione dei redditi, ovvero in occasione della cessazione del rapporto di lavoro.

9) art. 39 (risoluzione del rapporto di lavoro e preavviso) : le dimissioni devono essere convalidate. Le tre modalità valide sono:
a) presso la Direzione Territoriale del Lavoro;
b) presso il Centro per l' Impiego;
c) sottoscrivendo copia della denuncia di cessazione inoltrata dal datore di lavoro alle competenti sede (ricevuta telematica di comunicazione inps di cessazione).

10) chiarimenti a verbale: vengono definiti gli aumenti per i prossimi anni: un aumento dei minimi retributivi di euro 7 a partire da gennaio 2014, di euro 6 a partire da gennaio 2015 e di euro 6 a partire da gennaio 2016 per i collaboratori conviventi inquadrati nel livello BS e aumento proporzionale per gli altri livelli.

Tempo determinato o indeterminato

Il contratto a tempo determinato, che viene stipulato per un periodo massimo complessivo di 36 mesi, si differenzia dall'ordinario rapporto di lavoro per il fatto che è prefissata una scadenza e, quindi, conosciuta già dall'inizio.

Motivazione del contratto
Fermo restando che il contratto di lavoro di regola viene stipulato a tempo indeterminato, è comunque possibile instaurarlo anche a termine per alcune ragioni di tipo tecnico, produttivo, organizzativo e sostitutivo e in particolare per:

- esecuzione di un servizio definito o predeterminato nel tempo, anche se ripetitivo;
- sostituire anche parzialmente lavoratori che abbiano ottenuto la sospensione del rapporto di lavoro per motivi familiari;
- sostituire lavoratori in malattia, infortunio, maternità o che usufruiscono di diritti istituiti per la tutela dei minori, e che sono assenti ma in periodo di conservazione del posto di lavoro;
- sostituire lavoratori in ferie;
- per assistenza extradomiciliare a persone non autosufficienti che si trovano ricoverate in case di cura, ospedali, cliniche e case di riposo.

Atto scritto
Per avere efficacia tale tipo di contratto deve risultare da atto scritto nel quale devono essere espresse le motivazioni di tale scelta. ll datore è tenuto a consegnare copia dell'atto scritto entro 5 giorni lavorativi dall'inizio del rapporto. La mancanza di forma scritta comporta la nullità della clausola relativa al termine e, di conseguenza, il contratto si trasforma a tempo indeterminato.

Proroga e trasformazione
E' comunque possibile prorogare il contratto o trasformarlo a tempo indeterminato.
La proroga è permessa a queste condizioni:

- solo nel caso la durata del contratto iniziale sia inferiore ai 3 anni
- una sola volta
- sulle base di ragioni oggettive prive del carattere della imprevedibilità, eccezionalità e/o straordinarietà.

Prosecuzione del contratto
Se il lavoro continua di fatto oltre il termine fissato o viene successivamente prorogato il datore di lavoro è obbligato a corrispondere una maggiorazione del 20% fino al 10° giorno successivo e al 40% per ciascun giorno ulteriore.
Comunque, se il lavoro continua oltre il 30° giorno, in caso di contratti di massimo 6 mesi, e oltre il 50° giorno in caso di contratti oltre i 6 mesi il contratto si considera a tempo indeterminato.
Qualora, inoltre, per effetto di successione di contratti con le stesse mansioni, il rapporto di lavoro tra stessi contraenti abbia superato i 3 anni comprensivi di proroghe e rinnovi, indipendentemente dai periodi di interruzione, il rapporto si considera a tempo indeterminato.

Intervallo tra due contratti a tempo determinato
Inoltre tra due o più contratti a tempo determinato tra lo stesso datore e lo stesso collaboratore  l'intervallo minimo previsto è di 10 giorni, per i contratti di massimo 6 mesi e di 20 giorni per i contratti superiori a 6 mesi.

Determinato o indeterminato?
Per quanto riguarda i collaboratori domestici è preferibile stipulare contratti a tempo indeterminato per i seguenti motivi:

- per i tempi indeterminati ( o per i tempi determinati con motivazione sostituzione) i contributi sono più bassi;
- il datore di lavoro può licenziare la propria colf o badante senza motivo dando regolare preavviso (o pagando l'indennità sostitutiva) mentre, con il contratto a tempo determinato non è possibile licenziare la lavoratrice prima del termine,e , nel caso di licenziamento illegittimo il datore è tenuto a pagare tutte le mensilità fino alla scadenza prefissata;
- il datore non deve fare alcuna pratica per proroghe e/o trasformazioni del rapporto.

I contratti a tempo determinato sono preferibili solo in caso di sostituzione di collaboratori il cui periodo di assenza è già stabilito (per es. ferie, aspettativa, maternità).

Assunzione minori, studenti e persone legate da vincolo di parentela

1. Assunzione minori:

La legge n 977 del 17 ottobre 1967 e le altre leggi successive di modifica in materia di tutela del minore, come ad esempio la num. 296 del 27/12/2006, prevedono alcuni obblighi per il datore di lavoro che assume minorenni che, se non vengono rispettati, possono comportare sanzioni.

La disciplina distingue nella categoria "minori" le seguenti sottocategorie:
- bambini: che non hanno compiuto i 16 anni e che sono soggetti all'obbligo scolastico;
- adolescenti: compresi dai 16 ai 18 anni che non sono più soggetti all'obbligo scolatisco;
Rimangono esclusi dalle norme di tutela dei minori, però, gli adolescenti addetti a lavori occasionali o di breve durata concernenti:
- servizi domestici in ambito familiare;
- prestazioni di lavoro non nocivo, nè pregiudizievole, nè pericoloso, nelle imprese a conduzione familiare.

L'art. 25 del CCNL dei collabortori domestici, rinnovato il 21 maggio 2013, ammette l'assunzione di minori adolescenti a patto che:
1. i soggetti abbiano almeno 16 anni compiuti;
2. l'ammissione al lavoro non comporti trasgressione dell'obbligo scolastico e sia compatibile con la tutela della salute;
3. i soggetti non siano addetti al lavoro notturno;
4. nel caso di lavoratore minorenne convivente  deve essere rilasciata da parte dei genitori o di chi esercita la potestà, una dichiarazione scritta di consenso, con sottoscrizione vidimata dal sindaco del comune di residenza del minore.
Inoltre, per essere ammessi al lavoro, gli adolescenti devono essere riconosciuti idonei a seguito di visita medica che va effettuata a cura e spese del datore di lavoro, presso un medico del servizio sanitario nazionale (come il medico di base). Poi, sono previste delle visite (ad intervalli non superiori ad un anno) che accertano l'idoneità anche durante il rapporto di lavoro.
Il datore di lavoro, comunque, è tenuto a particolare cura del lavoratore minorenne, per lo sviluppo della sua personalità professionale, morale e fisica.

2. Assunzione lavoratori studenti:

Il CCNL collaboratori domestici prevede che gli studenti di età compresa fra i 16 e i 40 anni, frequentanti corsi di studio al termine dei quali viene conseguito un titolo riconosciuto dallo stato, ovvero da Enti pubblici, possono essere assunti in regime di convivenza con orario fino a 30 ore settimanali.
Essi devono essere inquadrati nelle categorie C, B o BS e pagati con la retribuzione mensile indicata nelle tabelle annuali per i rapporti a tempo parziale.
Tale orario deve comunque essere contenuto interamante :
- tra le 6 e le 14;
- tra le 14 e le 22;
- nel limite massimo di 10 ore al giorno non consecutive, in non più di 3 giorni alla settimana.
Le prestazioni che eccedono l'orario concordato poi verranno retribuite con la maggiorazione prevista dall'art. 16 del contratto se collocate fuori dalla fascia oraria precedentemente individuata. Al contrario, se all'interno della stessa fascia verranno retribuite con la stessa retribuzione oraria di fatto.

3. Esistenza vincolo di parentela tra datore e collaboratore:

Qualora sussistano vincoli di parentela tra datore di lavoro e collaboratore si presume che le prestazioni siano rese per motivi di affetto e non come conseguenza di un rapporto lavorativo. Vi è quindi una presunzione di gratuità.
Ciò però non esclude che sia possibile instaurare un rapporto di lavoro assicurabile tra i due contraenti parenti o affini. L'assicurazione è possibile con provata esistenza del rapporto lavorativo e non affettivo.
Tale prova di esistenza può ritenersi acquisita con la sottoscrizione di una dichiarazione di responsabilità rilasciata dai due interessati, salva la facoltà dell'inps di accertare il vincolo di subordinazione.
L'ente stesso, infatti, stabilisce una valutazione caso per caso in base alla situazione, al grado di parentela e di convivenza o meno.
Spetta quindi al collaboratore e al datore dimostrare l'esistenza di tale vincolo di subordinazione.
Solitamente è prova il pagamento della retribuzione mediante bonifico o assegno, ovvero tramite mezzi certificati e rintracciabili.

C'è da sottolineare però che il contratto di lavoro tra coniugi, parenti o affini, è ammesso sempre nei seguenti casi:
1. assistenza a ciechi civili;
2. assistenza ad invalidi che beneficiano dell'indennità di accompagnamento;
3. perpetue a servizio di sacerdoti secolari di culto cattolico;
4. prestazioni rese a favore di componenti di comunità familiari religiose o militari;
5. assistenza a mutilati e invalidi civili.

Per quanto riguarda le particolarità la giurisprudenza prevede che:
- non è configurabile  un rapporto di lavoro domestico tra coniugi o conviventi more uxorio (tranne nei casi sopracitati);
- le prestazioni domestiche in favore di parenti o affini di 1°grado, indipendentemente dalla convivenza o meno, sono considerate prestate per motivi affettivi. Ci sono comunque delle eccezioni, ad esempio se la nonna, collaboratrice domestica, si dimette dal suo attuale lavoro perchè decide di fare  la babysitter al nipote nato e viene per questo retribuita dal figlio, che diviene suo datore di lavoro;
- in caso di affini o parenti di 2° e 3° grado non conviventi la presunzione di gratuità si attenua ed è possibile assicurare il rapporto se sussistono i vincoli di subordinazione mentre normalmente non vi è subordinazione in caso di convivenza.

Inquadramento

L'art. 10 del contratto collettivo colf e badanti classifica i collaboratori domestici in alcuni livelli in base alle mansioni, al titolo di studio conseguito e all'esperienza posseduta. Il collaboratore, comunque, va inquadrato in base alle mansioni prevalenti.
Possiamo così riassumere i livelli principali:

CATEGORIA DI INQUADRAMENTO MANSIONI
LIVELLO A - Collaboratore familiare con meno di 12 mesi di esperienza professionale, non addetto all'assistenza di persone. Al compimento dei 12 mesi di anzianità il lavoratore deve essere inquadrato al livello B con qualifica di collaboratore domestico polifunzionale;
- Addetto esclusivamente alle pulizie;
- Addetto alla lavanderia;
- Aiuto di cucina;
- Stalliere;
- Assistente ad animali domestici;
- Addetto innaffiatura ed aree verdi;
- Operaio comune. Svolge piccoli interventi di manutenzione e pulizie.
LIVELLO AS  - Addetto esclusivamente alla compagnia;
- Baby sitter:mansioni occasionali di vigilanza dei bambini con esclusione di qualsiasi prestazione di cura.
LIVELLO B - Collaboratore generico polifunzionale. Addetto a mansioni plurime: pulizie, riassetto casa, addetto cucina, lavanderia e assistente ad animali domestici ecc..;
- Custode di abitazione privata;
- Addetto alla stireria;
- Cameriere;
- Giardiniere;
- Operaio qualificato : addetto alla manutenzione con interventi anche complessi;
- Autista;
- Addetto al riassetto camere e servizio prima colazione anche per gli ospiti del datore oltre ad essere un collaboratore generico polifunzionale.
LIVELLO BS  - Assistente a persone autosufficienti e addetto ad eventuali attività connesse al vitto e alla pulizia della casa degli assistiti;
LIVELLO C  - Cuoco.
LIVELLO CS  - Assistente a persone non autosufficienti senza un diploma specifico e addetto ad eventuali attività connesse al vitto e alla pulizia della casa degli assistiti.
LIVELLO D - Amministratore dei beni e del patrimonio di famiglia;
- Maggiordomo: mansioni di coordinamento e gestione dell'ambito familiare;
- Governante: mansioni di coordinamento attività di lavanderia, di cameriere, di stiro, ecc..;
- Capo cuoco;
- Capo giardiniere: mansioni di gestione e coordinamento attività di cura aree verdi e manutenzione;
- Istitutore: mansioni di istruzione/educazione dei componenti del nucleo familiare.
LIVELLO DS - Assistente a persone non autosufficienti in possesso di un diploma specifico e addetto ad eventuali attività connesse al vitto e alla pulizia della casa degli assistiti;
- Direttore di casa: mansioni di coordinamento e gestione relative a tutte le esigenze connesse all'andamento di casa


Va poi specificato che:
1. per persona autosufficiente  s' intende un soggetto in grado di compiere le più importanti attività relative alla cura della propria persona e della vita di relazione;
2. Per collaboratore in possesso di diploma s'intende che il lavoratore deve aver ricevuto una formazione (in Italia o all'estero) nel campo relativo alla propria mansione di minimo 500 ore e un diploma di attestazione.

Orario di lavoro, straodinari e riposi settimanali


Orario di lavoro:

1. Tranne nel caso di contratto a tempo ridotto (punto 2), la durata normale dell'orario di lavoro concordata prevista, in base all'art. 15 del CCNL collaboratori domestici, è di massimo:
- 10 ore non consecutive, per un totale di 54 ore nel caso di collaboratori  conviventi;
- 8 ore non consecutive, per un totale di 40 ore nel caso di collaboratori non conviventi, distribuite su 5 o 6 giorni la settimana;
Si possono stipulare contratti con numero minore di ore però:
- per i collaboratori non conviventi la paga mensile varia in base alle ore contrattuali;
- per i collaboratori conviventi la paga mensile rimane fissa anche al variare delle ore settimanali contrattuali; Ciò che cambia sono i contributi, che si calcolano sempre in  base alle ore lavorative.

2. C'è la possibilità di inquadrare i collaboratori in regime di convivenza con contratto parziale 30 ore per i livelli B, BS, C (o nel caso di studenti dai 16 ai 40 anni).
In questo caso:
- l'orario deve essere ricompreso interamente tra le 6.00 e le 14.00, o tra le 14.00 e le 22.00 oppure massimo 10 ore non consecutive al giorno per tre giorni settimanali.
Quando si inquadrano collaboratori B, C o BS quindi, c'è la possibilità di fare un contratto da 2 a 30 ore e:
- per i collaboratori non conviventi la paga mensile varia in base alle ore contrattuali
- per i collaboratori conviventi la paga mensile rimane fissa ed è quella indicata come paga mensile del contratto ridotto 30 ore. Ciò che cambia sono i contributi, che si calcolano sempre in  base alle ore lavorative.

Riassumendo:

- in caso di contratto come collaboratore non convivente devo tener presente solo la quota oraria minima prevista in base al livello e poi il mensile e il pagamento dei contributi varia in base alle ore lavorate.

- in caso, invece, di contratto come collaboratore convivente il mensile è:
a) fisso, segnato nella tabella A del CCNL, per un contratto che può variare da 2 a 54 ore settimanali per tutti gli inquadramenti (tranne nel caso b);
b) fisso, segnato nella tabella D del CCNL per i contratti ridotti, per gli inquadramenti C, B e Bs che può variare da 2 a 30 ore;
Comunque i contributi, qualsiasi sia la retribuzione, vengono calcolati in base alle ore settimanali effettivamente lavorate.

Riposi settimanali:

Come previsto dall'art. 14 e art 15 (comma 4):

1. Per i lavoratori conviventi:
il riposo settimanale è di 36 ore (1 giorno e mezzo): la domenica più mezza giornata concordata durante la settimana.  Se un collaboratore lavora nelle 12 ore di riposo infrasettimanale la retribuzione oraria deve essere maggiorata del 40% sulla paga di fatto, mentre se di domenica con la retribuzione del 60%.
Inoltre, è previsto, nel caso in cui il collaboratore non lavori interamente nella fascia 14.00/22.00 o 6.00/14.00, un riposo intermedio non retribuito di almeno due ore, durante le quali il lavoratore può decidere o meno di rimanere nell'abitazione del datore di lavoro.

2. Per i lavoratori non conviventi: il riposo, con il rinnovo del contratto del 21 maggio 2013, viene diminuito a 24 ore ossia un giorno (prima era un giorno e mezzo come i conviventi) da godere di domenica.

Il riposo domenicale è irrinunciabile. Nel caso di richiesta di straordinario in tal giorno il collaboratore deve essere retribuito con la paga di fatto maggiorata del 60% e deve essere concesso un giorno di riposo il giorno immediatamente successivo.

Solo nel caso il lavoratore processi una fede religiosa che preveda il riposo in un giorno diverso dalla domenica, le parti possono accordarsi di modificare il giorno di riposo. Comunque la domenica rimane la maggiorazione del 60%.

Nel caso il collaboratore non convivente lavori per un orario pari o maggiore di 6 ore con presenza continuativa sul posto di lavoro, spetta la fruizione del pasto oppure un'indennità sostitutiva pari al suo valore convenzionale. Il tempo del pasto, sarà però concordato tra le parti e non retribuito.

Orario di lavoro per il contratto di sostituzione dei riposi della badante principale:

L'art 15, comma 9 del CCNL del 21 maggio 2013 introduce una nuova modalità di gestione.
I datori possono assumere una collaboratrice solo per coprire i turni di riposo della collaboratrice principale.
Si prevede che:
a) il livello al quale inquadrare il lavoratore può essere : CS o DS;
b) possa essere stipulato solo per sostituire collaboratricei nei riposi;
c) che la retribuzione sia quella indicata nella tabella G (per il 2013: CS euro 7,14, DS euro 8,61), sia che il riposo cada di sabato o di domenica.

Lavoro straordinario:

Le ore di lavoro  richieste oltre l'orario giornaliero massimo previsto sono da retribuire con una paga di fatto maggiorata del:
- 25% se il lavoro viene prestato tra le 6 e le 22;
- 50% se il lavoro viene prestati tra le 22 e le 6 (notturno straordinario).  Se invece si tratta di notturno ordinario (20% di maggiorazione);
- 60% se il lavoro viene prestato di domenica o durante la festività;
- 40% se il lavoro viene prestato da un collaboratore convivente durante la mezza giornata di riposo infrasettimanale;
- 10% se il lavoro viene prestato da un collaboratore non convivente per le ore eccedenti le 40 e fino alle 44 nella fascia oraria 6.00 - 22.00.

Le ore di straordinario, tranne nel caso di emergenza, devono essere richieste con un giorno di preavviso.

Calcolo lavoro straordinario conviventi e non conviventi:

La maggiorazione in caso di straordinario va calcolata sulla paga di fatto.
In caso di collaboratore convivente la paga di fatto non corrisponde alla paga oraria totale, come invece è previsto per i collaboratori non conviventi, ma risulta dalla somma della paga oraria totale più la quota oraria di vitto e alloggio.
Quindi:
1. per un collaboratore non convivente con paga oraria totale di 6,00 euro, lo straordinario verrà calcolato moltiplicando 6 euro per la percentuale di maggiorazione. (es. 6,00 x 50%);
2. per un convivente con paga mensile di 827,44 euro per un contratto di 54 ore settimanali invece la procedura è la seguente:
data la paga oraria:
euro 827,44 : (54 ore settiman. x 4,3334 settimane medie in un mese)= euro 3,53 paga oraria

data la quota oraria vitto e alloggio:
5,31 euro giornalieri di vitto e alloggio x 26 giorni lavorativi medi mensili=138,06 euro mensili di vitto e alloggio
138,06 : (54 ore sett x 4,3334 set medie in un mese)= 0,59  euro quota di vitto e alloggio oraria

data la paga di fatto:
3,53 euro paga oraria + 0,59 euro quota vitto e alloggio oraria= 4,12 euro paga di fatto

lo straordionario si calcola:
paga di fatto  x la percentuale di maggiorazione e quindi:

4,12 paga di fatto per la percentuale di maggiorazione per il numero di ore lavorate.
Ad esempio per 4 ore di lavoro festivo, che va pagato al 60%:
(4,12 x 60%) x 4 ore= 6,60 euro di paga di fatto maggiorata del 60% x 4 ore=26,40 euro lavoro festivo.

Questi calcoli vengono comunque effettuati in automatico dal programma webcolf.


Permessi, congedo matrominiale e diritto allo studio

Il contratto nazionale prevede dei permessi, retribuiti e non retribuiti per i collaboratori domestici che vengono riassunti in 4 articoli:

1) art.9 (Permessi per la formazione professionale):
il contratto prevede che i collaboratori con almeno 12 mesi di servizio presso il datore di lavoro possa usufruire di un monte-ore annuo di 40 ore di permesso retribuito per la frequenza di corsi di formazione professionale per assistenti e collaboratori domestici.

2) art. 20 (Permessi):
a) I lavoratori hanno diritto a permessi individuali retributi per effettuazione di visite mediche documentate, purchè coincidenti con l'orario di lavoro.
I permessi spettano in questa misura:
- conviventi: 16 ore annue ridotte a 12 per i lavoratori C, N e Bs con contratto ridotto.
- non conviventi: con orario non inferiore alle 30 ore settimanali: 12 ore annue
- per i non conviventi con orario inferiore alle 30 ore le 12 ore annue verranno riproporzionate in ragione dell'orario di lavoro prestato.
Per il riproporzionamento dei permessi si deve moltiplicare il numero delle ore settimanali per 12 e poi il risultato dividerlo per 30.
Portiamo in seguito un esempio di calcolo per un collaboratore che lavora 15 ore settimanali:
(15  x 12): 30= 6 ore di permesso annuali a cui ha diritto il collaboratore in questo caso.
b) il lavoratore colpito da comprovata disgrazia a familiari conviventi o parenti entro il secondo grado ha diritto ad un permesso retribuito pari a 3 giorni lavorativi
c) al padre lavoratore spettano 2 giornate di permesso retribuito in caso di nascita di un figlio

3) art. 22 (Diritto allo studio):
Nel caso il datore di lavoro frequenti corsi scolastici di scuola dell'obbligo o di specifico titolo professionale, le ore non prestate per tali motivi non sono retribuite la possono essere  recuperate; sono invece retribuite le ore relative agli esami annuali, entro l'orario giornaliero, nei limite di quelle occorrenti agli esami stessi.

4) art. 23 (Matrimonio):
In caso di matrimonio spetta al lavoratore un congedo retribuito di 15 giorni di calendario, che potrà scegliere di usufruire entro un anno dalla data del matrimonio e sempre nel caso che il matrimonio sia  avvenuto in costanza con lo stesso rapporto di lavoro. In caso di non corresponsione in natura del vitto e alloggio, inoltre, è previsto il pagamento dell'indennità sostitutiva di vitto e alloggio per i 15 giorni di congedo.

Per quanto riguarda i permessi non retribuiti:
- Al lavoratore, che ne faccia richiesta, potranno essere concessi, per giustificati motivi, dei permessi di breve durata non retribuiti; (art. 20 comma 5)
- In tal caso non è dovuta indennità sostitutiva di vitto e alloggio; (art. 20 comma 6)

Vitto e alloggio

Il collaboratore convivente ha diritto a ricevere il vitto e l'alloggio oltre alla normale retribuzione.
Se il vitto e l'alloggio non vengono fruiti in natura lo stesso lavoratore ha diritto ad un'indennità sostitutiva. Quest'ultima va calcolata moltiplicando il valore della quota giornaliera, che viene fissato ogni anno, per il numero di giorni lavorativi. Per il 2013, ad esempio, la quota giornaliera è di euro 5,31 (1,85 per colazione /pranzo, 1,85 per la cena e 1,61 per il vitto).

Nel caso in cui il collaboratore goda del vitto ma non dell'alloggio, oppure il contrario, l'indennità sostitutiva sarà calcolato non sulla quota giornaliera intera ma solo sulla parte non goduta in natura.
Quindi, se, per esempio, una badante convivente 30 ore settimanali dorme ma non mangia in casa, deve esserle pagata, per il 2013, l'indennità di vitto pari a 1,85 + 1,85= 3,70 euro giornalieri.

Il contratto collaboratori domestici, poi, precisa che, nel caso di festività e ferie debba essere riconosciuta l'indennità di vitto e alloggio, sempre nel caso in cui non venga goduto  comunque in natura.

Dove incide la quota di vitto e alloggio?
- 13esima: nel conteggio della tredicesima va inserita anche la quota di vitto e alloggio mensile (quota giornaliera per 26 giorni lavorativi medi);
- tfr: nella retribuzione utile a tfr, sulla quale si basa il calcolo del trattamento di fine rapporto, va inserita anche la quota mensile di vitto e alloggio;
- straodinari: nel calcolo dello straordinario va maggiorata la paga di fatto, dove per paga di fatto si intende la paga totale più la quota di vitto e alloggio.
- contributi: la retribuzione effettiva sulla quale poi si calcolano i contributi comprende la quota di 13esima e la quota di vitto e alloggio.

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